Albert Einstein
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Albert Einstein (1879 – 1955), fisico, scienziato e matematico tedesco, premio Nobel per la fisica.
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[modifica] Citazioni di Albert Einstein
- Cosa dovrei dire riguardo al lavoro di una vita di Bach? Ascoltalo, suonalo, amalo, adoralo – e stai zitto! (dalla risposta al sondaggio del settimanale tedesco Illustrierten Wochenschrift, 1928)
- C'è qualcosa come "lo stato reale" di un sistema fisico che esiste obiettivamente, indipendentemente da ogni osservazione o misurazione e che in linea di principio si descrive con i mezzi di espressione della fisica (quali mezzi di espressione e, di conseguenza, quali concetti fondamentali si debbono utilizzare al riguardo... è cosa che secondo me ancora non si conosce). Questa tesi sulla realtà non ha il senso di un enunciato chiaro in sé, a causa del suo carattere "metafisico". Ha soltanto il carattere di un programma. (citato in Fulvio Papi, Filosofie e società 3. Filosofia contemporanea, Zanichelli, p. 559)
- Certe volte mi domando perché sia stato proprio io a elaborare la teoria della relatività. La ragione, a parer mio, è che normalmente un adulto non si ferma mai a riflettere sui problemi dello spazio e del tempo. Queste sono cose a cui si pensa da bambini. Io invece cominciai a riflettere sullo spazio e sul tempo solo dopo essere diventato adulto. Con la sola differenza che studiai il problema più a fondo di quanto possa fare un bambino. (citato da Ronald W. Clark in Selezione dal Reader's Digest, febbraio 1973)
- Ciò che veramente mi interessa è se Dio avesse potuto fare il mondo in una maniera differente, cioè se la necessità di semplicità logica lasci qualche libertà. (citato in S. W. Hawking e W. Israel, Einstein. A Centenary Volume, Cambridge University Press 1987)
- Ci sono solo due modi di vivere la propria vita: uno come se niente fosse un miracolo; l'altro come se tutto fosse un miracolo. (citato in Michael J. Gelb, Il Genio che c'è in te)
- Cosa ci spinge, dunque, ad elaborare teoria dopo teoria? Perché, addirittura, formuliamo teorie? La risposta alla seconda domanda è semplice: perché amiamo «comprendere», ossia ridurre i fenomeni per mezzo del procedimento logico a qualcosa di già noto o (manifestamente) evidente. Prima di tutto sono necessarie nuove teorie quando si affrontano fatti nuovi che non possono essere «spiegati» da teorie esistenti. Ma questa motivazione è, per così dire, banale, imposta dall'esterno. C'è un'altra motivazione più sottile e di non minore importanza. Si tratta dello sforzo verso l'unificazione e la semplificazione delle premesse della teoria nel suo insieme (ossia, il principio di economia di Mach, interpretato come un principio logico). (dall'articolo scritto per «Scientific American» nel 1950, tradotto in Italia nel 1979 da «Le Scienze», n.° 129)
- Credo che una condotta di vita semplice e discreta sia la cosa migliore per tutti, la cosa migliore per il corpo e la mente. (citato in Michael J. Gelb, Il Genio che c'è in te)
- Dio non è nient'altro che l'espressione e il prodotto delle debolezze umane.[1]
- Dio non gioca a dadi con l'universo.[2] (da una lettera del 4 dicembre 1926 a Niels Bohr; citato in Bartolomeo, Magni, p. 174)
- È difficile spiegare questo sentimento [la religione cosmica] a qualcuno che ne è completamente privo, specialmente se non esiste nessuna raffigurazione antropomorfica che possa corrispondere. Gli individui percepiscono la futilità dei desideri umani e gli scopi e al contrario il meraviglioso ordine che sta alla base della natura. L'esistenza di ognuno di noi viene percepita come una specie di prigione e ricerchiamo un'esperienza dell'universo come un singolo significante tutto. I geni religiosi di tutte le epoche si sono distinti per questo tipo di sentimento religioso, che non concepisce né dogma né Dio a immagine dell'uomo; e così non ci possono essere chiese i cui principali insegnamenti siano basati su questi principi. (dal New York Times Magazine del 9 novembre 1930)
- Eppure ogni teoria è speculativa. Quando i concetti fondamentali di una teoria sono relativamente «vicini all'esperienza» (come per esempio i concetti di forza, pressione, massa), il suo carattere speculativo non è facilmente individuabile. Se, però, una teoria è tale da richiedere l'applicazione di procedimenti logici complessi per raggiungere conclusioni, a partire dalle premesse, che possano essere confrontate con l'osservazione, chiunque acquisisce la consapevolezza della natura speculativa della teoria. In tal caso sorge un sentimento quasi irresistibile di avversione in coloro che non hanno esperienza nell'analisi epistemologica e che non sono consapevoli della natura precaria del pensiero teorico in quei campi che sono loro familiari. D'altro canto, si deve ammettere che una teoria ha un vantaggio considerevole se i suoi concetti base e le sue ipotesi fondamentali sono «vicini all'esperienza» ed è certamente giustificata una maggior fiducia in una teoria di questo tipo. Si corre meno il pericolo di andare completamente fuori strada, soprattutto perché ci vuole molto meno tempo e sforzo per invalidare tali teorie con l'esperienza. Eppure, via via che la profondità della nostra conoscenza aumenta, dobbiamo rinunciare a questo vantaggio nella nostra ricerca di semplicità logica e di uniformità nei fondamenti della teoria fisica. Si deve ammettere che la relatività è andata oltre le teorie fisiche precedenti nel rinunciare alla «vicinanza all'esperienza» dei concetti fondamentali allo scopo di raggiungere la semplicità logica. (dall'articolo scritto per «Scientific American» nel 1950, tradotto in Italia nel 1979 da «Le Scienze», n.° 129)
- Esiste una passione per la comprensione proprio come esiste una passione per la musica; è una passione molto comune nei bambini, ma che poi la maggior parte degli adulti perde. Senza di essa non ci sarebbero né la matematica né le altre scienze. Più volte la passione per la comprensione ha condotto all'illusione che l'uomo sia in grado di comprendere razionalmente il mondo oggettivo, attraverso il pensiero puro, senza nessun fondamento empirico; in breve attraverso la metafisica. Sono convinto che ogni teorico vero sia una sorta di metafisico addomesticato, indipendentemente da quanto possa immaginare di essere un puro «positivista». Il metafisico crede che il logicamente semplice sia anche reale. Il metafisico addomesticato crede che non tutto ciò che è logicamente semplice sia incorporato nella realtà esperita, ma che la totalità di tutta l'esperienza sensoriale possa essere «compresa» sulla base di un sistema concettuale costruito su premesse di grande semplicità. Lo scettico dirà che questo è un «credo del miracolo». È proprio così, ma è un credo del miracolo che è nato e cresciuto in maniera straordinaria grazie allo sviluppo della scienza. (dall'articolo scritto per «Scientific American» nel 1950, tradotto in Italia nel 1979 da «Le Scienze», n.° 129)
- Finché le leggi della matematica si riferiscono alla realtà, non sono certe, e finché sono certe, non si riferiscono alla realtà. (da Sidelights on Relativity, Dover, p. 12)
- Il sentimento religioso provocato dalla comprensione delle profonde interrelazioni della realtà è un qualcosa di diverso da quello che di solito viene definito con il termine religioso. È più propriamente un sentimento di venerazione per il disegno che si manifesta nell'universo materiale. Non ci porta ad immaginare un essere divino a nostra immagine e somiglianza, che ci fa domande e che si interessa a noi come individui. Non esiste né volontà, né dovere ma solo essere assoluto. (citato in Helen Dukas and Banesh Hoffman, Albert Einstein – The Human Side, Princeton University Press, 1979)
- L'idea di un Dio personale è un concetto antropologico che non sono capace di prendere seriamente. (da una lettera del 1946, citato in Helen Dukas and Banesh Hoffman, Albert Einstein – The Human Side)
- L'uomo che è convinto dell'esistenza e della operatività della legge di causalità non può concepire l'idea di un Essere che interferisce con il corso degli eventi. A patto naturalmente che egli prenda l'ipotesi della causalità veramente sul serio. (dal New York Times Magazine, 9 novembre 1930)
- Lo studio e, in generale, la ricerca della verità e della bellezza sono una sfera di attività nella quale ci è consentito di rimanere bambini per tutta la vita. (citato in Michael J. Gelb, Il Genio che c'è in te)
- Mi sento talmente immerso nell'umanità, talmente smarrito in un immenso universo, che non riesco più a commuovermi o a soffrire per la nascita o la morte di una creatura sola. (Citato in:Vittorio Buttafava, Cari figli del 2053, Rizzoli Editore, 1983)
- Non m'è riuscito di leggerlo: il cervello umano non è complesso fino a questo punto. (dal commento a un libro di Franz Kafka; citato in Umberto Eco, Sei passeggiate nei boschi narrativi)
- Oh, Dostoevskij a me ha dato più cose di quante me ne abbia date Gauss. (citato in I. Sibaldi, Introduzione a "I fratelli Karamazov", Mondadori, Milano 1994)
- Per il rispetto del governo e della legge del paese non vi è nulla di più distruttivo che approvare leggi inapplicabili.[3]
- Per me la religione ebraica è al pari di tutte le altre un'incarnazione delle più infantili superstizioni.[1]
- Quando un uomo siede un'ora in compagnia di una bella ragazza, sembra sia passato un minuto. Ma fatelo sedere su una stufa per un minuto e gli sembrerà più lungo di qualsiasi ora. Questa è la relatività. (dal Journal of Exothermic Science and Technology, vol. 1, n.° 9, 1938)
- Una volta che l'idea teorica è acquisita, è bene seguirla finché conduce ad una conclusione insostenibile. (da Scientific American, aprile 1950)
- Uno stomaco vuoto non è un buon consigliere politico. (da Religione cosmica)
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- Avete l'impressione che la fisica contemporanea sia basata su concetti qualche volta analoghi al sorriso di un gatto che non c'è?
- Tutto dovrebbe essere reso il più semplice possibile, ma non più semplice.
- Chi non è più capace di fermarsi a considerare con meraviglia e venerazione è come morto: i suoi occhi sono chiusi.
- Dobbiamo essere pronti a fare sacrifici eroici in favore della pace più di quanto facciamo di buon grado in favore della guerra. Non esiste dovere che io consideri più importante o al quale io tenga di più.
- È meglio essere ottimisti ed avere torto piuttosto che pessimisti ed avere ragione.
- È più facile spezzare un atomo che un pregiudizio.
- Follia è fare sempre la stessa cosa e aspettarsi risultati diversi.
- Gran brutta malattia il razzismo. Più che altro strana: colpisce i bianchi, ma fa fuori i neri.
- I computer sono incredibilmente veloci, accurati e stupidi. Gli uomini sono incredibilmente lenti, inaccurati e intelligenti. L'insieme dei due costituisce una forza incalcolabile.
- Il lavoro di Maxwell ha cambiato il mondo per sempre.
- Il mondo è un posto pericoloso, non a causa di quelli che compiono azioni malvagie ma per quelli che osservano senza dire nulla.
- Il piacere è peccato, e talvolta il peccato è un piacere.
- Il processo di una scoperta scientifica è, in effetti, un continuo conflitto di meraviglie.
- Il ricordo della felicità non è più felicità, il ricordo del dolore è ancora dolore.
- L'immaginazione è più importante della conoscenza. La conoscenza è limitata, l'immaginazione abbraccia il mondo.
- Il buon senso è l'insieme di pregiudizi acquisiti fino ai diciott'anni.
- L'arte è l'espressione del pensiero più profondo nel modo più semplice.
- L'arte suprema di un maestro è la gioia che si risveglia nell'espressione creativa e nella conoscenza.
- L'importante è non smettere di fare domande.
- L'umanità avrà la sorte che saprà meritarsi.
- L'uomo di scienza non è niente altro che un misero filosofo.
- La conoscenza scientifica non gode di un accesso immediato alla realtà di cui parla, non è come aprire gli occhi e constatare che si è fatto giorno.
- La conquista dell'energia atomica ha cambiato tutto tranne il nostro modo di pensare... La soluzione dei nostri problemi si trova nel cuore dell'uomo. Se solo lo avessi saputo, avrei fatto l'orologiaio.
- La cosa più bella con cui possiamo entrare in contatto è il mistero. È la sorgente di tutta la vera arte e di tutta la vera scienza.
- La differenza fra la genialità e la stupidità è che la genialità ha i dei limiti.
- La differenza fra la gloria reale e quella fittizia dipende da dove si sopravvive: nella storia o in una storia.
- La mente è come un paracadute. Funziona solo se si apre. [Attribuita anche a Frank Zappa]
- La nostra conoscenza, se paragonata alla realtà, è primitiva e infantile. Eppure è il bene più grande di cui disponiamo.
- La nostra priorità sugli animali consiste, prima di tutto, nel nostro vivere in società.
- La pace non può essere mantenuta con la forza, può essere solo raggiunta con la comprensione.
- Peace cannot be kept by force, it can only be achieved by understanding.
- La più bella sensazione è il lato misterioso della vita. È il sentimento profondo che si trova sempre nella culla dell'arte e della scienza pura. Chi non è più in grado di provare né stupore né sorpresa è, per così dire, morto; i suoi occhi sono spenti. L'impressione del misterioso, sia pure misto a timore, ha suscitato, tra l'altro, la religione.
- La prima necessità dell'uomo è il superfluo.
- La ricerca della verità è più preziosa del suo possesso.
- La scienza intera non è altro che un modo più sofisticato del pensare quotidiano.
- La teoria della relatività ristretta ha le sue origini nelle equazioni del campo elettromagnetico di Maxwell.
- La teoria è quando si sa tutto ma non funziona niente. La pratica è quando funziona tutto ma non si sa il perché. In ogni caso si finisce sempre con il coniugare la teoria con la pratica: non funziona niente e non si sa il perché.
- La tragedia della vita è ciò che muore dentro ogni uomo col passare dei giorni.
- La vera pietra di paragone del merito è il successo.
- La vita e la morte confluiscono in uno, e non c'è né evoluzione né destino; soltanto essere.
- Le tre regole di lavoro: 1. Esci dalla confusione, trova la semplicità. 2. Dalla discordia, trova armonia. 3. Nel pieno delle difficoltà risiede l'occasione favorevole.
- Le equazioni sono importanti per me, come la politica per un presidente, anche se l'equazione è qualcosa che rimane per l'eternità.
- Le più felici delle persone, non necessariamente hanno il meglio di ogni cosa; soltanto traggono il meglio da ogni cosa che capita sul loro cammino.
- Nell'uomo primitivo è in primo luogo la paura che suscita l'idea religiosa.
- Niente beneficerà la salute umana ed aumenterà le possibilità di sopravvivere sulla Terra quanto l'evoluzione verso una dieta vegetariana.
- Non c'è, a questo mondo, grande scoperta o progresso che tenga, fintanto che ci sarà anche un solo bambino triste.
- Non c'é moralista più severo del piacere.
- Non cercare di diventare un uomo di successo, ma piuttosto un uomo di valore.
- Non esiste il benché minimo indizio che faccia pensare che l'energia nucleare diverrà mai accessibile, perché questo comporterebbe essere in grado di scindere l'atomo a comando. (1932)
- Non hai veramente capito qualcosa finché non sei in grado di spiegarlo a tua nonna.
- Non possiamo disperare nell'umanità, dal momento che noi stessi siamo esseri umani.
- Non si può prevenire e preparare una guerra allo stesso tempo.
- Non si può risolvere un problema con la stessa mentalità che l'ha generato.
- Non tutto quel che conta può essere contato. [Cartello scritto a mano e appeso nello studio di Einstein all'Università di Princeton]
- Non v'è nulla, senza dubbio, che calmi lo spirito come un rum e la vera religione.
- Nulla è più pratico di una buona teoria.
- Nulla per ora ci autorizza a sperare di potere un giorno sfruttare l'energia nucleare. Prima bisognerebbe riuscire a disintegrare l'atomo.
- Per essere l'immacolato componente di un gregge, bisogna essere prima di tutto una pecora.
- Quella del mistero è la migliore esperienza che possiamo avere. È l'emozione fondamentale che veglia la culla della vera arte e della vera scienza.
- Questo eroismo a comando, questa violenza insensata, questo maledetto e ampolloso patriottismo – quanto intensamente li disprezzo!
- Scopo di ogni attività dell'intelletto è ridurre il mistero a qualcosa di comprensibile.
- Se A è uguale a successo, allora la formula è A = X + Y + Z. X è il lavoro. Y è il gioco. Z è tenere la bocca chiusa.
- Se i dati e la teoria non concordano, cambia i dati.
- Se in un primo momento l'idea non è assurda, allora non c'è nessuna speranza che si realizzi.
- Se prendessimo un binocolo e lo puntassimo nello spazio, vedremmo una linea curva chiusa all'infinito.
- Se vuoi descrivere ciò che è vero, lascia l'eleganza al sarto.
- Se vuoi scoprire qualcosa riguardo al metodo che adottano i fisici teorici, ti suggerisco di attenerti a un principio: non ascoltare quello che dicono e concentrati su quello che fanno.
- Solo due cose sono infinite, l'universo e la stupidità umana, e non sono sicuro della prima.
- Sono diventato vegetariano per ragioni etiche, oltre che salutistiche. Credo che il vegetarismo possa incidere in modo favorevole sul destino dell'umanità.
- Talvolta uno paga di più le cose che ha avuto gratis.
- Tutti sanno che una cosa è impossibile da realizzare, finché arriva uno sprovveduto che non lo sa e la realizza.
- Tutto è relativo. Prenda un ultracentenario che rompe uno specchio: sarà ben lieto di sapere che ha ancora sette anni di disgrazie...
- Un giorno le macchine riusciranno a risolvere tutti i problemi, ma mai nessuna di esse potrà porne uno.
- Una cosa ho imparato nella mia lunga vita: che tutta la nostra scienza è primitiva e infantile eppure è la cosa più preziosa che abbiamo.
- Una teoria dovrebbe essere dimostrata per mezzo di esperimenti, ma non è il sentimento che dovrebbe guidare dall'esperimento alla nascita di una teoria.
- Vedete, il telegrafo è un tipo molto, molto lungo di gatto. Voi tirate la sua coda a New York e la sua testa miagola a Los Angeles. Lo capite questo? E la radio opera esattamente allo stesso modo: voi mandate i segnali qui, e loro li ricevono là. L'unica differenza è che non c'è alcun gatto.
[modifica] Attribuite
- Non tutto quel che conta può essere contato.
- L'unica fonte che esiste su questa citazione attribuita ad Einstein è un cartello scritto a mano che era nel suo studio all'università di Princeton. Chiunque entrava lì poteva leggerlo generando così la convinzione, abbastanza verosimilmente, che la frase fosse di Albert Einstein.
- Se l'ape scomparisse dalla faccia della terra, all'uomo non resterebbero che quattro anni di vita.
- Secondo quanto riportato da Snopes.com, non esiste una fonte originale per questa citazione attribuita a Einstein, ed essa non viene menzionata in nessun documento prima del 1994. In quell'anno, è usata per la prima volta su di un volantino distribuito a Bruxelles dall'Unione Nazionale Apicoltori francesi, in rivolta a causa della concorrenza del miele d'importazione. È quindi probabile che sia stata creata ad hoc per avvalorare la protesta.
- Per relazioni internazionali una comprensione universale tramite una lingua comune non solo è necessaria, ma addirittura indispensabile. L'esperanto è la miglior soluzione dell'idea di una lingua internazionale.
- Non risulta che Albert Einstein abbia mai pronunciato questa frase, anche se simpatizzava per l'esperanto; forse di Leopold Einstein.
[modifica] Come io vedo il mondo
- Ad ogni sistema autocratico fondato sulla violenza fa sempre seguito la decadenza, perché la violenza attrae inevitabilmente. Il tempo ha dimostrato che a dei tiranni illustri succedono sempre dei mascalzoni.
- Disprezzo dal più profondo del cuore chi può con piacere marciare in rango e formazione dietro una musica; soltanto per errore può aver ricevuto il cervello; un midollo spinale gli basterebbe ampiamente.
- È sufficiente per me il mistero dell'eternità della vita, il sentore della meravigliosa struttura dell'universo e della realtà, insieme al tentativo di comprendere quella parte, sia pure piccola, della ragione che manifesta se stessa nella natura.
- Il sapere che l'impenetrabile esiste realmente e si manifesta a noi come la più alta saggezza e la bellezza più splendida, che le nostre facoltà limitate riescono a comprendere solo nelle loro forme più primitive – questa coscienza, questo sentimento, è al cuore di ogni autentica religiosità. In questo senso, e solo in questo senso, io appartengo alla categorie degli uomini devotamente religiosi.
- La possibilità che un individuo possa sopravvivere alla morte fisica va al di là delle mie capacità di comprensione, e nemmeno posso fare altrimenti. Queste opinioni sono dettate dalla paura, assurdo egoismo o debolezza d'animo.
- La sensazione più bella che possiamo provare è il mistero. Costituisce l'emozione fondamentale che sta alla base della vera arte e della vera scienza. Colui che l'ha provata e che non è ancora in grado di emozionarsi è come una merce avariata, come una candela spenta. È l'esperienza del mistero, spesso mischiata con la paura, che ha generato la religione. La conoscenza di un qualcosa che non possiamo penetrare, delle ragioni più profonde di una bellezza che si irradia, che sono accessibili alla ragione solo nelle sue più elementari forme, è questa la conoscenza e l'emozione che stanno alla base della religione; in questo senso, e in questo solamente, io posso definirmi profondamente religioso.
[modifica] Pensieri degli anni difficili
- A me la cosa peggiore in una scuola sembra l'uso di metodi basati sulla paura, sulla forza e sull'autorità artificiosa. Un tale trattamento distrugge i sentimenti sani, la sincerità e la fiducia in se stesso dell'allievo. Produce dei soggetti sottomessi. [...] È relativamente semplice tenere la scuola lontana da questo gravissimo male. Date all'insegnante il minore numero possibile di mezzi coercitivi, così che l'unica fonte di rispetto da parte dell'allievo sia costituita dalle qualità umane e intellettuali dell'insegnante stesso.
- A perenne vanto della scienza sta il fatto che essa, agendo sulla mente umana, ha vinto l'insicurezza dell'uomo di fronte a se stesso e alla natura.
- Da quando è stata approntata la prima bomba atomica nessun tentativo è stato fatto per rendere il mondo più sicuro dalla guerra, mentre molto è stato fatto per aumentare la capacità distruttrice della guerra stessa.
- Difficilmente si è consapevoli di ciò che è significativo nella propria esistenza.
- Fino a quando i contatti fra le due fazioni si limitano a dei negoziati ufficiali, non vedo che scarse prospettive per il raggiungimento di un accordo intelligente, specialmente per il fatto che le considerazioni di prestigio nazionale, come pure le messinscene dei discorsi dai balconi ad uso e consumo delle masse, non possono che generare dei progressi quasi nulli. Ciò che una fazione propone ufficialmente è per ciò stesso sospetto e addirittura inaccettabile all'altra. Inoltre, dietro tutti i negoziati ufficiali sta, anche se velata, la minaccia del nudo potere.
- Gli Americani possono forse essere convinti della loro intenzione di non scatenare una guerra di aggressione o preventiva. Così, essi possono forse credere che sia superfluo annunciare pubblicamente che in un futuro non saranno i primi a usare la bomba atomica. Ma questo paese è stato solennemente invitato a rinunciare all'uso della bomba, cioè a bandirla, e ha rifiutato di farlo a meno che non siano accettate le sue condizioni circa un controllo internazionale.
- Imparare e insegnare cose che non si possono pienamente accettare nel proprio intimo è sempre un compito difficile.
- Io credo che questa politica sia errata. Vedo un certo vantaggio militare nel non rinunciare all'uso della bomba, in quanto si può pensare di trattenere un altro paese dallo scatenare una guerra in cui gli Stati Uniti potrebbero usarla. Ma ciò che si guadagna da una parte lo si perde dall'altra. Infatti un'intesa per il controllo internazionale dell'energia atomica è diventata in tal modo ancora più remota. Ciò può non rappresentare un inconveniente militare fino a che gli Stati Uniti posseggono l'esclusiva dell'uso della bomba. Ma nel momento in cui un altro paese sarà in grado di produrne in quantità notevoli, gli Stati Uniti avranno molto da perdere da un mancato accordo internazionale, a causa della vulnerabilità delle loro industrie concentrate e della loro vita urbana altamente sviluppata.
- Io non mi considero il padre dell'energia atomica. La mia parte in questo campo è stata molto indiretta. Non ho previsto, infatti, che si potesse arrivare a produrre l'energia atomica entro il corso della mia vita. Essa diventò un fatto pratico grazie alla scoperta accidentale della reazione a catena, e questo non è un fatto che io avrei potuto prevedere. Essa fu scoperta da Otto Hahn a Berlino, ed egli stesso non comprese subito esattamente ciò che aveva scoperto. Fu Lise Meitner colei che fornì la corretta interpretazione e fuggì dalla Germania per affidare l'informazione nelle mani di Niels Bohr. Io non credo che si possa assicurare una grande era atomica organizzando la scienza, nella maniera in cui sono organizzate certe grandi società industriali.
- Io trascorro la mia vita in quella solitudine per noi tanto penosa nella gioventù, ma così gradita negli anni della maturità.
- L'appartenenza a un sistema di sicurezza internazionale non dovrebbe, secondo me, essere basata su degli schemi democratici arbitrari. L'unico requisito dovrebbe essere che i rappresentanti in seno all'organizzazione, all'assemblea o al consiglio internazionali, dovessero essere eletti dal popolo di ciascun paese membro, con voto segreto. Questi delegati dovrebbero rappresentare il popolo piuttosto che il governo, la qual cosa accrescerebbe la natura pacifica dell'organizzazione.
- La scienza non può stabilire dei fini e tanto meno inculcarli negli esseri umani; la scienza, al più, può fornire i mezzi con i quali raggiungere certi fini. Ma i fini stessi sono concepiti da persone con alti ideali etici.
- La scienza può solo accertare ciò che è, ma non ciò che dovrebbe essere, ed al di fuori del suo ambito restano necessari i giudizi di valore di ogni genere.
- La scuola dovrebbe avere sempre come suo fine che i giovani ne escano con personalità armoniose, non ridotti a specialisti. Questo, secondo me, è vero in certa misura anche per le scuole tecniche, i cui studenti si dedicheranno a una ben determinata professione. Lo sviluppo dell'attitudine generale a pensare e giudicare indipendentemente, dovrebbe sempre essere al primo posto, e non l'acquisizione di conoscenze specializzate.
- Ma nel dare la colpa ai Russi gli Americani non dovrebbero ignorare il fatto che essi stessi non avrebbero volontariamente rinunciato all'uso della bomba come arma ordinaria nel periodo precedente la realizzazione di un controllo internazionale, o nel caso in cui quest'ultimo non venisse realizzato. In questo modo hanno contribuito ad aumentare negli altri paesi la paura che essi considerino la bomba come un'arma normale del loro arsenale fino a quando gli altri paesi si rifiutino di accettare le loro condizioni circa un controllo internazionale.
- Mantenere un deposito di bombe atomiche senza promettere di non farne uso significa sfruttare il possesso delle bombe per fini politici. Può darsi che gli Stati Uniti sperino in questo modo di spaventare l'Unione Sovietica costringendola ad accettare il controllo internazionale dell'energia atomica. Ma la paura fa soltanto crescere l'antagonismo e aumenta il pericolo di una guerra. Sono del parere che questa politica abbia tolto ogni valore reale alle offerte per un controllo internazionale dell'energia atomica.
- Nella libertà dell'uomo, in senso filosofico, non credo assolutamente. Ciascuno di noi agisce non solo guidato da una compulsione esterna ma anche da una necessità interna. (Come io vedo il mondo)
- Nessuno scopo è, secondo me, così alto da giustificare dei metodi indegni per il suo conseguimento.
- Noi scienziati crediamo che ciò che noi e i nostri simili faremo o non faremo entro i prossimi pochi anni determinerà il destino della nostra civiltà. Consideriamo perciò nostro dovere spiegare infaticabilmente questa verità, aiutare la gente a rendersi conto di tutto ciò che è in giuoco, e lavorare, non per mettere in pace la coscienza, ma per la comprensione e per un accordo finale fra popoli e nazioni che sono su posizioni divergenti.
- Non dico che gli Stati Uniti non dovrebbero costruire e creare dei depositi di bombe atomiche, in quanto io credo che sia giusto agire cosí; io debbo essere in grado di distogliere un'altra nazione dal proposito di condurre un attacco atomico quando anch'essa possieda la bomba. Ma quello di scoraggiare dovrebbe essere l'unico scopo dei depositi di bombe. Allo stesso modo io credo che le Nazioni Unite dovrebbero possedere la bomba atomica una volta che disponessero di un proprio esercito e di proprie armi. Ma anche esse dovrebbero possedere la bomba solo allo scopo di scoraggiare un aggressore oppure delle nazioni ribelli, dallo scatenare un attacco atomico. Esse non dovrebbero usare la bomba atomica di propria iniziativa più di quanto non dovrebbero farlo gli Stati Uniti o una qualsiasi altra potenza.
- Non dobbiamo semplicemente sopportare le differenze fra gli individui e i gruppi, ma anzi accoglierle come le benvenute, considerandole un arricchimento della nostra esistenza. Questa è l'essenza della vera tolleranza, intesa nel suo significato più ampio, senza la quale non si può porre il problema di una vera moralità.
- Non riesco a concepire un vero scienziato senza una fede profonda. La situazione può esprimersi con un'immagine: la scienza senza la religione è zoppa; la religione senza la scienza è cieca.
- Non vedo altro modo di uscire dalle attuali condizioni se non quello di una lungimirante, onesta e coraggiosa politica che si prefigga lo scopo di ristabilire la sicurezza su basi internazionali. Speriamo che si trovino uomini, in numero sufficiente e dotati di forza morale, che guidino la nazione su questo cammino fino a quando le circostanze esterne imporranno ad essa una funzione di guida. Allora, problemi cesseranno di esistere.
- Nulla è stato fatto per allontanare questa nuova guerra, mentre molto è stato fatto per renderla ancora più orribile; cosí non vi è alcuna scusa per ignorare il pericolo. Dico che nulla è stato fatto per allontanare il pericolo, nonostante la proposta avanzata dagli Stati Uniti circa un controllo internazionale dell'energia atomica. Questo paese ha fatto solo una proposta, e a delle condizioni che l'Unione Sovietica è decisa ora a non accettare. Ciò dà la possibilità di imputare ai Russi il mancato accordo.
- Più un uomo è convinto della regolarità e ordine delle cose più si convince che non c'è spazio, in questo ordine regolare, per cause di altra natura. Per lui né le leggi umane né le leggi divine esisteranno come cause indipendenti di eventi naturali.
- Qualsiasi governo è, in certa misura, un male.
- Rifiutandosi di porre al bando la bomba mentre ne possiede il monopolio, questo paese risulta danneggiato anche da un altro punto di vista, in quanto non riesce più a riaffermare pubblicamente quelle norme etiche formalmente accettate prima dell'ultima guerra. Non si dovrebbe dimenticare che la bomba atomica è stata costruita in questo paese come misura preventiva; avrebbe dovuto servire a impedirne l'uso da parte dei tedeschi, se questi l'avessero scoperta. Il bombardamento di centri civili fu iniziato dai Tedeschi e adottato dai Giapponesi. Gli alleati risposero nello stesso modo, e con grande efficacia, a quanto risulta, e furono moralmente giustificati in questo modo di agire. Ma ora, senza alcuna provocazione, e senza la giustificazione di rappresaglie o di ritorsioni, un rifiuto di bandire l'uso della bomba salvo in caso di rappresaglia, sta facendo del suo possesso un fine politico, e ciò è difficilmente perdonabile.
- Se non la si impedisce, è probabile che una nuova guerra porti la distruzione su una scala ritenuta impossibile prima (e anche ora difficilmente concepibile), e che solo poche tracce di civiltà sopravvivrebbero.
- Si è molto vicino al vero quando si dice che è facile dare dei consigli giusti e assennati agli altri, ma è difficile agire in modo giusto e assennato.
- Tutti siamo consapevoli della difficile e minacciosa situazione in cui si trova la società umana, stretta in una sola comunità da un destino comune; tuttavia solo pochi agiscono tenendo presente ciò. La maggior parte della gente continua a vivere la propria vita giorno per giorno: per metà spaventati, per metà indifferenti, se ne stanno a guardare la spettrale tragicommedia che viene rappresentata sulla scena internazionale di fronte agli occhi e alle orecchie del mondo. Ma su questa scena, sulla quale gli attori sostengono, sotto la luce dei riflettori, le parti stabilite, viene deciso il nostro destino di domani, la vita o la morte delle nazioni.
- Vi sono due modi secondo cui la scienza influisce sulla vita dell'uomo. Il primo è familiare a tutti: direttamente ancor più indirettamente la scienza produce strumenti che hanno completamente trasformato l'esistenza umana. Il secondo è per sua natura educativo, agendo sullo spirito. Per quanto possa apparire meno evidente a un esame frettoloso, questa seconda modalità non è meno efficiente della prima.
[modifica] Pensieri di un uomo curioso
- Cento volte al giorno mi viene in mente che la vita interiore ed esteriore dipende dalle fatiche dei contemporanei e da quelle dei loro predecessori; io devo sforzarmi di ricambiare, in ugual misura, ciò che ho ricevuto e ancora ricevo.
- Chi ha cari i valori della cultura non può non essere pacifista.
- Credo nel Dio di Spinoza che si rivela nell'armonia di tutto ciò che esiste, ma non in un Dio che si occupa del destino e delle azioni degli esseri umani. (1929)
- È difficile sapere cosa sia la verità, ma a volte è molto facile riconoscere una falsità.
- Finché ci saranno gli uomini, ci saranno le guerre. (1947)
- Gli oggetti banali ai quali tendono gli sforzi degli uomini – il possesso dei beni, il successo apparente, il lusso, mi sono sempre sembrati disprezzabili.
- Ho sempre amato la solitudine, una caratteristica che tende ad accentuarsi con l'età
- I concetti della fisica sono libere creazioni della mente umana e non sono, comunque possa sembrare, unicamente determinati dal mondo esterno.
- Il matrimonio è il tentativo fallimentare di trasformare un caso in qualcosa di duraturo.
- Il mio pacifismo è un sentimento istintivo, un sentimento che mi abita perché l'omicidio è ripugnante. Non nasce da una teoria intellettualistica, ma da un profondo orrore per ogni forma di odio e di crudeltà.
- Il nazionalismo è una malattia infantile. È il morbillo dell'umanità.
- Il Signore è sottile, ma non malizioso.
- In tal caso mi spiacerebbe proprio per il buon Dio: la teoria è giusta! (1919)[4]
- Io appartengo all'unica razza che conosco, quella umana.[5]
- L'amore porta molta felicità, molto più di quanto struggersi per qualcuno porti dolore.
- L'eterno mistero del mondo è la sua comprensibilità... Il fatto che sia comprensibile è un miracolo.[6]
- La geometria, quando è certa, non dice nulla del mondo reale, e quando dice qualcosa a proposito della nostra esperienza, è incerta. (27 gennaio 1921)
- La morale non ha niente di divino; è una facenda puramente umana.
- La mia religione consiste in una umile ammirazione dello spirito superiore e infinito il quale si rivela nei dettagli minuti che riusciamo a percepire con le nostre menti fragili e deboli. Ecco la mia idea di Dio, la convinzione profondamente emotiva della presenza di una razionalità suprema che si rivela nell'universo incomprensibile.
- La saggezza non è un prodotto dell'istruzione ma del tentativo di acquisirla, che dura tutta la vita.
- La scienza senza la religione è zoppa; la religione senza la scienza è cieca.
- La scuola deve far sì che un giovane ne esca con una personalità armoniosa e non ridotto a uno specialista.
- La vecchiaia ha i suoi momenti belli.
- La vita è come andare in bicicletta: se vuoi stare in equilibrio devi muoverti.
- Leggo spesso la Bibbia, ma il suo testo originale mi è rimasto inaccessibile. (2 settembre 1945)
- Lo scienziato trova la sua ricompensa in ciò che Henri Poincaré chiama la gioia della comprensione, e non nelle possibilità applicative delle sue scoperte. (1932)
- Mi fa orrore quando una bella intelligenza è abbinata a una personalità ripugnante.
- Non cerco di immaginare un Dio; mi basta guardare con stupore e ammirazione la struttura del mondo, per quanto essa si lascia cogliere dai nostri sensi inadeguati.
- Non credo in un Dio personale e non ho mai nascosto questa mia convinzione, anzi l'ho espressa chiaramente. Se c'è in me qualcosa che si può definire sentimento religioso, è proprio quella sconfinata ammirazione per la struttura del mondo nei limiti in cui la scienza ce la può rivelare.
- Non ho particolari talenti, sono soltanto appassionatamente curioso. (da una lettera a Carl Seelig, 11 marzo 1952)
- Non mi preoccupo mai del futuro, arriva sempre abbastanza presto.
- Non preoccuparti delle tue difficoltà in matematica; posso assicurarti che le mie sono ancora maggiori. (dalla lettera alla studentessa liceale Barbara Wilson, 7 gennaio 1943)
- Non so con quali armi si combatterà la Terza guerra mondiale, ma la Quarta sì: con bastoni e pietre. (attribuita)
- Non sono mai stato comunista, ma se lo fossi stato non me ne vergognerei.
- Per perdere la testa, bisogna averne una.
- Più la teoria dei quanti ha successo e più sembra una sciocchezza. (lettera a Heinrich Zangger, 20 maggio 1912)
- Quando rifletto su di me e sui miei metodi intellettuali, mi sembra quasi che il dono della fantasia mi sia servito più della capacità di impadronirmi della conoscenza assoluta.
- Se tornassi giovane e dovessi decidere come guadagnarmi la vita, non cercherei di diventare uno scienziato, uno studioso o un insegnante. Sceglierei piuttosto di fare l'idraulico o lo straccivendolo, nella speranza di trovare un minimo di indipendenza, quel poco che nelle attuali circostanze è ancora possibile.
- Se verrà dimostrato che la mia teoria della relatività è valida, la Germania dirà che sono tedesco e la Francia che sono cittadino del mondo. Se la mia teoria dovesse essere sbagliata, la Francia dirà che sono un tedesco e la Germania che sono un ebreo.
- Soltanto una vita vissuta per gli altri è una vita che vale la pena vivere.
- Una vita che miri principalmente a soddisfare i desideri personali conduce prima o poi a un'amara delusione.
[modifica] Pensieri, idee, opinioni
- A livello di logica pura tutti gli assiomi sono arbitrari, compresi gli assiomi dell'etica. Ma essi non sono affatto arbitrari da un punto di vista psicologico e genetico, […] All'individuazione e alla verifica degli assiomi etici si perviene in modo non dissimile da quello che riguarda gli assiomi della scienza. La verità è ciò che sopporta la verifica dell'esperienza.
- Ci sta a cuore non solo il problema tecnico dell'assicurare e preservare la pace, ma anche l'importante compito dell'istruzione e dell'illuminazione delle menti. […] Senza la libertà che i nostri antenati conquistarono per noi dopo dure lotte, non ci sarebbe stato alcuno Shakespeare, o Goethe, o Newton, o Faraday, o Pasteur o Lister. […] Solo gli uomini liberi possono produrre le invenzioni e le opere intellettuali che a noi moderni rendono la vita degna di essere vissuta.
- Così abbiamo dovuto assistere al licenziamento di degni docenti universitari. […] e all'infausta istituzione del giuramento del docente, ideato per limitare la libertà d'insegnamento. Non mi soffermo sul fatto che la libertà d'insegnamento e di opinione – nei libri o nella stampa – è il fondamento di un sano e naturale sviluppo di qualsiasi popolo. (Lettera aperta all'Assemblea delle Nazioni Unite, 1948)
- Di ciò che è importante nella propria esistenza non ci si rende quasi conto, e certamente questo non dovrebbe interessare il prossimo. Che ne sa un pesce dell'acqua in cui nuota per tutta la vita?
- I crimini di cui gli ebrei sono stati incolpati nel corso della storia – crimini intesi a giustificare le atrocità perpetrate contro di essi – sono mutati in rapida successione […] Le accuse contro di loro, accuse della cui falsità gli istigatori erano ogni volta perfettamente consapevoli, superavano ogni immaginazione, ma hanno influenzato ripetutamente le masse. […] In questo caso, si può parlare di antisemitismo latente.
- L'odio che impazza contro noi ebrei affonda le radici nel fatto che abbiamo sostenuto l'ideale della convivenza armonica, e che gli abbiamo dato espressione con parole e coi fatti tra la maggior parte del nostro popolo.
- La principale fonte dei conflitti odierni tra le sfere della religione e della scienza sta tutta in questa idea di un Dio personale. […] Nella lotta per il bene morale, i maestri della religione debbono avere la capacità di rinunciare alla dottrina d'un Dio personale, vale a dire rinunciare alla fonte della paura e della speranza, che nel passato ha garantito ai preti un potere così ampio.
- Più l'uomo avanza nella sua evoluzione spirituale, più mi appare certo che il sentiero verso una religiosità genuina non passa per la paura della vita e la paura della morte, o per una fede cieca, ma attraverso gli sforzi compiuti in direzione di una conoscenza razionale.
- Nella fase giovanile dell'evoluzione spirituale dell'uomo la fantasia umana creò a propria immagine divinità che supponeva dovessero determinare il mondo fenomenologico. L'idea di Dio nelle religioni insegnate oggi, è una sublimazione di quell'antica concezione degli dèi. Il suo carattere antropomorfico è dimostrato, per esempio, dal fatto che gli uomini si rivolgano all'Essere Divino con preghiere, e ne implorino l'esaudimento dei propri desideri.
- L'individuo è degradato a mero strumento; egli diventa materiale umano. […] Nel nostro tempo, la mentalità militare si è fatta ancora più pericolosa che in passato, perché le armi offensive sono diventate molto più potenti di quelle difensive. Perciò essa conduce di necessità alla guerra preventiva. L'insicurezza generale che ad essa si accompagna porta a sacrificare i diritti civili del cittadino al presunto bene dello Stato.
- La gente comune può seguire i dettagli della ricerca scientifica solo fino a un livello modesto; ma può registrare almeno un grosso e importante guadagno: la fiducia che il pensiero umano è affidabile e la legge della natura è universale.
- Le Nazioni Unite per il momento, e il governo mondiale alla fine, dovrebbero perseguire un unico scopo: la garanzia della sicurezza, della tranquillità e del benessere per tutta l'umanità.
- Noi ebrei dovremmo essere e rimanere portatori e difensori dei valori spirituali. Ma dovremmo anche restare perennemente consapevoli del fatto che questi valori spirituali sono e sono sempre stati il fine comune di tutta l'umanità.
- Tutto è determinato da forze sulle quali non abbiamo alcun controllo. Vale per l'insetto come per gli astri. Esseri umani, vegetali o polvere cosmica, tutti danziamo al ritmo di una musica misteriosa, suonata in lontananza da un pifferaio invisibile.
- Nel tempio della scienza ci sono molte dimore... e diversi davvero sono coloro che le abitano e i motivi che ve li hanno condotti. Molti cercano nella scienza l'esaltante sensazione di superiore capacità intellettuale; la scienza è lo sport da cui trarre un'esperienza vivida e il soddisfacimento delle ambizioni; nel tempio ci saranno anche i molti che hanno immolato i prodotti del loro cervello a fini puramente utilitaristici. Se venisse un angelo del Signore a cacciare tutta la gente che appartiene a queste due categorie, il tempio si svuoterebbe di molti fedeli, ma qualcuno rimarrebbe: uomini sia dell'epoca presente sia di quella passata... Se le categorie che abbiamo appena espulso fossero le sole a popolare quel luogo, il tempio non sarebbe mai esistito, così come non può esistere un bosco fatto di soli rampicanti. Coloro che troveranno favore presso l'angelo [...] sono tipi isolati, poco comunicativi, solitari, in realtà molto meno simili tra loro degli appartenenti alla schiera dei cacciati. Quel che li ha portati al tempio [...] non c'è un'unica risposta per spiegarlo, [...] l'evasione dalla vita quotidiana, dalla sua penosa crudezza, da una disperata monotonia, la fuga dalla schiavitù dei propri desideri. Una natura nobile desidera con tutte le sue forze di sfuggire al suo ambiente affollato e rumoroso per rifugiarsi nel silenzio delle vette più alte, dove l'occhio spazia liberamente nell'aria ancura pura e segue con sguardo amorevole i placidi contorni che paiono costruiti per l'eternità.
[modifica] Citazioni su Albert Einstein
- All'Accademia nazionale delle Scienze di Washington si stava svolgendo una cerimonia in onore di alcune persone insigni. Nessuna di loro era un oratore brillante e i discorsi si susseguivano uno più noioso dell'altro. Io mi sentivo a disagio, ma Einstein si sporse sorridendo verso un olandese che gli sedeva accanto e gli sussurrò qualcosa all'orecchio. L'olandese si voltò da un lato per nascondere una risata. «Che cosa le ha detto Einstein?» gli chiedemmo al termine della cerimonia. «Mi ha detto che aveva scoperto una nuova teoria... quella dell'Eternità.» (Harlow Shapley)
- Alla fine di un pranzo ufficiale organizzato in onore di Einstein, un oratore si alzò per pronunciare un discorso molto elogiativo.
Einstein sussurrò: «E dire che l'uomo di cui si parla non porta i calzini!» (Ronald W. Clark) - Dobbiamo soprattutto ammirare in lui la facilità con cui si adatta a concetti nuovi e sa trarne ogni possibile conclusione. (Henri Poincaré)
- Einstein parlava di Dio così spesso che mi è venuto il sospetto che fosse un teologo clandestino. (Friedrich Dürrenmatt)
- [Sulla critica alla meccanica quantistica] Einstein [...] sbagliò quando disse: «Dio non gioca a dadi». La considerazione dei buchi neri suggerisce infatti non solo che Dio gioca a dadi, ma che a volte ci confonda gettandoli dove non li si può vedere. (Stephen Hawking)
- È vivace, sicuro di sé, piacevole. Di psicologia ne capisce quanto me di fisica, tanto che abbiamo avuto una conversazione molto scherzosa. (Sigmund Freud)
- Il genio di Einstein ci ha condotto ad Hiroshima. (Pablo Picasso)
- Il più grande ebreo vissuto dopo Gesù Cristo. (J. B. S. Haldane)
- In Germania era sorta un'organizzazione che denunciava la teoria della relatività come una manifestazione di un complotto semitico per corrompere il mondo. Nel 1920 l'organizzazione prese in affitto la sala della Filarmonica di Berlino per tenervi una dimostrazione contro Einstein e la sua teoria, e il fisico andò ad assistervi. Preso posto in un palco, aveva l'aria di divertirsi un mondo. Alle asserzioni più assurse degli oratori lo si vedeva ridere di cuore e applaudire con ironia. (Ronald W. Clark)
- La teoria di Einstein è almeno altrettanto poco fondata e altrettanto contraria al buon senso quanto la tradizione cristiana nei riguardi della concezione e della nascita di Cristo. (Simone Weil)
- [Risposta di Bohr all'affermazione di Albert Einstein: Dio non gioca a dadi con l'universo]
Piantala di dire a Dio che cosa fare con i suoi dadi.
- Stop telling God what to do with his dice. (Niels Bohr)
- Un giorno dopo che Einstein si era trasferito nella sua residenza definitiva all'Istituto di studi superiori di Princeton, nel New Jersey, il telefono squillò nell'ufficio del preside. La voce all'altro capo del filo chiese: «Potrei parlare con il professo Eisenhart?» Quando gli fu risposto che mio padre non c'era, la voce continuò: «Forse lei sa dirmi dove abita il professor Einstein.» La segretaria di mio padre rispose di non poterglielo dire perché il professore era molto geloso della sua vita privata. La voce al telefono divenne quasi un sussurro: «Per favore, non lo dica a nessuno, ma il professor Einstein sono io. Sto andando a casa, ma ho dimenticato dove abito.» (Churchill Eisenhart)
- Vede, acclamano lei perché non la capisce nessuno, acclamano me perché mi capiscono tutti. (Charlie Chaplin)
[modifica] Note
- ↑ a b Dalla lettera a Eric Gutkind, 3 gennaio 1954; citato da ANSA, 13 maggio 2008.
- ↑ Critica alla meccanica quantistica.
- ↑ Citato in Andrew Weil e Winifred Rosen, Dal cioccolato alla morfina. Tutto quello che dovete sapere sulle sostanze che alterano la mente, traduzione di Fabio Bernabei, Arcana, Roma, 2007, p. 208.
- ↑ In risposta alla domanda di uno studente su cosa avrebbe detto se la teoria della relatività generale non fosse stata confermata dalle misurazioni astronomiche.
- ↑ Quando nel 1933 sbarcò negli Stati Uniti per trasferirvisi definitivamente, rispose così in un modulo da compilare datogli dai funzionari portuali di New York, che chiedeva a quale razza appartenesse.
- ↑ Parafrasata spesso in «La cosa più incomprensibile dell'universo è che esso sia comprensibile».
[modifica] Bibliografia
- Albert Einstein, Come io vedo il mondo, traduzione e prefazione di Remo Valori, Giachini editore, Milano, 1952.
- Albert Einstein, Pensieri degli anni difficili, traduzione di Luigi Bianchi, Bollati Boringhieri Editore, Torino 1965.
- Albert Einstein, Pensieri di un uomo curioso, a cura di Alice Calaprice, traduzione di Sylvie Coyaud, Mondadori, Milano 1997.
- Albert Einstein, Pensieri, idee, opinioni, traduzione di Lucio Angelini, Newton Compton, Roma, 1996.
- M. de Bartolomeo, V. Magni, Filosofie contemporanee, Atlas. ISBN 978-88-268-0688-4
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