Max Planck

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Medaglia del Premio Nobel
Premio Nobel
Per la fisica (1918)
Max Planck

Max Planck (1858 – 1947), fisico tedesco.

Citazioni di Max Planck[modifica]

  • Io considero la coscienza come fondamentale, e la materia un derivato della coscienza. Non possiamo andare oltre la coscienza. Tutto ciò di cui discorriamo, tutto ciò che noi consideriamo come esistente, richiede una coscienza.[1]
  • La scienza non può svelare il mistero fondamentale della natura. E questo perché, in ultima analisi, noi stessi siamo parte dell'enigma che stiamo cercando di risolvere. (citato in K. Wilber, Quantum questions. Mystical Writings of the World's Great Physicists, New Science Library 1985, p. 153)
  • Non siamo autorizzati a supporre che esistano leggi fisiche, che siano esistite fino ad ora, o che continueranno ad esistere in forma analoga nel futuro. (da The Universe In The Light Of Modern Physics George Allen & Unwin Ltd., 1931)
  • Una nuova verità scientifica non trionfa perché i suoi oppositori si convincono e vedono la luce, quanto piuttosto perché alla fine muoiono, e nasce una nuova generazione a cui i nuovi concetti diventano familiari! (citato in T.S. Kuhn, The Structure of Scientific Revolutions)

La conoscenza del mondo fisico[modifica]

  • Chi ha veramente collaborato a costruire una scienza sa per propria esperienza interiore che sulla soglia della scienza sta una guida apparentemente invisibile: la fede che guarda innanzi.
  • Il più grave [pericolo] che possa minacciare uno scienziato, e di cui non si può tacere: il pericolo che il materiale di cui si dispone invece di essere correttamente interpretato sia interpretato in modo partigiano o addirittura ignorato.
  • La Chiesa, che per prima ha il compito di soddisfare questi bisogni [di conoscenza], oggi non può più contare, colla sua esigenza di assoluta dedizione ad una fede, gli animi dubbiosi. Perciò questi ricorrono spesso a surrogati alquanto sospetti e si gettano con entusiasmo in braccio a qualcuno dei numerosi profeti annunciatori di nuovi sicuri messaggi di salvazione. Stupisce il vedere quante persone proprio delle classi colte siano in tal modo capitate nell'orbita di queste nuove religioni, che sfavillano in tutte le sfumature, dalla mistica più astrusa fino alla più crassa superstizione.
  • Non il possesso della verità, ma la lotta vittoriosa per conquistarla fa la felicità dello scienziato.
  • Scienza e religione non sono in contrasto, ma hanno bisogno una dell'altra per completarsi nella mente di un uomo che pensa seriamente.
  • Solamente quando ci sentiamo sotto i piedi il saldo terreno dell'esperienza della vita reale ci è lecito darci senza timore ad una concezione del mondo fondata sulla fede in un'ordine razionale dell'universo.

Citazioni su Max Planck[modifica]

  • Max Planck aveva una propensione filosofica sponta­nea, nutrita poi con delle letture specifiche. Aveva una grande a­pertura al mistero sottostante al reale: la scoperta che l'ha reso famoso, quella dei quanti, è av­venuta in fondo contro quello che lui stesso si riproponeva. A­veva una coscienza chiara del fatto che la scienza non andava contro il bisogno religioso, anzi lo sviluppava, e che il credere in Dio agevolava il lavoro dello scienziato: la sua capacità di me­ravigliarsi, la sua voglia di fare e scoprire. (Roberto Giovanni Timossi)
  • Possa egli riuscire a unire la teoria dei quanti all'elettrodinamica e alla meccanica, in un sistema costituente logicamente un tutto. (Albert Einstein)

Note[modifica]

  1. I regard consciousness as fundamental. I regard matter as derivative from consciousness. We cannot get behind consciousness. Everything that we talk about, everything that we regard as existing, postulates consciousness. (Citato in The Observer, 25 gennaio 1931; in Joseph H. Fussell, Where is Science Going?: Review and Comment, Theosophical Path Magazine, January to December 1933 (2003), 199).

Bibliografia[modifica]

  • Max Planck, La conoscenza del mondo fisico, traduzione di E. Persico e A. Gamba, Boringhieri, Torino, 1964.

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