Taranto

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Il porto

Citazioni su Taranto.

  • D'azzurro, al delfino nuotante e cavalcato da un Dio marino nudo sostenente nel braccio sinistro un panneggio svolazzante e con la destra scagliante il tridente, al capo cucito di rosso centrato, caricato della conchiglia d'oro, posta fra la leggenda "Taras". (Blasonatura dello stemma del comune di Taranto – Decreto del 20 dicembre 1935)
  • Dove è ora campagna, lì fu la capitale della Magna Grecia; dove è Taranto, là sorgeva una rocca ardita; tu Quinto Fabio Massimo, voi Goti e Saraceni non gloriatevi. Distruggeste crudelmente la città, ma potevate annullare le sue delizie, lo straordinario spettacolo della natura? (Giuseppe Regaldi)
  • Il pesce cignalino sappi che è ottimo a Taranto. (Quinto Ennio)
  • I tarantini una volta furono molto potenti, governati con costituzione democratica. (Strabone, Geografia, VI, 3, 4, traduzione di Nicola Biffi in L'Italia di Strabone, 1988)
  • La Taranto pre-industriale. Deliziosa città di provincia. Senza Italsider e con la flotta, quindi vivibilissima. (Claudio Signorile)
  • Ma il meglio della vita di Taranto vecchia è all'aperto, sulla banchina, tra la muraglia delle case e il Mar Piccolo. È uno dei posti più vivaci dell'Italia del Sud, e non saprei trovarne di paragonabili; sembra illustrare una novella orientale, di quelle dove i pesci parlano e sputano anelli preziosi. Forse perché la merce si espone e si vende con i vecchi metodi, vi è qui una vera comunione tra il porto, la gente che grida e i fondi marini. (…) Questo porticciolo orientale, questa popolazione di pesci e molluschi, è uno dei migliori ricordi italiani; è così nell'insieme il ricordo di Taranto, città di mare tersa e lieve, tanto che passeggiandovi sembra di respirare a tempo di musica. (Guido Piovene in Viaggio in Italia, Mondadori, 1957)
  • Mentre la maggior parte del golfo di Taranto è importuosa, a Taranto c'è un porto molto bello e ampio del perimetro di 100 stadi, chiuso da un grande ponte. Tra il fondo del porto e il mare aperto si forma un istmo, sicché la città sorge su una penisola e poiché il collo dell'istmo è poco elevato, le navi possono essere facilmente trainate da una parte all'altra. (Strabone, Geografia, VI, 3, 1, traduzione di Nicola Biffi in L'Italia di Strabone, 1988)
  • Quell'angolo di mondo più d'ogni altro m'allieta, là dove i mieli a gara con quelli del monte Imetto fanno e le olive quelle della virente Venafro eguagliano; dove Giove primavere regala, lunghe, e tiepidi inverni, e dove Aulone, caro pure a Bacco che tutto feconda, il liquor d'uva dei vitigni di Falerno non invidia affatto. (Quinto Orazio Flacco, Ode a Settimio, traduzione di Enrico Vetrò in Galeso, Novecento metri di mito, 2005, II, 6, 10)
  • Queste ostriche puzzano. Dite che sono venute da Taranto? Allora sono venute a piedi, facendo una puntatina a Gorgonzola. Comunque, che puzzino o no, per me fa lo stesso. (Totò in Totò cerca moglie, film, 1950)
  • Taranto attraversa una fase difficile e ho pensato di rilanciarne la vita culturale rievocando l'epoca della Magna Grecia, quando fu per un certo periodo la più importante città d'Italia. (Emanuele Greco)
  • [Ai tarantini] Se vi si domanda come Taranto sia diventata grande, come si conservi tale, come si aumenti la sua ricchezza, voi potete con serena fronte e con gioia nel cuore rispondere, con la buona agricoltura, con la migliore agricoltura, con l'ottima agricoltura. (Archita da Taranto)
  • Taranto, sol per àncore ed ormeggi assicurar nel ben difeso specchio, di tanta fresca porpora rosseggi? A che, fra San Cataldo e il tuo più vecchio muro che sa Bisanzio ed Aragona, che sa Svevia ed Angiò, tendi l'orecchio? Non balena sul Mar Grande né tuona. Ma sul ferrato cardine il tuo Ponte gira, e del ferro il tuo Canal rintrona. Passan così le belle navi pronte, per entrar nella darsena sicura, volta la poppa al ionico orizzonte. (Gabriele D'Annunzio nel Libro IV delle Laudi del Cielo del Mare della Terra e degli Eroi)

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