Ottavia Piccolo

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Ottavia Piccolo nel 1971

Ottavia Piccolo (1949 – vivente), attrice e doppiatrice italiana.

Citazioni di Ottavia Piccolo[modifica]

TriangleArrow-Right.svg Citazioni in ordine temporale.

  • Le primedonne erano altre: le Proclemer, le Brignone, le Morelli... La mia generazione ha avuto un'altra sorte. Oggi sono lieta di stare qui, in una compagnia stimolante, in un teatro finalmente diretto da una donna. Mimma Gallina è anche un'amica: insieme si va a fare spese. Con Strehler non sarebbe mai successo. Insomma, non sono diventata una star ma ho avuto le cose giuste al momento giusto: sono cresciuta con grandi personaggi, ho fatto splendidi incontri.[1]
  • Vorrei tanto essere la protagonista di una storia romana, perché tale mi sento. Sono venuta nella capitale quando avevo nove mesi. Sono cresciuta nel quartiere popolare di San Paolo e devo dire che la mia romanità verace mi ha anche causato qualche problemino serio di dizione: quando iniziai a recitare, fui costretta a frequentare dei corsi per migliorare il mio italiano. Parlavo decisamente come un'autentica trucida. E devo confessare che ancora adesso, quando non sono in veste ufficiale, mi lascio andare alla cadenza dialettale. Così mi sento a casa mia, anche se ormai vivo a Milano da molti anni.[2]
  • Anna Politkovskaja è la punta di un iceberg. Le donne sono vissute a lungo compresse, schiacciate nella loro possibilità di esprimersi. Ma secoli passati ad abbassare la testa hanno dato alle donne una forza sconosciuta agli uomini: quando si mettono in gioco, lo fanno senza paura.[3]
  • [Su Anna Stepanovna Politkovskaja] Era una donna coraggiosa che non si considerava un’eroina. Voleva fare semplicemente il suo mestiere. [...] Una donna piccina, chiara, con due figli. Una che non se la tirava, che magari avrebbe detto: nelle mie condizioni anche voi avreste fatto la stessa cosa.[4]
  • [Su Anna Stepanovna Politkovskaja] La sua etica era così forte che non aveva più paura. Diceva di essere stanca, di provare schifo per coloro che non le impedivano di fare il suo lavoro. Ma il suo era un impegno morale: "Io ho scritto", ripete nei suoi diari. Era la condizione che le avevano chiesto i testimoni dei massacri, poi uccisi. Lo sapevano loro di andare a morire, lo sapeva anche lei.[4]
  • Ho lavorato con molti grandi registi, da Pietro Germi fino a Claude Sautet. Mi posso ritenere abbastanza soddisfatta della mia carriera anche sul grande schermo: non ho mai fatto cose che non mi convincessero. In questo momento, però, è il palcoscenico il mio habitat naturale. Il sogno romano con Moretti comunque rimane: chissà che non raccolga questo appello.[2]
  • [Nel 1797 dopo la fine della Repubblica di Venezia] Dopo mille anni di storia la Serenissima dà un radicale cambio di rotta alla città. [...] Perduto il primato mercantile, distrutte le colonie del vicino Oriente e spente le ambizioni sul Mediterraneo orientale non le restava che il suo splendore.[5]

Note[modifica]

  1. Dall'intervista di Manin Giuseppina, La mia Medea è la riscossa per il teatro delle donne, Corriere della Sera, 13 ottobre 1994, p. 35.
  2. a b Dall'intervista di Emilia Costantini, Ho un sogno nel cassetto, Corriere della Sera, 3 marzo 1996, p. 49.
  3. Citato in «Anna, donna coraggio uccisa perché faceva la giornalista», L'Unità, 23 giugno 2007.
  4. a b Citato in Il coraggio di Anna, la bravura di Ottavia, intervista di Rossella Battisti, L'Unità, 2 ottobre 2007.
  5. Citato in Vera Mantengoli, Il documentario. La maledizione di Venezia prigioniera della sua bellezza, repubblica.it, 17 gennaio 2022.

Filmografia[modifica]

Attrice
Doppiatrice

Altri progetti[modifica]