Max Frisch

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Moneta commemorativa svizzera per Max Frisch

Max Frisch (1911 – 1991), scrittore e architetto svizzero.

Citazioni di Max Frisch[modifica]

  • A Genova splendeva già il sole. Molto stanco, in verità, così che più di tutto avrebbe desiderato sedersi sui gradini come un mendicante, Rolf si trovò sotto i portici della stazione, un signore senza bagaglio, in compenso con un inutile cappotto sul braccio, con la barba lunga anche, guardava il traffico con il suo baccano di clacson, con lo sferragliare dei tram cigolanti nelle fenditure d'ombra di stretti vicoli, con frotte di gente che pareva avere tutta una meta; e questa era dunque Genova.[1]
  • Passarono con la barca sopra una nave da carico affondata; le lastre di ferro ricoperte di alghe affioravano minacciose da quelle sporche profondità. In lontananza echeggiava il martellare nei cantieri. [...] Di tanto in tanto si udiva l'urlo di una sirena, smorzato dal vento e frantumato dalla eco e non si capiva da dove venisse e perché; nessuna delle grosse navi pareva veramente sul punto di partire. Faceva caldo. Vapori azzurri, puzzolenti incombevano sopra le acque del porto. Soltanto una sudicia barca da pesca passò crepitando e le boe ondeggiarono, le catene ammuffite che si perdevano sinistramente in quella torbida profondità. Passarono così davanti ai moli e ai docks, legno e pietra, tutto annerito di fuliggine e di olio. [...] Qua e là riluceva la pancia di un pesce morto, biancheria di marinai, una voce che cantava nell'interno di una cabina, tutto c'era, quello che un giro del porto può offrire, persino una nave da guerra grigia, con i cannoni incappucciati di tela, montagne di carbone con sopra gabbiani bianchi, in lontananza la città accatastata sul pendio, Genova, già quasi nuovamente irreale...[2]
  • Volevamo braccia, sono arrivati uomini.[3]
Man hat Arbeitskräfte gerufen, und es kommen Menschen.

Homo Faber[modifica]

  • Ogni apparecchio può guastarsi una volta o l'altra; quel che mi innervosisce è di non sapere il perché.
  • Per il solo fatto che parliamo del probabile, anche l'improbabile vi è sempre già incluso, e precisamente in quanto caso limite del possibile, e quando capita che avvenga, questo improbabile, non c'è per noi nessun motivo di meraviglia, di commozione, di mistificazione.
  • Tecnica come trucco [...] per sistemare il mondo così che non dobbiamo viverlo concretamente.
  • Una donna che è capace, prima di vestirsi, di cambiar posto ai fiori nel vaso e intanto di parlare dell'amore e del matrimonio, questo nessun uomo lo sopporta, credo, a meno che non sia un ipocrita.

Incipit di Barbablù[modifica]

«Conoscete questa cravatta, signor Schaad?»
«Me l'hanno già fatta vedere.»
«È la cravatta che è servita a strangolare la vittima, come sapete.»
[citato in Fruttero & Lucentini, Íncipit, Mondadori, 1993]

Note[modifica]

  1. Da Stiller, p. 193
  2. Da Stiller, pp. 194-195
  3. Prefazione al libro Siamo italiani – Die Italiener. Gespräche mit italienischen Arbeitern in der Schweiz di Alexander J. Seiler, Zürich: EVZ 1965. Als "Überfremdung I" in Max Frisch: Öffentlichkeit als Partner, edition suhrkamp 209 (1967), S. 100. Auch in Berliner Zeitung 8. Jan. 2005

Bibliografia[modifica]

  • Max Frisch, Homo Faber, traduzione di A. Rendi, Feltrinelli Editore, 1997.
  • Max Frisch, Stiller, traduzione di Amina Pandolfi, Arnoldo Mondadori Editore, Milano, 1980.

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