Citazioni errate

Da Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà.
Rovine del tempio di Apollo a Delfi, dove era scritta l'esortazione «conosci te stesso» (γνῶθι σαυτόν), poi erroneamente attribuita a Talete, Solone, Chilone e Socrate
  • 640K dovrebbero essere sufficienti per chiunque. (Bill Gates)
La citazione risalirebbe al 1981, ma contesto e occasione sono sconosciuti e lo stesso Gates ha più volte negato di averla pronunciata.
  • Ahi ahi ahi, signora Longari: mi è caduta sull'uccello. (Mike Bongiorno)
Il conduttore si sarebbe rivolto con questa frase alla signora Giuliana Longari, concorrente del quiz televisivo Rischiatutto, che stava rispondendo a domande sulla storia romana. Sebbene molti ricordino il dialogo in questione, la circostanza è sempre stata smentita dagli interessati e non sono mai state rinvenute registrazioni della frase citata.
La frase, in genere, viene erroneamente attribuita a Franklin. La citazione corretta però è: «Impossibile essere sicuri di altro se non la morte e le tasse», e fu detta nel 1716 da Christopher Bullock.
Questa frase viene attribuita da Gianni Brera a Guicciardini, che in realtà non pronunciò né scrisse mai queste parole. Brera utilizzò questa citazione in varie opere di natura storica e in vari articoli.
Il giornalista ammise di essersi inventato la citazione in questo pezzo tratto da un suo articolo: «Il ragazzino Campanella crotonese come Milone! consola il cronista di ogni sconsiderata nequizia commessa in pedata e lo esime per una volta dal parafrasare ser Francesco Guicciaridni, al quale ha fatto dire ormai da molti anni: Che se tu fiderai nelli italiani, sempre aurai delusione.»
  • Colpire tutto ciò che si muove a pelo d'erba. Se è il pallone, meglio. (Nereo Rocco)
Nel libro Nereo Rocco: la leggenda del paròn si legge che tra le tante frasi storiche attribuite al paròn una, indimenticabile, va cancellata e il riferimento è proprio a questa citazione.
Nello stesso libro Rivera inoltre aggiunge: «Una frase come questa Rocco non l'avrebbe detta nemmeno da ubriaco [..] Io l'ho sentito un'infinità di volte raccomandare una marcatura stretta, asfissiante. Non gli ho mai sentito dire di far male a qualcuno. Sono certo che non gli è mai venuto in mente.» Aurelio Scagnellato (capitano del Padova) parla di frase attribuita che è diventata poi una leggenda metropolitana.
  • Con la forza della verità, in vita, ho conquistato l'universo.
In originale: Vi Veri Veniversum Vivus Vici (V.V.V.V.V.). Nel film V per Vendetta il protagonista V attribuisce questa citazione al Faust. L'attribuzione è certamente errata in quanto la citazione non è presente né nell'opera teatrale La tragica storia del Dottor Faust di Christopher Marlowe né tanto meno nel Faust di Johann Wolfgang von Goethe, per approfondire vedi qui.
  • Concedimi la serenità di accettare le cose che non posso cambiare, il coraggio per cambiare quelle che posso e la saggezza per riconoscerne la differenza. (Francesco d'Assisi)
Citazione attribuita erroneamente a San Francesco da Alexander Dubcek, talvolta attribuita anche ad Agostino d'Ippona e Aristotele. La citazione è tratta invece dalla Serenity Prayer di Reinhold Niebuhr.
  • Conosci te stesso.
La citazione è stata attribuita a Talete, Solone, Chilone e all'oracolo di Apollo. Qualcuno attribuisce la frase a Socrate, vissuto tuttavia in un periodo storico successivo; tale massima può comunque considerarsi uno dei fondamenti della sua filosofia.
Stando a quanto narrano Platone nel Protagora, Marco Tullio Cicerone nel De oratore, Senofonte nei Detti memorabili di Socrate, Pausania e Plutarco, un giorno i sette savi si sarebbero riuniti a Delfi e avrebbero scritto a lettere d'oro nel tempio di Apollo tale motto: Γνω̃θι σαυτόν in greco antico (Nosce te ipsum in latino). Tuttavia, stando a quanto riporta Giuseppe Fumagalli, sembrerebbe che il reale significato della frase fosse stato frainteso. Tale frase infatti faceva parte di due versi che indicavano le norme etiche da rispettare nel tempio di Apollo. Questo verso, in particolare, invitava semplicemente i visitatori a chiarirsi bene le idee sulla domanda da porre all'oracolo, prima di interrogarlo. Tuttavia già nel IV secolo a.C. i versi non erano più interpretati in tal modo. Vedi anche qui.
Frase attribuita erroneamente a Tertulliano, non appare in nessuno dei testi originali conosciuti. Citazione corretta: «È credibile perché è sciocco». La citazione viene attribuita erroneamente anche ad Agostino d'Ippona.
Sherlock Holmes non ha mai pronunciato questa frase, Arthur Conan Doyle non l'ha mai scritta. Tuttavia in una pagina de Il caso dell'uomo deforme c'è uno scambio di battute che potrebbe aver generato la leggenda: Watson, dopo aver ascoltato una delle proverbiali deduzioni di Holmes, dice: «Semplice!». E Holmes risponde: «Elementare!».
La frase, che molti ritengono pronunciata da Galileo Galilei al tribunale dell'Inquisizione al termine dell'abiura dell'eliocentrismo, in realtà non si trova in alcun documento del XVII secolo. Il primo scrittore ad aver menzionato la frase è stato il giornalista Giuseppe Baretti, che aveva ricostruito la vicenda per il pubblico inglese in un'antologia pubblicata a Londra nel 1757, Italian Library.
  • Fin dalla più tenera età, ho rifiutato di mangiar carne e verrà il giorno in cui uomini come me guarderanno all'uccisione degli animali nello stesso modo in cui oggi si guarda all'uccisione degli uomini. (Leonardo da Vinci)
Benché il vegetarianismo di Leonardo sia attestato da una lettera del navigatore Andrea Corsali a Giuliano de' Medici, e Giorgio Vasari abbia descritto la compassione di Leonardo per gli animali, queste esatte parole non sono di Leonardo.
Scrive in proposito Alessandro Vezzosi, fondatore del Museo ideale Leonardo da Vinci: «La fonte di questa erronea attribuzione è da ascriversi alla peraltro eccellente antologia di articoli di scrittori, filosofi, scienziati e altri personaggi illustri intitolata The Extended Circle: A Commonplace Book of Animal Rights (1985) di Jon Wynne-Tyson. Tale citazione a sua volta era stata tratta da un romanzo (che aveva riportato anche alcune citazioni reali di Leonardo) di Dimitri Merejkowski intitolato The Romance of Leonardo da Vinci (tradotto dal russo nel 1928)».
  • Gli scout sono dei bambini vestiti da cretini, guidati da cretini vestiti da bambini. (George Bernard Shaw)
La citazione spesso viene erronemente attribuita a George Bernard Shaw. In realtà la citazione originale «A scout troop consists of twelve little kids dressed like schmucks following a big schmuck dressed like a kid.» («Un reparto scout è formato da dodici piccoli bambini vestiti da cretini che seguono un grande cretino vestito da bambino.») fu pronunciata da Jack Benny. Il comico infatti ironizzava spesso sugli scout nei suoi spettacoli radiofonici e televisivi, come molti altri comici negli anni '60.
  • Hai una pistola in tasca o sei semplicemente felice di vedermi? (Mae West)
Questa frase viene spesso indicata come una battuta di Mae West nel film Lady Lou - La donna fatale del 1933. Tuttavia Fred R. Shapiro nel suo libro The Yale Book of Quotations asserisce che tale battuta non è presente né in questo né in altri film della West realizzati prima del 1967.
Nel corso dell'opera teatrale Catherine was great messa in scena a Broadway nel 1944, Mae West improvvisando pronuncia la battuta: «Is that your sword or are you just glad to see me?» («È la tua spada o sei semplicemente felice di vedermi?»). Nella pagina delle citazioni del libro The Wit and Wisdom of Mae West del 1967 alla West viene attribuita la frase «Is that a gun...» ma non viene indicata alcuna fonte a sostegno. Solo nel film Sextette del 1978 Mae West pronuncia inequivocabilmente la famosa battuta. La frase ha avuto fortuna nel corso degli anni ed è stata anche riportata in diverse varianti. Ad esempio nel film Chi ha incastrato Roger Rabbit del 1988 è presente la battuta: «hai un coniglio in tasca o sei contento di vedermi?».
  • Ho visto cose che voi umani non potete neppure immaginare. (Blade Runner)
Citazione corretta: «Io ne ho viste cose che voi umani non potreste immaginarvi.» La citazione, parte del celebre monologo del personaggio Roy Batty, viene riportata spesso in maniera errata: nelle varianti non potreste immaginare, non potreste neanche immaginarvi, non potreste neanche immaginare, o omettendo una o entrambe delle due parole iniziali, Io ne.
Il doppiaggio italiano non è comunque del tutto fedele all'originale, poiché una traduzione letterale sarebbe io ne ho viste cose che voi altri (e non "voi umani") non potreste immaginarvi; in lingua inglese, l'espressione "you people" è utilizzata per descrivere un gruppo di persone al quale non si appartiene (diversa razza, abitudini, ecc.), ed è considerata sostanzialmente dispregiativa. Per approfondire, vedi qui.
Questa frase viene spesso attribuita erroneamente a Jim Lovell. Nella sua versione originale la citazione infatti era "Okay, Houston, we've had a problem here." ("Okay, Houston, abbiamo avuto un problema qui") ed era stato Jack Swigert, un altro astronauta della missione spaziale Apollo 13, a pronunciarla per primo, come si può verificare dalla cronologia ufficiale dei messaggi. La frase errata è divenuta celebre grazie al film Apollo 13, nel quale viene pronunciata proprio dal comandante Lovell, interpretato da Tom Hanks.
  • Il buon cristiano dovrebbe stare attento ai matematici e a tutti i falsi profeti. C'è il pericolo che i matematici abbiano stretto un patto col diavolo per annebbiare lo spirito, e mandare l'uomo all'inferno. (Agostino d'Ippona)
Una traduzione corretta della citazione potrebbe essere: «Ecco perché un buon cristiano deve guardarsi non solo dagli astrologhi ma anche da qualsiasi indovino che usi mezzi contrari alla religione, soprattutto quando dicono il vero, per evitare che ingannino l'anima mettendola in rapporto con i demoni e la irretiscano in una specie di patto d'alleanza con loro.»
La traduzione errata, diffusasi largamente nel corso del tempo, è dovuta soprattutto all'interpretazione della parola "mathematici". Come testimoniano l'Historia Augusta, un'opera contemporanea o successiva a Sant'Agostino e altre opere di Agostino come De diversis quaestionibus octoginta tribus (45.2) e De Doctrina Christiana (II, 21, 32), la parola "mathematici" a quei tempi non voleva indicare tanto i cultori della matematica, quanto gli indovini e gli astrologi. Questo appare particolarmente evidente nel De diversis quaestionibus octoginta tribus, dove si legge: «Ma contro coloro che oggi si chiamano matematici, che pretendono di sottomettere le nostre azioni ai corpi celesti, di venderci alle stelle e di riscuotere da noi il prezzo stesso col quale siamo venduti, non si può dire nulla più esattamente e brevemente di questo: non rispondono se non dopo aver consultato le costellazioni.» Infine nelle sue opere, come ad esempio in De Doctrina Christiana (II, 38), Agostino d'Ippona parla della "scienza dei numeri" in modo tutt'altro che negativo.
Questa citazione tradizionalmente attribuita a Machiavelli, non è attestata in nessuna delle opere machiavelliane. Nel capitolo XVIII del Principe tuttavia è presente una citazione simile e il famoso motto potrebbe essere considerato una sintesi di questa citazione: «[...] nelle azioni di tutti gli uomini, e massime de' Principi, dove non è giudizio a chi reclamare, si guarda al fine. Facci adunque un Principe conto di vivere e mantenere lo Stato; i mezzi saranno sempre giudicati onorevoli, e da ciascuno lodati [...]».
Questa citazione viene attribuita in genere a Mark Twain (Reader's Digest nel 1948 e Peter's Quotations nel 1977), ma nessuna fonte diretta sembra confermare questa attribuzione. L'aforisma è apparso per la prima volta nel 1913 su un giornale statunitense, ma in forma anonima. La citazione è stata attribuita anche a George Bernard Shaw, W. C. Fields e a Winston Churchill (nel film Lock & Stock - Pazzi scatenati). Non è ancora chiaro chi sia il vero autore della citazione.
Il 27 marzo 1955, in occasione del Giro ciclistico della Provincia, durante la radiocronaca, Nando Martellini pronunciò la frase in riferimento al Lungomare Falcomatà di Reggio Calabria, attribuendola a Gabriele D'Annunzio. Secondo lo storico Agazio Trombetta tuttavia la citazione non appartiene a D'Annunzio, che non era mai stato a Reggio Calabria e non aveva mai scritto nulla a tal proposito, come confermato anche dalla Biblioteca Dannunziana.
Qualcuno attribuisce la frase a Karr. In realtà la citazione è di Voltaire ed è tratta dall'opera Le Mondain (1736). Karr, in Nouvelles guêpes (1853), ha ripetuto e sviluppato lo stesso concetto: «Il superfluo è diventato cosi necessario che molte persone, per procurarselo, considerano il necessario come superfluo».
  • Il tuo manoscritto è sia bello che originale, ma le parti belle non sono originali, e quelle originali non sono belle. (Samuel Johnson)
Questa citazione viene spesso attribuita a Johnson ma non trova alcun riscontro nelle opere o nelle lettere dello scrittore, né tanto meno nelle biografie di Johnson scritte dai suoi contemporanei.
La citazione tradizionalmente attribuita a de Coubertin, appartiene in realtà ad un vescovo della Pennsylvania, Ethelbert Talbot. Lo stesso de Coubertin, quando la pronunciò, ne citò la fonte: la predica del vescovo durante le Olimpiadi del 1908.
  • L'inverno più freddo che ricordi è stato un'estate a San Francisco. (Mark Twain)
La citazione non compare in nessuno degli scritti, delle lettere private o di altre pubblicazioni di Mark Twain.
  • La morte risolve tutti i problemi: niente uomini, niente problemi. (Stalin)
Questa citazione, erroneamente attribuita a Joseph Stalin, in realtà deriva dal romanzo I bambini di Arbat (1987) di Anatoly Rybakov. L'autore stesso ha poi ammesso di essersela inventata nel suo successivo romanzo, Romanzo-ricordo pubblicato nel 1997.
  • La musica di Wagner è molto migliore di quello che si potrebbe pensare ascoltandola. (Mark Twain)
Molti la attribuiscono a Twain, ma la citazione è di Edgar Wilson Nye. Mark Twain menziona più volte la frase citando esplicitamente Edgar Wilson Nye.
  • La parola all'uomo è stata data per nascondere il pensiero.
La citazione viene erroneamente attribuita a Charles Maurice de Talleyrand-Périgord e Joseph Fouché. Più probabilmente la citazione appartiene a Voltaire che scrisse nei Dialogues: «Ils [les hommes] ne se servent de la pensée que pour autoriser leurs injustices, et n'emploient les parles que pour déguiser leurs pensées» («Gli uomini usano il pensiero per giustificare le proprie ingiustizie, e il discorso solo per nascondere i loro pensieri»).
  • La storia ha insegnato quanto quella favola riguardo a Cristo ci abbia giovato. (Papa Leone X)
Secondo quanto riporta John Bale nella sua opera The Pageant of Popes, il papa Leone X avrebbe scritto questa frase in una lettera al cardinale Bembo. Sembra che il primo a narrare tale episodio sia stato proprio Bale nella sua opera. La citazione fu poi riportata da centinaia di scrittori che la estrapolarono proprio dal The Pageant of Popes. Dal momento che Bale era in guerra aperta contro il Papa e la Chiesa Romana, è ragionevole pensare che l'episodio e la citazione riportati da Bale siano in realtà falsi.
Questa frase viene attribuita a Chesterton ma non è presente nei suoi scritti. Molti la collegano ad Eretici, ma nel libro questa frase non compare. La frase sembra essere una liberissima sintesi di alcune idee di Chesterton e sembra provenire da un saggio dal titolo La visione della Chiesa in G. K. Chesterton inserto in un numero di Vita e pensiero (la rivista dell'Università Cattolica) del 1956.
  • Lazzaro, alzati e cammina! (Gesù)
La citazione è errata. Gesù, nell'episodio di Lazzaro, morto e sepolto in una grotta, pronuncia queste parole: «Lazzaro, vieni fuori!» (Gv 11, 43). La frase viene spesso confusa con «Alzati, prendi il tuo lettuccio e cammina» (Gv 5,8), una frase pronunciata da Gesù verso un uomo malato da trentotto anni.
  • Le menti sono come i paracadute: funzionano solo quando sono aperte.
La paternità di questa citazione è incerta: alcune fonti la attribuiscono a Thomas Dewar, altre a James Dewar. Probabilmente l'ambiguità nasce dal fatto che i due hanno lo stesso cognome e sono vissuti in un periodo storico molto simile. La citazione è stata erroneamente attribuita anche ad Albert Einstein e a Frank Zappa, che appartengono ad un periodo storico successivo e hanno con tutta probabilità solamente citato la frase.
  • L'ottimista pensa che questo sia il migliore dei mondi possibili. Il pessimista sa che è vero. (Robert Oppenheimer)
Questa citazione è in realtà è di James Branch Cabell, autore satirico americano. La frase originaria, contenuta nell'opera Lo stallone d'argento (1926) è «L'ottimista afferma che viviamo nel migliore dei mondi possibili, il pessimista teme che sia vero» («The optimist proclaims that we live in the best of all possible worlds; and the pessimist fears this is true»). Oppenheimer ha ripreso la frase molto tempo dopo, nei primi anni Cinquanta.
  • Mostratemi un giovane conservatore e io vi mostrerò qualcuno senza cuore. Mostratemi un vecchio liberale e vi mostrerò qualcuno senza cervello. (Winston Churchill)
La frase, al contrario di quanti molti riferiscono, non appartiene a Churchill.
  • Muore lentamente chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai consigli sensati. (Pablo Neruda)
Questo è il primo verso di una poesia dal titolo ¿Quién muere? diffusasi via posta elettronica e riportata su molti siti web. La poesia viene attribuita erroneamente a Pablo Neruda, come confermano la Fundación Pablo Neruda e Stefano Passigli, presidente della Passigli editori, editore delle opere di Neruda in Italia. Lo stesso Passigli ha infatti precisato: «Chi conosce la sua poesia si accorge all'istante che quei versi banali e vagamente new-age non possono certo essere opera di uno dei più grandi poeti del Novecento». La poesia appartiene in realtà alla scrittrice e poetessa brasiliana Martha Medeiros, giornalista e scrittrice brasiliana nata nel 1961.
  • Non sono d'accordo con quello che dici, ma difenderò fino alla morte il tuo diritto a dirlo. (Voltaire)
Tale citazione, presente anche in altre formulazioni, viene solitamente attribuita allo scrittore, ma è stata usata per la prima volta da Evelyn Beatrice Hall, saggista conosciuta con lo pseudonimo di Stephen G. Tallentyre, in una biografia del filosofo del 1906, The Friends of Voltaire (Gli amici di Voltaire).
  • Non avevo idea che l'amore potesse fare così tanto ed ho capito che ogni donna è il riflesso del proprio uomo, se l'ami alla follia, lei impersonerà il sentimento. (Brad Pitt)
Questa è la frase conclusiva di una lettera che Brad Pitt avrebbe dedicato alla compagna Angelina Jolie. Secondo Snopes.com la lettera sarebbe in realtà il riadattamento di un testo che girava sul web già da molto tempo e avrebbe sfruttato la doppia mastectomia preventiva cui si era sottoposta la Jolie nel 2013 (visto il riferimento ad una "malattia" presente nel testo). Tale lettera falsa si è poi diffusa tramite i social network ed è stata pubblicata da un blog di gossip e celebrità nigeriano chiamato Couples & Co, dalla rivista egiziana di moda Identity Magazine e da tanti altri blog.
Questa citazione è attribuita ad Agostino, ma queste parole non sono presenti nei suoi scritti.
Tuttavia nelle Esposizioni sui Salmi, XXXIX, 6 si legge un passo dal quale emerge un concetto simile: «Ma se sei giusto, non voler contare il numero ma pesane il valore: usa una bilancia giusta, non ingannatrice, dato che sei stato chiamato giusto: Vedranno i giusti e avranno timore, è stato detto di te. Non contare dunque le folle degli uomini che procedono sulla via larga, che domani riempiranno il circo celebrando con grida il natale della città, disonorando la città stessa con la loro vita malvagia. Non badare a questi: sono molti e chi li conterà? Pochi invece procedono per la via stretta. Prendi, ripeto, una bilancia, e pesa: vedi quanta paglia metterai sul piatto contro pochissimo grano. Questo facciano i giusti fedeli che seguono.»
Citazione corretta: Non ragioniam di lor, ma guarda e passa.
  • Penso che ci sia un mercato mondiale per, forse, cinque computer. (Thomas J. Watson)
Si suppone che il presidente della IBM abbia pronunciato questa citazione nel 1943. Tale citazione venne resa popolare da The Expert Speak, tuttavia essa non trova riscontri nei discorsi e negli scritti di Watson, né tanto meno negli archivi della IBM.
Secondo il biografo Kevin Maney, il figlio e successore di Thomas, Thomas Watson Jr. in un discorso del 1953 dichiarò che negli anni Quaranta l'IBM aveva previsto di ottenere cinque ordini per uno dei primi computer sviluppati. La citazione attribuita a Thomas J. Watson, potrebbe derivare da una frase molto simile di Howard Aiken, progettista della macchina calcolatrice Mark I. Secondo Aiken, quattro o cinque computer sarebbero stati sufficienti per l'intero Regno Unito. Un'altra citazione di questo tipo fu pronunciata dal fisico britannico Douglas Hartree nel 1951.
Questa citazione è attribuita ad Agostino, ma queste parole non sono presenti nei suoi scritti.
Tale estrapolazione deriva con ogni probabilità dai Discorsi 131, 10: Iam enim de hac causa duo concilia missa sunt ad Sedem Apostolicam: inde etiam rescripta venerunt. Causa finita est: utinam aliquando finiatur error! («Appunto a proposito di questa causa, sono già stati inviati alla Sede Apostolica gli Atti di due Concili; ne abbiamo avuto di ritorno anche i rescritti. La causa è finita: voglia il cielo che una buona volta finisca anche l'errore.»).
La frase erronemante attribuita a Keynes, sarebbe frutto, secondo Samuel Brittan, di un banale errore di attribuzione. La citazione originale probabilmente fu: «Quando cambio idea io lo dico; e voi?»
  • Quando la gente smette di credere in Dio, non è vero che non crede in niente, perché crede in tutto. (Gilbert Keith Chesterton)
Questa citazione attribuita a Chesterton non trova alcun riscontro nei suoi scritti.
  • Quando un governo non fa ciò che vuole il popolo, va cacciato via anche con mazze e pietre. (Sandro Pertini)
La citazione riportata da blog, siti web, giornali e radio ed attribuita generalmente a Pertini, in realtà non è stata mai pronunciata dall'ex Presidente della Repubblica, come confermato dalla Fondazione Sandro Pertini.
  • Se avanzo seguitemi, se indietreggio uccidetemi, se muoio vendicatemi. (Benito Mussolini)
Questa frase è comunemente attribuita a Mussolini. Benito pronunciò realmente la citazione al termine di un discorso il 7 aprile 1926, all'insediamento del nuovo Direttorio fascista, citando il «vecchio combattitore». In realtà, la frase appartiene a Henri de la Rochejaquelein ed è stata pronunciata dopo la vittoria nella battaglia di Les Aubiers il 25 aprile 1793.
  • Se l'ape scomparisse dalla faccia della terra, all'uomo non resterebbero che quattro anni di vita. (Albert Einstein)
Non esiste una fonte originale per questa citazione attribuita a Einstein, essa non viene menzionata in nessun documento prima del 1994. In quell'anno, la frase venne citata per la prima volta su un volantino distribuito a Bruxelles dall'Unione Nazionale Apicoltori francesi, in rivolta a causa della concorrenza del miele d'importazione. È quindi probabile che la citazione sia stata creata ad hoc per avvalorare la protesta.
Questa citazione è tradizionalmente attribuita a Maria Antonietta, che l'avrebbe pronunciata riferendosi al popolo affamato, durante una rivolta dovuta alla mancanza di pane. In realtà la frase è stata scritta da Jean-Jacques Rousseau nelle Confessioni, in riferimento ad un evento del 1741, quando Maria Antonietta non era ancora nata.
La frase non compare in nessuno degli scritti di Mark Twain.
  • Solo i morti hanno visto la fine della guerra. (Platone)
Attribuita a Platone nel film Black Hawk Down, non trova riscontri nelle sue opere. È in realtà una frase di George Santayana, tratta da Soliliquies in England (1924).
  • Suonala ancora Sam. (Rick)
Una delle battute più famose del film Casablanca viene spesso ricordata in maniera errata. Nell'immaginario collettivo infatti Rick (interpretato da Humphrey Bogart) rivolge tali parole a Sam, il pianista del night club. Nel doppiaggio originale la citazione comunemente ricordata è «Play it again, Sam», titolo tra l'altro di un film di Woody Allen. In realtà a pronunciare una frase molto simile a questa è Ilsa (interpretata da Ingrid Bergman). Nel doppiaggio italiano tale citazione è «Suonala Sam. Suona "Mentre il tempo passa"» mentre in quello originale è «Play it, Sam. Play "As Time Goes By"».
  • Tutto ciò che è necessario per il trionfo del diavolo è che gli uomini buoni non facciano nulla. (Edmund Burke)
La frase comunemente attribuita a Burke, non è presente in nessuna delle opere dello statista. La falsa attribuzione potrebbe essere nata da un celebre libro di citazioni, il Bartlett's Familiar Quotations uscito nel 1905.
Questa frase viene spesso attribuita all'impiegato dell'ufficio brevetti statunitense, Charles Duell. Secondo il bibliotecario Samuel Sass tuttavia la frase sarebbe un falso, anche perché Duell aveva spesso dichiarato l'esatto contario.
Nel 1902 ad esempio disse: «A mio parere, tutti i precedenti progressi che si sono avuti con le varie invenzioni, appariranno del tutto trascurabili rispetto a quelli di cui sarà testimone questo secolo. Desidererei quasi poter vivere la mia vita di nuovo per vedere quali meraviglie sono alle soglie.»
La citazione non è presente nei frammenti della sua opera a noi pervenuti. Si tratta, molto probabilmente, di una formula con la quale si è voluto condensare il pensiero del filosofo sul perenne divenire delle cose, e la fonte principale di questa attribuzione risalirebbe a Platone, che nel suo Cratilo scrive: «Dice Eraclito "che tutto si muove e nulla sta fermo" e confrontando gli esseri alla corrente di un fiume, dice che "non potresti entrare due volte nello stesso fiume"». Il riferimento è al frammento 91DK, dove si può constatare che l'espressione "tutto scorre" non è presente: il divenire è simboleggiato dallo scorrere dell'acqua nel fiume, che rende impossibile bagnarsi nella stessa acqua più di una volta. Per approfondire vedi qui.
  • Un politico guarda alle prossime elezioni. Uno statista guarda alla prossima generazione. (Alcide De Gasperi)
La frase è spesso attribuita a De Gasperi, ma molto probabilmente egli la riprese da James Freeman Clarke, predicatore e politico statunitense.
  • Un taxi vuoto si è fermato davanti al n. 10 di Downing Street, e ne è sceso Attlee. (Winston Churchill)
Questa battuta sui giri di Clement Attlee dopo la Seconda Guerra Mondiale venne erroneamente attribuita a Churchill, che smentì riferendo a John Colville che «Attlee è un gentiluomo onorevole e prode, e un fedele collega che ha servito bene il suo Paese nel momento del massimo bisogno. Le sarei obbligato se chiarisse, alla prima occasione, che non avrei mai fatto una simile osservazione su di lui, e disapprovo fortemente chiunque lo faccia».
  • Una morte è una tragedia, un milione di morti è statistica. (Stalin)
Questa citazione viene classicamente attribuita a Stalin. Nel 1958 in un articolo del New York Times la massima «A single death is a tragedy, a million deaths is a statistic.» viene attribuita a Stalin. Nel 1965 John le Carré cita nel romanzo The Spy Who Came in from the Cold la frase «Half a million liquidated is a statistic, but one man killed in a traffic accident is a national tragedy.», attribuendola a Stalin. Tuttavia in questi ed altri casi simili, non viene mai indicata una fonte. Inoltre la citazione non è presente in alcuna biografia credibile di Stalin, né tanto meno nelle sue lettere. Per questo si può concludere con ragionevole sicurezza che tali parole siano state messe in bocca a Stalin.
  • Vivi come se tu dovessi morire subito. Pensa come se tu non dovessi morire mai.
La citazione appartiene in realtà a Julius Evola, ma viene erroneamente attribuita anche a Giorgio Almirante e Moana Pozzi. Almirante aveva fatto apporre la frase su un poster destinato alle sedi dell'MSI e l'aveva utilizzata come frase conclusiva del suo libro Autobiografia di un fucilatore. Moana Pozzi invece amava ripetere questa frase nel periodo in cui si occupava dell'edizione di un giornale erotico, poco prima di morire.