Maria Cumani Quasimodo

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Maria Clementina Cumani, coniugata Quasimodo (1908 – 1995), attrice, danzatrice e poetessa italiana.

«O forse tutto non è stato»[modifica]

  • Prendetemi per mano | portatemi via da me | lontana da me per sempre. | Non vedo più i campi del mare | fermi i cieli, palme polverose | m'assediano, soffocando. | Martoriata la sabbia | va e viene su e giù | al ritmo del mio respiro. | Per questo vi prego | portatemi via da me | datemi una festa | senza riflessi | un odore senza echi | di canti interminabili | un mutamento in grandezza | e le mani si aprano al piacere di piccoli fiori. (Prendetemi per mano, p. 79)
  • Improvviso un vento | mi ha spazzato via, | annullata dalla scena del mondo | in un risucchio dell'aria; | così a scuola da ragazzi | si cancella, in fretta, | sulla lavagna, | un nome da nascondere. (Improvviso un vento, p. 133)
  • Cola denso il sangue dalle ferite | là, ove, un tempo, premevano al volo | e caddi nella rete insidiosa. (Caduta, p. 179)

Citazioni su Maria Cumani Quasimodo[modifica]

  • Ho avuto modo , dopo aver sentito qualche parere altrui, di leggere i versi della Cumani-Quasimodo e di farmene un'idea. Il meno che si possa dire è che si tratta di un testo con sicuri pregi di schiettezza e di nettezza espressiva. (Vittorio Sereni)
  • La lunga storia di amore e di sacrificio che ha legato l'autrice a uno dei più famosi poeti del nostro tempo – di cui qui sono fittissime le impronte o più propriamente le ombre, le proiezioni interiori – è stata vissuta dalla Cumani alla pari, almeno alla pari con il suo partner non solo quanto a intensità emotiva, ma anche (ciò che più c'importa e ci coinvolge come testimoni muti, come ascoltatori) per la capacità di interrogare a nome di tutti, d'inondare eroicamente e dolorosamente di luce il grande mistero dei sentimenti. (Giovanni Raboni)
  • Le poesie della Cumani-Quasimodo, ora che sono stampate, non sfuggiranno, secondo me, ad una alternativa di parti: la fine di una connivenza umana può diventare, per volontà soltanto di lei, una strana simbiosi di poetica di cui lui, Quasimodo, partecipa con le parole della sua poesia – che non sono più sue, ma della poesia – e lei con l'immagine e la finzione di sé medesima che non è più sua, ma anch'essa della poesia. Poeticamente la Cumani-Quasimodo è fatta delle sue stesse parole alle quali dà fede nel momento stesso in cui vuole togliergliela. (Alfonso Gatto)

Bibliografia[modifica]

  • Maria Cumani Quasimodo, «O forse tutto non è stato», Nicolodi, Rovereto (TN), 2003. ISBN 88-8447-064-1

Voci correlate[modifica]

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