Paola Egonu

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Paola Egonu

Paola Egonu (1998 – vivente), pallavolista italiana.

Citazioni di Paola Egonu[modifica]

TriangleArrow-Right.svg Citazioni in ordine temporale.

  • Sogno di fare l'avvocato, soffro molto le ingiustizie che ci sono oggi tra le persone comuni. Lottare per chi sta in situazioni di svantaggio mi fa sentire meglio. Attraverso le mie interviste ho parlato apertamente di razzismo e penso di aver aiutato molte ragazze che vivono il mio stesso disagio ma non hanno il coraggio di esternarlo. Ecco, nel mio futuro vorrei sempre ricordarmi da dove sono partita e quali sono le mie battaglie.[1]
  • Lo sport dimostra che azzerando le differenze si può vincere di più.[2]

Grazie allo sport so chi sono

Intervista di Silvia Guerriero, SportWeek, nº 14 (931), 6 aprile 2019, pp. 40-44

  • [«La pallavolo in tre parole?»] Squadra. Solidarietà. Carattere.
  • [«Il primo ricordo legato al volley?»] Un torneo, avevo 14 anni. Mi sono sentita umiliata, facevano dei commenti sgradevoli sul colore della mia pelle, ma ho preso tutte queste cose negative e le ho messe in campo mostrando maturità, superiorità e tutto il mio valore, come persona e come giocatrice. Ho risposto alle offese giocando forte. [«Quindi non è un bel ricordo...»] No e sì, perché ho resistito, non ho dato soddisfazione a quelle persone.
  • [«Quando hai iniziato a giocare?»] A 12 anni perché avevo visto il tv il cartone di Mila e Shiro e mi aveva preso bene. Il fatto che soffrivano tutte insieme per raggiungere un solo obiettivo mi aveva affascinato.
  • [Sulla pallavolo] È uno sport che trasmette tanti valori, tipo la fedeltà: fai parte di una squadra, che diventa una seconda famiglia. Ti insegna a relazionarti con gli altri, anche con chi non ti è simpatico, a non perdere mai la speranza, a contare sulle tue forze e, non ultimo, a divertirti.

Citazioni su Paola Egonu[modifica]

  • La Egonu, figlia di una coppia nigeriana, è un'eccezione assoluta, un caso limite di sicurezza individuale – essere immigrata, lesbica, e parlarne con la naturalezza di chi riferisce dettagli – oppure solo una privilegiata, che grazie al suo carisma sportivo può permettersi tutto? Nulla di tutto ciò. Semplicemente ha diciannove anni e appartiene a una classe anagrafica cresciuta in un contesto molto diverso da quello dei genitori o dei nonni. Cinema, tv, musica, viaggi, amicizie, un intero immaginario collettivo, hanno formato questi ragazzi all'idea che essere gay o venire da una famiglia straniera non comporti né speciali meriti né particolari handicap. Ovvio che si stupiscano per il valore dato dagli adulti a queste cose e che rispondano «che c'è di strano?» a chi le sottolinea. (Flavia Perina)

Note[modifica]

  1. Dall'intervista di Sara Canali, Paola Egonu: «Schiaccio anche il razzismo. Il futuro? Da avvocato», Vanityfair.it, 20 giugno 2017.
  2. Citato in Nicola Bambini, Paola Egonu, martello azzurro: tra record, razzismo e un nonno severo, Vanityfair.it, 19 ottobre 2018.

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