Salvatore Cuffaro

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Salvatore Cuffaro (1958 – vivente), politico italiano.

Citazioni di Salvatore Cuffaro[modifica]

TriangleArrow-Right.svg Citazioni in ordine temporale.

  • Voglio dire soltanto che qui, questa sera, siccome ho sentito pazientemente e ho ascoltato per tre ore tutte le buffonate che avete costruito, chiedo due minuti in silenzio. Credo di avere il diritto di farlo. C'è in atto una volgare aggressione alla classe dirigente migliore che abbia la Democrazia Cristiana in Sicilia. Questa volgare aggressione l'avete costruita sapientemente perché avete bisogno di delegittimare le persone migliori che abbiamo, perché questa Sicilia vada sempre più in fondo. Perché quello di stasera è giornalismo mafioso. Il giornalismo mafioso che è stato fatto fa più male alla Sicilia, che dieci anni di delitti. Questo è quello che avete fatto stasera e non ve ne rendete conto. Se siete servi di qualcuno, se servite a qualcosa, addebitate alle vostre coscienze [Falcone sorride]. Le vostre coscienze devono rispondere del danno che avete fatto alla Sicilia.[1]
  • Lei sa tutto onorevole Forgione, sa troppe cose. Anche quelle che noi non sappiamo e che normali cittadini non sanno. Sa anche quello che non si dovrebbe sapere. E credo che questo non sia giusto, e vorremmo capire perché lei sa tutto questo. Questa nostra Sicilia è una terra difficile, contradditoria e complessa. Ma è una terra che merita di essere amata. Respingendo la mozione di sfiducia, vi chiedo di consentirmi di poter continuare a servirla.[2]
  • [Dopo una puntata del programma televisivo Report dedicata al pizzo e alla Sicilia] Dire che la Sicilia di oggi è quella in cui l'80 per cento degli imprenditori pagano il pizzo o se ne vanno e quelli che restano sono costretti a vivere sotto scorta è un falso. Che ci provoca un grosso danno di immagine proprio in un momento in cui decine di grossi imprenditori del nord vengono ad investire nell'Isola e non certo perché sono collusi con la mafia. Quelli che pagano il pizzo saranno il 5-10 per cento. I magistrati dicono cose diverse? E io non ci credo. I dati veri dicono che il prodotto interno lordo in Sicilia nel 2003 è cresciuto dell'1,8 per cento, ben di più della media nazionale dello 0,4 per cento, e questa è la riscossa di un territorio, della sua voglia di impresa, della cultura della legalità.[3]
  • La mafia fa schifo.[4]
  • Ringrazio Casini per la passione che ha messo nel difendermi. Non posso accettare lezioni di morale da nessuno e non posso accettare processi in tv o nelle piazze.[5]
  • La Sicilia non merita di avere un presidente della Regione condannato. Credo che il mio ruolo istituzionale mi imponga di dimettermi e di lasciare la politica. Subito, dopo la sentenza di primo grado, senza aspettare il verdetto della Cassazione: un'eventuale condanna vale da subito, dovrei continuare a fare il presidente della Regione da condannato e credo che la Sicilia meriti rispetto così come lo merita la magistratura anche se avrei preferito che anche la Procura avesse rispetto nei miei confronti.[6]
  • [Dopo la condanna in primo grado a 5 anni di reclusione e all'interdizione perpetua dai pubblici uffici] Sono confortato, non sono colluso con la mafia e per questo resto presidente della Regione. Da domani torno al lavoro. [7]
  • Faccio un fioretto: ogni giorno devo rubare qualcuno a Lombardo. Consiglieri comunali, provinciali, deputati. Tutti.[8]
  • Ho votato leggi di cui mi vergogno. Per tre anni ho votato cose tremende che hanno incrementato la violenza contro i carcerati.[9]
  • [...] io sono un grande ammiratore di Marco Travaglio. Lui di me ha una pessima idea. E io non so perché. Ma è uno dei migliori giornalisti italiani. Dice cose che spesso non condivido. Ma ci mette la faccia. Non è ipocrita.[9]
  • [Sul Governo Renzi.] Ha diminuito le tasse sulle case degli italiani liberi e contemporaneamente ha raddoppiato l'affitto ai carcerati. Prima di Renzi pagavano 56 euro al mese. Renzi adesso gli fa pagare 112 euro. Con quali soldi i carcerati dovrebbero pagare questi euro visto che non lavorano? E [chi lavora] guadagna al massimo 200 euro. Che se ne vanno per comprare il cibo.[9]
  • Il carcere dovrebbe essere un luogo di rieducazione. Invece è un luogo di sofferenza e di morte.[9]
  • Ho ancora il tanfo del carcere addosso. I primi due giorni mi sono fatto 14 docce. Niente. Il tanfo rimane. Ormai ce l’ho dentro.[9]
  • Il carcere per me era quello che avevo visto nei film, con gli agenti che battono col manganello sulle sbarre… Avevo paura anche a fare la doccia pensando che avrei trovato quello pronto a sodomizzarmi... Invece, il carcere è una comunità nella quale ci sono tante brave persone sfortunate, un luogo dove finisce soprattutto gente distrutta dalla povertà.[9]
  • Il carcere trasforma gli uomini in maiali. Per l'Europa i maiali hanno diritto a sette metri quadrati per uno. Noi ne avevamo meno di cinque in quattro.[9]
  • Io non voterei mai la sinistra. Ma dire che Matteo Renzi è di sinistra mi pare un po' esagerato. Io cercherei un partito moderato e quindi guarderei al PD di Renzi dove c'è un bel po' di democristianitudine. Il PD somiglia moltissimo alla DC.[9]
  • È difficile che un siciliano diventi premier.[9]
  • Molte delle cose dell'estrema sinistra oggi le condivido.[9]

Citazioni su Salvatore Cuffaro[modifica]

  • La mafia fa schifo... Ma nemmeno Totò Cuffaro scherza.[10]
La mafia fa schifo... Ma Totò Cuffaro mancu cugghiunia.
  • Se qualcuno ritiene che misere e crudeli speculazioni politiche possano farmi rinnegare un rapporto che oltrepassa il politico, ha sbagliato strada. Oggi più che mai rivendico con orgoglio di aver affrontato con lui questa tormentata fase della politica nazionale. E devono far riflettere prima di sputare deprecabili speculazioni, i commenti di gran parte del mondo politico e giudiziario che ha elogiato il grande senso delle istituzioni che Totò ha avuto pur di fronte ad una decisione opinabile. (Giuseppe Ruvolo)

Note[modifica]

  1. Dal discorso in una staffetta televisiva del 1991 fra Samarcanda di Michele Santoro e il Maurizio Costanzo Show, in memoria dell'imprenditore Libero Grassi, tra i cui ospiti vi era Giovanni Falcone; citato in La mafia è bianca.
  2. Dal discorso all'Assemblea regionale siciliana in occasione del voto per la mozione di sfiducia, proposta dall'onorevole Forgione, per via delle vicende giudiziarie che vedevano coinvolto il presidente Cuffaro; citato in La mafia è bianca.
  3. Citato in Caso Sicilia, la Rai sconfessa Report, la Repubblica, 18 gennaio 2005.
  4. Motto di una campagna pubblicitaria contro la mafia realizzata dalla Regione Siciliana nel 2006.
  5. Da Ansa, 9 febbraio 2006; citato in Marco Travaglio, Carta Canta – Al cuore non si comanda, la Repubblica, 26 gennaio 2007.
  6. Da Otto e mezzo, La7, 18 ottobre 2007.
  7. Citato in Mafia, Cuffaro condannato a 5 anni, la Repubblica, 18 gennaio 2008.
  8. Da Il Sole 24 Ore, 20 maggio 2009.
  9. a b c d e f g h i j Dall'intervista a Claudio Sabelli Fioretti, Totò Cuffaro libero: “Per cinque anni a Rebibbia ho parlato col water. Questo Pd mi ricorda la Dc: voterei per Renzi”, Il Fatto Quotidiano, 18 dicembre 2015.
  10. A seguito della campagna contro la mafia sopra citata («La mafia fa schifo»), manifesti con grafica identica, con tanto di stemma della regione, comparirono per le strade di Palermo, facendo il verso a detta campagna per denunciare l'allora Presidente della Regione

Bibliografia[modifica]

  • Stefano Maria Bianchi, Alberto Nerazzini, La mafia è bianca, BUR, Milano 2005, ISBN 8817009296

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