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Mariangela Gualtieri

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Mariangela Gualtieri

Mariangela Gualtieri (1951 – vivente), poetessa e scrittrice italiana.

Citazioni di Mariangela Gualtieri

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  • Adesso fa notte – fa preghiera. | Apre le serrature del silenzio | fa apparire la mappa siderale | e ci inginocchia per quello spazio | immenso | fra qui e l'orlo | del cominciamento | quando le spine dorsali | stanno tutte tese.[1]
  • Che cosa sono i fiori? | non senti in loro come una vittoria? | la forza di chi torna | da un altro mondo e canta | la visione. L'aver visto qualcosa | che trasforma | per vicinanza, per adesione a una legge | che si impara cantando, si impara profumando. || Che cosa sono i fiori se non qualcosa d'amore | che da sotto la terra viene | fino alla mia mano | a fare la festa generosa. || Che cosa sono se non | leggere ombre a dire | che la bellezza non si incatena | ma viene gratis e poi scema, sfuma | e poi ritorna quando le pare. || Chi li ha pensati i fiori, | prima, prima dei fiori.[2]
  • Bobin è fra coloro che hanno il compito di portare in salvo due entità così vessate dall’onnipresente impero: la lingua, la sfinita vitalità della lingua e quella che potremmo chiamare la salute ritmica del mondo, attaccata ora da quella misteriosa, sinistra forza che ci impone una generale corsa, una generale fretta, ed una conseguente mancanza di cura, di profondità, di compassione, di ispirazione – tutte entità che richiedono una ritmica lenta, di ascolto, di attesa, di rivelazione. Per questo mi rinfresca leggere Bobin: ho sempre l’impressione di una bolla di terra ferma e assolata, ombreggiata, stellata, nel bel mezzo di un prepotente, coatto sgambettare di tutto.[3]

Bestia di gioia

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Non c'è scatto nel cielo.
Solo il fulmine ha spigoli e fuoco.
Solo il fulmine viaggia nervoso.
Ma guarda ora – che pace –

A me pare di averlo percorso
tutto a volo - questo azzurro –
che si dispiega pacato. Mi pare
un luogo che conosco. Che è stato
di me. E lo è ancora.
Se guardo – entra nella radice
dà da bere al mio
alimenta il mio fuoco.

Citazioni

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  • Io canto il semplice del grano | e del pane la stessa festa che si tiene | fra le rose a maggio, la corsa | della rondine e il coraggio | dell'animale nella tana | quando gli esce il nato fra le zampe. (da Naturale sconosciuto, p. 32)
  • La mano è felice oggi. | Un fare niente la riempie | di pace vegetale. Sono come | in attesa. Sono un animale | che ozia, che riposa nella sua buccia | un frutto appeso al ramo | nella maturazione. (da Naturale sconosciuto, p. 40)
  • Via immacolatella | palazzo aiutamicristo | ex convento dello spasimo | via dello schiavuzzo | monastero delle ree pentite | professa dei gesuiti | chiesa delle cappuccinelle | congregazione del signoruzzo | madonna dei rimedi | maria santissima del paradiso dei mugnai | chiesa dei quattro canti coronati | santa maria degli agonizzanti | reclusorio dell'annunziata. | È palermo, questa. (da Per solitario andare, p. 101)
  • Se questo è amore, mi dico. Ma sì, | questo è l'amore che conosciamo. Ora. | Amore appiccicato, che incolla | quel poco di ala modesta sulla schiena. | Amore legato. In cui si ripete la solfa | del tu e dell'io. Non siamo capaci | di essere insieme acqua e moto, | sale e onda, unica impresa spettacolare. | Come il mare laggiù, lo vedi? (da Mio vero, p. 126)
  • Sii dolce con me. Sii gentile. | È breve il tempo che resta. Poi | saremo scie luminosissime. | E quanta nostalgia avremo | dell'umano. Come ora ne | abbiamo dell'infinità. | Ma non avremo le mani. Non potremo | fare carezze con le mani. | E nemmeno guance da sfiorare | leggere. | Una nostalgia d'imperfetto | ci gonfierà i fotoni lucenti. | Sii dolce con me. | Maneggiami con cura. | Abbi la cautela dei cristalli | con me e anche con te. | Quello che siamo | è prezioso più dell'opera blindata nei sotterranei | e affettivo e fragile. La vita ha bisogno | di un corpo per essere e tu sii dolce | con ogni corpo.[4]

La gioia si condensa
in particelle legate, si fa sfera rotante
e firmamento, si getta
nella vita danzante
senza perire, senza esaurire,
immutata, intoccata, seducente.
Conduce a sé e il morire dei corpi non è
che l'entrare fuori misura.
Senza chili, senza metri, senza
particelle. Alleluiare.

Fuoco centrale e altre poesie per il teatro

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PARLAMI CHE
IO ASCOLTO PARLAMI CHE
MI METTO SEDUTA E ASCOLTO
METTO UNA MANO SULL'ALTRA
PARLAMI E ASCOLTO.

RIVOLTATE LE INGIURIE FATENE
PEZZI SERENI
RIVOLTATE LO SGUARDO IL
PENTIMENTO, RIVOLTATE LE BRACCIA
I PARAMENTI LE INSEGNE
SPEZZATE LE OSSA
NON TRANGUGIATE NON DORMITE
TENETEVI ALL'ERTA. FATECI UN SEGNO.

Citazioni

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  • Io guardo spesso il cielo. Lo guardo di mattino nelle | ore di luce e tutto il cielo s'attacca agli occhi e viene a | bere, e io a lui mi attacco, come un vegetale | che si mangia la luce. (da Ossicine, p. 38)
  • Non so se questo fatto di non avere | un paio d'ali, sia premio o castigo, | io non so se la polveriera | della mia inquietudine sia un trono | su cui siedo minacciato, se la fuga che | a scatti regolari mi pungola, se quel | puerile sogno di fuga sia uno sgambetto | d'angelo, d'un buffone d'angelo che | mi vuole inciampare. (da Monologo del non so; in Parsifal.p. 60)
  • Io sono dei vostri, alberi, sono dei vostri | animali eleganti, io sono dei vostri. Credetelo. | Sono dei vostri. Ci separa soltanto un fiato infantile, | ma lo so, lo so, sono io tutto quel | manto, sono io il tronco e lo storno e il | falco. Ci separa un niente, colore, capello, | piccolo piccolo nome: l'impianto del | respiro è solo apparente diverso. (da Predica ai pesci, p. 112)

Gli animali di Parsifal piccolo.
Come persona che non parla – è l'animale. Come persona che manca le parole – come persona muta nel pensiero che manca le parole. Come grande silenziatura. Come aspettare le parole è l'animale. Come parlante solo nell'occhio bastonato che non suona.
Molto udire, molto annusare, molto vedere, molto correre, molto volare, molto sentire, molto amare.
Si prende. Si uccide. Si cuoce. Si mangia. Si lega. Si bastona. Si bacia. Si mette nella cuccia. Si castra. Si taglia l'orecchio. Si inchioda la testa nel muro. Si spenna. Si ingrassa. Si fa lavorare.
Dire grazie, almeno.

Note

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  1. Da Voci tempestate. Citato in Bianca Maria Sacchetti, Orli, fessure e fondali: la poesia di Mariangela Gualtieri, minimaetmoralia, 13 agosto 2014.
  2. Da Senza polvere senza peso, Einaudi, Torino, 2006. ISBN 88-06-16840-1. Citato in Lorella Barlaam, Giardini: (il faut cultiver notre jardin), Guaraldi, Rimini, 2014, p. 39. ISBN 978-88-8049-851-3
  3. Dall'introduzione a Sovranità del vuoto, AnimaMundi Edizioni, 2014
  4. Citato in AA.VV., Stella d'Italia, Mondadori, Milano, 2013, p. 250. ISBN 9788852039065

Bibliografia

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Altri progetti

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