Thomas Browne

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Thomas Browne

Sir Thomas Browne (1605 – 1682), scrittore britannico.

Citazioni di Thomas Browne[modifica]

  • Il mondo io lo considero un ospedale, non una locanda; un posto per morire, non per viverci. (da Religio Medici[1])
Perché il mondo io non lo considero come un ostello, ma un ospedale; non un posto per vivere ma per morire.[2]
  • Quale canzone cantassero le sirene, o quale nome assumesse Achille quando si nascose tra le donne, per quanto problemi sconcertanti, non sono al di là di ogni congettura. (da Hydriotaphia[3])
  • Se tra i comuni oggetti d'odio ve n'ha uno che io disprezzo e derido, questo è il grande nemico della Ragione, della Virtù e della Religione, la Moltitudine: quel mostro numeroso che, esaminato nelle sue parti, sembra composto di uomini e di ragionevoli creature di Dio; ma, insieme confuso, non forma altro che una gran bestia, e una mostruosità più prodigiosa dell'Idra. Non si va contro la carità chiamando stolti costoro [...] E sotto il nome di Moltitudine io non comprendo solo il popolino: vi è una marmaglia anche tra i nobili. (da Religio Medici, parte II, sez. 1[4])

Citazioni su Thomas Browne[modifica]

  • [Su Dante Alighieri e Thomas Browne] [...] entrambi erano singolarmente privi di quel che noi moderni chiamiamo il senso del humour, quello spirito folletto, sublimità del terra a terra, che sembra appartenere agli ingegni minori. (Mario Praz)

Note[modifica]

  1. Citato in Fruttero & Lucentini, Íncipit, Mondadori, 1993.
  2. Citato in Focus n. 73, p. 166.
  3. Citato in E. A. Poe I Delitti della Rue Morgue.
  4. Citato in Mario Praz, L'investigatore Thomas Browne, La Cultura, ottobre 1929.

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