XVIII secolo

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Citazioni sul XVIII secolo.

Joseph de Maistre[modifica]

  • L'uomo nei rapporti col suo Creatore è sublime, e la sua azione è creatrice: all'opposto, dacché si separa da Iddio e che agisce solo, non cessa di essere potente , perchè è un privilegio della sua natura; ma la sua azione è negativa, e non ha per risultato che la distruzione.
    Non havvi nell'istoria di tutti i secoli un fatto solo che contraddica queste massime. Alcuna instituzione umana non può durare se non è sostenuta dalla mano che tutto sostiene; vale a dire se non l'è specialmente consacrata nella sua origine. Più ella sarà penetrata dal principio divino, più ella sarà permanente. Strano acciecamento delli uomini del nostro secolo! Essi si vantano dei loro lumi, ed ignorano tutto, poiché ignorano loro stessi. Non sanno né ciò che sono, né ciò che possono. Un orgoglio indomabile li spinge sempre a distruggere tuttociò che non hanno creato; e per operare delle nuove creazioni, si separano dal principio di ogni esistenza. Gian-Giacomo Rousseau lui stesso ha nondimeno detto assai bene: Uomo piccolo e vano, mostrami la lua potenza, io ti mostrerò la tua debolezza. Si potrebbe dire ancora con altrettanta verità e più profitto: Uomo piccolo e vano, confessami la tua debolezza, io ti mostrerò la tua potenza. (Joseph de Maistre)
  • Sempre vi sono state delle religioni sulla terra, e sempre vi sono stati delli empj che le hanno combattute: sempre egualmente l'empietà fu un delitto; perché, siccome non può darsi religione falsa senza una qualche mescolanza di vero, così non può darsi empietà che non combatta qualche verità divina più o meno sfigurata; ma non può esservi vera empietà che quella che combatte la vera religione; e, per una conseguenza necessaria, giammai l'empietà non ha potuto produrre nei tempi passati i mali che ha arrecati ai giorni nostri; perchè ella è sempre colpevole in ragione dei lumi che la circondano. È con questa regola che conviene giudicare il secolo XVIII°; perchè è sotto questo aspetto che non rassomiglia ad alcun altro.
  • Uno dei grandi errori di un secolo il che li professò tutti, fu di credere che una costituzione politica potesse essere scritta e creata a priori, nel mentre che la ragione e l'esperienza si riuniscono per stabilire che una costituzione è un'opera divina e che ciò che havvi precisamente di più fondamentale e di più essenzialmente costituzionale nelle leggi di una nazione non potrebbe essere scritto.

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