Ultime parole da Il padrino

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1leftarrow blue.svgVoce principale: Ultime parole dai film.

Raccolta delle ultime parole pronunciate dai personaggi dei film de Il padrino in punto di morte.

Film[modifica]

TriangleArrow-Right.svg Citazioni in ordine temporale.

Il padrino[modifica]

  • Bah, a me va bene. Grazie! (Luca Brasi)
Insospettito dalla condotta di Virgil Sollozzo, spacciatore della famiglia Tattaglia a cui ha rifiutato un affare, il boss Vito Corleone escogita un astuto piano per spiare le sue mosse: fingendo di essere ai ferri corti con il capo, il suo fedelissimo sicario Luca Brasi si infiltra nel locale di Bruno Tattaglia, chiedendo di poter passare dalla loro parte. Avvicinato da Sollozzo e Tattaglia, Brasi sembra riuscire nell'intento, ma improvvisamente durante il colloquio viene pugnalato ad una mano da Bruno, che sa del piano di Don Vito: Luca prova ad opporre resistenza, mamentre i due gangster lo trattengono un sicario spunta alle sue spalle e lo strangola con una garota.
  • No! Sarà stato Rocco. (Paulie Gatto)
Dopo la morte di Luca Brasi Vito subisce un terribile attentato, finendo tra la vita e la morte: prese in mano le redini della famiglia, suo figlio Sonny intuisce che ci sia una talpa che ha fornito informazioni ai rivali e sceglie di prendere provvedimenti. Il giorno dopo il caporegime Peter Clemenza si reca a comprare dei materassi per i proprio uomini insieme ai soldati Paulie Gatto e Rocco Lampone, scherzando con loro durante tutta la durata del viaggio: arrivato in una strada isolato, Clemenza si ferma e scende dalla macchina per andare a orinare. Paulie aspetta il capo al volante della macchina, ma in quel momento viene ucciso con un colpo alla nuca da Rocco: egli infatti è stato individuato come la talpa.
  • Micheluzzo, tu mi capisci,no? Sei italiano, come tuo padre, come me. Tuo padre sta male, appena starà meglio cerchiamo di fare un meeting e mettiamo tutto a posto. 'Sto contrasto va' a finire, no? (Virgil Solozzo)
Deciso a vendicare il padre Michael, pecora nera della famiglia Corleone che si è sempre rifiutato di lavorare nel mondo del crimine, decide di risolvere la faccenda alla base, ovvero uccidendo Sollozzo. Durante un meeting organizzato apparentemente per trovare una soluzione pacifica, Michael cena insieme a Sollozzo e alla sua guardia del corpo, il corrotto Mark MacCluskey: assentatosi momentaneamente per andare in bagno, Michael vi trova una pistola lasciata all'interno dagli uomini dei Corleone. Tornato al tavolo, Michael ascolta con disagio i discorsi di pace di Sollozzo: seppur con iniziale riluttanza, Michael si alza in piedi ed estratta la pistola spara a Sollozzo e a McClusky alla gola e alla testa, uccidendoli sul colpo.
  • Ne ho frugati migliaia di quei pisciasotto! (Mark MacCluskey)
Deciso a vendicare il padre Michael, pecora nera della famiglia Corleone che si è sempre rifiutato di lavorare nel mondo del crimine, decide di risolvere la faccenda alla base, ovvero uccidendo Sollozzo. Durante un meeting organizzato apparentemente per trovare una soluzione pacifica, Michael cena insieme a Sollozzo e alla sua guardia del corpo, il corrotto Mark MacCluskey: assentatosi momentaneamente per andare in bagno, Michael vi trova una pistola lasciata all'interno dagli uomini dei Corleone. Tornato al tavolo, Michael ascolta con disagio i discorsi di pace di Sollozzo: seppur con iniziale riluttanza, Michael si alza in piedi ed estratta la pistola spara a Sollozzo e a McClusky alla gola e alla testa, uccidendoli sul colpo.
  • Michele, aspettami lì che vengo da sola fino a te! (Apollonia Vitelli-Corleone)
Ritiratosi in Sicilia per scampare alla polizia, Michael conosce la giovane Apollonia e se ne innamora, sposandola dopo un lungo corteggiamento. Un giorno, mentre la moglie prova divertita l'automobile di famiglia, Michael nota che una delle sue guardie del corpo, il pastore Fabrizio, sta scappando dal cancello della villa: intuendo che i rivali di New York lo abbiano corrotto Michael ordina ad Apollonia di abbandonare la macchina, ma prima che la moglie possa fare alcunché il veicolo esplode, uccidendola sul colpo insieme al figlio che portava in grembo.
  • Pezzo di merda! Oh, vi levate di mezzo? (Santino "Sonny" Corleone)
Sostituendo il padre, Sonny scatena una furiosa guerra contro la famiglia Tattaglia, ma altre preoccupazioni offuscano la sua mente: un giorno infatti scopre che il cognato Carlo Rizzo ha picchiato nuovamente la moglie Connie, nonostante il fratello lo avesse picchiato in precedenza. Furibondo, Sonny esce dalla villa dei Corleone senza protezione e si reca a casa di Carlo: arrivato al solito casello autostradale che deve attraversare è talmente furioso da non insospettirsi di una macchina che si è fermata davanti a lui. Presto dal veicolo e dal casello dell'autostrada escono una decina di uomini di Tattaglia che crivellano di colpi Sonny: trascinatosi fuori dall'auto, il boss viene definitivamente ucciso da un calcio in faccia da parte di uno dei sicari.
  • No, no. eh eh. Facciamo un altro gioco: tu vai laggiù. Vai, vai lì. (Don Vito Corleone)
Distrutto dalla morte di Sonny e volendo riportare in America Michael, il vecchio Vito decide di porre fine alla guerra: pur intuendo che dietro ai Tattaglia e ai loro alleati vi è il potente Emilio Barese, deciso a soppiantare Vito, l'anziano boss sceglie di sottostare alle loro condizioni. Riportato Michael in America, Vito gli cede il ruolo di boss, dandogli vari consigli per affrontare la situazione: ormai anziano e stanco, il vecchio boss muore colto da un infarto mentre gioca nell'orto con il suo nipotino.
  • Fermi! Ah! ( Philip Tattaglia)
Dopo la morte del padre Vito, Michael sembra sottostare alle leggi delle altre quattro famiglie: a loro insaputa però egli sta tramando per indebolirle in modo da dominare incontrastato la scena del crimine e vendicare la sua famiglia. Così, mentre Michael fa da padrino al battesimo del nipote per procurarsi un alibi, i suoi uomini massacrano ad uno ad uno i vari boss delle famiglie rivali: tra di essi vi è Philip Tattaglia, principale pedina di Barese, che viene crivellato di colpi dal soldato Rocco Lampone e da un complice mentre è a letto con una prostituta.
  • Maledizione... (Emilio Barese)
Avendo organizzato preventivamente l'omicidio di Michael con il traditore Tessio e non sapendo nulla delle morti degli altri boss, Barese si reca personalmente in tribunale per corrompere un magistrato, ma quando esce scopre che la sua auto è stata multata da un agente: stizzito, il boss ordina alla sua guardia del corpo di risolvere la situazione. Tuttavia, il poliziotto altri non è che Al Neri, sicario della famiglia, che uccide subito la guardia del corpo e l'autista del vecchio boss: Barese prova allora a risalire la scalinata del tribunale per fuggire, ma viene immediatamente colpito alla schiena da Al.
  • Di a Mike che fu questione d'affari: l'ho sempre ammirato. Ma, Tom, tu puoi aiutarmi? In nome della nostra vecchia amicizia? (Salvatore "Sal" Tessio)
Durante il funerale di Vito, l'anziano caporegime Sal Tessio propone a Michael un alleanza coi Barese, affermando che è stato organizzato un meeting di pace: il nuovo boss tuttavia fiuta la trappola e intuisce che Tessio è un traditore. Dopo la morte dai vari boss Sal viene raggiunto nella sua casa dai suoi stessi uomini, guidati dal consigliere della famiglia Tom Hagen: pur dimostrandosi dispiaciuto per il tradimento Tessio chiede al vecchio amico di intercedere per lui, ma Tom è irremovibile e lo fa portare via dai suoi stessi uomini per ucciderlo.
  • Clemenza? (Carlo Rizzi)
{{spiegazione|Convocato da Mike e Tom, Carlo viene messo davanti alla verità: i due sanno che è stato Carlo, pagato da Barrese e dai Tattaglia, ad attirare in trappola Sonny il giorno della sua morte. Mike tuttavia non sembra arrabbiato e gli propone un accordo: abbandonare per sempre la famiglia andandosene a Las Vegas. Soddisfatto, Carlo entra in macchina per andare all'aeroporto ma si accorge mentre mette in moto che Clemenza è sui sedili posteriori: prima di poter fare alcunché l'uomo viene strangolato con una garota dal caporegime, deciso a vendicare la morte del figlioccio Sonny.}

Il padrino - Parte II[modifica]

  • Vattini, figliu miu, vattini!Vattini, Vito! (Madre di Vito)
Dopo la morte del marito Antonio Andolini e del figlio Paolo,la madre del piccolo Vito si reca nella residenza di Francesco Ciccio, capo della mafia di Corleone: egli infatti ha ucciso il primo perché si è opposto a lui e il secondo per evitare rappresaglie. La donna prega il vecchio boss di risparmiare almeno il piccolo Vito, ma vedendo il suo diniego gli punta un coltello alla gola: spronato dalla madre Vito si dà alla fuga, mentre la donna viene uccisa ai colpi di lupara dagli sgherri di Ciccio.
  • Beh, che v'oi fare? (Don Fanucci)
Licenziato dal suo lavoro a Little Italy per colpa del boss locale Don Fanucci, Vito si dà al crimine per mantenere la sua famiglia: la sua piccola banda riesce a guadagnare abbastanza denaro ma presto subiscono tutti le pressioni di Fanucci, che vuole una parte dei loro incassi. Il giorno della festa di San Rocco Fanucci torna nel suo appartamento dopo aver ricevuto vari tributi dai commercianti: una volta sull'uscio di casa tuttavia il boss si trova davanti Vito, che ha in mano un pò di stracci. Divertito dalla situazione, Fanucci chiede spiegazioni ma Vito gli spara al petto attraverso la stoffa per attutire il rumore: rimossa la stoffa, che ha iniziato a bruciare per via dello sparo, Vito si avvicina all'agonizzante Fanucci e lo finisce con un colpo alla testa.
  • Arrgh! Figghiu 'i bottana! (Francesco Ciccio)
In Sicilia, all'ormai anziano Don Ciccio viene presentato dal mafioso Tommasino un giovane gangster italoamericano, Vito Corleone: Ciccio, sentendo che il cognome di Vito è identico a quello del proprio paese, chiede al giovane chi sia suo padre. Vito spiega allora come suo padre fosse Antonio Andolini, uomo che Don Ciccio aveva ucciso anni prima insieme a tutta la sua famiglia: Dopo avergli detto questo, Vito lo pugnala al petto e lo scanna, vendicando così i famigliari uccisi.
  • Sono un investitore in pensione. Sono tornato a casa per votare nelle elezioni presidenziali perché se no avrei dovuto votare per posta. (Hyman Roth)
Dopo che il suo complotto per uccidere Michael e vendicare il suo amico Moe Greene fallisce il gangster ebreo Hyman Roth prova a fuggire in Israele: qui però viene estradato negli Stati Uniti per la sua pessima condotta. Atterrato all'aeroporto di Miami, Roth viene scortato fuori dalla polizia rifiutando di rispondere alle domande dei giornalisti: proprio sull'uscita il gangster viene raggiunto da Rocco Lampone, travestito da giornalista, che lo uccide con un colpo di pistola al petto.
  • Ciao Tom!Grazie! (Frankie Pentangeli)
Il gangster pentito Frankie Pentangeli, vedendo il proprio fratello in aula e non volendo perdere l'onore mafioso, ritratta tutte le accuse rivolte contro Michael Corleone. Il giorno successivo, Frankie ha una chiacchierata con Tom Hagen, che gli fa capire come, se lui sparisse, la sua famiglia non subirebbe ritorsioni e verrebbe anzi aiutata dai Corleone. Frankie, ringraziato Tom, torna nella camera sorvegliata dagli agenti dell'FBI e va a farsi un bagno: poco dopo, gli agenti dell'FBI scoprono che Frankie si è tagliato le vene.
  • Ave maria, piena di grazia, il signore è con te. Benedetta sei tu tra le donne, e benedetto il frutto del tuo petto gesù. Santa Maria, madre di Dio, prega per noi peccatori... (Fredo Corleone)
Fredo Corleone, fratello di Michael nonché traditore della famiglia, il giorno della morte della madre si reca a pesca sul lago Thaoe con il nipote Anthony, con cui ha stretto un grande legame. Tuttavia, prima di partire i due vengono fermati da Connie, sorella di Fredo, e dallo scagnozzo Al Neri: Anthony deve tornare dalla madre, e Al lo sostituirà. Fredo, capendo il reale motivo della sostituzione, saluta il nipote e la sorella e si reca al centro del lago con Al. Qui Fredo recita un'Ave Maria, abitudine tipica nei giorni di pesca col nipote: al termine della preghiera, Al uccide Fredo.

Il padrino - Parte III[modifica]

  • Ti ho detto scannala, dai muoviti! (Primo Sicario)
Dopo aver passato una notte di passione con Vincent Mancini, figlio illegittimo di Sonny Corleone, la giornalista Grace Hamilton fa per prendere una birra dal frigo del criminale quando viene presa in ostaggio da due sicari incappucciati, venuti per uccidere Vincent: uno dei due fa poi per andare nella stanza del criminale, ma viene immediatamente sorpreso e preso a sua volta in ostaggio. Per far liberare il complice, il sicario che tiene in ostaggio Grace la minaccia con un coltello, ma Vincent lo invita ad ucciderla, non ritenendola importante: non credendogli, l'altro sicario invita il complice ad ucciderla, ma viene subito zittito da Vincent che gli spara in testa.
  • No, ti prego, no! (Secondo Sicario)
Dopo la morte del suo complice il secondo sicario si spaventa e liberata Grace confessa a Vincent che sono stati inviati dal gangster Joey Zasa, con cui il ragazzo è ai ferri corti: ringraziatolo ironicamente, Vincent gli spara freddamente alla testa nonostante le sue suppliche.
  • è il mio portafortuna! è il mio portafortuna! (Albert Volpe)
Durante un meeting con la cupola mafiosa, Michael Corleone distribuisce come buonuscita i soldi della vendita dei suoi casinò ai vari boss del meeting, tranne che a Joey Zasa, che se ne va furioso dal meeting: subito dopo, un elicottero spara una raffica di mitragliatrice contro l'edificio. Mentre Michael, Vincent e il fido Al Neri riescono a fuggire, tutti i boss cadono uno dopo l'altro: tra di essi, Albert Volpe si getta sulla propria giacca, urlando istericamente che si tratta del proprio portafortuna, venendo crivellato di colpi appena la afferra.
  • Joey Zasa, sei un gran figlio... di puttana... (Matthew "Matty" Parisi)
Mentre Michael riesce a fuggire grazie a Vincent e ad Al, tutti gli altri boss vengono brutalmente massacrati: l'ultimo a morire è Matty Parisi, vecchio amico di Michael, che maledice Zasqa prima di morire per le ferite riportate.
  • Tu fai a fare in culo da un'altra parte! E vattene! (Anthony "La Formica" Squigliaro)
Con Michael in coma a seguito dell'attentato alla Commissione dei mafiosi, Vincent decide di vendicarsi uccidendo Zasa, con l'approvazione di Connie e del viceboss Al Neri. Durante la festa di San Gennaro, il boss di quartiere passeggia scortato dalle sue guardie del corpo per le vie di Little Italy: ad un certo punto un giovane, Lou Pennino, si siede sull'auto nuova del boss rigandola. Furente, Zasa gli manda contro il suo braccio destro Anthony "La Formica" Squigliaro: il mafioso riesce ad allontanare il giovane, ma in quel momento uno degli uomini che trasportava la statua della madonna in processione spara a Squigliaro con un fucile uccidendolo.
  • Aprite, Aprite! (Joseph "Joey" Zasa)
Dopo la morte di Anthony Squigliaro, Lou Pennino massacra il resto delle guardie del corpo di Zasa. Terrorizzato, il boss fugge fino ad arrivare ad un portone, dove cerca di entrare per mettersi in salvo: in quel momento Vincent Mancini, travestito da poliziotto, uccide Zasa a colpi di pistola.
  • Ma io ti riconosco! Tu Mosca sei! Da Montelepre! Eri un assassino... e lo sei ancora un assassino! Fituso! (Don Tommasino)
Deciso a vendicarsi sui suoi nemici, Michael si reca in Sicilia dal fedele Don Tommasino, vecchio alleato di Don Vito, con cui organizza un piano di battaglia. Il giorno dopo, Tommasino sta tornando alla sua villa quando si imbatte in due sacerdoti a piedi, ma appena fa per salutarli si accorge che uno di loro è Mosca da Montelepre, temuto sicario: temendo che si stia recando alla villa per uccidere Michael, Tommasino prova a fuggire in macchina per avvisarlo, ma viene crivellato di colpi da Mosca e il suo braccio destro.
  • Tu sei molto magra, mangia anche tu! Uhm, è buono! Grazie! (Ozzie Altobello)
Prima della rappresentazione della cavalleria rusticana a cui parteciperà Anthony Corleone, Connie si avvicina al suo padrino di battesimo, Don Ozzie Altobello, e gli regala una confezione di cannoli: consapevole di essere sulla lista nera dei Corleone dopo aver tramato alle loro spalle, aspetta che sia Connie ad assaggiarne uno prima di gustarseli. Connie tuttavia ha fatto solo finta di assaggiare i cannoli, che aveva avvelenato in precedenza, e durante la rappresentazione osserva soddisfatta Altobello morire avvelenato.
  • Licio Lucchesi: Chi costruisce sulla gente costruisce sul fango. Allora, il messaggio di Michele Corleone?
    Calò: Eccolo. È una cosa molto importante, perciò ve lo debbo dire all'orecchio. "Il potere logora chi non ce l'ha!"
Il potente uomo d'affari Licio Lucchesi, vera mente dietro a Gilday, Keinszing, Don Altobello e Joey Zasa, viene raggiunto nei propri appartamenti da Calò, una delle vecchie guardie del corpo di Michael nonché uomo di fiducia del fu Don Tommasino, che gli deve mandare un messaggio da parte del boss italoamericano. Lucchesi chiede a Calò quale sia il messaggio, e questi, avvicinatosi al suo orecchio, lo riferisce, per poi afferrare gli occhiali di Lucchesi e ficcarli nel cranio dell'uomo, uccidendolo e vendicando Tommasino. L'istante successivo, Calò viene freddato dagli uomini di Lucchesi.
  • Papà? (Mary Corleone)
Dopo la rappresentazione de La Rusticana al Teatro Massimo di Palermo, la famiglia Corleone esce dal teatro, finalmente riunita. Tuttavia, un uomo distrae le guardie di Michael, giusto in tempo per fargli un agguato: in quel momento infatti spunta il sicario Mosca che, non sapendo che il suo mandante Altobello è morto, spara contro la famiglia. Vincent gli spara prontamente uccidendolo, ma sia lui che Michael fanno una tragica scoperta: il sicario ha per sbaglio colpito Mary, la figlia di Michael nonché fidanzata di Vincent, che spira tra le braccia del padre.