Ugo Pesci

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Ugo Pesci (1846 – 1908), giornalista italiano.

Il re martire. La vita e il regno di Umberto I[modifica]

  • L'arrestato [per l'attentato del 1897 contro Umberto I] era un tale Pietro Acciarito, di 26 anni, nativo d'Artena, paese tristamente famoso per il numero dei delinquenti sanguinari; fabbro ferraio disoccupato, come lo è facilmente chi non ha voglia di lavorare e ha la testa sconvolta da idee rivoluzionarie. Il padre di lui, temendo non ingiustamente qualche grosso guaio, aveva informatole le autorità di pubblica sicurezza di minaccie "di far la testa a qualche pezzo grosso" più volte ripetute dal figlio; ma le autorità non avevano creduto che quel vecchio meritasse ascolto. (p. 408)
  • Il pregiudizio della libertà illimitata per qualunque dottrina politica, per ogni specie di conciliabolo, pregiudizio vigente ancora in Svizzera, Inghilterra, e negli Stati dell'Unione Nord-Americana, specie a favore degli stranieri, permetteva intanto che al di là del mare si preparasse "il maggiore delitto del secolo"[1]. (cap. XV, p. 416)
  • [Sul regicidio di Umberto I] Mai più crudele ingiustizia fu commessa in nome dell'equità e della giustizia sociale. Mai tanto barbaramente fu troncata una vita consacrata fino dai primordi e per lungo volgere di anni a fare, a procurare il bene per tutti; mai la nequizia umana seppe dar prova di più odiosa ingratitudine. (cap. XV, pp. 427-428)
  • Il regicida [Gaetano Bresci], volendo giustificare il proprio delitto con il cinismo e la presuntuosità propria di un tal genere di delinquenti, volendo offendere anche la memoria del re martire, condotto innanzi ai giurati lo chiamò responsabile delle repressioni severe ma necessarie dei moti del 1898; tentò di raffigurarlo come un tiranno dal quale egli avesse liberata la terra. Un martire non poteva essere più calunniato dal suo carnefice! (cap. XV, pp. 428-429)

Note[modifica]

  1. Allusione al regicidio di Umberto I, per opera del Bresci; l'anarchico italiano che viveva a Paterson nel New Jersey.

Bibliografia[modifica]

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