Mario Andretti

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Mario Andretti (1970)

Mario Gabriele Andretti (1940 – vivente), ex pilota automobilistico italiano naturalizzato statunitense.

Citazioni di Mario Andretti[modifica]

  • Non vedevo l'ora di entrare in un abitacolo, uno qualsiasi: è ciò che mi ha reso felice.[1]
  • Paul Newman fu un grandissimo amico oltre che un grandissimo appassionato di corse. Non era solo un nome, un personaggio che girava per il paddock. Lui amava follemente fare parte di questo mondo. Ha avuto anche una carriera da pilota, anche se forse ha cominciato a correre che era un po' troppo vecchio per fare la differenza. Era una persona fantastica, un ragazzo davvero divertente. Ci facevamo scherzi in continuazione e sapete cosa vi dico? Lui si sentiva molto più a suo agio in pista, con noi, che nel suo ambiente di lavoro. Un uomo eccezionale.[2]
  • [Nel 2020, «ai suoi tempi correvate in tante categorie diverse: eravate piloti più completi di oggi?»] Posso parlare solo per me. Io provavo un enorme piacere nel guidare auto diverse, vincere in serie che non rappresentavano la mia specialità. Ero curioso di vedere cosa succedeva dall'altra parte, anche se tutti i miei contratti me lo proibivano. Nel 1978 correvo in F.1, Indycar e Iroc (Race of Campions). Colin Chapman, durante un test con la sua Lotus a Silverstone, mi chiese cosa avrei fatto nel weekend successivo. "Vado in America a correre in Indycar con la Penske", dissi. Lui: "Non puoi, il contratto non te lo permette". E io: "Il contratto dice di no ma io lo faccio lo stesso". E lo feci...[1]

Citazioni su Mario Andretti[modifica]

  • Se devo proprio fare il nome di un pilota cui sono particolarmente legato tra i tanti, direi Mario Andretti, per il suo carisma, la sua affidabilità e la sua dedizione alla Ferrari. Secondo me è stato l'ultimo rappresentante di una generazione di piloti che correva indifferentemente su qualsiasi vettura: Formula 1, Indy, Sport Prototipi, Can Am. Quando, in quel terribile 1982 [dopo la morte di Gilles Villeneuve e l'incidente di Didier Pironi] ci trovammo alla vigilia di Monza senza un pilota, la decisione fu spontanea: "Chiamiamo Mario!" Lui prese il primo aereo dall'America, arrivò con la sua serena professionalità, salì sulla 126C2 e fece subito la pole position, tra il tripudio generale. (Mauro Forghieri)

Note[modifica]

  1. a b Dall'intervista di Gianluca Gasparini, Gli anni felici di Super Mario «Che ricordi con la Ferrari», La Gazzetta dello Sport, 29 febbraio 2020, p. 43.
  2. Dall'intervista di Alberto Saiu, Mario Andretti: dal 'mago' Mauro al passaggio a Trump , Formulapassion.it, 27 maggio 2018.

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