Alfonso Gatto
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Alfonso Gatto (1909 – 1976), poeta, giornalista e scrittore italiano.
- I tuoi occhi son come la giovinezza | grandi, perduti, lasciano il mondo. | Potrebbero dirti morta senza rumore | e incamminare su te il cielo, | passo a passo, seguendo l'alba. (da Potrebbero dirti morta, Poesie d'amore, Mondadori)
- In quel grande silenzio dove arriva | l'alba dai porti delle nebbie, ai vetri | d'una casa straniera, io parlerò | della vita perduta come un sogno | e tu m'ascolterai dentro al tuo freddo | chiudendo gli occhi a poco a poco, azzurra. (da E tu m'ascolterai, Poesie d'amore, Mondadori)
- Nella giovinezza, se non addirittura nell'adolescenza, la contemplazione dell'amore e la contemplazione della morte sono veramente nel nostro sguardo. Ma direi di più. Sono il nostro sguardo.[1]
- Quando si nasce poeti, l'amore e la morte si fanno compagnia e tutti e due hanno le tasche bucate per non contare gli anni.[1]
- Salerno, rima d'inverno, | o dolcissimo inverno. | Salerno, rima d'eterno. (da Salerno, rima d'inverno)
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[modifica] Citazioni su Alfonso Gatto
- Alfonso Gatto è uno di quegli uomini che sembrano portarsi addosso tutto il peso del tempo, che non è soltanto passato ma anche futuro. Il suo è un volto "vissuto", con le tracce di una antichità concentrata, come se contenesse un po' di Empedocle e un po' di Ibico. (Eraldo Miscia)
- Alfonso Gatto può darsi che sia l'esemplare unico di una specie perduta; ma potrebbe anche essere il primo esemplare di una specie che non è ancora apparsa sulla terra. (Eraldo Miscia)
- Gatto crede nell'avvento dei mansueti nela stessa misura in cui sospetta della malafede e della prepotenza. (Eraldo Miscia)
- Il suo peccato più grande quello di credere nella poesia come ad una religione. (Eraldo Miscia)
- La sua poesia, appare fedele a certi moduli linguistici, a certo ritmo e a certe forme che oggi si vorrebbero affossate. [...] A proposito della rima, lei ha scritto che essa è necessaria come due occhi sono necessari per un medesimo sguardo. (Jolanda Insana)
- Lei è forse l'unico poeta che usi la parola «cuore» con molta frequenza. Anzi, «cuore» insieme ad «azzurro» (e forse anche «tremare» e «tremo») è uno dei segni più fitti del suo discorso. (Jolanda Insana)
- Secondo me la sua pittura somiglia molto alla sua poesia per un fatto di colore e di tono. (Jolanda Insana)
[modifica] Note
- ↑ a b citato in Jolanda Insana, A colloquio con Alfonso Gatto, La Fiera Letteraria, n. 17, aprile 1973
[modifica] Voci correlate
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