Mikael di Wollo

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Mikael di Wollo

Mikael di Wollo (1850 – 1918), militare e politico etiope.

Citazioni di Mikael[modifica]

  • Io ho un grande concetto degli europei. Menelik è grande perché seppe conoscerli ed apprezzarli. Se mio figlio Yasu è destinato come è volere del Negus a salire al trono farò di tutto perché egli compia un viaggio in Europa. Bisogna che l'Abissinia cammini.[1]
  • Se io avessi delle armi e dei mezzi più potenti di quelli dei miei nemici metterei le une e gli altri al mio servizio per assoggettare il paese degli altri. Per cosa tenerle allora?[2]

Citazioni su Mikael[modifica]

  • Certo il suo passato è degno dell'alta aspirazione poiché Micael fu or sono vent'anni il rivale più forte di Menelik e sebbene questi riuscisse quasi a batterlo, ne lasciò intatta la potenza e non trascurò mai di offrirgli infinite e lusinghiere prove di amicizia sino a dargli la figlia in isposa. (Arnaldo Cipolla)
  • Era un gran signore che per vezzo aveva conservato la vecchia abitudine abissina dei capelli pettinati a treccia, abbandonata ormai da tutti. E pensare che era nato musulmano e si chiamava Mohamed Alì prima che il negus Giovanni, scomparso da poco dalla scena del mondo, lo conducesse, con le buone o le cattive, alla vera fede. Era uno che prometteva a tutti, manteneva a pochi e non si fidava di nessuno. Gli bastava battersi con la metà del coraggio che sua madre la regina dei Wollo, Gala Virgit, aveva esibito contro il terribile Teodoro, perché la vittoria fosse sicura. (Domenico Quirico)
  • Ras Micael è un bell'uomo sulla cinquantina, aitante nella persona, dal profilo regolare, dall'occhio vivace e dai lineamenti aristocratici. Alla connessura labbiale destra ha una cicatrice prodottagli da ferita ricevuta combattendo. Ha facile, simpatico il sorriso, la parola ornata, seducente e cortese, l'espressione assai dolce. Il Ras dei Wollo Galla si è convertito dall'islamismo al cristianesimo da circa vent'anni ed è curioso constatare come egli sia un praticante rigoroso e sincero almeno apparentemente. In grazia della sua natura mussulmana-abissina egli possiede spiccatissima la visione dell'importanza del commercio: favorisce i mercati, per modo che nella sua regione si contano i più importanti centri commerciali di Abissinia, sorveglia le vie di comunicazione, medita l'opportunità di costruire qualche ponte ed è suo merito se Dessiè va assumendo una importanza così grande da rivaleggiare oramai col famoso mercato di Borumieda reputato il più frequentato dell'impero. (Arnaldo Cipolla)

Note[modifica]

  1. Citato in Arnaldo Cipolla, Nell'impero di Menelik, Milano, Società Editrice la Grande Attualità, 1911, pp. 101-102
  2. Citato in Arnaldo Cipolla, Nell'impero di Menelik, Milano, Società Editrice la Grande Attualità, 1911, p. 181

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