Mario Puzo

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Il padrino

  • Migliore sceneggiatura non originale (1973)

Il padrino - Parte II

  • Migliore sceneggiatura non originale (1975)

Mario Gianluigi Puzo (1920 – 1999), scrittore statunitense.

  • Un avvocato con la sua valigetta può rubare più di mille uomini armati di pistole. (Don Corleone, Il padrino (1969), libro I, capitolo I)

I folli muoiono[modifica]

Incipit[modifica]

«Ascoltami. Ti dirò la verità sulla vita di un uomo. Ti dirò tutto sul suo amore per le donne. Di uno che non arriva mai a odiarle. Tu stai già pensando che sia sulla strada sbagliata. Sta' qui con me. Sul serio... sono un maestro di magia.
«Puoi credere che un uomo ami veramente una donna e poi costantemente la tradisca? Non importa se lo fa fisicamente, comunque la tradisce con la mente, con la "poesia dell'anima". In verità, non è facile, però gli uomini lo fanno continuamente.

Citazioni[modifica]

  • È veramente umana la passione perversa di appartenere a una persona soltanto? (p. 5)
  • La vita è una vicenda comica e non vi è nulla di più divertente dell'amore che vive nel tempo. (p. 6)
  • In confronto alla morte, l'amore è una faticosa faccenda infantile, sebbene gli uomini credano più nell'amore che nella morte. (p. 6)
  • Nessuno dovrebbe essere un imbroglione, a meno che realmente non abbia bisogno di soldi. (p. 7)
  • Le donne dolci hanno sempre teso degli agguati agli uomini: nella culla, in cucina, in camera da letto. E sulle tombe dei figli, il luogo migliore per non cercare una scusa onde implorare pietà. (p. 8)
  • Quello che identifichiamo come la nostra sensibilità è solo la più alta evoluzione del terrore di un agnello al suo sacrificio. Soffriamo per nulla. Il nostro desiderio di morte è la nostra sola vera tragedia. (Merlyn, capitolo LV)
  • Io sono come una x in una equazione indeterminata

[Mario Puzo, I folli muoiono (Fools Die), traduzione di Mercedes Giardini Ozzola, Dall'Oglio - CDE, 1979]

Incipit di alcune opere[modifica]

Il padrino[modifica]

Amerigo Bonasera sedeva nella III Sezione Penale della Corte di New York in attesa di giustizia: voleva vendicarsi di chi aveva tanto crudelmente ferito sua figlia e, per di piú, tentato di disonorarla.
Il giudice, un uomo severo dai lineamenti pesanti, si arrotolò le maniche della toga nera, come se intendesse punire fisicamente i due giovanotti in piedi davanti al banco. Il suo viso esprimeva freddamente un maestoso disprezzo. In tutto questo, tuttavia, c'era qualcosa di falso che Amerigo Bonasera intuiva, ma non comprendeva ancora.
[Mario Puzo, Il padrino, traduzione di Mercedes Giardini Ozzola, Dall'Oglio]

L'arena oscura[modifica]

Walter Mosca avvertì una certa eccitazione e l'ultimo opprimente senso di malinconia prima del ritorno. Conosceva le poche rovine fuori Parigi ed erano punti di riferimento familiari, Nell'ultima parte del viaggio gli pesava l'attesa prima di arrivare alla sua destinazione nel cuore del continente devastato, alla città distrutta che non aveva mai pensato di rivedere. I punti di riferimento verso la Germania gli erano più familiari che non quelli verso la sua terra. Verso la sua città.
La velocità imprimeva al treno forti scossoni. Era un convoglio militare con rimpiazzi per il presidio di Francoforte, ma metà del vagone era occupato da personale civile proveniente dagli Stati Uniti. Mosca toccò la cravatta di seta e sorrise. Gli sembrava strano. Avrebbe dovuto sentirsi più in famiglia con G.I. all'altro capo del vagone e, logicamente, altrettanto la maggior parte dei venti civili che viaggiavano con lui.
[Mario Puzo, L'arena oscura, traduzione di Mercedes Giardini Ozzola, Dall'Oglio]

Citazioni su Mario Puzo[modifica]

  • In treno la incontrai | che leggeva Il Padrino; | le mormorai: «Che Puzo!» | e apersi il finestrino. (Luigi Compagnone)

Film[modifica]

Altri progetti[modifica]

Opere[modifica]