Porcile

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Porcile

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Titolo originale

Porcile

Lingua originale italiano
Paese Italia
Anno 1969
Genere Drammatico
Regia Pier Paolo Pasolini con la collaborazione di Sergio Citti e Fabio Garriba
Soggetto Pier Paolo Pasolini
Sceneggiatura Pier Paolo Pasolini con la collaborazione di Sergio Citti
Produttore Gian Vittorio Baldi
Interpreti e personaggi

Porcile, film italiano del 1969, regia di Pier Paolo Pasolini.

Frasi[modifica]

  • Chi vuole il nulla come te vuole il potere. (Ida)
  • Ho ucciso mio padre, ho mangiato carne umana, ed ora tremo di gioia. (Il Cannibale)[Ultime parole]

Dialoghi[modifica]

  • Ida: Vigliacco!
    Julian: Be', la mia priorità è quella di restare inalienabile.
    Ida: E allora inalienabile per inalienabile, perché non vieni con noi a Berlino? a partecipare alla prima e forse unica marcia tedesca per la pace.
    Julian: Perché oggi, un giorno d'agosto del '67, non ho opinioni. Ho tentato di averne, e ho fatto di conseguenza il mio dovere; così mi sono accorto che anche come rivoluzionario ero conformista.
    Ida: Ma il conformismo ti porta altre preoccupazioni, per esempio occuparti delle industrie di tuo padre.
    Julian: Sì, però in compenso mi protegge dal terrore.
  • Klotz: So che lei non si è sposato, signor Herdhitze.
    Herdhitze: No! Non ho eredi io, signor Klotz.
    Klotz: Ah.
    Herdhitze: Lascerò le mie industrie ai tecnici.
    Klotz: Ah.
    Herdhitze: Il problema del futuro non è più individuale.
    Klotz: Ah.
    Herdhitze: Non ci sarà più traccia di cultura umanistica, domani.
    Klotz: Ah.
    Herdhitze: E gli uomini non avranno più problemi di coscienza.
    Klotz: Ah. Perché lei ne ha avuti? Mi scusi ma tutto ciò mi sembra molto contraddittorio.
    Herdhitze: La mia vecchia esperienza costruttiva mi dice che le contraddizioni sono assolutamente necessarie.
    Klotz: Infatti. Infatti, infatti. C'è un momento in cui la mia abiezione di maiale, col ventre capace di contenere un'intera classe sociale, attraverso il rimpianto del passato si purifica, ed è lì che io ho torto. Invece, invece, c'è un momento in cui la sua abiezione di maiale attraverso l'idea del futuro si fa ancora più cinica, ed è lì che lei ha ragione.
    Herdhitze: Eh, ambiguità del bene.
  • Klotz: Eccoci arrivati al momento in cui nessun tribunale potrà mai dire se in lei parla la ferocia o la pietà. E se prova o no vero dolore nel voler darmi dolore.
    Herdhitze: Già. Non lo saprei dire io stesso.

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