Pierre Mulele

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Pierre Mulele (1929 – 1968), rivoluzionario congolese.

Citazioni di Mulele[modifica]

  • Ritengo che i miei sostenitori - non posso dire quanti siano - presto faranno causa comune con il governo. Se ho scelto di unirmi al governo è perché sono convinto che il generale Mobutu è un erede della politica di Patrice Lumumba. Infatti, dato che combattevo per difendere un'ideologia più che per prendere il potere, ora che tale ideologia ha trovato applicazione, la mia lotta diventa inutile.[1]

Citazioni su Mulele[modifica]

Denis Mukwege[modifica]

  • Mulele era un personaggio decisamente bizzarro e piuttosto crudele.
  • Nei confronti del genere femminile gli ordini di Mulele erano molto chiari: le donne non si potevano toccare. Non si poteva arrecare loro alcun tipo di offesa né tantomeno ucciderle. Questo obbligo inequivocabile prevedeva per i trasgressori la pena di morte.
  • Per attrarre nuove leve nel suo esercito si serviva della superstizione e della stregoneria. Ogni nuovo soldato doveva compiere un rito d'iniziazione in cui veniva asperso con un'acqua benedetta composta da varie erbe. Quella pozione magica avrebbe dovuto neutralizzare le pallottole dei nemici: invece che colpirli, sarebbero cadute a terra come gocce di pioggia.
    Molte delle reclute erano ragazzini sbandati. Il volto dipinto con caolino bianco e argilla rossa, il capo acconciato con foglie di banano, seminudi ed esaltati per l'effetto di droghe, si lanciavano all'attacco al grido di «Maji ya Mulele!» («L'acqua di Mulele!»), certi di essere invulnerabili. Gli stessi soldati dell'esercito regolare, spaventati dalla stregoneria di Mulele, ricoprivano i loro fucili con corone di foglie per proteggersi dal pericoloso effetto della pozione.

David Van Reybrouck[modifica]

  • La dottrina cinese di Mulele non attecchì dappertutto. Forse era troppo secolare. Perché i combattenti non avevano il diritto di pregare? I semplici contadini del Kwilu non sapevano cosa fosse l'oppio e non sapevano che farsene di quelle storie sulla falsa coscienza. I loro riflessi restavano estremamente religiosi e tribali. La base su cui Mulele fondava il proprio potere quindi non avrebbe mai oltrepassato l'area indigena dei pende e dei mbunda.
  • Mulele diede il via alla sua rivolta contadina, il primo grande sollevamento rurale in Africa dopo l'indipendenza, dando prova di uno straordinario idealismo e di un grande disinteresse. Divenne una sorta di Che Guevara congolese, un intellettuale di sinistra che cercava di far aderire alla propria causa gente semplice. Insegnava le idee rivoluzionarie nei villaggi e nelle capanne, insistendo senza posa sull'importanza della disciplina durante la rivolte.
  • Se Lumumba era un martire, allora Mulele era il suo nuovo profeta.

Note[modifica]

  1. Citato in Lavoro del gruppo U3M (Uganda terzo mondo), Il Congo di Lumumba e di Mulele, in Piccola serie, vol. 21, Milano, Editoriale Jaca Book, 1969, p. 60

Voci correlate[modifica]

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