Tokyo Ghoul:re

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Tokyo Ghoul:re

Stagione di una serie TV

Immagine Tokyo Ghoul re logo replica.png.
Paese Giappone
Episodi 24
Data 3 aprile – 25 dicembre 2018
Rete televisiva Tokyo MX, Sun TV, TVA, TVQ, BS11
Data italiana 24 luglio 2018 - 6 maggio 2019 versione doppiata
Rete televisiva italiana VVVVID
Doppiatori italiani
Cronologia
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Tokyo Ghoul √A -

1leftarrow blue.svgVoce principale: Tokyo Ghoul.

Tokyo Ghoul:re, terza stagione in ventiquattro episodi della serie anime Tokyo Ghoul, trasmessa in Giappone nel 2018.

Citazioni tratte dalla serie[modifica]

Episodio 1, I cacciatori[modifica]

  • Abbandona ogni titubanza quando combatti o il tuo animo gentile finirà per ucciderti; in quanto mentore devi saper essere severo o la tua debolezza contagerà anche i quinx. Smetti di proteggere i ghoul, a meno che tu non voglia assaggiare altri Mado-punch. (Akira, ad Haise, dopo avergli dato un pugno nello stomaco).

Episodio 2, Frammenti[modifica]

  • Da un lato dobbiamo trattare Haise Sasaki come un essere umano, dall'altro se finisse per perdere il controllo, dovremo considerarlo come un ghoul ed eliminarlo: sono ordini crudeli. (Akira)
  • Kuki: Mostrare le spalle al nemico è pericoloso.
    Haise: Affrontandolo faccia a faccia sareste morti tutti. Finché sarai vivo avrai sempre un'altra occasione, se ti fai uccidere invece non ci sarà più nulla da fare.
  • Ginshi: Allora, Sassan, in quale posto possiamo trovare Nutcracker, il prossimo obiettivo della squadra Shirazu? [...]
    Haise: Di solito Nutcracker frequenta il quartiere a luci rosse;[1] la sua classe non è ancora chiara.
    Tooru: Per quale motivo la chiamano Nutcracker?
    Haise: Perché si diverte a schiacciare i testicoli degli uomini.

Episodio 3, La vigilia della festa[modifica]

  • Ginshi: Si può sapere perché non partecipi mai alle missioni?
    Saiko: Be', il caposquadra Urie... be' lui, insomma...
    Ginshi: Il caposquadra ora sono io.
    Saiko: Cosa? Urie è stato licenziato? Ha fatto qualcosa di molto indecente? [...]
    Ginshi: Comunque ora è il caposquadra che ti parla: devi lavorare!
    Saiko: Be'... ma con il mio stipendio attuale posso fare una tranquilla vita da NEET[2] come ho sempre desiderato.
    Ginshi: Quindi tu sai di essere una NEET.
    Saiko: Seguirò le indagini da qui! [si mette a letto sotto le coperte]
  • Nico: Ehi, Roma, guarda un po' chi c'è!
    Roma: Sorellona Nico, sbaglio o quello è il famoso Haise? Oltre a essere cambiato ora si veste anche da donna, però si vede che è sempre Kaneki.
    Nico: Sì, hai ragione.
    Roma: Già, eppure... non so, tu non trovi che sia irritante vederlo così felice?
    Nico: Tu dici?
    Roma: Voglio dire, ti ricordi del Kaneki tragico, sempre con il peso del mondo sulle spalle? Era così sofferente, era delizioso.
    Nico: Certo che sei proprio un'egoista.
    Roma: Insomma, come posso fare per riavere il mio splendido Kaneki? Be', suppongo che Haise dovrebbe morire.
  • Akira: Tra di noi non c'è nessuno che non abbia perso un suo superiore o un sottoposto, alla CCG abbiamo tutti un lutto alle spalle. Diventa forte Haise, diventa forte e uccidi più ghoul che puoi e ricorda che colui che perde di meno è colui che è più forte.
    Haise [pensando]: Per non farci strappare qualcosa, dobbiamo strapparla agli altri: questo mondo è fatto così.

Episodio 4, Asta[modifica]

  • Tutti gli esseri umani, persino i più scettici, prima o poi vengono toccati da Dio: può succedere quando ci si trova di fronte a un talento travolgente. Io ho visto Dio, ho visto l'ingiustizia di Dio, ma sai: anche una persona normale inferiore a dei e demoni, con un po' di esperienza e di duro lavoro può ottenere grandi risultati. (Daisuke Atou)

Episodio 5, Notte caotica[modifica]

  • Ciò di cui avete paura è il diverso: si teme sempre ciò che è diverso da sé, è una cosa inevitabile, ma la soluzione sta nel diventare ciò che si teme. (Seido)

Episodio 6, Al termine[modifica]

  • Ascoltami bene: c'è un divario enorme tra chi arriva primo e chi arriva secondo. La differenza tra cento punti[3] e novantanove punti non è di un singolo punto. Mi è venuta voglia di dimostrarlo: tu sei stato il più gran capolavoro del dottor Kano, e ora invece... (Seido, mentre attacca Haise)
  • Ken: Haise, hai paura di me?
    Haise: Sì.
    Ken: Perché?
    Haise: Perché sei forte. Inoltre in me si è aperta una voragine; è come se venissi inghiottito da questo immenso vuoto. Per riempirlo serve la solitudine, non posso vincere. Contro di te non posso vincere; ormai non so neanche chi sta muovendo questo corpo. Così sparirò, la mia coscienza...
    Ken [bambino]: Haise ascoltami: io non sono, io non sono forte. Guardami bene, ricorda: io sono Ken Kaneki. Ti prego, non farmi sparire.
    Haise: Allora anche tu avevi paura... ora ho capito: sarò io a salvarti!

Episodio 7, Ricordi dei giorni che furono[modifica]

  • Jūzō: Tu sei piuttosto bravo coi coltelli, credimi Tooru.
    Tooru: Signor Suzuya, lei non ha mai paura di tagliarsi con i suoi coltelli?
    Jūzō: No, direi proprio di no: io sono insensibile al dolore. E tu Tooru ne hai paura? Per vincere in battaglia è necessario saper domare le proprie debolezze.
    Tooru: Domare le proprie debolezze... sembrano parole sagge.
    Jūzō: Sì, ma non sono mie: le diceva il mio mentore.

Episodio 8, Coloro che strisciano[modifica]

Una rosa rossa
  • Kanae, lontano fratello che condivide il mio sangue, non versare più lacrime. Mostra un orgoglio degno di una rosa e vivi magnificamente: è tuo dovere come membro degli Tsukiyama (Shū )

Episodio 10, Tremolio[modifica]

  • Eto: Secondo te perché Dio ha messo il frutto della conoscenza nell'Eden? Così è come chiedere di mangiarlo, non trovi? Sai, il dio che immagino non è quel padre saggio e onnipotente: credo anzi che sia un bambino con troppo potere.
    Kanae: Ma di cosa stai parlando?
    Eto: Quello che voglio dire è, insomma, questo mondo ha troppi elementi difettosi: come te per esempio. Il tuo padrone proprio non riusciva a riprendersi nonostante i tuoi grandi sforzi, eppure a un certo punto è bastata l'apparizione di uno scarto chiamato Haise Sasaki per farlo tornare perfettamente in forma: vorresti tanto ucciderlo, vero? Haise, intendo... In realtà, non desideravi davvero che il tuo padrone si riprendesse.

Episodio 11, Difettoso[modifica]

  • Improvvisamente mi sento così triste. Io mi sono ricordato di una citazione triste... Mia dolce persona difettosa, i tuoi genitori, quelli che ti hanno cresciuto hanno fallito. (Haise)

Episodio 12, Alba[modifica]

  • La sfortuna nella mia esistenza è stata di non poter vivere come me stessa, eppure che immensa fortuna poter morire come me stessa: io merito davvero di poter essere così felice? (Kanae, ultime parole)

Episodio 14, Bianca oscurità[modifica]

  • Proteggere qualcuno è una cosa veramente difficile: sappi figliolo che potresti perdere molto di quello che tu vorresti proteggere. Tuttavia, il solo desiderarlo è già un atto nobile se ciò che desideri è proteggere una persona molto cara. (Yoshimura, a Renji)

Episodio 16, Ciò che ho lasciato[modifica]

  • Arima: Gli investigatori provenienti dal giardino luminoso non sono umani, noi siamo esseri che hanno anche del sangue ghoul: degli esseri umani malriusciti. Il mio occhio destro — te ne sei accorto, non è vero? — ormai non riesce a mostrarmi quasi più niente. Ho un glaucoma, una malattia piuttosto comune per una persona anziana.
    Ken: Un anziano?
    Arima: I figli che sono stati generati da esseri umani e da ghoul sai che cosa diventano?
    Ken: Dei ghoul con un solo occhio. Diventano dei mezzi ghoul.
    Arima: Non è così per tutti. I bambini nati da queste unioni non sono molto diversi dagli umani normali; a essere diverse sono le maggiori capacità di carattere fisico e anche la scarsa longevità. I casi come quello del gufo con un solo occhio sono rari, noi deperiamo più in fretta delle altre persone; ormai sto per perdere anche l'altro occhio, la mia vita purtroppo ora è giunta al proprio limite.

Episodio 17, Incontro, disorientamento[modifica]

  • Kishou Arima è morto: odialo pure quanto vuoi, ma non avrai altre occasioni per ucciderlo così come tua sorella non tornerà più, Renji Yomo. Noi crediamo nelle scelte che sono state fatte da Kishou Arima, voi credete in quelle fatte da Ken Kaneki: le cose stanno così, comprendersi non vuol dire essere d'accordo su ogni cosa, non credi? (Take)
  • Tōka: Voglio dirlo subito: ad uccidere tuo padre sono stata io, Akira.
    Akira: Mi chiedevo perché avessi trascinato qui una persona convalescente. È una fortuna che tu sia così perfida, così posso odiarti serenamente.
    Tōka: Davvero? Molto bene. [...]
    Akira: Dei bambini?
    Tōka: Sono ghoul, erano protetti dall'Albero di Aogiri. Hanno perso la famiglia, sono bambini che vivono da soli. [...] Hinami è l'ultimo ghoul ad essere stato inseguito da tuo padre, non è molto diversa da quei bambini: sono dei giovani che hanno perso i genitori.
    Akira: In che senso "hanno perso"? Che giro di parole, perché non parli chiaramente, Rabbit?[4] Li ha uccisi mio padre, non è vero?
    Tōka: Sì, è così.
    Akira: Cosa vuoi ottenere mostrandoti in questo modo? Cerchi della compassione?
    Tōka: Io non cerco niente del genere. Provo compassione per te. [...] Mio padre, a dire la verità, davanti ai suoi figli era sempre estremamente gentile: era generoso, rideva, era un uomo molto allegro. Però, a nostra insaputa, lui ha ucciso moltissime persone; non l'ha fatto per nutrirsi ma per vendicare nostra madre. [...] Così io, anche se a mio padre critico le sue azioni sbagliate, volevo che restasse con noi. [...] Voglio dirti una cosa: dal momento in cui ho conosciuto Hinami lei non ha mai provato rancore verso tuo padre.

Episodio 19, Legame[modifica]

  • Akira: Che cosa ne è stato di tutto il tempo che abbiamo sprecato?
    Amon: Dove vai?
    Akira: Non lo so nemmeno io. Se non mi resta neanche più l'odio vuol dire che è finita, non ho più un posto.
    Amon: Possiamo andare ovunque. Siamo vivi sia io che te.
    Akira: Siamo solamente vivi, poi c'è il nulla...
    Amon: Se il nulla è una sensazione. significa che esiste.
    Akira: È una cosa che si prova?
    Amon: Sì.
    Akira: Ho paura.
    Amon: Io... io voglio sostenerti.
    Akira: Stavolta non ti allontanare.
  • Tōka: Ma tu... sei vergine? [Ken sbruffa il caffè che stava bevendo] Allora? Sei vergine?
    Ken: Ma, ma... ma cosa mi chiedi?
    Tōka:Mi ero solo chiesta se lo fossi. Se vuoi ti permetterò di farlo con me.
  • Tōka: Ci ho sempre pensato a come riuscire a non farti sparire: a pensare che staremo bene anche senza di te sei soltanto tu.
    Ken: Prima, forse, l'hai detto soltanto per questa ragione?
    Tōka: Ovviamente no. Quando tu eri una colomba[5] a volte venivi al locale da solo, mi lanciavi degli sguardi nascosto dietro a un libro. Mi ricordo com'era quello sguardo, era come quando guardavi Rize.
    Ken: Sono veramente uno sciocco...
    Tōka: Sono più sciocca io che ne ero felice.
  • Ken: La tua salute, dimmi, va tutto bene: non è vero?
    Tōka: In effetti di recente... ho i crampi alle gambe.
    Ken: Nient'altro?
    Tōka: Ho sonno.
    Ken: Nient'altro?!
    Tōka: Ho i capelli un po' secchi.
    Ken: E poi?
    Tōka: Ma cosa ti è preso?!
    Ken: Nulla.
    Tōka: Sai, io... aspetto un bambino. Non so se riuscirò a farlo nascere; volevo dirtelo quando ne sarei stata più sicura. Scusa se te l'ho tenuto nascosto.
Due sposi giapponesi con gli abiti tradizionali per il rito shintoista
  • Ken: Tōka, i ghoul come si sposano?
    Tōka: Eh? Così in fretta?
    Ken: Voglio saperlo. Dimmi, come ci si sposa nel mondo dei ghoul?
    Tōka: Adesso a cosa servirebbe, ormai l'abbiamo già fatto... e poi non ho nessuna voglia di dirlo.
    Ken: Perché?
    Tōka: Sai, noi lasciamo un segno.
    Ken: Un segno?
    Tōka: Sì, sopra i nostri corpi. Un morso molto profondo, che nemmeno con la morte può sparire.

Episodio 20, Il bambino risvegliato[modifica]

  • Signorino, lo sai qual è il nemico che hanno in comune sia i ghoul che gli umani? È la noia. Il mondo è una sorta di circo, un luogo divertente e senza senso. (Roma, dopo aver trafitto Kuki con la kagune)

Episodio 21, Vago ricordo[modifica]

  • Devo ringraziarti Mutsuki: gli oggai guidati da te sono stati il nutrimento necessario per trasformare Ken Kaneki; ti ringrazio per aver condotto Ken Kaneki dove volevo. L'amore è meraviglioso: cosa si prova, com'è aver trasformato con le tue mani il tuo caro professore in un mostro? (Furuta)
  • Lui [Kaneki] si era accorto subito che io sono una donna, mi chiedevo perché mentisse in un modo così gentile. Lui non mentiva per proteggere se stesso come faccio io, mentiva solo per non ferire le altre persone. Nonostante questo io l'ho ridotto in questo stato. (Tooru)

Episodio 22, La fine della tragedia[modifica]

  • Vuoi proteggere tutti? Creare un mondo dove umani e ghoul si possano integrare? [ride] Grazie alle tue azioni sono morte delle persone: avresti fatto meglio a non fare niente fin dall'inizio. (Rize, a Ken)
  • Di cose che non possiamo risolvere da soli ce ne sono anche troppe: per me è lo stesso, da solo non posso fare nulla, mi ha salvato l'aiuto delle persone. Ci siamo fatti carico di troppe cose, tutti noi. (Kuki, a Tooru)

Episodio 24, Ultimo atto[modifica]

  • Se non si mette la vita in gioco non è possibile riuscire a divertirsi. È noioso avere sempre una rete di sicurezza, non credi? (Furuta, a Ken)
  • Sei veramente forte, lo ammetto: io... io non sono di certo abile come te; non sono né così forte né intelligente. Non sono stato in grado di proteggere un piccolo paese, finora contro di te ho sempre perso eppure questa volta io ce la farò: io voglio batterti e voglio proteggere tutti, gli umani e i ghoul! (Ken, a Furuta)
  • Questo mondo è uguale a una scatola di giocattoli: uno ci si diverte per un po' poi il tempo passa e all'improvviso finisce tutto e una volta che viene chiuso il coperchio non viene più aperto. Anche tu vice speciale fai solo pena, continui a lottare per questo futile mondo fino al punto di arrivare qui da solo. Se quella volta non avessi incontrato Rize non saresti stato costretto a recitare insieme a me questa ridicola parte. (Furuta, a Ken)
  • Rubare e venire derubati, ferire e farsi ferire, sottomettere e sottomettersi: ripetiamo costantemente il bene e il male e combattiamo solamente per non perdere. Eppure le persone che amiamo e i luoghi che amiamo andranno perduti, alla fine noi verremo dimenticati: vivere è triste, è vano, nonostante ciò pur sapendo che avrei perso tutto e pur sapendo che sarei scomparso mi sono mostrato nella mia miseria. Ho sognato di diventare qualcosa di bello e dopo ho scelto: continuerò a scegliere e ad essere scelto. (Ken, prima di uccidere Rize)

Note[modifica]

  1. Kabukichō, il quartiere di Tokyo celebre per l'alta concentrazione di locali per adulti gestito principalmente dalla yakuza - una potente organizzazione criminale giapponese. Per approfondire vedi la voce corrispondente su Wikipedia.
  2. Sigla che indica i giovani che non vogliono studiare, lavorare o formarsi. Per approfondire vedi la voce corrispondente su Wikipedia.
  3. Nel sistema scolastico giapponese i voti sono espressi in centesimi.
  4. Il soprannome di Tōka quando, come ghoul, combatteva contro la CCG: deriva dalla sua maschera da coniglio.
  5. Un agente della CCG.