Stefania Casini

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Stefania Casini (1973)

Stefania Casini (1948 – vivente), attrice, giornalista e regista italiana.

Citazioni di Stefania Casini[modifica]

TriangleArrow-Right.svg Citazioni in ordine temporale.

  • Io per lavoro mi spoglio, non ho nessun problema. Chi si spoglia è l'attrice: come tale non ho mai avuto il problema del pudore [...]. Forse sarà perché non ho avuto una educazione repressiva, non ho mai avuto paura di mostrarmi. Anzi, quello che mi fa ridere è che gli altri mi facciano spogliare per farmi sembrare sexy, cosa che non mi sento affatto di essere: non ho una femminilità evidente né forme prorompenti, ma solo un corpo da adolescente, che trovo buffo.[1]
  • Sono stata un sex symbol, molti uomini sulle mie foto ci hanno fatto dei pensierini, e forse anche qualcosa d'altro. Non me ne importava un gran che di essere considerata sexy, e francamente non riuscivo a capire neppure perché mi considerassero un symbol. Mi sono sempre sentita libera di esibire il mio corpo e la mia nudità, e [spogliandomi] davanti all'obiettivo [...] mi divertivo a interpretare vari tipi di donna. Il mio corpo era il tramite fra me e il mondo, era il mio mezzo di comunicazione e, quando sei giovane e ti senti immortale, può capitare.[2]

Stefania Casini: «Che felicità essere una perennial!»

Intervista di Maria Laura Giovagnini, Iodonna.it, 1º aprile 2019.

  • [Su Andy Warhol] Era tenero con me, mi vedeva come un animalino da proteggere. "Dovresti sposare un ricco americano" ripeteva, e mi presentava uomini facoltosi.
  • C'era Warhol che aveva ideato Dracula cerca sangue di vergine... e morì di sete!!!, facendolo dirigere al regista Paul Morrissey: mi chiamarono. Avevano affittato una villa sull'Appia Antica dove passava chiunque, da Roman Polanski a Mick Jagger. Organizzavano grandi feste, ma Andy rimaneva in cucina e osservava come un entomologo.
  • Stare nuda mi veniva naturale, non ho mai avuto senso del pudore, né sensi di colpa. A disagio erano piuttosto Robert e Gérard: per un uomo mostrarsi è più difficile.
  • [Sul #MeToo] Non bisogna esagerare con la demonizzazione: se uno ti mette la mano sul ginocchio, gentilmente gliela sposti, non occorre denuncia. Però il problema non è il sesso, è l'esercizio del potere. Siamo in una società maschilista. [«Ne ricorderà di avance moleste»] Ah sì, però io ero vaccinata, venivo dal '68, dalla lotta studentesca: ero abituata a reagire. Una diciottenne oggi non ha la fiducia in se stessa e le armi per un "no". C'è un unico modo per cambiare la situazione: dare alle donne la possibilità di crescere nel potere.
  • Il tumore è stato la prova del fuoco. Ti resta un senso di instabilità: nulla è più certo, però in questa non-certezza c'è una sua forza... Essere colpite al seno provoca un freno forte alla sessualità e le cicatrici rendono evidente quanto sia stupido essere orgogliosi del corpo, che inevitabilmente cambierà.

Intervista alla produttrice Stefania Casini - L'altra Valentina

Intervista di Francesco Foschini, Filmtv.press, giugno 2020.

  • Le produzioni cinematografiche sono tutte difficoltose, soprattutto nell'ambiente italiano. Nonostante i contributi ministeriali e la nuova legge cinema, le vere criticità di questo aspetto rimangono legate a un meccanismo farraginoso. I soldi arrivano in ritardo e se, come nel mio caso, il produttore vuole saldare i collaboratori in tempi canonici, deve anticiparli lui. Ed ecco perché, dopo 20 anni, ho deciso di chiudere la mia casa di produzione. Troppo faticoso lavorare così.
  • [«Non hai mai pensato di ritornare a fare l'attrice?»] Come no, adorerei! Sono pronta a fare delle belle nonne, delle pazze settantenni, delle eccentriche babbione perfide.
  • [Su Pietro Germi] Ero pazza di lui, una persona meravigliosa. Grazie a Germi mi sono accorta per la prima volta che cos'è un regista. Era molto attento, anche alla recitazione degli attori. Mi piaceva capire come stabiliva le inquadrature, quando non giravo mi mettevo accanto a lui dietro la macchina da presa.
  • [Su Dracula cerca sangue di vergine... e morì di sete!!!] Erano tempi effervescenti. Warhol fece un accordo con Carlo Ponti, non ho mai capito il perché ma era da apprezzare, rispetto ai produttori di oggi, il rischio che correvano per realizzare prodotti curiosi, bizzarri. Tutti hanno sempre etichettato il dittico Dracula-Frankenstein come film di Andy Warhol. Se ti sente Morrissey, ti prende a sberle! Regia e scrittura sono sue. Giravamo in inglese e De Sica, non sapendolo, appiccicava su tutto il set dei foglietti in modo che potesse dire le sue battute. A volte li appiccicava anche alla mia schiena. È stata un'esperienza che ricordo con molto piacere.

Filmografia[modifica]

Note[modifica]

  1. Dall'intervista di Nicoletta Roberto, Io una strega, lui uno sgorbio, Oggi, 27 marzo 1974; citato in Franco Grattarola, Stefania Casini, Pollanetsquad.it.
  2. Citato in Anche a Stefania benvenuta nel club delle tumorate, Vanityfair.it, 18 luglio 2014.

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