Sergej Karaganov

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Karaganov nel 2017

Sergej Aleksandrovič Karaganov (1952 - vivente), politologo russo.

Citazioni di Sergej Karaganov[modifica]

Da Ucraina, gas e Cina. Parla Karaganov, il consigliere di Putin

Intervista di Francesco Bechis sulla crisi russo-ucraina del 2021-2022, formiche.net, 10 dicembre 2021

  • Il nostro obiettivo è semplice: vogliamo avere buoni rapporti con l’Europa. Lo spazio culturale europeo è il nostro spazio.
  • La Russia sta aumentando la pressione sull’Occidente per lanciare un messaggio: sull’Ucraina facciamo sul serio. Se non diventa un Paese neutrale, demilitarizzato, l’Europa potrebbe avere un problema.
  • Un’invasione di terra è contro tutti gli interessi sensibili del Cremlino. A meno che il regime ormai collassante di Kiev attacchi il Donbas o una delle repubbliche indipendenti.
  • [«La Nato non ha mai aperto a un’adesione dell’Ucraina ma ha dichiarato di essere pronta a sostenerla».] Un ragionamento perverso. La Nato dovrebbe realizzare di essere anzitutto una minaccia per se stessa. Fa delle tensioni e del confronto militare la sua ragione d’esistenza.
  • [Sulla Nato] Nasce come alleanza di difesa, con l’intento ufficiale di evitare guerre. Dalla fine degli anni ’90 si è trasformata in un’alleanza offensiva.
  • Un tempo l’Ucraina era uno dei territori più ricchi dell’impero [russo], oggi è uno dei Paesi con il più basso Pil pro-capite in Europa. Prenderne il controllo sarebbe un guaio, a dir poco.
  • [Sulla pandemia di COVID-19 in Russia] I russi si possono considerare sotto tanti punti di vista degli anarchici, purtroppo. Credo che il Cremlino lo abbia capito. Per questo non si può spingere troppo con la campagna vaccinale.

Da Il consigliere di Putin, Karaganov: «Questa è una guerra all’Occidente. Potrebbero essere colpiti obiettivi in Europa»

Intervista di Federico Fubini sull'invasione russa dell'Ucraina del 2022, corriere.it, 8 aprile 2022.

  • L'Ucraina è stata costruita dagli Stati Uniti e altri Paesi Nato come una punta di diamante, forse di aggressione o almeno di pressione, per avvicinare la macchina militare occidentale al cuore della Russia. Vediamo ora quanto si fossero preparati alla guerra.
  • Il nazismo non riguarda solo l'essere contro gli ebrei. Nazismo è supremazia di una nazione sull'altra. Nazismo è umiliazione delle altre nazioni.
  • Non credo che avremo un cambiamento al potere in Russia, perché stiamo combattendo una guerra di sopravvivenza. È una guerra contro l'Occidente in cui la gente si raccoglie intorno al leader. E negli Stati Uniti nessuno ha pagato per la guerra in Iraq, quindi abbiamo i nostri dubbi sull'efficacia della democrazia.
  • Vediamo l'espansione occidentale in atto e la russofobia raggiungere livelli come l'antisemitismo tra le due guerre. Quindi il conflitto stava già diventando probabile. E abbiamo visto profonde divisioni e problemi strutturali nelle società occidentali. Così il Cremlino ha deciso di colpire per primo. Tra l'altro, questa operazione militare sarà usata per ristrutturare l'élite e la società russa. Diventerà una società più militante, basata sulla nazionalità, spingendo fuori dalla classe dirigente gli elementi non patriottici.
  • Gli americani e i loro partner della Nato continuano a inviare armi all'Ucraina. Se va avanti così, gli obiettivi in Europa potrebbero essere colpiti o lo saranno per interrompere le linee di comunicazione. Allora la guerra potrebbe vivere un'escalation. È sempre più plausibile.
  • La guerra sarà vittoriosa, in un modo o nell'altro. Presumo che ci sarà anche la denazificazione, come in Germania e in Cecenia. Gli ucraini diventeranno molto più pacifici e amichevoli con noi.
  • E se l'operazione su Kiev avesse lo scopo di distrarre le forze ucraine dal teatro principale a sud e sud-est? Tra l'altro le truppe russe sono state molto attente a non colpire obiettivi civili, abbiamo usato solo il 30-35% delle armi. Se avessimo usato tutto, ciò avrebbe portato alla distruzione delle città ucraine e a una vittoria molto più rapida. Non abbiamo fatto bombardamenti a tappeto come gli americani in Iraq.
  • La storia di Bucha è una messinscena, una provocazione. [...] È una messinscena, al 99%.
  • L'Occidente ha scatenato diverse aggressioni. Ora siamo sullo stesso terreno morale. Ora siamo uguali, stiamo facendo più o meno come voi. Mi dispiace che abbiamo perso la nostra superiorità morale, ma stiamo combattendo una guerra esistenziale.
  • Vinceremo noi, perché i russi vincono sempre. Ma nel frattempo perderemo molto. Perderemo persone. Perderemo risorse e diventeremo poveri, per il momento. Ma siamo pronti a sacrificare tutto ciò per costruire un sistema internazionale più vitale.

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