John Kenneth Galbraith

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John Kenneth Galbraith, 1944

John Kenneth Galbraith (1908 – 2006), economista canadese naturalizzato statunitense.

Citazioni di John Kenneth Galbraith[modifica]

  • Così come vi è molto del passato in ciò che è presente, così vi è anche molto del presente in ciò che sarà nel futuro. (da American Capitalism, 1952)
  • Il socialismo, al nostro tempo, non è una conquista dei socialisti; il socialismo moderno è il figlio degenere del capitalismo. E così sarà negli anni a venire. (da Storia dell'economia, 1987)
  • Il solo rimedio davvero sicuro alla recessione è una domanda robusta da parte del consumatore, così come la debolezza della domanda è la recessione. Negli Stati Uniti, specialmente in periodi di stagnazione e recessione, i cittadini a basso reddito necessitano sia di istruzione e cure mediche, sia di maggiori consumi familiari. Tuttavia, di fronte all'aumento delle richieste di aiuto, i governi, a livello federale e locale, tendono a diminuire l'intervento sociale pro capite. [...] È una reazione che riduce ulteriormente il reddito personale e familiare, aggravando la recessione senza nessuna contropartita. Ma questo è il livello dell'attuale intelligenza economica. (da L'economia della truffa, Rizzoli, 2004)
  • L'economia è estremamente utile come forma di lavoro per gli economisti. (citato in Focus n. 104, p. 188)
  • La politica non è l'arte del possibile. Consiste nello scegliere fra il disastroso e lo sgradevole. (citato in Al Gore, La Scelta, pag. 350)
  • La sola funzione delle previsioni in campo economico è quella di rendere persino l'astrologia un po' più rispettabile. (citato in Panorama del 7 maggio 2009, p. 103)
  • Le persone che si credono intensamente impegnate a riflettere in privato di solito non stanno facendo nulla. (da Discorso sulle scienze e sulle arti)
  • Ma, se non vide, o se non previde completamente la Rivoluzione industriale nella sua piena manifestazione capitalistica, Smith osservò con grande chiarezza le contraddizioni, l'obsolescenza e, soprattutto, l'angusto egoismo sociale del vecchio ordine. Se egli era un profeta del nuovo, ancor di più era un nemico del vecchio. (da Storia dell'economia, 1987)
  • Mi sono sempre preoccupato di conservare una certa distanza e penso che si debba sempre tenersi stretta una parte del proprio io e non essere mai totalmente convinto della giustezza di quello che si fa. La fede dovrebbe sempre essere temperata dalla moderazione. (citato in Ralf Dahrendorf, Erasmiani, traduzione di M. Sampaolo, p. 175)
  • Nella società opulenta non si può fare nessuna valida distinzione tra i lussi e le necessità. (da La società opulenta)
  • Nessuno può mettere in dubbio che lo sviluppo del socialismo e dello stato assistenziale negli ultimi settant'anni sia stato strettamente collegato con l'ascesa dello sport di squadra. (citato in Focus, n. 88, p. 106)
  • Non c'è niente che faccia tanto prestigio in un'azienda quanto il numero dei propri subordinati. E non c'è niente di tanto gratificante quanto poter passare a dei subordinati la responsabilità di pensare. Ne derivano un potente impulso ad aumentare le schiere del personale e una marcata tendenza alla stasi burocratica. (citato in Focus, n. 114, p. 151)
  • Non occorrono né coraggio né prescienza per predire il disastro. Il coraggio è necessario per affermare che le cose vanno bene, proprio nel momento in cui stanno andando bene. Gli storici si divertono a crocifiggere il falso profeta del millennio. Non insistono mai sull'errore dell'uomo che a torto predisse l'Armageddon. (da Il grande crollo, 1954)
  • Si può formulare la regola che quanto più l'esercizio di un qualsiasi potere è antico, tanto più apparirà benevolo, mentre quanto più recente ne è l'assunzione, tanto più apparirà innaturale e pericoloso. (citato in Focus n. 65, p. 135)

Bibliografia[modifica]

  • Al Gore, La Scelta, traduzione di Ilaria Katerinov e Manuela Carozzi, RCS libri, 2009. ISBN 978-88-17-02263-7

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