Pier Ambrogio Curti

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Pier Ambrogio Curti (1819 – 1899), scrittore, storico e patriota italiano

Citazioni di Pier Ambrogio Curti[modifica]

  • [...] chi era questo Proculo[1] che i Pompeiani unanimi sollevarono alla somma dignità di duumviro giusdicente?[2] Niente altro, come si vedrà, che un panettiere! Il qual fatto ci autorizza a conchiudere, che in Pompei le magistrature municipali non erano monopolio dei soli ricchi, e che questi conoscevano di buona voglia (universi fecerunt) la convenienza di farvi partecipare anche i più autorevoli e migliori cittadini di condizione plebea. – Lezione buona pei nostri tempi, in cui le elezioni amministrative e politiche sembrano infeudate all'aristocrazia del sangue e del denaro: colpa precipua del popolo stesso che si ostina, a parole, a gridar contro i ricchi e gli uomini di grande autorità, ma in fatto è poi sempre lo stesso peccatore, che religiosamente serba il suo stolido feticismo per chi tiene di classe a sé superiore; salvo a ricominciare di poi le sue maledizioni contro gli eletti proprj, che ignari de' suoi bisogni, fanno leggi a sproposito e a detrimento. (da Pompei e le sue rovine, vol. secondo, F. Sanvito Editore, Milano-Napoli, 1873, cap. 17, pp. 309-310)

Note[modifica]

  1. Paquio Proculo sarebbe il personaggio ritratto, insieme con la moglie, in un celebre affresco rinvenuto negli scavi di Pompei. Vedi Ritratto di Paquio Proculo.
  2. I duumviri (o duoviri) erano magistrati dell'antica Roma, eletti in coppia, in carica generalmente per un anno.

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