Italia

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Bandiera Italiana

Citazioni sull'Italia e gli italiani.

Citazioni[modifica]

  • A Napoli va debitrice l'Italia della restaurazione della moderna filosofia razionale, che da quel regno si propagò per tutta la penisola. Il Telesio, il Bruno ed il Campanella aveano cominciato a scuotere il gioco aristoielico; il Vico ed il Genovesi lo levarono dal collo degli Italiani e lo infransero. (Giuseppe Maffei)
  • Adoro l'Italia perché non è pretenziosa come la Francia e ogni volta che ci vado sono accolta da folle enormi e calorose. (Toni Morrison)
  • Agl'Italiani si dice: Riprendo la spada di Goito, di Palestro, di Pastrengo, di San Martino; ai soldati si grida: Voi vincerete e il vostro nome verrà benedetto dalle presenti e dalle future generazioni; al Senato si annunzia: Domattina passerò il Mincio con dieci divisioni. Ciascuno si sente nel petto il cuore dell'eroe e nella testa il cervello del generale. (Camillo Boito)
  • Ahi fiacca Italia, d'indolenza ostello, | Cui niegan corpo i membri troppi e sparti, | Sorda e muta ti stai ritrosa al bello? (Vittorio Alfieri)
  • Ahi Pisa, vituperio de le genti | del bel paese là dove 'l sì suona. (Dante Alighieri)
  • Ah! l'amor della patria, e di una patria che si chiama Italia, ferve ben ardentissimo nelle anime nostre; ma non sì, che ci renda mai egoisti ed ingiusti verso le altre nazioni. Come il Piemonte non è che una provincia d'Italia, così l'Italia non è che una provincia d'Europa ed un commune della Terra. (Cristoforo Bonavino)
  • Ahi serva Italia, di dolore ostello, | nave sanza nocchiere in gran tempesta, | non donna di province, ma bordello! (Dante Alighieri)
  • Arlecchino, Pinocchio e Pulcinella sono l'Italia del popolo, che si rappresenta, si denigra e si riscatta con la felicità che trasmette questo trio. Un'Italia del passato, ma che si può riconoscere oggi dovunque. (Raffaele La Capria)
  • Bella Italia, amate sponde, | Pur vi torno a riveder | Trema in petto, e si confonde | L'alma oppressa dal piacer. Tua bellezza, che di pianti | Fonte amara ognor ti fu, | Di stranieri e crudi amanti | T'avea posta in servitù. (Vincenzo Monti)
  • Ben di senso è privo | Chi ti conosce, Italia, e non t'adora. (Vincenzo Monti)
  • [Riferito agli italiani] Buoni soldati, cattivi ufficiali; ma ricordate che senza di loro non avremmo la Civiltà. (Erwin Rommel)
  • Ché se tu fiderai nelli italiani, sempre aurai delusione. (Gianni Brera)
  • Chi dice che gli italiani non sanno quello che vogliono? Su certi punti, anzi, siamo irremovibili. Vogliamo la grandezza senza spese, le economie senza sacrifici e la guerra senza morti. Il disegno è stupendo: forse è difficile da effettuare. (Ferdinando Martini)
  • Conosci la terra dei limoni in fiore, | dove le arance d'oro splendono tra le foglie scure, | dal cielo azzurro spira un mite vento, | quieto sta il mirto e l'alloro è eccelso, | la conosci forse? | Laggiù, laggiù io | andare vorrei con te, o amato mio! (Johann Wolfgang von Goethe)
  • Dietro una lingua ci sta una letteratura, e dietro una letteratura c'è un gusto, una civiltà. E l'Italia è grande perché vuol essere europea, non perché vuol vivere una sua gretta vita di provincia: quando si parla di romanità, si esprime con tale parola questa aspirazione all'influenza universale, non solo nel campo politico, ma anche nel campo culturale. (Luigi Russo)
  • D'Italica forza possente sia la stirpe di Roma. (Virgilio)
  • [A Napoli] Dopo il 1830 nacque una nidiata di giornali, che sebbene parlassero di sole cose letterarie, e dicessero quello che potevan dire, pure ei si facevano intendere, erano pieni di vita e di brio, e toccavano quella corda che in tutti rispondeva. Era moda parlare d'Italia in ogni scritturella, si intende già l'Italia dei letterati: e sebbene molti avessero la sacra parola pure al sommo della bocca, nondimeno molti altri l'avevano in cuore. (Luigi Settembrini)
  • E come si potrebbe non amare Italia? [...] Io credo che ogni uomo abbia due patrie; l'una è la sua personale, più vicina, e l'altra: Italia (Henryk Sienkiewicz)
  • È dall'Italia, che noi lanciamo pel mondo questo nostro manifesto di violenza travolgente e incendiaria, col quale fondiamo oggi il Futurismo perche vogliamo liberare questo paese dalla sua fetida cancrena di professori, d'archeologhi, di ciceroni e d'antiquarii. (Filippo Tommaso Marinetti)
  • E quest'Italia, un'Italia che c'è anche se viene zittita o irrisa o insultata, guai a chi me la tocca. Guai a chi me la ruba, guai a chi me la invade. (Oriana Fallaci)
  • È tempo che anche l'Italia vada annoverata fra le nazioni libere e potenti. (Napoleone Bonaparte)
  • Era una ragazza giovane, ma con quell'espressione indolente di sazietà e di malcontento che hanno sempre le ragazze italiane per essere rimaste strette troppo a lungo al seno di una madre piangente. (John Updike)
  • Essere innocenti in Italia è pericoloso! Non si hanno alibi. (Boris Makaresko)
  • Favorito dalla fortuna, io ebbi l'onore nei due mondi di combattere accanto ai primi soldati, ed ho potuto persuadermi che la pianta uomo nasce in Italia, non seconda a nessuno; ho potuto persuadermi che quegli stessi soldati che noi combattemmo nell'Italia meridionale, non indietreggeranno davanti ai più bellicosi, quando saranno raccolti sotto il glorioso vessillo emancipatore. (Giuseppe Garibaldi)
  • [Battaglia del Don] Fu una epica lotta in cui rifulsero le più belle qualità del soldato italiano, fatte di resistenza e di virile coraggio... (Mario Giannone)
  • Già per troppo tempo l'Italia e stata un mercato di rigattieri. Noi vogliamo liberarla dagl'innumerevoli musei che la coprono tutta di cimiteri innumerevoli. (Filippo Tommaso Marinetti)
  • Giurò sulle mie parole tutta l'Italia. (Augusto)
  • Gli italiani fabbricano porte magnifiche ma se desideri tener fuori il prossimo usa un lucchetto americano. (John H. Secondari)
  • Gli italiani guadagnano netto, ma vivono lordo. (Giuseppe Saragat)
  • Gli italiani hanno sempre paura di qualcosa. (Luka Modrić)
  • Gli italiani hanno solo due cose per la testa: l'altra sono gli spaghetti. (Catherine Deneuve)
  • Gli italiani hanno spesso questa levità: questo andare a cercare le cose con il loro fantasticare e il loro rameggiare proteso nell'etere, e questo avere però radici ben piantate nel terreno, come i pini le cui propaggini sotterranee sono enormi... (Barbara Spinelli)
  • Gli italiani li conosco bene, bugiardi, bravi a parole furbetti e scansafatiche, pancia al sole e mani sulla pancia. (Good Morning Babilonia)
  • Gli italiani non sono parricidi; sono fratricidi... Vogliono darsi al padre, ed avere da lui, in cambio, il permesso di uccidere gli altri fratelli. (Umberto Saba)
  • Gli Italiani perdono le guerre come se fossero partite di calcio e le partite di calcio come se fossero guerre. (Winston Churchill)
  • Gli italiani quando sono in due si confidano segreti, tre fanno considerazioni filosofiche, quattro giocano a scopa, cinque a poker, sei parlano di calcio, sette fondano un partito del quale aspirano tutti segretamente alla presidenza, otto formano un coro di montagna. (Paolo Villaggio)
  • [...] gli italiani – se ci si mettono di picca – non muoiono neanche se li ammazzano. (Giovannino Guareschi)
  • Gli italiani si lamentano troppo, quindi stanno bene. (Wilhelm Mühs)
  • Gli italiani sono un popolo di sedentari. Chi fa carriera ottiene una poltrona. (Gino Bartali)
  • Ho capito vivendo a Londra, che due inglesi fanno un popolo, ma 57 milioni di italiani no. (Claudio Ranieri)
  • [...] il mare la ricinge quasi d'abbraccio amoroso ovunque l'Alpi non la ricingono: quel mare che i padri dei padri chiamarono Mare Nostro. E come gemme cadute dal suo diadema stanno disseminate intorno ad essa in quel mare Corsica, Sardegna, Sicilia, ed altre minori isole dove natura di suolo e ossatura di monti e lingua e palpito d'anime parlan d'Italia. (Giuseppe Mazzini)
  • Il popolo di maggior talento per la musica è certamente l'italiano, ma è anche il più ignorante in materia musicale. (Sergiu Celibidache)
  • Io, lo confesso, aveva vagheggiato un'altra Italia, nella quale il diritto di grazia cedesse il posto ad un nuovo diritto, per cui le nostre insurrezioni avessero un altro senso, e potessero raggiungere la meta in modo più diretto e più immediato. Io sperava che il voto universale potesse esprimere il voto della nazione redenta dal giogo dell'autorità; io sperava che le nostre discussioni, sciolte dai vincoli d'una religione dominante, potessero svolgersi chiedendo le conseguenze dei principii proclamati nel 1789, e che le attuali nostre agitazioni, ancora incerte e ondeggianti tra il mondo antico e il moderno, fossero i preludi d'una èra novella reclamata dalla scienza e non più soggetta né al rogo di Bruno, né ai tormenti di Galileo. (Giuseppe Ferrari)
  • "È il suo istinto di conservazione". "Il grande istinto degli Italiani". "Il più grande istinto degli Italiani". Che ti dice la Patria? (Ernest Hemingway)
  • Il bel paese | ch'Appennin parte e 'l mar circonda e l'Alpe. (Francesco Petrarca)
  • In Italia scemando il sapere e la potenza meditativa, crebbe l'amore spasimato ed irragionevole della bellezza dell'abito esterno, lasciando a digiuno la mente e poco nudriti e mal governati gli affetti. (Terenzio Mamiani)
  • In Italia, sotto i Borgia, per trent'anni hanno avuto guerre, terrore, assassinii, massacri: e hanno prodotto Michelangelo, Leonardo da Vinci e il Rinascimento. In Svizzera, hanno avuto amore fraterno, cinquecento anni di pace e democrazia, e cos'hanno prodotto? Gli orologi a cucù. (Il terzo uomo)
  • Io non getterò mai a mia madre ignuda l'insulto di Cam, e non perderò mai l'orgoglio d'essere e di dirmi Italiano, perocché so che l'Italia è migliore delle apparenze che la condannano e della fama che la vitupera. (Giuseppe Guerzoni)
  • Italia 1870. Tempi di recrudescenza governativa. La tutela della P.S. affidata ai bricconi. Il mostruoso connubio fra Chiesa e Stato. I regolamenti, perpetua offesa alle leggi, ecc. etc., l'usura. (Carlo Dossi)
  • Italia Italia, ah non mi dir che dura | Memoria il canto mio ti rinnovella, | Forme e leggi cangiando e non ventura | Sorgesti in ogni forma ognor più bella, | Tu del mondo ornamento, e di natura | Ponesti in ogni balza archi e castella, | E se stillan di pianto i lauri tuoi, | La sventura, e il valor fecer gli eroi. (Angelo Maria Ricci)
  • Italia – magnifico paese! | Per te l'anima geme e si strugge... (Nikolaj Vasil'evič Gogol')
  • Italia mia, non men serva che stolta. (Giovanni Guidiccioni)
  • Italia poverella, Italia mia, | che ti par di questi almi allievi tuoi | che t'han cacciato un porro dietro via? (Francesco Berni)
  • Italia significa Verdi, Puccini, Tiziano, Antonello da Messina. Non è un discorso di politica, di cui non capisco nulla. Io non penso che Tiziano sia nato lassù e Antonello da Messina sia nato laggiù: per me sono due italiani. (Riccardo Muti)
  • Italiani brava gente, italiani dal cuore d'oro, | l'Italia è una repubblica fondata sul lavoro | di santi, di poeti, di mafiosi e navigatori | ma tutti rivorrebbero tra le dita la Montessori. (Caparezza)
  • L'amore ch'io porto all'Italia e il vivo desiderio che tengo d'ogni suo bene, mi obbligano ad aggiungere che nulla più osta, secondo il parere mio, al risorgimento della comune patria, che le dottrine intemperate, e l'opera di quelli che le spargono e promulgano dentro e fuori della Penisola. (Vincenzo Gioberti)
  • L'antica paura degli italiani: quella di migliorare il peggio. (Vittorio Giovanni Rossi)
  • L'Eldorado è sulla terra. Con l'Italia si vive come con un'amante, oggi in furibondo litigio, domani in adorazione; con la Germania invece come con una donna di casa, senza grosse arrabbiature ma senza grande amore. (Arthur Schopenhauer)
  • L'idea della unificazione d'Italia e della sua costituzione a regno fu principalmente sparsa dai militari napoleonici, che, sciolto il grande esercito, tornarono ai loro focolari. (Carlo Dossi)
  • L'ira di Dio su te mormora e rugge, | O Italia, o donna sonnolenta ed orba, | Sanguigno il Sole le fresch'aure adugge, | L'aure, che il lezzo di tue colpe ammorba. (Vincenzo Monti)
  • L'Italia, come dice Calvino, ricorda il lampione della storiella: l'ubriaco sta cercando la chiave sotto la lampada, un passante gli chiede se è sicuro di averla perduta proprio lì; no, risponde l'ubriaco, ma qui ci vedo. (Luca Goldoni)
  • L'Italia è ancora come la lasciai, ancora polvere sulle strade, | ancora truffe al forestiero, si presenti come vuole. | Onestà tedesca ovunque cercherai invano, | c'è vita e animazione qui, ma non ordine e disciplina; | ognuno pensa per sé, è vano, dell'altro diffida, | e i capi dello stato, pure loro, pensano solo per sé. (Johann Wolfgang von Goethe)
  • L'Italia è bella, è fatta di uomini bizzarri e di eroi. (Mario Tobino)
  • L'Italia è destinata a dominare il mondo col genio creatore della sua arte e la potenza del suo esercito impareggiabile. (Manifesti futuristi)
  • L'Italia è diventata un bordello. Non perché il premier va a escort e qualcun altro a trans, ma perché sono state sovvertite tutte le regole. Un bordello squallido e triste, la cui cupezza si respira nell'aria. (Massimo Fini)
  • L'Italia è il paese che amo (Silvio Berlusconi)
  • L'Italia è il paese dei diplomi, delle lauree, della cultura ridotta soltanto al procacciamento e alla spasmodica difesa dell'impiego. (Carlo Levi)
  • L'Italia è il solo paese dove si gusta ancora la gioia di vivere. Ci fa credere nella gioia di vivere, anche quando lei stessa non ci crede. (Roger Peyrefitte)
  • L'Italia è la fabbrica dei furbi ripiegati su sé stessi, il suo vero originale e inimitabile made in Italy una camera ardente di furbizia, una fossa comune di furbi vivi e, soprattutto, vegeti vegetanti. Però col tonaca su tonca giusto. (Aldo Busi)
  • L'Italia è la patria dei tuttologi: tutti pretendono di dire la loro su tutto, anche se non hanno una competenza specifica sull'argomento. (Magdi Allam)
  • L'Italia è stata la culla del diritto: ora sta diventando la tomba della giustizia. (Corrado Pallenberg)
  • L'Italia è un'espressione geografica. (Klemens von Metternich)
  • L'Italia è un Paese di contemporanei senza antenati né posteri perché senza memoria di sé stesso. (Ugo Ojetti)
  • L'Italia è un paese dove sono accampati gli italiani. (Ennio Flaiano)
  • L'Italia è un Paese ingovernabile e con questa ingovernabilità dobbiamo farci i conti tutti i giorni. (Edoardo Bennato)
  • L'Italia è un paese: sta all'America, alla Russia, alla Cina, come Enna sta a Roma. (Michele Valori)
  • L'Italia ha da trionfare, perché l'Italia è la libertà, l'umanità, la civiltà. Che tutti que' principii, disconosciuti e condannati dalle dinastie decadute, escano ora dall'ombra e dal silenzio, ove si tentava seppellirli; che il popolo fatto libero si ritempri nel sentimento della sua dignità e della sua potenza; che la violenza e l'iniquità dell'alto non autorizzino la violenza e l'iniquità del basso; che la paura, questo vergognoso istinto di degradazione e di schiavitù, sia sradicata affatto dalla coscienza popolare che si rialza: ecco il sistema di repressione che senza fallo riuscirà; e la palla sarà estratta dalla ferita, e la camorra non esisterà più, se non come memoria in quest'opuscolo caduto nell'oblio. (Marc Monnier)
  • L'Italia, ideata e voluta da Dio come terra in cui ha sede il centro della sua Chiesa, fu oggetto, come di un suo speciale amore, così di una sua specialissima azione. Nessun popolo ha, come il popolo italiano, i suoi destini congiunti con l'opera di Cristo. (Pio XII)
  • L'Italia legale, dall'industria all'università, dalla cultura alla politica, era un immenso bacino geografico di ladrocinii. Si falsificava la vita in tutta omertà per meglio depredarla, asservirla, depistarla. (Aldo Busi)
  • L'Italia non è una provincia, è la Signora delle altre province. (Giustiniano I)
  • L'Italia! Solamente a 'sta parola | Er sangue ce bolliva ne le vene, | Er core ce zompava ne la gola! | E che strazzi, che tribboli, che pene | Che sapemio soffrì pe' 'st'ideale, | Senza fa' tante scene | Co' le sottoscrizzioni sur giornale! | Ché puro allora se viveva male, | Ma, per lo meno, se moriva bene! (Trilussa)
  • L'Italia sotto l'ala di metallo | si distende, tutta colli e specchi d'acqua, | come una coperta variopinta, | non ricorda il passato, alfuturo non pensa, | immersa nel presente, nell'odierna vanità –, | la tua vita d'ogni giorno. (Maksim Amelin)
  • L'Italia sta marcendo in un benessere che è egoismo, stupidità, incultura, pettegolezzo, moralismo, coazione, conformismo: prestarsi in qualche modo a contribuire a questa marcescenza è, ora, il fascismo. (Pier Paolo Pasolini)
  • L'italiano è diventato diffidente e non crede mai a una notizia, ma quando vede che è smentita comincia a capire che qualcosa di vero c'è. Però, appena il fatto smentito accade, bisogna ricordarsi di smentire di averlo mai smentito. (Enzo Sermasi)
  • L'italiano è sicuro di sé perché è irrequieto ed esaltabile, e facilmente si dimentica di se stesso e degli altri. (Lev Tolstoj, Guerra e pace)
  • «La Monarchia ha fatto l'Italia.»
    «Proprio lei, sola sola? E come l'ha fatta? Sponte o spinte? Con le vittorie, o a furia di disfatte? E che cosa è questa sua Italia? Dov'è la gloria, il lauro e il ferro che il vostro Leopardi andava cercando sessant'anni addietro? Ne avete notizia voi? Siamo l'ultima delle grandi nazioni, una ranocchia gonfiata sul punto di crepare, come quella della favola. Teoricamente, filosoficamente, non mi direte che il regno d'un sol uomo su tutti gli altri suoi simili sia l'ideale. L'ideale, se siete idealista, è tutto il contrario, è la repubblica sociale, l'eguaglianza e l'accordo di tutti. Utopia, sta bene, e lo sanno anche coloro che la sostengono; ma utopia generosa, non rassegnazione antipatica, come la nostra. Generosa e pericolosa, volete dire? Andate là, che il mondo non è caduto e non cadrà, per quante riforme e per quante rivoluzioni si facciano...» (Federico De Roberto)
  • La storia considerata come una vicenda di buono e di cattivo tempo, di uragani e di sereni, ecco che cos'è la storia per un italiano. Per questo scetticismo della storia non si sono prodotti tanti tragici fenomeni in Italia, dove nulla è mai scontato interamente, dove tutti possono avere la loro parte di ragione, o dove tutti hanno torto, dove si ritrovano viventi i residui di tutte le catastrofi e di tutte le esperienze e di tutte le epoche. Ci sono ancora i guelfi, i neoguelfi, i separatisti, i federalisti, i sanfedisti, i baroni, i feudatari, ecc. Questi caratteri italiani sono l'origine delle più strane sorprese e delle più incredibili involuzioni. (Corrado Alvaro)
  • La Trasfigurazione [Capolavoro di Raffaello Sanzio] le era parsa mediocre, il Vesuvio in eruzione appena superiore ai fumaioli di Birmingham. Insomma, la sua grande obiezione contro l'Italia era che questo paese mancava di colore locale, di carattere. (Prosper Mérimée)
  • No, Itali siam tutti, un popol solo | Una sola famiglia. (Vincenzo Monti)
  • Le preoccupazioni della stampa europea non sono dovute a pietà e amore per l'Italia ma semplicemente al timore che l'Italia, come in un altro infausto passato, sia il laboratorio di esperimenti che potrebbero stendersi all'Europa intera. (Umberto Eco)
  • Lo Stato italiano[1] è stato una dittatura feroce che ha messo a ferro e fuoco l'Italia meridionale e le isole, squartando, fucilando, seppellendo vivi i contadini poveri che scrittori salariati tentarono d'infamare col marchio di briganti. (Antonio Gramsci)
  • Ma il nostro è un paese laico e democratico dove un presidente del consiglio che nessuno di noi ha eletto, come primo atto ufficiale va a porgere i suoi omaggi al Papa. E il motivo per cui io e i miei colleghi scriviamo e recitiamo cose come Padre Pizzarro è che l'Italia sembra spesso uno stato teocratico di fatto. (Corrado Guzzanti)
  • Ma intanto, della cresciuta gloria di Dante congratuliamoci, come di felice augurio colla nostra età, colla nostra Patria. Ella ha molti altri grandi scrittori, anzi i più grandi in ogni arte o scienza moderna; il più gran lirico di amore, il più gran novellatore, il più grand'epico grave, il più grande giocoso, il più gran pittore, il più grande scultore, il primo de' grandi fisici moderni e il maggior degli ultimi: Petrarca, Boccaccio, Tasso, Ariosto, Raffaello, Michelangelo, Galileo e Volta. Vogliam noi glorie, vanti, supremazie? Non ci è mestieri ire in cerca d'ignoti o negati. Tutti questi ce ne daranno. (Cesare Balbo)
  • Mangiar bene, comprar qualcosa, mostrarsi molto ed eccitarsi un po': potrebbe essere il motto nazionale. (Beppe Severgnini)
  • Metello diventò vero italiano e vero uomo: prima ancora di essere elencato nei registri del comune, si trovò registrato negli elenchi della polizia. (Vasco Pratolini)
  • Mi mancano gli italiani, il modo in cui si riuniscono per cenare, le loro priorità. (Diane Lane)
  • Mi scusi Presidente | ma questo nostro Stato | che voi rappresentate | mi sembra un po' sfasciato. | È anche troppo chiaro | agli occhi della gente | che tutto è calcolato | e non funziona niente. (Giorgio Gaber)
  • Nel vostro paese mi è stata offerta l'opportunità di fare sempre delle ottime cose. Del resto, in campo cinematografico, l'Italia è indiscutibilmente un paese-guida. (Charlotte Rampling)
  • Nessuno in Italia vuole correre rischi. È un paese conformista. Che si è oramai seduto sulle poltrone che occupa. Non ha grandi visioni né del futuro né del presente. Diciamo che sostanzialmente è un paese che tira a non perdere il posto. (Giovanni Sartori)
  • No, Itali siam tutti, un popol solo | Una sola famiglia. (Vincenzo Monti)
  • Noi italiani, che nel miracolo economico eravamo dentro fino al collo, non parlavamo d'altro; con perplessità, orgoglio, scetticismo, ma soprattutto con speranza, gli uomini della strada; con «moderata» fiducia, gli uomini politici al potere; con cognizione di causa e assoluto ermetismo, gli economisti; con astioso sarcasmo, gli uomini politici all'opposizione; con slancio, ottimismo ed entusiasmo, l'uomo del giorno che era Enrico Mattei, presidente dell'ENI. (Alfredo Pigna)
  • Noi italiani siamo come dei nani sulle spalle di un gigante, tutti. E il gigante è la cultura, una cultura antica che ci ha regalato una straordinaria, invisibile capacità di cogliere la complessità delle cose. Articolare i ragionamenti, tessere arte e scienza assieme, e questo è un capitale enorme. E per questa italianità c'è sempre posto a tavola per tutto il resto del mondo. (Renzo Piano)
  • Noi non abbiamo, no, la poesia di far l'Italia; noi non abbiamo che la prosa di vederla fatta; ed a questi patti sarebbe meglio che Pepoli continuasse a scriver commedie e Visconti articoli; il cannone a tacere e Manzoni a parlare. (Giuseppe Guerzoni)
  • Non è per contraddire Barack Obama, ma "il Paese dove tutto è possibile" non sono gli Usa. È l'Italia. Dove è possibile che il capogruppo del partito di maggioranza commenti l'elezione di Obama dicendo che fa contenta Al Qaeda. È possibile che il leader di un altro partito di governo abbia definito "bingo bongo" gli africani. È possibile che un altro autorevole leader di quel partito abbia definito "culattoni" gli omosessuali. È possibile che un sindaco del Nord inviti a trattare gli immigrati come "leprotti", a fucilate. È possibile che Marcello Dell'Utri (interdetto dai pubblici uffici, e però senatore della Repubblica: è possibile anche questo) ammonisca le giornaliste del Tg3 perché abbassano il morale della Nazione. È possibile che il premier, proprietario di televisioni, nel pieno del suo ruolo istituzionale inviti gli imprenditori a non destinare investimenti pubblicitari ai suoi concorrenti. È possibile che, in piena crisi finanziaria, lo stesso premier esorti ad acquistare azioni indicandone il nome. È possibile che una trasmissione della televisione pubblica sia oggetto di una spedizione punitiva di squadristi. È possibile che un ex presidente della Repubblica rievochi la violenza e gli intrighi di Stato come metodo repressivo delle manifestazioni studentesche. E sono possibili mille altre di queste meraviglie, nel solo vero paese dove veramente tutto è possibile. Così possibile che si è già avverato. (Michele Serra)
  • Non è questa la mia Italia, non è questa la mia patria! || La mia patria è un impero con lo sguardo fisso al sole! | È una legione, la tradizione, è una visione, è un codice d'onore! | La mia patria è là dove si combatte per la mia idea! | È una comunità, è un'identità, la mia patria è questa qua! (Ultima Frontiera)
  • O d'ogni vizio fetida sentina, | dormi, Italia imbriaca, e non ti pesa | ch'ora di questa gente, ora di quella | che già serva ti fu, sei fatta ancella? (Ludovico Ariosto)
  • «Ora che l'Italia è fatta, bisognerebbe unificare le cucine italiane!»
    «Ardua impresa. Si potranno federare; se pure!» (Federico De Roberto)
  • Ormai è consenso comune che il popolo italiano non legge i giornali, li ripassa; ch'egli non sa che farne degli articoli di fondo, poiché gli basta il notiziario. (Giuseppe Guerzoni)
  • Parlavano della futura Italia [...] ma si sentiva che non importava loro un fico secco della vita pur di farla libera, questa vecchia patria, e grande. [...] «I nostri figli ci faranno il monumento, ma dopo verranno, mi capisce, con licenza, quelle figure porche dei nostri nipoti, e mi par di sentirli: "Come l'han fatta da cani", diranno, "quei vecchi insensati l'Italia!".» (Antonio Fogazzaro)
  • Paradiso è un poliziotto inglese, un cuoco francese, un tecnico tedesco, un amante italiano; il tutto organizzato dagli svizzeri. L'Inferno è un cuoco inglese, un tecnico francese, un poliziotto tedesco, un amante svizzero; e l'organizzazione affidata agli italiani (John Elliot)
  • [Rispondendo a Stendhal] Pensate se voi ed io fossimo italiani e fossimo cresciuti dall'infanzia ad ora minacciati continuamente da confessionali, prigioni e sgherri infernali, potremmo voi ed io esser migliori di loro? Saremmo noi così buoni? Io, se ben mi conosco, no. (Charles Dickens)
  • Piangi, che ben hai donde, Italia mia. (Giacomo Leopardi)
  • Quando siamo in Italia, siamo stanchi dell'Italia. Ma quando non siamo in Italia, l'Italia manca. (Hernán Crespo)
  • Quando un italiano mi dice che c'è della pasta sul mio piatto, controllo sotto la salsa per esserne sicuro. (Alex Ferguson)
  • Questa è l'Italia sacra agli Dei. (Plinio il Vecchio)
  • Qui si fa l'Italia o si muore. (Giuseppe Garibaldi)
  • Raccontare ai giornalisti stranieri la politica culturale italiana non è cosa semplice. Bisogna prima di tutto cercare di non ridere. (Alberto Ronchey)
  • Se c'è una cosa che ho imparato in questi anni è che in Italia siamo molto bravi a tirare su i vincenti e tifare per loro. E al contempo siamo bravissimi a criticare quelli che invece sono in difficoltà. Dovremmo essere più fieri dei grandi campioni che abbiamo. Perché ne abbiamo. (Carolina Kostner)
  • Sì, io non mi quieterò mai fino a che l'Italia non sia libera; ma quando dico di ciò fare, non intendo, e lo dichiaro altamente, di essere il cieco strumento o di un partito o di un individuo: l'Italia, la sua indipendenza, la sua libertà: ecco gli oggetti per cui darò il mio sangue. (Felice Orsini)
  • [Noi italiani] Siamo stati i primi ad usare il termine teorema come sinonimo di "fandonia calunniosa dedotta con sofismi". (Lucio Russo)
  • Siete troppo linfatico per un greco, troppo vivace per un olandese, parlate da mezz'ora con un uomo di cui non sapete il nome, non sieste tedesco. Parlate poco, non siete francese. Viaggiate senza servitori, non siete russo; non avete le mani sudicie di tabacco, non siete uno spagnolo. Non portate diamanti alla camicia, non siete un americano del Sud; non vi pigliate i piedi in mano, non siete un americano del Nord. Dunque, siete italiano. (Ferdinando Martini)
  • [Parlando degli italiani] Sono convinto che il popolo inglese, sottoposto alle situazioni che dal 1530 avvelenano l'Italia in tutte le maniere e da ogni parte, sarebbe più disprezzabile. (Stendhal)
  • Sono fortunato perché sono nato italiano e avrei potuto appartenere a qualsiasi altra nazione, ma il mondo sarà degli italiani perché solo gli italiani hanno creato il fascismo. (Chino Alessi)
  • Sono il pio Enea, noto per fama oltre i cieli, e con la flotta mi porto appresso i Penati scampati al nemico. Cerco la patria Italia e gli avi miei, nati dal sommo Giove. (Virgilio)
  • Sotto un involucro di sorriso e di bonomia, l'Italia è diventata il paese d'Europa più duro da vivere, quello in cui più violenta e più assillante è diventata la lotta per il denaro e per il successo. (Guido Piovene)
  • Tranne forse gli animali delle favole di La Fontaine, nessuno è mai stato bravo come gl'italiani nell'arte d'inventare nobili pretesti per eludere i propri doveri e fare i propri comodi. (Fruttero & Lucentini)
  • Tre cose desidero vedere innanzi alla mia morte; ma dubito, ancora che io vivessi molto, non ne vedere alcuna; uno vivere di repubblica bene ordinato nella città nostra, Italia liberata da tutti è Barbari, e liberato el mondo dalla tirannide di questi scelerati preti. (Francesco Guicciardini)
  • Vidi l'Italia col crin sparso, incolto, | Colà, dove la Dora un po' declina, | Che sedea mesta, e avea ne gli occhi accolta | Quasi un'orror di servitù vicina. || Né l'altera piagnea; serbava un volto | Di dolente bensì, ma di reina; | Tal forse apparve allor, che il piè disciolto | A i ceppi offrì la libertà latina. (Eustachio Manfredi)
  • Un viaggio in Italia ci porta davanti alla società più mobile, più fluida e più distruttrice d'Europa. [...] In nessun altro paese sarebbe permesso assalire come da noi, deturpare città e campagne, secondo gli interessi e i capricci di un giorno. Gli italiani non temano di essere poco futiristi. Lo sono più degli altri, senza avvedersene, sebbene questo non significhi sempre essere più avanzati. [...] In nessun altro paese come da noi tutto il campo sembra occupato dagli attivisti di ogni specie; in nessun altro, quasi per tacito accordo di affaristi e sociologi, è così radicata la convinzione che contino solo i problemi di denaro e di cibo. [...] Il rischio dell'Italia è di entrare nel numero dei paesi di cultura bassa, giacché è possibile essere intelligenti e di cultura bassa. (Guido Piovene)
  • Una sera a cena [Mao] espose una sua teoria secondo la quale i popoli che amano mangiare pepato sono rivoluzionari. Citò prima di tutto la sua provincia, lo Hunan, terra che ha generato famosi rivoluzionari. Poi, per dimostrare la sua asserzione, passò alla Spagna, al Messico, alla Russia e alla Francia, ma ridendo forte, dovette riconoscersi battuto quando qualcuno ricordò come la ben nota passione degli italiani per il pepe rosso e l'aglio contraddicesse la sua teoria. (Edgar Snow)
  • Una vecchia battuta diceva che in Italia tra riformisti e rivoluzionari non c'è gran differenza: i primi non fanno le riforme, i secondi non fanno le rivoluzioni. (Fausto Bertinotti)
  • Voglio farti ubriacare e tirarti fuori il fegato e metterti un buon fegato italiano e farti ritornare un uomo. (Ernest Hemingway)
  • Apparentemente, i giovani d'Italia si lamentano su come devono restare a casa fino all' età di 72 anni, ma questo e perché spendono tutti i loro soldi su vestiti, caffè e sugli Alfa Romeo invece che sulle ipoteche.
Italy's youngsters complain, apparently, about having to live at home until they are 72 but that's because they spend all their money on suits and coffee and Alfa Romeos rather than mortgages.[2]

Geminello Alvi[modifica]

  • Il grande male dell'Italia sono i difetti che rovinano lo Stato; era quello che doveva riformarsi e non la lira.
  • Il male dell'Italia ormai è tale da aver pervaso quasi tutto, e solo il tagliare spese allo Stato, e possibilità di favori alla politica, può risolverlo. Non certo una «tv dei ragazzi», viziata, non adatta agli affari adulti.
  • In Italia il criterio di successo di una politica economica [...] è la diminuzione del residuo della pubblica amministrazione, quindi le tasse e spese statali. Ci hanno provato con troppa timidezza. Erano del resto quasi tutti una volta democristiani, complici della fine dello Stato in Italia.
  • In quest'Italia agli adulti si concede di fingersi vecchi per andare in pensione, ma poi da pensionati di regredire a giovani.
  • La nostra è nazione di distratti in cui tutto si scorda a memoria, in leggerezza, lasciando dietro di sé un profumo di non certezza. Al quale poco si bada, ché proprio tutto in Italia partecipa di un elemento d'aria: il bene, il male e persino il rimorso, chè un pentirsi già pentito prima di dirsi.
  • La parte della mente che gli italiani applicano per capire l'economia, ossia la circonvoluzione del cervello dove si riflettono le chiacchiere dei giornali, è tra le più malmesse. I pregiudizi vi s'avvinghiano tra pochi fatti, composti spesso di verità scadute.

Articolo 31[modifica]

  • [Sull'italiano medio] Dopo cena il limoncello in vacanza la tequila, | la gazzetta d'inverno e d'estate novella 2000.
  • [Sull'italiano medio] E intanto sto perdendo sulla patente il punto | e un'auto blu mi sfreccia accanto.
  • Io sono un italiano e canto, | non togliermi il pallone e non ti disturbo più | sono l'italiano medio nel blu dipinto di blu.
  • [Sull'italiano medio] Però ricordo collette di natale, | compi di grano, ora il grano è da buttare | M'importa poco ora io vado al centro commerciale | E il mio problema è solo dove parcheggiare.
  • [Sull'italiano medio] Quest'anno ho avuto fame, | ma per due settimane ho fatto il ricco a Porto Cervo. Che bello!

Luigi Barzini junior[modifica]

  • Gli italiani in genere sono convinti che raramente i mali dell'uomo possono essere guariti ma solo alleviati, e le catastrofi essere evitate ma solo qualche volta mitigate. Per questo, in ogni loro attività, preferiscono scivolare con eleganza sulla superficie debitamente decorata e lasciare inesplorate le tragiche profondità.
  • Il sospetto che quanto ci circonda in Italia possa talvolta essere una messa in scena è preoccupante. Empie d'angoscia gli adolescenti che hanno ricevuto un'educazione seria, quando crescono e se ne accorgano. Il piacere che gli stranieri provano nel nostro paese rimane amareggiato, quando essi prolungano il soggiorno, dai dubbi e dalla diffidenza. I diplomatici stranieri a Roma dicono sconsolati: «L'Italia è l'opposto della Russia. A Mosca non si sa niente, eppure tutto è chiaro. A Roma tutto è pubblico, non esistono segreti, ognuno parla, le cose vengono talora ostentate in modo addirittura vistoso, eppure non si capisce niente.»
  • In Italia l'uomo non è mai solo con i suoi pensieri, si sente sempre immerso nell'umanità, tutto intorno a lui sembra chiaro e aperto. Rappresentazioni così pittoresche e verosimili degli elementi naturali, dei paesaggi, degli esseri umani e dell'architettura costituiscono una sorta di eterno romanzo sceneggiato.
  • L'italiano non di rado è capace di pronunciare parole gravi e sincere (suggerite dall'ira, dalla gelosia, dalla necessità di difendre i propri interessi e la propria dignità, o il suo appassionato amore) e, al contempo, di guardare con la coda dell'occhio per accertarsi dell'impressione che sta facendo sugli astanti.
  • La menzogna cortese e l'adulazione possono certamente riuscire utili in determinate occasioni, ma, nella maggior parte dei casi, debbono essere onestamente classificate tra gli espedienti escogitati per rendere la convivenza umana decorosa e piacevole. Sono lubrificanti che fanno scorrere con minori attriti i rapporti tra uomini. L'adulazione, in qualche modo, fa sì che anche l'uomo più diffidente si senta importante, più fiducioso, e di conseguenza più indulgente, generoso e quasi magnanimo. È così comune in Italia da passare praticamente inosservata.

Giorgio Bassani[modifica]

  • [In Italia] Dopo la dittatura non si è verificato il trapasso alla democrazia, ma solo la spartizione fra i partiti del potere e dello spazio politico. Siccome lo Stato non c'è, gli intellettuali, a seconda delle loro inclinazioni ideologiche, si lasciano assorbire dai vari potentati.
  • La natura e la storia, in Italia, sono così tanto apparentate fra di loro che sarebbe impossibile separarle. Il territorio nella sua configurazione naturale è praticamente inesistente; nel tempo, in tutto il paese, la natura è stata rimodellata o quanto meno segnata dal lavoro dell'uomo.
  • Ma l'Italia – io lo ricordo sempre agli americani – è la matrice culturale del corso moderno. Senza il ripensamento critico del passato avvenuto nel rinascimento, il mondo, che era antico, non sarebbe diventato moderno. Il patrimonio artistico è la prova, la testimonianza puntuale, del processo spirituale che ha cambiato il profilo della civiltà. È per questo motivo che l'Italia, per me, ha un un carattere «sacro».
  • Soltanto in Italia, infatti, si è verificata la convivenza armonica della pienezza dell'arte (pensiamo, ad esempio, al caso di Michelangelo) con la pienezza della vita: cioè con il suo contrario: perché l'arte è una cosa, la vita un'altra.

Ennio Flaiano[modifica]

  • Fra 30 anni l'Italia non sarà come l'avranno fatta i governi, ma come l'avrà fatta la TV.
  • Gli italiani sono irrimediabilmente fatti per la dittatura.
  • Gli italiani sono sempre pronti a correre in soccorso dei vincitori.
  • In Italia i fascisti si dividono in due categorie: i fascisti e gli antifascisti.
  • In Italia la linea più breve tra due punti è l'arabesco.

Cesare Garboli[modifica]

  • [Riferendosi al sesto canto del Purgatorio di Dante Alighieri] Noi siamo stati il giardino dell'Impero, come diceva Dante. Siamo simili a un Efebo dentro al quale tutti gli altri stati hanno desiderato stare, ammirati della sua bellezza. Quando abbiamo smesso di essere un bel ragazzo che l'ha preso nel sedere, abbiamo fatto la faccia feroce, per poi sbagliare tutto... La vocazione del nostro paese è una vocazione servile, nel bene e nel male.
  • [In Italia] l'identità nazionale è sempre sentita in termini di orgoglio rivendicativo e rabbioso. [...] L'italiano, se si sente italiano, diventa subito fascista.

Roberto Gervaso[modifica]

  • L'ideale dell'italiano è il voto segreto.
  • L'Italia sta in piedi solo perché non sa da che parte cadere.
  • Non siamo un popolo né di santi né di poeti né di artisti né di navigatori: siamo un popolo di pesci in barile. Il nostro modello non è il Machiavelli del «fine che giustifica i mezzi» ma il Guiciardini del «proprio particulare». Non abbiamo ideali ma solo interessi; abbiamo molte idee sbagliate e tante ideologie fasulle, in cui non crediamo, ma in cui fingiamo di credere purché portino acqua al nostro mulino di spericolati conformisti.
  • Perché gli italiani sono estremisti solo a parole, e solo al bar, in piazza, allo stadio; amano il quieto vivere, anche se gli piace vivere a modo loro; i terremoti li sopportano solo in casa altrui; finché possono fare i propri comodi e comodacci, non fanno rivoluzioni.

Alberto Lattuada[modifica]

  • Gli italiani sono singoli geni che formano, tutti insieme, un popolo politicamente disordinato e immaturo. Una collettività talmente sorprendente da rendere problematico un giudizio complessivo.
  • Mi piace il pasticcio enorme che è l'Italia.
  • Politicamente si pascono ancora di illusioni e credono alle fanfaluche più che ai fatti concreti, poi magari si svegliano e voltano le spalle di colpo ai loro idoli.
  • Siamo primi nel delitto, primi nelle invenzioni, nell'arte, il nostro cinema del dopoguerra è un altro miracolo. Tutto il mondo si è trovato sullo schermo qualcosa da ammirare, è rimasto commosso nello scoprire un Paese che si guardava allo specchio crudelmente, si fotografava come nessuno osa, con le ferite aperte. Sullo schermo abbiamo stupito un'altra volta.

Leo Longanesi[modifica]

  • Alla manutenzione l'Italia preferisce l'inaugurazione.
  • Il popolo italiano è sempre in buona fede.
  • In Italia, tutti sono estremisti per prudenza.
  • L'italiano non lavora, fatica.
  • L'italiano: totalitario in cucina, democratico in Parlamento, cattolico a letto, comunista in fabbrica.
  • Sotto ogni italiano si nasconde un Cagliostro e un San Francesco.

Curzio Malaparte[modifica]

  • A giudicare dai lamenti, dalle minacce, dalle esortazioni e dalle preghiere dell'on. Scalfaro, si direbbe che l'Italia sia un sobborgo di Sodoma, la Bestia dell'Apocalisse, un museo dei vizi, una scuola di depravazione, una sentina d'impurità ed una nazione infine senza pudore né dignità.
  • Il popolo italiano ama i suoi Santi e i suoi eroi in un modo molto particolare. Ai suoi occhi un Santo e un eroe sono la stessa cosa. Non vi è per lui nessuna differenza fra San Francesco d'Assisi e Garibaldi . [...] Esso ama San Francesco per la sua povertà e la sua umiltà, per i suoi piedi nudi e la sua barbetta piena di fili d'erba come i nidi degli uccelli, ed ama San Bernardino da Siena per la sua eloquenza semplice ed affettuosa, per le sue parole dialettali, [...] Esso ama San Rocco perché non temeva di toccare con le sue mani bianche gli orrendi bubboni neri degli appestati, e ama Garibaldi perché era bello, biondo, vestiva una camicia rossa e, sui campi di battaglia guidava a cavallo, un cavallo tutto bianco, le sue schiere di giovani biondi, belli, buoni, vestiti di camicie rosse.
  • L'Italia, dove il diritto è nato, è fra i paesi più incivili del mondo: vi manca assolutamente, cioè, il senso del diritto. Chi si sente cittadino fra noi? Chi rispetta lo Stato? Chi ha una nozione esatta del rispetto che ogni individuo, a qualunque confessione appartenga, deve allo Stato, il che significa a sé stesso?
  • La legge in Italia, è come l'onore delle puttane.
  • Non si può fare il ritratto di Mussolini senza fare il ritratto del popolo italiano. Le sua qualità e i suoi difetti non gli sono propri: sono le qualità e i difetti di tutti gli italiani. Il dir male di Mussolini è legittimo: ma è un dir male del popolo italiano.

Cesare Marchi[modifica]

  • [L'italiano] Ama le battute di spirito, ma a carico degli altri. Sale sempre sul carro del vincitore, ma è prontissimo a scendere in corsa, se si accorge di avere sbagliato carro.
  • I giapponesi dicono che siamo una nazione di stupidi, il «Figaro Magazine» che siamo dei casanova. Non hanno capito niente. Noi siamo la nazione del ma.
  • L'italiano è per il divorzio, l'aborto, la pillola, la fecondazione artificiale, ma spende un milione per il vestito della figlia che va alla prima comunione.
  • L'unità d'Italia, sognata dai padri del risorgimento, oggi si chiama pastasciutta; per essa non si è versato sangue, ma molta pummarola.
  • [L'italiano] Legge i giornali di sinistra, ma non vota a sinistra. Se vota a sinistra, è contrario alla selezione meritocratica, ma per il suo tempo libero sceglie i ristoranti con due stelle, i concerti con i più famosi direttori d'orchestra.

Indro Montanelli[modifica]

  • Gli italiani non si dividono in furbi e in fessi, sono nello stesso tempo tutti furbi e fessi.
  • Ho smesso di credere all'utilità di una Storia scritta al di fuori di tutti i circuiti della politica e della cultura tradizionali. Anzi, ad essere sincero sino in fondo, ho smesso di credere all'Italia.
  • In Italia non c'è una coscienza civile, non c'è un'identità nazionale che tenga insieme uno Stato federale e garantisca la civile convivenza delle sue parti. Invece io vedo solo nell'Italia Cisalpina qualche barlume di coscienza civile e una vocazione europea. Altrove, invece, è un disastro difficile, se non impossibile, da rimediare. Spero proprio di sbagliarmi.
  • L'Italia è finita. O forse, nata su dei plebisciti-burletta come quelli del 1860-'61, non è mai esistita che nella fantasia di pochi sognatori, ai quali abbiamo avuto la disgrazia di appartenere. Per me non è più la Patria. È solo il rimpianto di una Patria.
  • Posso solo dire che l'Italia del Cattaneo è quella che conserva qualche probabilità di salvarsi da questo degrado politico, culturale, morale, economico. E l'Italia del Cattaneo è quella Cisalpina. A nord del Po, e forse anche in Emilia, esistono tracce di coscienza civile e anche di classi dirigenti sane. Poi c'è un'Italia centrale, quella toscana e umbra e marchigiana, che conserva le sue peculiarità, i suoi caratteri spiccati che affondano le radici nell'Italia comunale e rinascimentale. Il resto è un disastro che non saprei come salvare. Del resto Cattaneo ci tentò, andò a Napoli e resistette qualche giorno. Poi si arrese e se ne tornò nella sua Lugano, nella sua Svizzera.
  • Sangue non ce ne sarà: l'Italia è allergica al dramma, e per essa nessuno è più disposto ad uccidere e tanto meno a morire.

Benito Mussolini[modifica]

  • Governare gli italiani non è difficile, ma inutile.
  • Mutevolissimo è lo spirito degli italiani. Quando io non sarò più, sono sicuro che gli storici e gli psicologi si chiederanno come un uomo abbia potuto trascinarsi dietro per vent'anni un popolo come l'italiano.
  • Oggi non ci sono più italiani di ponente o di levante, del continente o delle isole: ci sono soltanto degli italiani.
  • Un popolo di santi, di eroi e di navigatori.

Giuseppe Prezzolini[modifica]

  • Il tempo è la cosa che più abbonda in Italia, visto lo spreco che se ne fa.
  • In Italia nulla è stabile, fuorché il provvisorio.
  • Non è vero che in Italia non esiste giustizia. È invece vero che non bisogna mai chiederla al giudice, bensì al deputato, al ministro, al giornalista, all'avvocato influente. La cosa si può trovare: l'indirizzo è sbagliato.
  • [In Italia] Tutto ciò che è proibito per ragioni pubbliche si può fare quando non osta un interesse privato. Nei vagoni dove è proibito fumare tutti fumano finché uno non protesta.
  • Tutto è in ritardo in Italia quando si tratta di cominciare un lavoro. Tutto è in anticipo quando si tratta di smetterlo.
  • Tutto il male dell'Italia viene dall'anarchia. Ma anche tutto il bene.

Fabrizio Rondolino[modifica]

  • E bamboccioni sono in effetti gli italiani, anche quelli che non abitano più con la mamma: lo sono perché così hanno imparato a vivere sin da piccoli, letteralmente succhiando il latte materno; e perché non hanno altro modello se non quello della deresponsabilizzazione personale, dell'impunità permanente.
  • L'Italia unita è un ipertrofico Stato Pontificio, dal quale ha ereditato le sue due caratteristiche principali: la corruzione e l'ipocrisia.
  • Soltanto in Italia il governo paga di tasca propria, cioè con i soldi dei cittadini, l'indottrinamento confessionale nella scuola pubblica. Soltanto in Italia l'opinione di un vescovo è considerata oggetto di discussione pubblica, materia di dibattito politico, espressione di un punto di vista collettivo e addirittura generale.
  • Tanto per cominciare, l'Italia non esiste. È un'espressione geografica, uno stivale che s'allunga pigro nel Mediterraneo, una graziosa penisola purtroppo in gran parte rovinata dagli italiani. L'idea di farne uno Stato, una Nazione con la maisuscola, come se fossimo la Spagna o l'Inghilterra, è una sciocchezza sesquipedale, che perdoniamo al conte di Cavour soltanto perché, maturato nella lingua e nella cultura d'Oltralpe, pensava in buona fede di vivere in Francia.

Paolo Rossi[modifica]

  • In Italia c'è l'amore, | da quando nasce a quando muore, | se sei brutto o se sei bello, | se sei quasi sempre quello, | se sei ricco oppure no.
  • In Italia ci sta il mare | per nuotare e per pescare, | con le spiagge tutte bianche, | gli ombrelloni stesi al sole.
  • In Italia si sta bene, | in Italia si sta male, | si sta bene, si sta male, | in Italia si sta male, | si sta bene, si sta peggio, | qua si sta come si sta.
  • Ma guarda un po' | che fortuna stare qua | in mezzo a tanta civiltà.

Eugenio Scalfari[modifica]

  • Gli italiani odiano lo Stato.
  • La maggior parte degli italiani [odia lo Stato], poi c'è una parte responsabile che di solito è straniera in patria.
  • A noi italiani piace far da soli e spesso siamo molto furbi per far da soli: furbi, ma non intelligenti.

Proverbi italiani[modifica]

  • Con gli inglesi i grandi servigi, coi francesi i riguardi, e con gli italiani le maniere.
  • Gl'italiani piangono, gli alemanni gridano, i francesi cantano.
  • In Italia, troppe feste, troppe teste, troppe tempeste.
  • L'italiano è cerimonioso nella religione, il tedesco serio, l'inglese devoto, il francese zelante, lo spagnolo superstizioso.
  • L'italiano è saggio prima di fare una cosa, il tedesco quando la fa, e il francese quando è bell'e fatta.
  • L'italiano è savio e lo pare, lo spagnolo par savio e non lo è, il francese è savio senza saperlo.
  • L'italiano nel matrimonio è carceriere, il tedesco padrone di casa, l'inglese sottomesso, il francese libero, lo spagnolo tiranno.
  • La Francia è il paese delle mode, l'Inghilterra delle stravaganze, la Spagna degli antenati, l'Italia delle pompe, e la Germania dei titoli.
  • Le nazioni smaltiscono diversamente il dolore: il tedesco lo beve, il francese lo mangia, l'italiano lo dorme.
  • Non conosce l'Italia e non la stima chi provato non ha la Spagna prima.
  • Quando l'Italia suona la chitarra, la Spagna le nacchere, la Francia il liuto, l'Irlanda l'arpa, la Germania la tromba, l'Inghilterra il violino, l'Olanda il tamburo, nulla è uguale ad esse.
  • Tedeschi alla stalla, francesi alla cucina, spagnoli alla camera, italiani a ogni cosa.

Note[modifica]

  1. Il brano, scritto nel 1920, si riferisce al Regno d'Italia costituito sotto la monarchia Sabauda.
  2. Jeremy Clarkson (2005), The World according to Clarkson, p. 259.

Bibliografia[modifica]

  • Annarosa Selene, Dizionario dei proverbi, Pan libri, 2004. ISBN 8872171903

Voci correlate[modifica]

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