Andy Warhol

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Andy Warhol nel 1975

Andy Warhol, nato Andrew Warhola Jr. (1928 – 1987), pittore, scultore, regista, produttore cinematografico, direttore della fotografia, attore, sceneggiatore e montatore statunitense.

Citazioni di Andy Warhol[modifica]

  • Amo Napoli perché mi ricorda New York, specialmente per i tanti travestiti e per i rifiuti per strada. Come New York è una città che cade a pezzi, e nonostante tutto la gente è felice come quella di New York. (Citato in Napoli Nobilissima: Volume 19, Arte Tipografica, 1980)
  • Ai primi d'agosto del 1962 cominciai con le serigrafie. Volevo qualcosa di più forte, che comunicasse meglio l'effetto di un prodotto seriale. Con la serigrafia si prende una foto, la si sviluppa, la si trasferisce sulla seta mediante colla e poi la si inchiostra, cosicché i colori penetrano attraverso la trama salvo che nei punti dove c'è la colla. Ciò permette di ottenere più volte la stessa immagine, ma sempre con lievi differenze. Tutto così semplice, rapido, casuale: ero eccitatissimo. Poi Marilyn morì quello stesso mese, e mi venne l'idea di trarre delle serigrafie da quel suo bel viso, le mie prime Marilyn. (citato in Marilyn, p. 415)
  • Io vedo tutto così, la superficie delle cose, una specie di Braille mentale, mi limito a passare le mani sulla superficie delle cose. Mi considero un artista americano. [...] Con la mia arte rappresento gli USA, ma ciò non vuol dire che io faccia critica sociale: rappresento quei determinati oggetti nei miei dipinti perché sono le cose che conosco meglio. Non sto affatto tentando di fare una critica agli USA o tentando di mostrarne la bruttezza: sono solo puramente un artista.
I see everything that way, the surface of things, a kind of mental Braille, I just pass my hands over the surface of things. I think of myself as ana American artist. [...] I represent the U.S. in my art but I'm not a social critic: I just paint those objects in my paintings because those are the things I know best. I'm not trying to criticize the US in any way, not trying to show up any ugliness at all: I'm just a pure artist, I guess.[1]
  • La cosa più bella di Tokyo è McDonald's. La cosa più bella di Stoccolma è McDonald's. La cosa più bella di Firenze è McDonald's. A Pechino e a Mosca non c'è ancora niente di bello. (citato in Laura Minestroni, L'alchimia della marca, FrancoAngeli, 2002, p. 232)
  • Le interviste sono come sedersi alla Fiera del Mondo, in quelle automobili Ford che vi trasportano mentre qualcuno recita un commento; ho sempre l'impressione che le mie parole vengano da dietro di me, non da me. L'intervistatore dovrebbe semplicemente dirmi le parole che vuole che io dica e io le ripeterei dopo di lui. Penso che così andrebbe molto bene perché sono talmente vuoto che non trovo niente da dire.[2]
Interviews are like sitting in those Ford machines at the World's Fair that toured you around while someone spoke a commentary; I always feel that my words are coming from behind me, not from me. The interviewer should just tell me the words he wants me to say and I'll repeat them after him. I think that would be so great because I'm so empty I just can't think of anything to say.[1]
  • Mi sono reso conto che quasi tutte le interviste sono preconfezionate. Sanno già quello che vogliono scrivere su di te e sanno già quello che pensano di te prima ancora di parlarti, così vanno in cerca di frasi e di particolari per confermare quello che hanno già deciso che dovrai dire.[3]
I've found that almost all interviews are preordained. They know what they want to write about you and they know what they think about you before they ever talk to you, so they're just looking for words and details from here and there to back up what they've already decided they're going to say.[4]
  • Keane ha fatto delle cose magnifiche. Devono per forza essere belle. Se non fossero belle, non piacerebbero a così tanta gente.
I think what Keane has done is just terrific. It has to be good. If it were bad, so many people wouldn't like it.[5]
  • Nel futuro ognuno sarà famoso al mondo per 15 minuti.[6]
  • Non si tratta del fatto che non mi piace parlare di me, è che in realtà non c'è niente da dire su di me. Nelle interviste non parlo o non dico molto; in questo momento in realtà non sto dicendo niente. Se volete sapere tutto su Andy Warhol, guardate solo la superficie: dei miei dipinti, dei miei film e di me, eccomi là. Dietro non c'è niente. Non mi sembra che la mia posizione come artista riconosciuto sia in qualche modo precaria, le tendenze che cambiano nell'arte non mi spaventano, non fa veramente alcuna differenza; se senti che non hai niente da perdere, allora non c'è nulla da temere.[7]
It's not that I don't like to speak about myself, it's that there really isn't anything to say about me. I don't talk very much or say very much in interviews; I'm really not saying anything now. If you want to know all about Andy Warhol, just look at the surface of my paintings and films and me, and there I am. There's nothing behind it. I don't feel my position as an accepted artist is precarious in any way, the changing trends in art don't frighten me, it really just doesn't make any difference; if you feel you have nothing to lose, then there's nothing to be afraid of and I have nothing to lose. (da un'intervista condotta da Gretchen Berg, Andy, My true Story 3, Los Angeles Free Press, 17 marzo 1967[1])
  • Roma è l'esempio di ciò che accade quando i monumenti di una città durano troppo a lungo. (citato in La filosofia di Andy Warhol da A a B e viceversa)
  • Sono stato definito con gli aggettivi "complesso, naive, acuto e sofisticato", usati insieme tutti nello stesso articolo! Ma lo hanno scritto con malizia. Queste sono affermazioni contraddittorie, eppure non è che io sia pieno di contraddizioni, semplicemente non ho delle forti opinioni.
I've been called "Complex, naive, subtle and sophisticated—" all in one article! They were just being mean. Those are contradictory statements but I'm not full of contradictions, I just don't have very strong opinions on anything. (da un'intervista condotta da Gretchen Berg[1])

Interviste[modifica]

  • Intervistatrice: Andy, pensi che il pubblico abbia insultato al tua arte?
    Warhol: Uh, no.
    Intervistatrice: Perché no?
    Warhol: Eh, non ci ho mai pensato.
    Intervistatrice: Quindi non ti interessa?
    Warhol: Uh, no.
    Intervistatrice: Be', pensi che non abbiano avuto abbastanza interesse nel significato della pop art?
    Warhol: Uh, no.
    Intervistatrice: Trova che la pop art sia diventata ripetitiva?
    Warhol: Uh, sì.
    Intervistatrice: Andy, lei pensa che la pop art sia arrivata a un punto in cui sta diventando ripetitiva?
    Warhol: Uh, sì.
    Intervistatrice: Pensa che dovrebbe allontanarsi dalla pop art?
    Warhol: Uh, no.
    Intervistatrice: Continuerà, quindi?
    Warhol: Uh, sì.
– Andy, do you feel that the public has insulted your art?
– Uh, no.
– Why not?
– Uh, well I hadn’t thought about it.
– It doesn’t bother you at all then?
– Uh, no.
– Well do you think that they have shown a lack of appreciation for what pop art means?
– Uh, no.
– Andy, do you think that pop art has sort of reached the point where it’s becoming repetitious now?
– Uh, yes.
– Do you think it should break away from being pop art?
– Uh, no.
– Are you just going to carry on?
– Uh, yes.
(intervista del 1964[8])
  • Intervistatrice: Pensi che la pop art sia...
    Warhol: No.
    Intervistatrice: "No" cosa?
    Warhol: No.
    Intervistatrice: Pensi che la pop art sia...
    Warhol: No. No, non penso.
– Do you think pop art is—
– No.
– What?
– No.
– Do you think pop art is-
– No. No, I don't.
[9]
  • Jordan Crandall: Ti piacciono le interviste?
    Warhol: Sì.
    Jordan Crandall: Sì?
    Warhol: No.
    Jordan Crandall: No?
    Warhol: No.
    Jordan Crandall: Sì e no?
    Warhol: Sì.
– Do you like interviews?
– Yes.
– Yes?
– No
– No?
– No.
– Yes and no?
– Yes?
(da un'intervista telefonica del 1986[10])

I diari di Andy Wharol[modifica]

  • Avevo tanti impegni, ma ho deciso di stare a casa a tingermi le sopracciglia. (11 marzo 1978; 1989, p. 80)
  • Ci pensi che Tennessee Williams si è strozzato con un tappo di bottiglia? (3 marzo 1983; 1989, p. 360)
  • La centralinista che Gael ha appena assunto non ha capito per due volte consecutive che ero io a telefonare. Dovrebbe essere licenziata subito (telefono $ 2, taxi $ 3, $ 4). (25 ottobre 1985; 1989, p. 499)

La cosa più bella di Firenze è McDonald's[modifica]

I celebri barattoli Campbell's
  • Comprare è molto più americano di pensare e io sono molto americano.
  • Temo che mi manchino alcune sostanze chimiche, e questo è il motivo per cui ho questa tendenza ad essere più mammone. Credo che mi manchi qualche sostanza chimica della responsabilità e qualcuna della riproduzione.
  • Alcuni critici hanno detto che sono il Nulla in Persona e questo non ha aiutato per niente il mio senso dell'esistenza. Poi mi sono reso conto che la stessa esistenza non è nulla e mi sono sentito meglio.
  • Ho deciso di diventare grigio, così nessuno avrebbe saputo quanti anni avevo e poi mi avrebbero trovato più giovane dell'età che mi davano.
  • Ho un aspetto tremendo, e non bado a vestirmi bene o a essere attraente, perché non voglio che mi capiti di piacere a qualcuno. Minimizzo le mie qualità e metto in risalto i miei difetti. Eppure c'è lo stesso qualcuno a cui interesso: ne faccio tesoro e mi chiedo:"Che cosa avrò sbagliato?"
  • Sono veramente geloso di chi ha il suo show alla televisione.
  • Non so se sto male perché impazzisco o se impazzisco perché sto male.
  • Non capisco perché non sono mai diventato un espressionista astratto, perché con la mia mano tremolante mi sarebbe venuto spontaneo.
  • Mi sono guardato nella vetrina di un negozio e ho notato che sono proprio appariscente per la strada.
  • Se qualcuno chiede quanti anni ho ditegli sempre:"Ne ha ottanta".
  • Il mio stile è sempre stato quello di estendermi, in ogni campo, più che salire. Per me la scala del successo era più laterale che verticale.
  • Ai grandi magazzini le signore non devono lasciare giù le borsette e allora perché dovrei farlo io?
  • La mia mente è come un registratore con un solo tasto:"Cancella".
  • La mia azione simultanea preferita è parlare mangiando.
  • Qualunque cosa faccia, anche la più semplice, sembra strana. Ho un'andatura strana e un aspetto strano. Se solo fossi stato un caratterista comico del cinema, avrei assomigliato a un burattino.
  • Giornata deprimente, il mio compleanno.
  • Sono un Valium-dipendente. Sono assuefatto. Perché leggo sui giornali i sintomi e io ce li ho.
  • Non sono più intelligente di quanto sembri.
  • Più grande è la scatola, meno pregiato è il regalo.
  • Si dice sempre "Roma non è stata costruita in un giorno". Forse però sarebbe stato meglio, perché meno ci metti a costruire una cosa e meno dura.
  • L'aspetto più brutto del farsi un'overdose di ciliegie è che restano lì tutti i noccioli a ricordarti quante ne hai mangiate. La frutta con un solo seme mi angoscia proprio per questo.
  • Anche un artista può affettare un salame.
  • Credo che sia un artista chiunque sappia fare bene una cosa; cucinare, per esempio.
  • Credo di essere una delle persone più gelose del mondo. La mia mano destra è gelosa se la sinistra dipinge un bel quadro.
  • Dal momento che non ho mai saputo cosa mi stava succedendo, adoravo leggere gli articoli dei giornali su di me.
  • Deve essere interessante avere un sesso diverso, ma credo che possa essere eccitante anche tenersi quello che si ha.
  • È dura avere in ufficio tanta gente famosa contemporaneamente, perché nessuno capisce come mai ci siano gli altri.
  • È meglio vedere un film che un incontro di tennis perché non sopporto di vedere qualcuno che potrebbe perdere.
  • Ho quella disperata sensazione che niente abbia senso. Allora decido di innamorarmi, ma è troppo difficile. Voglio dire, pensi costantemente a una persona ed è soltanto fantasia, non è reale, e poi diventa una cosa così coinvolgente, devi vederla di continuo e va a finire che è un lavoro come un altro.
  • I figli delle star di Hollywood sono cresciuti ignorando la differenza fra recitazione e la vita reale, perciò sono i migliori attori del mondo.
  • I miei quadri non vengono fuori mai come me li aspettavo ma di questo non sono mai sorpreso.
  • Ignoro dove l'artificiale finisce e cominci il reale.
  • Il modo per essere controculturale e avere un successo commerciale di massa è dire e fare cose radicali in una forma conservatrice. Come ha fatto McLuhan: scrivere un libro per dire che i libri sono obsoleti.
  • Io ho cominciato come artista commerciale e voglio finire come artista del business.
  • Io ho la malattia sociale. Devo andare fuori tutte le sere. Se sto a casa una notte comincio a parlare coi miei cani. Una volta sono stato a casa per una settimana e i miei cani hanno avuto un collasso nervoso.
  • Io porto la mia macchina fotografica ovunque vada. Avere un nuovo rullino da sviluppare mi dà una buona ragione per svegliarmi la mattina.
  • Io non vado mai a pezzi perché non sono mai tutto intero.
  • Io vado sempre dietro la cosa più facile, perché se è la più facile, allora è anche la migliore.
  • L'amore e il sesso stanno bene insieme, e va anche bene il sesso senza amore, e l'amore senza il sesso. Sono l'amore e il sesso individuali che vanno male.
  • L'arte non diventa nuova prima che siano passati dieci anni perché solo allora appare nuova.
  • L'idea dell'America è meravigliosa perché più una cosa è uguale e più è americana.
  • La pop art è un modo di amare le cose.
  • La vita è troppo breve per prendersela per uno stupido errore.
  • Le masse vogliono apparire anticonformiste, così questo significa che l'anticonformismo deve essere prodotto per le masse.
  • Le persone sono più baciabili quando non sono truccate.
  • Non ho mai voluto essere un pittore. Volevo diventare un ballerino di tip-tap.
  • Non mi piacciono gli assegni. Ho più l'impressione di comprare se pago con i soldi.
  • Orson Welles era veramemente grande. Non i suoi film. Lui.
  • Perché ho smesso di dipingere? Ma io non ho mai smesso. Mi dipingo le unghie e gli occhi tutti i giorni.
  • Preferisco avere una cosa subito, o sapere di non poterla avere così non ci devo pensare. Per questo certi giorni vorrei essere molto vecchio, così non dovrei pensare di diventare vecchio.
  • Quel che c'è di veramente grande in questo paese è che l'America ha dato il via al costume per cui il consumatore più ricco compra essenzialmente le stesse cose del più povero. Mentre guardi alla televisione la pubblicità della Coca-Cola, sai che anche il Presidente beve Coca-Cola, Liz Taylor beve Coca-Cola, e anche tu puoi berla.
  • Se raccogliessero tutte le frasi che ho detto capirebbero che sono un idiota e la smetterebbero di farmi domande.
  • Si può essere fedeli a un posto o a una cosa quanto lo si è a una persona. Un posto può farti venire il batticuore, specialmente se per arrivarci devi prendere l'aereo.
  • Sono certo che guardandomi allo specchio non vedrei nulla. La gente dice sempre che sono uno specchio, e se uno specchio si guarda allo specchio che cosa può trovarci?
  • Subito dopo essere vivi, la fatica più grossa è fare del sesso.
  • Truman Capote dice che può avere chiunque voglia. Io non voglio chiunque posso avere.
  • Tutti gli scandali aiutano la pubblicità, perché non c'è migliore pubblicità della cattiva pubblicità.
  • Un artista è uno che produce cose di cui la gente non ha bisogno ma che lui – per qualche ragione – pensa sia una buona idea dargli.
  • Una delle cose che succede quando scrivi sulla tua vita è che educhi te stesso.
  • Vorrei una pietra tombale senza iscrizioni di sorta. Nessun epitaffio, neppure il nome. Anzi no, mi piacerebbe che fosse scritto sopra "finzione".

Citazioni su Andy Warhol[modifica]

  • La Weltanschauung di Warolh [sic] era la stessa dei seguaci del primo Jovanotti, riconducibile alla formula lavoro-paga-discoteca-sesso. (Tommaso Labranca)

Note[modifica]

  1. a b c d (EN) Citato in Kenneth Goldsmith, I'll Be Your Mirror: The Selected Andy Warhol Interviews, Hachette, 2009. ISBN 9780786740390.
  2. Traduzione da Adriano Aprà e Enzo Ungari, Il cinema di Andy Warhol, Arcana editrice, 1973.
  3. Da La filosofia di Andy Warhol: Da A a B e viceversa, traduzione di Caterina Medici, Feltrinelli Editore, 2016, ISBN 9788858826720.
  4. (EN) Da The Philosophy of Andy Warhol: From A to B and Back Again, Houghton Mifflin Harcourt, 2014, p. 78. ISBN 9780547543437
  5. Citato in Jane Howard, The Man Who Paints Big Eyes, Life, 27 agosto 1965, Vol. 59, Num. 9, p. 42. ISSN 0024-3019
  6. Citato in Esami di maturità, uno studente su tre sceglie Warhol, la Repubblica, 23 giugno 2011, p. 8. Cfr. 15 minutes of fame.
  7. Traduzione in Andrea Mecacci, L'estetica del pop, Donzelli Editore, 2011, pp. 155-156. ISBN 9788860365811
  8. (EN) Visibile in I Love Warhol: Andy Warhol Interviewed on Pop Art in 1964, YouTube.com, 22 aprile 2015; citato in Nicholas De Villiers, Opacity and the Closet: Queer Tactics in Foucault, Barthes, and Warhol, U of Minnesota Press, 2012, p. 98. ISBN 9780816675708.
  9. Citato in Victor Bockris, The Life and Death of Andy Warhol, Fourth Estate, 1998, ISBN 9781857028058.
  10. (EN) Citato in Nicholas De Villiers, Opacity and the Closet: Queer Tactics in Foucault, Barthes, and Warhol, U of Minnesota Press, 2012, p. 98. ISBN 9780816675708.

Bibliografia[modifica]

  • Mike Evans, Marilyn (Marilyn Handbook, MQ Publications Limited, 2004), traduzione di Michele Lauro, Giunti Editore, 2006. ISBN 880904634X
  • (EN) Kenneth Goldsmith, I'll Be Your Mirror: The Selected Andy Warhol Interviews, Hachette, 2009. ISBN 9780786740390.
  • Andy Warhol, I diari di Andy Wharol, a cura di Pat Hacket, traduzione di Riccio Ricci, Istituto geografico De Agostini, 1989.
  • Andy Warhol, La cosa più bella di Firenze è McDonald's: aforismi mai scritti, a cura di Matteo B. Bianchi, Nuovi Equilibri, Viterbo, 2006.

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