Luciano di Samosata

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Luciano di Samosata

Luciano di Samosata (Samosata, 120 circa – Atene, tra il 180 e il 192), scrittore greco di origine siriana.

Citazioni di Luciano di Samosata[modifica]

  • Io al mondo grave, con cattivo nome | Podagra detta son[1], terribil male, | con nervei lacci lego altrui le gambe; | penetrando ne' membri non veduta, | rido di quei che son da me percossi, | che il ver non dicon mai de' mali loro; | ma con pazze finzioni lusingandosi, | ciascun pasce sé stesso di bugie; | e con dire agli amici esserci svolto, | O percosso il suo piè, la cagion tace, | e agli altri ascoso vuol quel ch'ei non dice. | Ma il ver col tempo poi malgrado suo | mostrasi, e vinto allor mi chiama a nome; | e gli amici lo menano in trionfo. | La fatica è compagna de' miei mali, | io sola senza d'essa non son nulla. (Podagra; da Parnaso straniero, L'ocipo o il celeripede, p. 31)
  • Ascolta le parole che provengono dal cuore. (da Iuppiter tragoedus, 19)
Ακουε τάπό καρδίας

La tragopodagra o il podagroso[modifica]

  • [...] calco i capi degli uomini, e le piante de' miei piedi son tenere, e dal valgo son chiamata Podagra, perché ai piedi io fo caccia.[1] (Podagra, p. 27)
  • Grande, o ricca Podagra[1], è il poter tuo, | cui pur teme di Giove il pronto dardo; | treman di te l'onde del mar profondo, | tremane il re degl'Infernali, Pluto. | O godente di fasce, e di piumacci | amante, e d'ogni corso impeditrice, | dei talloni tormento, e delle piante | dei piedi incendiatrice, e che la terra | tocchi appen sulla pelle, e dei pestelli | paurosa, ginocchi piangi, vegghia, | calcina e crucia man, ginocchi piega; | ed ingobba, Podagra potentissima. (Coro, p. 27)
  • Molti ne ho pure io domi degli Eroi | e sel sanno i Sapienti, e Priamo detto | fu Podarco, per esser podagroso. | Morì di gotta Achille di Pelèo: | di podagra patì Bellorofonte; | podagroso fu Edipo re di Tebe. | Podagroso Plistene dei Pelopidi: | di Peante il figliuol colla podagra | conduceva l'armata, ed altro duce | dei Tessali fu pur detto Podarco, | il qual, poscia che cadde in la battaglia | Protesilao ancor esso gottoso, | Benché non sano conducea l'armata. | Il re d'ltaca Ulisse di Laerte | uccisi io, non la spina della triglia.[1] (Podagra, p. 28)

[Da Parnaso straniero, La tragopodagra o il podagroso, pp. 27-30]

Incipit di alcune opere[modifica]

A chi gli diceva: "Tu sei un Prometeo nel dire"[modifica]

Dunque tu dici ch'io sono un Prometeo? Se intendi, o caro, che son di creta anche le opere mie, tengo per buono il paragone, e dico: sì sono, né rifiuto il nome di pentolaio, benché la mia creta sia molto vile, come quella che è raccolta in su le vie e poco meno che fango. Ma se per lodarmi di gran finezza d'arte tu mi appicchi il nome di quel sapientissimo de' Titani, bada che alcuno non dica che sotto la lode sta l'ironia e un frizzo attico. Oh che finezza d'arte è la mia? che gran sapere e gran vedere è negli scritti miei?

Icaromenippo, o il passanuvoli[modifica]

Menippo. Dunque eran tremila stadii dalla terra sino alla luna, dove ho fatta la prima posata: di là fino al sole un cinquecento parasanghe;[2] e dal sole per salir sino al cielo ed alla rocca di Giove ci può essere una buona giornata di aquila.
Amico. Deh, che vai strolagando fra te, o Menippo, e misurando gli astri? Da un pezzo ti seguo, e t'odo borbottare di sole e di luna, e con certe parolacce forestiere di posate e di parasanghe.

Prometeo, o Il Caucaso[modifica]

Mercurio. Ecco, o Vulcano, il Caucaso, dove dobbiamo inchiodare questo sventurato Titano. Andiamo guardando se v'è qualche rupe acconcia, qualche balza nuda di neve, per fermarvi salde le catene, e sospenderlo alla vista di tutti.
Vulcano. Andiam guardando, o Mercurio: non conviene crocifiggerlo in luogo basso e vicino alla terra, chè gli uomini da lui formati verrebbero ad aiutarlo: né troppo in cima, chè non saria veduto da quei di giù. Se ti pare, qui è una giusta altezza, su questo precipizio potrà esser crocifisso: stenderà una mano a questa rupe, ed un'altra a questa dirimpetto.

Una vendita di vite all'incanto[modifica]

Giove. Tu, disponi gli scanni e prepara il luogo agli avventori: tu presenterai ad una ad una le vite che abbiamo a vendere; ma ripuliscile prima, affinché abbiano buona apparenza ed attirino gente assai. E tu, o Mercurio, fa' il bando, e chiama col buono augurio i compratori ad entrare in bottega. Per ora metteremo all'incanto queste vite qui, questi filosofi d'ogni specie e d'ogni setta. Chi non ha contanti da sborsare subito, darà mallevadoria, e pagherà l'anno venturo.
Mercurio. È già venuta la folla: bisogna sbrigarci, e non indugiarla.
Giove. Dunque vendiamo.

Citazioni su Luciano di Samosata[modifica]

  • Il procedimento di cui Luciano si vale nel capitolo sui «Sacrifici» è lo stesso che serve a Voltaire per canzonare la Bibbia: il ricorso al buon senso, contro l'assurdità della favole religiose. (Arrigo Cajumi)

Note[modifica]

  1. a b c d Nei due componimenti, la Podagra viene personificata come una dea.
  2. Lo stadio corrispondeva a venticinque passi geometrici. Parasanghe; misura persiana di trenta stadii. I Persiani furono i primi ad usare le poste che si dicono inventate da Ciro.

Bibliografia[modifica]

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