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Una pallottola spuntata 33⅓ - L'insulto finale

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Una pallottola spuntata 33⅓ - L'insulto finale

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Titolo originale

Naked Gun 33 1/3: The Final Insult

Lingua originale inglese
Paese USA
Anno 1994
Genere comico, parodia
Regia Peter Segal
Sceneggiatura Jim Abrahams, David Zucker
Produttore David Zucker, Robert K. Weiss
Interpreti e personaggi

Una pallottola spuntata 33⅓ – L'insulto finale, film statunitense del 1994 con Leslie Nielsen, regia di Peter Segal.

Frasi

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  • [Al telefono] Ok si calmi, quanti cadaveri ha trovato nel suo giardino? (Poliziotto)
  • Bene, abbiamo sparato a un mucchio di persone insieme, ed è stato fantastico! Ma oggi vado in pensione, perciò d'ora in poi se dovrò farlo sarà fra le mura di casa mia. Spero che sia un intruso e non un parente acquisito come successe alla mia festa di addio al celibato...
    Allora Ed, ti riconsegno ufficialmente la mia pistole e il mio distintivo e... ehm, Jane e io vorremmo tenerci le manette, come souvenir... (Frank)
  • Fatti coraggio Ed: questo non è un addio, è solo un "non ti rivedrò mai più". (Frank)
  • Ecco il mio contenitore, si va a spremere! (Frank) [Presso la banca del seme]
  • Io non ho mai pensato: non vedo perché dovrei cominciare a farlo adesso! (Frank)
  • Io sono quel che sono e faccio quel che faccio! (Frank)
  • Come un cieco ad un'orgia, avrei dovuto farmi strada palpando. (Frank)
  • Come un nano in bilico sull'orlo di un orinale, dovevo muovermi in punta di piedi. (Frank)
  • [Spiegando il suo piano di fuga dal carcere] Convinsi Rocco a scavare un tunnel. O così o con il furgone della lavanderia, ma pensare di sdraiarsi fra le mutande a naso in giù sulle strisciate di merda non mi lasciava un buon sapore in bocca... (Frank)
  • Brutto sbirro, carognone, pezzente, l'ho trattato come mio fratello... quello che non ho ucciso. (Dillon)
  • E per il suo racconto sulla genetica impazzita in una casa di riposo: Geriatric Park di Steven Spielberg! (Presentatrice) [Agli Oscar]
  • No, in questo stato l'uccisione di un membro della banda è punibile con diciotto dollari di multa. (Poliziotto) [al telefono]
  • Non esiste prigione che possa contenermi, Attica! Prigione bastarda! Potere ai fratelli! Morte al potere bianco, morte al potere bianco! Libertà ai neri! (Frank) [appena entrato in prigione in borghese]

Dialoghi

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  • Jane: Voglio avere un bambino, ed ogni volta che cominciamo a fare l'amore, tu hai mal di testa!
    Frank: Non sono un pezzo di carne Jane... ci sto provando, ho unguenti, lozioni, creme, libri, cose che vibrano...
  • Jane: Frank, perché non vuoi avere un figlio?
    Frank: Non ho forse tentato di adottare quella coreana di 18 anni?
  • Dillon [Sparando in aria alla notte degli oscar] : Fermi dove siete e nessuno si farà male! [Precipita un uomo dall'alto] Bah... Da questo momento in poi!
  • Frank [Rivolto al terapista di coppia] : Perché non chiede chi è frigida?
    Jane: Naturalmente sempre lui!
    Frank: Tu come fai a saperlo? Non ci sei mai in casa!
  • Frank: "Potresti ritrovarti stecchito" è il mio secondo nome!
    Ed: E Jane?
    Frank: Non conosco il suo secondo nome.
  • Frank: Mi stai arrapando alla grande sorella! Stai facendo le fusa come un gattino con un topolino frescolino, c'è solo un problema!
    Tanya: Sei ebreo?
  • [Davanti alla scacchiera]
    Tanya: Il tuo alfiere è molto esposto.
    Frank: Sono questi pantaloni, di solito indosso un taglio più comodo.
  • Rocco Dillon: Gorgheggi troppo per essere un canarino.
    Frank: Continua a lanciare sguardi con quegli occhioni e ti faccio la convergenza a quella mascella personalmente!
    Detenuto nero: Ehi, ma lo sai con chi stai parlando? Questo è Rocco Dillon.
    Rocco Dillon: Dov'è il tuo numero, prigioniero?
    Frank: Non è sull'elenco. Chiamami solo "Nick lo sfregiatore magico".
    Rocco Dillon: Senti, testa di salame, sono io il muscolo pensante in questo gabbio, tu non starmi tra le palle!
    Detenuto nero: Attento a come ti muovi. Credimi Magico, questo posto riesce a cambiare un uomo.
    Frank: Ah, sì? E in che modo?
    Detenuto nero: Una volta io ero un bianco. Ero il batterista degli Osmonds.
    Rocco Dillon: Se mi rompi le palle, lui ti farà sentire dolore come non l'hai mai sentito prima.
    Frank: Lo so, ricordo i pezzi degli Osmonds.

Altri progetti

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