Alessandro Bergonzoni
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Alessandro Bergonzoni (1958 – vivente), comico italiano, scrittore, autore e attore di teatro.
- A mio modesto parere, che peraltro condivido. (da Silences)[1]
- E ricordatevi che il tempo vola. E noi no. Ma il peggio sarebbe se noi volassimo e il tempo no. Il cielo sarebbe pieno di uomini con gli orologi fermi. (da La cucina del frattempo)
- Ho mai pensato di cantare un'opera o di raccontare un avventura lirica? Fino allo spettacolo precedente no mai, in questo spettacolo invece sì e l'opera è: "Pioggia dorata su concerto all'aperto di Rackmaninhof una sera fresca fresca, a proposito passami lo scialle è in macchina allora vallo a prendere io non sono mica il tuo cameriere ah no? allora me ne vado, il conto per favore!"[2] Sottotitolo: "Vuole la ricevuta?". (da Predisporsi al micidiale)
- Ho un momento particolarmente amato nel nuovo lavoro che mi ha aperto nuovi spazi, nuovi orizzonti tra la amigdala e l'ipotalamo? Bella domanda! Mi coglie un po' alla sprovvista... (da Predisporsi al micidiale, autointervista sul sito ufficiale, 2007)
- Invertendo i fattori, i contadini non cambiano, ecco, questo è un po' il concetto mio. Un concetto terra terra sicuramente in questo caso. Concetto terra terra, come disse Colombo. (da Anghingò, in Silences)
- La sessualità è il tarlo del legno. Ma il sesso non è nell'organo: è nel pensiero, nella creatività. Il coito è solo il momento più banale. (da Il Resto del Carlino, 9 dicembre 2003, inserto Emilia-Romagna, p. 9)
- Non sempre chi si ferma è perduto: alle volte è semplicemente arrivato. (da Opplero: storia di un salto, Garzanti)
- Sono contento di essere qui a Ferrara, perché avevo uno spettacolo. (dallo spettacolo La cucina del frattempo tenutosi a Ferrara)
- Scrissi e lessi... la famiglia dei passati remoti. C'era anche "dissi", adesso non è in casa ma quando torna glielo dico io. (dallo spettacolo La cucina del frattempo)
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- Vendo divano letto, riletto e anche un po' sottolineato.
- Ho una Ferrari 355, che io chiamo amichevolmente "cinque minuti alle quattro".
- Questo è il succo, io me lo bevo.
- Volevo ringraziare un miliardo di cinesi, che mi seguono da centodieci repliche. E non è il problema di trovare teatri grandi, quanto il giro di pullman che ci sarà domani a Ferrara...
- Volevo ringraziare voi, ché non è facile, per me che sono io, figuramoci per voi che siete gli altri, spiegare di questo spettacolo quel c'era, quel che c'è, quel che sempre ci sarà, ciccacicca ciccacero ciccacicca ciccacià. Vi chiederete "darà soltato risposte musicali?", e vi ringrazio per la domanda, e spero presto di ringraziarmi per la risposta...
[modifica] Le balene restino sedute
- A scuola mi insegnavano che il pesce ombrello non sarebbe mai uscito col tempo bello e dicevano anche che le foche esistenti sulla terra erano di due tipi: foche buone e foche cattive (solo che le cattive erano anche ripiene e le chiamavano focacce).
- Cristoforo Colombo disse che il mondo era una sinusoide e andava operata al più presto. [3]
- Correva l'anno 1600 berlinetta: dissero che in Australia era primavera e tornavano i boomerang.
- Era un uomo che credeva che l'anticristo fosse una suola per non scivolare.
- Erano le cinque di mattina, o almeno credo con precisione.
- Il sindaco di Tortona potrebbe essere una ciliegina.[4]
- L'estate era alle porte e mia sorella alla finestra.
- De Coubertin: l'importante non è vincere ma ritirare il premio.
- Io ero nel classico periodo in cui guardavo un uovo e chiedevo: chi sei tu? Né carne né pesce...
- Lo dico con il cuore in mano, perciò con i polsini completamente insanguinati.
- Edo era un tipo strano: la prima volta che gli hanno presentato un piatto di spaghetti ha pensato alla versione impegnativa dello Shangai.
- Ma cinques più cinques fa diesis?
- In tutte le epoche, insomma, avere figli ha sempre significato sacrificio, almeno fin che non viene il giorno in cui col colapasta e il grembiule si apre un periodo nuovo: cioè l'età scolare.
- San Silvestro non era ancora Santo, era ancora Gatto.
- E Tatì lo capì, tant'è che Tatì tricchetetrò tricchetetiretettricchetetrà!
- Si baciarono sulla terrazza. Molti si baciano sulla bocca...
- Non sono molto ferrato in materia, conosco dei cavalli che lo sono più di me.
- Si parla di anni che portarono oltre il progresso sperato e cioè fino ad arrivare all'invenzione della lettera «P», con comprensibile giovamento delle pubbliche relazioni e dei rapporti umani di persone come: Latone, Inocchio, Irro, Aeron de Aeroni, Aa Giovanni, Uccini.
- Sono tanti i nomi che hanno fatto grande l'arte della musica: Verdi, Rossini, Nerone, Bach, Offenbach, Wagner, Offenwagner e Toscanini, l'inventore dei sigari piccoli.
[Alessandro Bergonzoni, Le balene restino sedute, Mondadori, Milano, 1989. ISBN 8804329521]
[modifica] Note
- ↑ Frase con cui inizia i suoi monologhi. In un'intervista a Radio 24 ha dichiarato che tale apertura appartiene al suo primo monologo e la porta con sé come gesto scaramantico.
- ↑ Citazione riportata anche in Opplero: storia di un salto, Garzanti, nella forma: Pioggia dorata su concerto all'aperto di Rachmaninoff, in una sera fresca fresca. «Passami lo scialle... Come? È in macchina? Allora vallo a prendere...». «Non sono il tuo cameriere!». «Come no? Sì? Allora il conto, per favore...».
- ↑ Riportata anche in Silences nella forma: Fu Colombo che disse che il mondo era una sinusoide e andava operata al più presto!
- ↑ Riportata anche in Silences nella forma: Il sindaco di Tortona potrebbe essere anche una ciliegina.
[modifica] Bibliografia
- Alessandro Bergonzoni, È già mercoledì e io no, Mondadori, 1992.
- Alessandro Bergonzoni, Il grande Fermo e i suoi piccoli andirivieni, Garzanti, 1995.
- Alessandro Bergonzoni, Silences: teatro di Alessandro Bergonzoni (La saliera e l'Ape Piera, Non è morto né flic né floc, Le balene restino sedute, Anghingò, La cucina del frattempo, Zius-Zigotes), a cura di Claudio Calabrò e Riccardo Rodolfi, Ubulibri, Milano, 1997.
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