Maria Cecilia Mazzi

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Maria Cecilia Mazzi (–), scrittrice e critica d'arte italiana.

Il critico[modifica]

Incipit[modifica]

Camillo Boito inaugura, nel 1871, la serie di Rassegne artistiche sull'ancora prestigiosa Nuova Antologia sferrando un attacco molto deciso in favore dell'arte per l'arte e contro ogni forma di applicazione dell'arte alle "dottrine".
Se prima del cinquantanove, il cuore batteva guardando lo Spartaco del Vela – afferma lo scrittore – ciò avveniva perché "quella figura era un simbolo esterno delle passioni che già ci bollivano dentro": secondo lui, infatti, l'arte può giovare alla politica, alla guerra, alla morale, alla storia, alla filosofia, soltanto "come né primi secoli cristiani servivano alla religione le figure delle catacombe di mosaici delle basiliche; ma non è tenuta insomma ad essere altro che arte".

Citazioni[modifica]

  • Riaffiora, poi, l'educazione romantica nell'affermazione "La poesia è inconscia di sé: l'uomo non la domina, né è dominato. Scorga dall'anima o soave ruscello o furioso torrente" pare che la natura, prosegue il Boito, "nel vedersi ritrarre matematicamente soffra e si lagni". È evidente, in simili dichiarazioni, la forza ancora vitale dell'insegnamento di Pietro Selvatico, del resto mai smentito anzi costantemente difeso nei confronti di ogni detrattore, anche se la distanza interposta è ormai incolmabile... (p. IX)
  • La pur folta pattuglia dei napoletani non sciorina le sue cose migliori e i suoi nomi più autorevoli; la presenza dei Toscani, già agguerritissimi a Parma, è affidata al Signorini, a Giovanni Fattori e al Borrani. In quella rassegna sono due i pittori che attirano con insistenza l'attenzione del Boito: Il Cammarano un pittore maschio, spesso ruvido e Giuseppe De Nittis con due studi sopraffini dove si scorge una bella e coscienziosa ricerca del vero anche se non priva di qualche affettazione parigina. (p. XIII)
  • Fra le 700 tele colorate presenti in mostra, il trionfo spetta alla Processione del Corpus Domini a Chieti del giovane Michetti e alla formula festosa da lui inaugurata. "opera molto ragionevole, molto equilibrata, molto accurata, straordinariamente gentile [...] di un'eleganza chiara e viva, scrive il Boito ma ammonisce " il giovane pittore ha bisogno di torsi dalla mano quel che serba tuttavia del Fortuny e gli consiglia "la cura del realismo ruvido", poiché "la grazia, che tra le qualità artistiche è la più attraente, quella che i commercianti pagano con maggior peso d'oro, è anche la virtù più presta a degenerare in peccato". (p. XVIII)
  • [Camillo Boito] Accoglie con favore le ricerche cromatiche spinte dal Michetti in direzione luministica e propense a privilegiare le ombre e i colori freddi, in particolare nelle opere più nuove (Pesca alle tondine, Un'impressione sull'Adriatico, I morticini) e più ostiche alla maggior parte dei critici. (p. XX)
  • Il criterio dell'utilità dell'arte diventa centrale nel pensiero del Boito: nell'arte industriale come in quella architettonica il punto cruciale sta, a suo parere, nella necessità di avere "uno stile contemporaneo, ma nazionale". (p. XXIV)

L'artista[modifica]

Incipit[modifica]

Gite di un artista, pubblicato nel 1884 da Ulrico Hoepli raccoglie alcuni scritti comparsi per lo più nella Nuova Antologia e che coprono i venti anni decisivi nella produzione di Camillo Boito. Contrariamente ai racconti, usciti in più di una edizione, questo testo ha visto le stampe soltanto una volta e non se ne conoscono recensioni: solo il Marangoni ne fa cenno "Quale persona colta in Italia non conosce le gite di un artista [...] pagine brevi ed indimenticabili" prima dei critici letterari a noi contemporanei ai quali, con diversa dizione, si deve un ritrovato interesse per lo scrittore.

Citazioni[modifica]

  • Il libro di Camillo Boito si presenta con un'intonazione misurata fin dal titolo e rimanda ad una dimensione circoscritta, ad un filone che, forse, non appartiene neanche del tutto alla letteratura di viaggio, se in essa si assume come esemplare il testo goethiano, ma che ha precedenti non meno illustri. (p. XXVI)
  • Un altro testo eccentrico nella letteratura di viaggio sono i Reisebilder di Heinrich Heine, scrittore molto amato dal nostro autore, caratterizzati dall'assenza di sistematicità nell'esposizione e da un'ardita mescolanza fra riflessione e ironia. (XXVII)

Bibliografia[modifica]

  • Maria Cecilia Mazzi, Il critico e L'artista in nota introduttiva e apparato iconografico a Camillo Boito, Gite di un artista, De Luca Edizioni d'Arte, Roma 1990 – ISBN 88-7813-239-X