Quarto potere

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Quarto potere

Immagine Citizen Kane-1.JPG.
Titolo originale

Citizen Kane

Lingua originale inglese
Paese USA
Anno 1941
Genere drammatico
Regia Orson Welles
Sceneggiatura Orson Welles,
Herman J. Mankiewicz
Produttore Orson Welles, George Schaefer
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani
Note

Musiche: Bernard Herrmann, César Franck

Quarto potere, film statunitense del 1941 diretto e interpretato da Orson Welles.

Frasi[modifica]

Rosebud.[1]
  • Lei si preoccupa di quello che pensa la gente? Su questo argomento posso illuminarla, io sono un'autorità su come far pensare la gente. Ci sono i giornali per esempio, sono proprietario di molti giornali da New York a San Francisco. (Kane)
  • Ho avuto colloqui con tutti i capi delle grandi potenze [europee]: Inghilterra, Francia, Germania e Italia; sono troppo intelligenti per imbarcarsi in un'avventura [la seconda guerra mondiale] che segnerebbe la fine della nostra civiltà. (Kane)
  • Solo una persona può decidere il mio destino, e quella persona sono io. (Kane)
  • Sì, esatto, ho perso un milione di dollari lo scorso anno, perderò un milione di dollari quest'anno e conto di perdere un altro milione l'anno prossimo, di questo passo sarò costretto a chiudere il giornale... tra 60 anni. (Kane)
  • Quando si lotta è sempre così. (Kane)
  • La vita di un uomo non si può spiegare con una sola parola.
  • Sei anni fa guardavo la fotografia dei migliori giornalisti del mondo ed ero come un bambino di fronte ad una vetrina di dolci; oggi, sei anni dopo, ho ottenuto questi dolci, tutti quanti. (Kane)
  • Vecchiaia. L'unica malattia dalla quale non si vuole essere curati. (Mr. Bernstein)
  • Un brindisi, Jedediah, all'amore alle mie condizioni. Le sole condizioni conosciute: le proprie. (Kane)

Dialoghi[modifica]

  • Susan Alexander: ...La gente penserà...
    Kane: ...Solo quello che voglio io.

Citazioni su Quarto potere[modifica]

  • Appartengo a una generazione di cineasti che hanno deciso di fare film avendo visto Quarto potere. (François Truffaut)
  • Il film appare subito come qualcosa di incommensurabile, tanta è la sua portata e la sua novità, summa della tecnica cinematografica, laboratorio di nuove sperimentazioni, tragedia shakespeariana avvolta in atmosfere dell'assurdo e nel vuoto esistenziale. Il significato del film è ancora più complesso. La personalità di Kane è misteriosa nella sua linearità: un idealista? un approfittatore? un megalomane? Perché ci teneva tanto che la moglie diventasse una star? Un egoista incapace di amare? Perché costruì la finzione del giornale? Perché costruì la finzione della moglie star? Perché la finzione di Xanadu? "Rosebud" rimane un mistero, e tale rimane la personalità di Kane, e anche la congettura che il primo spiegherebbe la seconda. Forse non esisteva nessun movente, e nessun significato. O forse quell'informazione da sola non sarebbe servita a nulla. Il vero senso del film sta nella "ricerca del significato", più che nel significato in sé, una potente metafora della condizione umana. La risposta a questa ricerca sta nel cartello NO-TRESPASSING. Ma Kane "non ha significato": è un uomo senza principi e senza personalità. Kane è soltanto l'insieme dei propri gesti e delle proprie parole, che non hanno altro significato che quello di essere i suoi gesti e le sue parole. Esattamente come il grande ammasso di oggetti nel castello di Xanadu, che non fornisce altra personalità al castello che quella di essere un ammasso disordinato di oggetti. Kane riduce tutto e tutti ad oggetti: perciò è incapace di comunicare emozioni. Kane è inutile; e non a caso il suo ruolo nel film è trascurabile, fa soltanto da tema di discussione per i protagonisti, che sono i narratori e il giornalista. (Piero Scaruffi)
  • Il vostro fidato spettatore riferisce di aver appena visto uno dei migliori film della sua vita. (John Henry O'Hara)
  • Lo sa su quale dei miei film ho avuto il controllo totale? Quarto potere. La produzione lo avrebbe bruciato ma nessuno è riuscito a toccare neanche un fotogramma. (Orson Wells, Ed Wood)
  • Lo stile del film è prodotto con la facilità, l'audacia e le risorse di chi controlla, ma non è controllato dal mezzo. (Dilys Powell)
  • Quarto potere è probabilmente il film più importante, per due motivi: ha consolidato quello che era stato il linguaggio cinematografico fino al 1941 e ha aperto nuovi orizzonti per ciò che concerne la profondità di campo, il suono complesso e la struttura narrativa. L'altro motivo è che ha dimostrato la "teoria francese dell'autore"[2] 25 anni prima che fosse definita (ovviamente la suddetta teoria si stava già dimostrando silenziosamente). Era "un film alla Orson Welles". Ha dimostrato che l'autore di un film, soprattutto se si tratta di un grande film, è spesso il suo regista, non la sua casa cinematografica, i suoi produttori, scrittori o sostenitori finanziari. Uno studio cinematografico, disse Welles, è il miglior treno a giocattolo che un ragazzo potrebbe mai sognare. (Roger Ebert)
  • Una noia mortale. (Ingmar Bergman)

Jorge Luis Borges[modifica]

  • Oso sospettare che Citizen Kane perdurerà come "perdurano" certi film di Griffith o di Pudovkin, il cui valore storico nessuno nega, ma che nessuno si rassegna a rivedere. Soffre di gigantismo, pedanteria, tedio. Non è intelligente, è geniale: nel senso più notturno e tedesco di questa mala parola.
  • [Quarto potere è la] ricerca dell'anima segreta di un uomo, attraverso le opere che ha costruito, le parole che ha pronunciato, i molti destini che ha spezzato. Il procedimento è quello di Joseph Conrad in Chance (1914) e del bel film The Power and the Glory: la rapsodia di scene eterogenee, senza ordine cronologico. [...] In uno dei racconti di ChestertonThe Head of Caesar, credo – l’eroe osserva che nulla è più terrificante di un labirinto senza centro. Questo film è esattamente quel labirinto.
  • Oppressivamente, infinitamente, Orson Welles esibisce frammenti della vita dell'uomo Charles Foster Kane e ci invita a combinarli e a ricostruirlo. Le forme della molteplicità, della sconnessione, abbondano nel film: le prime scene registrano tesori accumulati da Forster Kane; in una delle ultime, una povera donna lussuosa e dolente gioca sul pavimento di un palazzo che è anche un museo, con un enorme rompicapo. Alla fine comprendiamo che i frammenti non sono retti da segreta unità: l'aborrito Charles Forster Kane è un simulacro, un caos di apparenze.

Note[modifica]

  1. Dopo un sondaggio tenuto negli USA nel 2005 dall'American Film Institute, che è andato a comporre l'AFI's 100 Years... 100 Movie Quotes, questa citazione è stata inserita al 17° posto nella classifica AFI delle cento battute più celebri della storia del cinema.
  2. Cfr. Politica degli autori.

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