Luca Francesconi

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Luca Francesconi (1956 – vivente), musicista e compositore italiano.

  • Ammiro Gesualdo fin dai tempi della scuola. Trovo intrigante nella sua vicenda la sovrapposizione di un passaggio storico (dal rinascimento al barocco), di uno musicale (dopo l'astrattezza sublimata della polifonia del madrigale la musica diventa monodia accompagnata, più adatta a vestire sentimenti "reali") e di uno personale (l'uomo Gesualdo era prigioniero di convenzioni sociali come il delitto d'onore e il musicista era cristallizzato in un linguaggio vecchio: non aveva il "corpo", la forza né di fare l'assassino né di fare l'operista). (citato in Corriere della sera, 10 settembre 2008)
  • Il rock è morto con Jimi Hendrix. Dopo, l'unica eccezione è stato Frank Zappa. Tutti gli altri sono finiti dentro il mercato. Il nuovo rock è noiosissimo, gli stessi suoni da 40 anni. Una lingua finita. (citato in Corriere della sera, 30 settembre 2008)
  • La modernità di Gesualdo risiede nel suo scollamento dalle regole portanti della società. Un disagio esistenziale di cui nel '500 soffrivano solo i nobili, ma che ai giorni nostri è fenomeno di massa. (citato in Corriere della sera, 10 settembre 2008)
  • La musica contemporanea non esiste. Solo avendo il coraggio di inoltrarsi fino alle origini del suono si può progettare qualcosa di nuovo. (citato in Corriere della sera, 30 settembre 2008)
Colta ma non per pochi, Corriere della sera, 15 marzo 2008
  • In Italia abbiamo un analfabetismo musicale terrificante. Nei maggiori Paesi d'Europa chiunque suona uno strumento o canta in un coro: sono "amatori" che hanno un livello superiore a quello di certi nostri mediocri professionisti.
  • Non siamo più capaci di vedere la qualità [della musica]: prevale il consumo veloce. Si è persa l'abitudine all'ascolto dal vivo. È tutto virtuale. Ci si dovrebbe riappropriare dell'esperienza estetica.
  • Più facile che un mio pezzo, anche spiazzante, sia eseguito in Scala, che in una cantina dove si fa techno e hip hop. Anche se i ragazzi sarebbero più preparati a capirlo della signora impellicciata. C'è un tratto comune fra la musica del 900 (che ha reintrodotto il rumore) e il rock. Certa musica elettronica colta è vicina a quella dei giovani: affini gli strumenti, le tecniche, la sintesi digitale. La sfida è rompere ogni schema.
  • Se un contemporaneo di Mozart ascoltasse musica per noi facile, jazz o blues, ci considererebbe primitivi. E un orientale, dotato di mentalità monodica, giudicherebbe Bach "rumore". Però è vero che l'avanguardia colta è cerebrale: privilegiando l'aspetto speculativo è diventata una nicchia ristretta.