Pulp Fiction

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Pulp Fiction

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Titolo originale Pulp Fiction
Lingua originale inglese
Paese Usa
Anno 1994
Genere drammatico, commedia
Regia Quentin Tarantino
Sceneggiatura Quentin Tarantino, Roger Avary
Produttore Lawrence Bender
Interpreti e personaggi
Note

Pulp Fiction, film del 1994 con John Travolta, regia di Quentin Tarantino.

Frasi[modifica]

TriangleArrow-Right.svg Citazioni in ordine temporale.

  • I giorni in cui dimentico sono finiti, stanno per cominciare i giorni in cui ricordo. (Ringo)
  • Non è neanche lo stesso campo da gioco, cazzo. Ora senti, forse il tuo metodo di massaggi è diverso dal mio ma sai... toccare i piedi di sua moglie e infilare la lingua nel più sacro dei suoi buchi non è lo stesso fottuto campo da gioco, non è lo stesso campionato, e non è nemmeno lo stesso sport. (Jules Winnfield)
  • Mi chiamo Jerda, e non è con le chiacchiere che uscirai da questa merda. (Jules Winnfield)
  • Penso che ti ritroverai, quando tutta questa merdata sarà finita, penso che ti ritroverai ad essere un figlio di puttana sorridente. La faccenda è che in questo momento hai talento, ma per quanto sia doloroso il talento non dura. Il tuo periodo sta per finire. Ora, questa è una merdosissima realtà della vita, ma è una realtà della vita davanti alla quale il tuo culo deve essere realista. Vedi, questa attività è stracolma di stronzi poco realisti che da giovani pensavano che il loro culo sarebbe invecchiato come il vino. Se vuoi dire che diventa aceto, è così; se vuoi dire che migliora con l'età, non è così. E poi, quanti combattimenti credi di poter ancora affrontare? Eh? Due? Non ci sono combattimenti per i vecchi pugili. Eri quasi arrivato ma non ce l'hai mai fatta, e se dovevi farcela ce l'avresti già fatta. Sei dei miei? (Marsellus Wallace)
  • È l'orgoglio che ti blocca il cervello e te lo mette nel culo. Mettiglielo tu nel culo. L'orgoglio fa solo male. Non aiuta, mai! Supera certe cagate. (Marsellus Wallace a Butch Coolidge)
  • Sono un negro? Siamo ad Inglewood? No. Sei a casa mia. I bianchi che sanno la differenza tra roba buona e roba di merda è in questa casa che vengono. Con la mia roba sono prontissimo a sfidare la robaccia di Amsterdam in un giorno qualunque della settimana. (Lance)
  • La coca è bella che morta da... da un pezzo. L'eroina sta rimontando in un modo pazzesco. (Lance)
  • [Dopo aver tirato cocaina nel bagno del locale] Ho detto cazzo che botta, che botta cazzo! Cazzo che botta! (Mia)
  • Quando voi maschiacci vi riunite siete peggio di un circolo di cucito. (Mia)
  • Non odi tutto questo? I silenzi che mettono a disagio... Perché sentiamo la necessità di chiacchierare di puttanate per sentirci più a nostro agio? [...] È solo allora che sai di aver trovato qualcuno davvero speciale: quando puoi chiudere quella cazzo di bocca per un momento e condividere il silenzio in santa pace. (Mia)
  • Se non sbaglio Marcellus, mio marito, il tuo capo, ti ha detto di portarmi a spasso e di fare tutto quello che voglio. E io voglio ballare, voglio vincere e voglio quel trofeo. (Mia)
  • Essere leali è molto importante. Perciò, tu ora vai fuori e dici: "Buonanotte, ho passato una bellissima serata", infili la porta, entri in macchina, vai a casa, ti fai una sega e finisce la storia. (Vincent Vega)
  • Senti, tu l'hai portata qui, perciò gliela fai tu l'iniezione. Quando porterò da te una in overdose le farò l'iniezione! (Lance)
  • È stato meglio di una strippata! (Jody)
  • [Barzelletta] Tre pomodori camminano per la strada. Papà pomodoro, mamma pomodoro e il pomodorino. Il pomodorino cammina con aria svagata e papà pomodoro allora si arrabbia e va da lui, lo schiaccia e dice: «Fai il concentrato!». (Mia)
  • Questo orologio che ho qui fu visto e acquistato dal tuo grande bisnonno durante la Prima Guerra Mondiale. Fu comprato in un negozio di cianfrusaglie a Knoxville, nel Tennessee, prodotto della prima ditta che abbia mai fatto orologi da polso – fino ad allora si portavano solamente orologi da taschino. Sì, è stato comprato dal valoroso patriota Errayn Coolidge il giorno in cui si è imbarcato per Parigi. Il tuo bisnonno aveva questo qua durante la guerra: non se n'è mai staccato fino alla fine dei combattimenti. E dopo aver fatto il suo dovere, tornò a casa dalla tua bisnonna, si tolse l'orologio dal polso, lo mise in un barattolo da caffè ed è lì che è rimasto finché tuo nonno Dane Coolidge non fu chiamato dal suo Paese perché andasse di nuovo a servire la patria. E... era la Seconda Guerra Mondiale questa volta. Il tuo bisnonno ha dato quest'orologio a tuo nonno per buona sorte. Sfortunatamente, a Dane è andata peggio che al suo vecchio padre. Lui era un marine ed è rimasto ucciso con tutti gli altri marines nella battaglia di Wake Island. Tuo nonno stava affrontando la morte: lui lo sapeva. Nessuno di loro poteva illudersi che avrebbe mai lasciato quell'isola da vivo. Così, tre giorni prima che i giapponesi prendessero l'isola, tuo nonno chiese a un artigliere addetto all'aviazione militare, di nome Winacki, un uomo mai visto prima in vita sua, di consegnare al suo figlioletto – da lui mai visto in carne ed ossa, il suo orologio d'oro. Tre giorni dopo tuo nonno rimase ucciso, ma Winacki mantenne la sua parola. Alla fine della guerra, andò a fare visita a tua nonna, per consegnare a tuo padre, bambino, l'orologio d'oro del suo papà: quest'orologio. Tuo padre l'aveva ancora al polso quando è stato abbattuto sopra Hanoi. L'hanno catturato e messo in un campo di prigionia vietnamita. Sapeva che se quelli avessero visto il suo orologio gliel'avrebbero confiscato, eh, portato via. Per come la vedeva tuo padre, quest'orologio era tuo di diritto, che fosse dannato se quei musi gialli mettevano le manacce sui beni di suo figlio. Così l'ha nascosto nel solo posto dove sapeva di poterlo fare: nel sedere, per cinque lunghi anni ha tenuto l'orologio infilato nel sedere. Poi è morto di dissenteria, mi ha dato l'orologio. Ho nascosto questo scomodo pezzo di metallo nel sedere per due anni. Poi, finalmente, sono stato rimandato a casa dalla mia famiglia. Adesso, giovanotto, consegno a te l'orologio. (Capitano Koons)
  • Rivolterò il mondo per trovarlo, e anche se andasse in Indocina uno dei nostri starà nascosto in una ciotola di riso pronto a sparargli nel culo. (Marsellus Wallace)
  • Sai cosa voglio mangiare a colazione? [...] Voglio mangiare un bel piattone di frittelle di mirtillo con tanto sciroppo di acero sopra, uova strapazzate e anche cinque salsicce. [...] E voglio bere un bicchierone di succo d'arancia e una tazza di caffè forte. E poi voglio una gran fetta di crostata. (Fabienne)
  • Fabienne, quell'orologio apparteneva a mio padre: hai idea di quante ne ha passate per farmi avere quell'orologio? Non ho tempo per i dettagli, ma ne ha passate un sacco. Ora, tutte queste stronzate le puoi anche bruciare, ma ti ho espressamente raccomandato di non dimenticarti di quel cazzo di orologio! (Butch)
  • Chi sa, chi sa, la fortuna chi l'avrà, chi sa, chi sa, la fortuna chi l'avrà, chi l'avrà, chi l'avrà, chi sa, uno, due, tre, tocca a te: tocca a te, campione [indicando Marsellus]. (Zed)
  • Due cose. Uno: non raccontare questa storia. Questa cosa resta fra me, te, e il merdoso che presto vivrà il resto della sua stronza breve vita fra agonie e tormenti, il violentatore, qui. Non riguarda nessun altro questo affare. Due: lascia la città stasera, all'istante, e una volta fuori, resta fuori, o ti faccio fuori: a Los Angeles hai perso i tuoi privilegi. (Marsellus Wallace)
  • Dobbiamo togliere la macchina dalla strada, gli sbirri tendono a notare cose tipo guidare una macchina inzuppata di sangue. (Jules Winnfield)
  • Sono fesserie come questa che poi fanno finire la situazione in vacca, amico! (Jules Winnfield)
  • È un tipo isterico?... a che ora è prevista?... m-mh... ripetimi i nomi dei presenti... Jules, nero... m-mh... Vincent, bianco... Jimmy, bianco... Bonnie, nera... m-mh... un corpo senza testa... ci vogliono trenta minuti, ce ne metterò dieci. (Winston Wolf, al telefono con Marcellus, nove minuti e trentasette secondi prima di imboccare la strada davanti la casa di Jimmy)
  • Sono il signor Wolf, risolvo problemi. (Wolf, all'ingresso della casa di Jimmy Dimmick)
  • Be', non è ancora il momento di cominciare a farci i pompini a vicenda. (Winston Wolf a Vincent Vega e Jules Winnfield)
  • Ora Ringo, conterò fino a tre, e quando arrivo a tre voglio che molli subito la pistola, piazzi le mani aperte sul tavolo e metti quel tuo culo a sedere. Ma quando lo fai, lo fai zitto e quieto: sei pronto? (Jules Winnfield)
  • Dunque, esaminiamo la situazione: normalmente le vostre budella si ritroverebbero sparpagliate nel locale, ma per caso mi avete trovato in un periodo di transizione, perciò non voglio uccidervi, voglio aiutarvi... (Jules Winnifield)
  • Ezechiele 25.17: "il cammino dell'uomo timorato è minacciato da ogni parte dalle iniquità degli esseri egoisti e dalla tirannia degli uomini malvagi. Benedetto sia colui che nel nome della carità e della buona volontà conduce i deboli attraverso la valle delle tenebre; perché egli è in verità il pastore di suo fratello e il ricercatore dei figli smarriti. E la mia giustizia calerà sopra di loro con grandissima vendetta e furiosissimo sdegno su coloro che si proveranno ad ammorbare ed infine a distruggere i miei fratelli. E tu saprai che il mio nome è quello del Signore quando farò calare la mia vendetta sopra di te." Ora, sono anni che dico questa cazzata, e se la sentivi significava che eri fatto. Non mi sono mai chiesto cosa volesse dire, pensavo che fosse una stronzata da dire a sangue freddo a un figlio di puttana prima di sparargli. Ma stamattina ho visto una cosa che mi ha fatto riflettere. Vedi, adesso penso, magari vuol dire che tu sei l'uomo malvagio e io sono l'uomo timorato, e il signor 9mm, qui, lui è il pastore che protegge il mio timorato sedere nella valle delle tenebre. O può voler dire che tu sei l'uomo timorato, e io sono il pastore, ed è il mondo ad essere malvagio ed egoista, forse. Questo mi piacerebbe. Ma questa cosa non è la verità. La verità è che TU sei il debole, e io sono la tirannia degli uomini malvagi. Ma ci sto provando, Ringo, ci sto provando, con grande fatica, a diventare il pastore. (Jules Winnfield)[1]

Dialoghi[modifica]

TriangleArrow-Right.svg Citazioni in ordine temporale.

  • Jules: Ti ricordi di Antoine Rockamora? Mezzo nero, mezzo samoano... lo chiamavano Tony Rockyhorror...
    Vincent: Sì, mi pare, quello grasso, no?
    Jules: Ah io non me la sentirei di chiamarlo grasso... ha problemi di peso, poveraccio, che deve fare? È samoano...
    Vincent: Credo di sapere di chi parli, e allora?
    Jules: Be', Marsellus gli ha dato una bella ripassata. In giro corre voce che è successo per colpa della moglie di Marsellus Wallace.
    Vincent: Che cosa ha fatto? Se l'è scopata?
    Jules: No no no no, niente di così grave.
    Vincent: Che cosa allora?
    Jules: Le ha fatto un massaggio ai piedi.
    Vincent: Un massaggio ai piedi...
    Jules: M-mhmmm.
    Vincent: Tutto qui?
    Jules: M-mhmmm.
    Vincent: E allora Marsellus che ha fatto?
    Jules: Ha mandato a casa sua un paio di scagnozzi, l'hanno portato sulla veranda e l'hanno buttato di peso fuori dal balcone. Il negro s'è fatto un volo di quattro piani, di sotto c'era un giardinetto ben curato col tetto di vetro, come quello selle serre. Il negro ci è passato attraverso, e da allora non è capace di esprimersi molto chiaramente.
    Vincent: Cazzo, un vero peccato...
    Jules: M-mhmmm.
    Vincent: Però bisogna ammetterlo: quando uno gioca col fuoco prima o poi si brucia.
    Jules: Che vuoi dire?
    Vincent: Che non si va a fare un massaggio ai piedi alla nuova moglie di Marsellus Wallace!
    Jules: Secondo te non ha esagerato?
    Vincent: Be', Antoine probabilmente non si aspettava che lui reagisse come ha fatto, ma doveva pur aspettarsi una reazione.
    Jules: Ma era un massaggio ai piedi, non era niente, io lo faccio sempre a mia madre!
    Vincent: No, è mettere le mani in modo intimo sulla nuova moglie di Marsellus Wallace! Voglio dire, è così grave come se gliel'avesse leccata no... ma è lo stesso fottuto campo da gioco!
    Jules: Oh, oh, aspetta, fermo lì, leccargliela a una troia e farle un massaggio ai piedi non è esattamente la stessa cosa!
    Vincent: Non lo è, ma è lo stesso campo da gioco!
    Jules: Non è neanche lo stesso campo da gioco, cazzo! Ora, senti, forse l tuo metodo di massaggi è diverso dal mio ma sai... toccare i piedi di sua moglie e infilare la lingua nel più sacro dei suoi buchi non è lo stesso fottuto campo da gioco, non è lo stesso campionato, e non è nemmeno lo stesso sport. Guarda, il massaggio ai piedi non significa un cazzo!
  • Jules: Stai a sentire: solo perché se non farei mai un massaggio ai piedi a un uomo non è giusto che Marsellus scaraventi Antoine in una merdosissima serra incasinandogli il modo di parlare, sono cose che non si fanno! Se un figlio di puttana lo facesse a me o mi paralizza anche il culo o io lo ammazzo, mi sono spiegato?!
    Vincent: Ah, non sto dicendo che è giusto, ma che per te un massaggio ai piedi non significa niente per me invece sì! Guarda, ho fatto a migliaia di donne migliaia di massaggi ai piedi e tutti avevano un significato. Noi facciamo finta di no, ma è così ed è questo che ti intriga mentre li fai. È un fatto sensuale che conta dove nessuno dei due ne parla, ma tu lo sai e lo sa lei. Quello stronzo di Marsellus lo sapeva, e quel coglione di Antoine doveva saperlo ancora meglio. Insomma, quella è sua moglie cazzo, nessun uomo prende con umorismo certe stronzate! Mi sono spiegato?
    Jules: Sì, è un punto di vista interessante.
  • Jules: Di' un po', Marsellus Wallace che aspetto ha?
    Brett: Cosa?
    Jules: Da che paese vieni, eh?
    Brett: Cosa?
    Jules: "Cosa" è un paese che non ho mai sentito nominare. Lì parlano la mia lingua?
    Brett: Cosa?
    Jules: La mia lingua, figlio di puttana, tu la sai parlare?
    Brett: Sì!
    Jules: E allora capisci quello che dico!
    Brett: Sì! Sì! Sì!
    Jules: Descrivimi perciò Marsellus Wallace, che aspetto ha!
    Brett: Cosa?
    Jules: [Gli punta contro la pistola] Di' "cosa" un'altra volta, di' "cosa" un'altra volta!! Ti sfido, due volte, ti sfido, figlio di puttana: di' "cosa" un'altra maledettissima volta!!
    Brett: È nero...
    Jules: Vai avanti!
    Brett: ...è senza capelli...
    Jules: Secondo te sembra una puttana?
    Brett: Cosa?
    [Jules spara alla spalla destra di Brett]
    Jules: Secondo te... lui... ha l'aspetto di una puttana?
    Brett: Nooo!
    Jules: Perché allora hai cercato di fotterlo come una puttana?
    Brett: Non l'ho fatto...
    Jules: Sì tu l'hai fatto... sì, tu l'hai fatto, Brett, hai cercato di fotterlo!
    Brett: No!
    Jules: Ma a Marsellus Wallace non piace farsi fottere da anima viva tranne che dalla signora Wallace.
  • Vincent: A che serve una borchia sulla lingua?
    Jody: È sensuale, aiuta la fellatio.
  • Mia: Era un programma su una squadra di donne agenti-segreto chiamato "Volpi Forza 5". [...] Volpi perché eravamo in gamba, astute e carine, Forza perché eravamo una forza con cui fare i conti. E cinque perché eravamo uno, due, tre, quattro e cinque di numero. C'era una bionda, Sommerset O'Neal: lei era il capo. La volpina giapponese era una maestra di arti marziali, alla ragazza nera toccavano le demolizioni: era un'esperta. La volpina francese aveva una specialità: il sesso.
    Vincent: Qual era la tua specialità?
    Mia: Lame affilate. Il mio personaggio, Raven McCoy, aveva una storia, era... era venuta su cresciuta da artisti del circo. Secondo il copione era la donna più pericolosa del mondo con un coltello...
  • Butch: Prendo la tua Honda. Tornerò prima che tu riesca a dire "crostata di mirtilli".
    Fabienne: Crostata di mirtilli.
    Butch: Forse non così presto, ma abbastanza presto, d'accordo?
  • Butch: Stai bene?
    Marsellus: No, amico. Mai stato così lontano dallo stare bene.
    Butch: E adesso?
    Marsellus: E adesso... ora ti dico adesso cosa: chiamerò qualche scagnozzo strafatto di crack per fare un lavoretto in questo cesso, con un paio di pinze e una buona saldatrice. Hai sentito quello che ho detto, pezzo di merda? Con te non ho finito neanche per il cazzo! Ho una cura medievale per il tuo culo!
    Butch: Dicevo, adesso che sarà tra me e te?
    Marsellus: Ah, in quel senso là. Adesso ti dico che sarà tra me e te. Non c'è niente tra me e te. Non c'è più niente.
    Butch: Pace, allora.
    Marsellus: Pace, allora. Due cose: uno, non raccontare questa storia. Questa cosa resta fra me, te e il merdoso che presto vivrà il resto della sua stronza breve vita fra agonie e tormenti, il violentatore, qui. Non riguarda nessun altro questo affare. Due: lascia la città stasera, all'istante, e una volta fuori, resta fuori, o ti faccio fuori: a Los Angeles hai perso i tuoi privilegi.
  • Fabienne: Ma questa motocicletta di chi è?
    Butch: È un chopper, piccola.
    Fabienne: Sì. Questo chopper di chi è?
    Butch: Di Zed.
    Fabienne: Chi è Zed?
    Butch: Zed è morto piccola... Zed è morto.
  • Vincent: Hai mai visto quel programma sugli sbirri? Una volta lo stavo guardando e c'era uno sbirro che raccontava di una sparatoria in un corridoio con un tizio, va bene? Gli ha svuotato addosso il caricatore e non è successo niente, non l'ha colpito. Capisci? Erano solo lui e quell'altro... insomma, ecco... è pazzesco, ma può capitare!
    Jules: Senti, se vuoi giocare a fare il cieco segui pure il tuo pastore ma per quanto mi riguarda gli occhi mi si sono aperti.
    Vincent: E che cazzo significa?
    Jules: Ho chiuso, questo significa! D'ora in poi puoi considerarmi un uomo in pensione.
    Vincent: Oh, Cristo santo...
    Jules: Non bestemmiare.
    Vincent: Per Dio....
    Jules: Ti ho detto di non bestemmiare!
    Vincent: Ehi, mi spieghi perché stai andando fuori di testa?!
    Jules: Senti, lo dirò a Marsellus oggi stesso. Basta, ho chiuso.
    Vincent: Già che ci sei perché non gli dici anche come mai?!
    Jules: Tranquillo, glielo dirò...
    Vincent: Diecimila dollari che si piscia addosso dalle risate!
    Jules: Non me ne frega un cazzo se lo fa!
  • Jules: Ma porca puttana! Che cazzo stai facendo con questo asciugamani?
    Vincent: Mi stavo asciugando le mani.
    Jules: Be', di solito uno se le lava, prima.
    Vincent: Hai visto che me le sono lavate.
    Jules: Ho visto che te le sei bagnate.
    Vincent: Le stavo lavando, questa schifezza è difficile da togliere, se ci fosse della pietra pomice avrei fatto di meglio.
    Jules: Però io ho usato lo stesso sapone. Quando ho finito l'asciugamani non assomigliava ad un maxi assorbente.
  • Jules: Mmh! Porca puttana Jimmy! Questa qui è roba da leccarsi i baffi! Io e Vincent ci saremmo accontentati di un caffè solubile istantaneo, giusto? E invece lui ci tira fuori questa roba da buongustai. Ma... ma... come la fai questa meraviglia?
    Jimmy: Piantala Jules.
    Jules: Che c'è?
    Jimmy: Non c'è bisogno che tu mi venga a dire che il mio caffè è buono, intesi? Sono io che lo compro e so quanto è buono. Quando è Bonnie a fare la spesa compra delle cagate. Io compro sempre roba costosa, perché quando la bevo voglio gustarla. Ma lo sai che cosa ho in testa in questo momento? Non è il mio caffè nella mia cucina, ma è il vostro negretto disintegrato nel mio garage.
    Jules: Oh Jimmy non devi preoccuparti...
    Jimmy: Nonononono, non dirmi di non preoccuparmi di niente, voglio farti una domanda: quando sei arrivato qui hai visto per caso scritto davanti a casa mia "deposito di negri morti"?
    Jules: Jimmy, lo sai che non è questo...
    Jimmy: Nonono, rispondi: hai visto per caso scritto davanti a casa mia "deposito di negri morti"?
    Jules: No, non l'ho visto.
    Jimmy: E sai perché non l'hai visto?
    Jules: Perché?
    Jimmy: Perché non c'è scritto! Conservare i negri stecchiti non è affatto il mio campo! È questo il motivo!
  • Marsellus: Be', diciamo che torna a casa, cosa pensi che farà? ... Non mi dire "Cazzo, avrà una crisi!", questa non è una risposta. Insomma tu la conosci, io no, una crisi grossa o piccola?
    Jules: Ti conviene valutare l'elemento esplosivo rappresentato da Bonnie e la sua situazione. Voglio dire: se torna a casa dopo una dura nottata di lavoro e trova in cucina dei gangster che fanno cose da gangster, eh, e chi può dire cosa è capace di fare?
    Marsellus: Questo l'ho afferrato, Jules, sto soltanto esaminando i "se".
    Jules: Non voglio sentire nessun cazzo di "se"! La sola cosa che ti deve uscire dal culo è "Non ci sono problemi Jules, penso io a questa puttanata, torna là dentro, rassicura i ragazzi e aspetta la cavalleria che dovrebbe arrivare per direttissima"!
    Marsellus: Non ci sono problemi Jules. Penso io a questa puttanata. Torna là dentro e rassicura i ragazzi. E aspetta Wolf che arriverà per direttissima.
    Jules: Vuoi mandare Wolf?
    Marsellus: Ti senti meglio, figlio di puttana?
    Jules: Sì, grande capo, certo, non dovevi dire altro!
  • Wolf: Voglio farti una domanda Jimmy, se non ti dispiace.
    Jimmy: No no no... fa' pure.
    Wolf: Lo zio Conrad e la zia Ginny erano miliardari?
    Jimmy: No no.
    Wolf: Bene, lo zio Marsellus invece sì.
  • [Jules e Vincent stanno pulendo la macchina come ordinato da Wolf]
    Jules: Ah merda... non ti perdonerò mai per la stronzata che hai fatto, questa roba fa schifo, schifo!
    Vincent: Conosci quella filosofia secondo cui quando un uomo ammette di avere sbagliato gli vengono immediatamente perdonati tutti i suoi errori? L'hai mai sentito dire?
    Jules: Sparisci dalla mia vista con queste cagate; il figlio di puttana che l'ha detto non ha mai dovuto raccogliere pezzettini di cranio per colpa della tua stupidità.
    Vincent: C'è un limite, Jules, c'è un limite preciso alle offese che posso accettare: in questo momento sono una macchina da corsa e tu mi spingi al massimo. Ti sto soltanto dicendo che è pericolosissimo spingere al massimo una macchina da corsa, tutto qua: potrei esplodere!
    Jules: Oh, stai per esplodere?!
    Vincent: Sì, sto per esplodere!
    Jules: E io sono un fungo atomico sterminatore figlio di puttana, figlio di puttana, ogni volta che le mie dita toccano cervelli divento Superfly TNT, divento i Cannoni di Navarone! Infatti, ma... che cazzo ci sto a fare io qui dietro?! Sei tu che devi pensare al cervello! Scambiamoci il posto: io pulisco i finestrini e tu raccogli il cranio di questo stronzo!
  • Wolf: Ragazzi, ora sembrate... cosa ti sembrano, Jimmy?
    Jimmy: Eh... due cazzoni!
    Wolf: Ah! Ah! Ah! Ah!
    Jimmy: Sì, sembrano un paio di cazzoni!
    Jules: "Ah Ah!", sono i tuoi vestiti, stronzo!
  • Wolf: Hai visto signorina? Rispetto! Mi rispettano tutti perché io ho carattere!
    Raquel: Anch'io ho carattere!
    Wolf: No, tu hai un caratteraccio. Non vuol dire che tu abbia carattere.
  • Vincent: Vuoi un po' di pancetta?
    Jules: No grazie, io non mangio maiale.
    Vincent: Perché? Sei ebreo?
    Jules: No, non sono ebreo, non mi va la carne suina, tutto qui.
    Vincent: E perché no?
    Jules: I maiali sono animali schifosi, io non mangio animali schifosi.
    Vincent: Sì, ma la pancetta ha un buon sapore, le braciole hanno un buon sapore...
    Jules: Ehi! Un topo avrà anche il sapore di torta alla zucca ma non lo saprò mai perché non lo mangio quel figlio di puttana. I maiali dormono e grufolano nella merda, perciò sono animali schifosi, e io non lo mangio un animale che si mangia le sue feci.
    Vincent: E il cane allora? Il cane si mangia le sue feci.
    Jules: E perché? Io mangio i cani?
    Vincent: Sì, ma tu consideri il cane un animale schifoso?
    Jules: Non arriverei al punto di definire un cane "schifoso", è sicuramente sporco, ma un cane ha personalità, è la personalità che cambia le cose.
    Vincent: In base a questa logica se un maiale avesse maggiore personalità non sarebbe più un animale schifoso, è così?
    Jules: Be', dovrebbe trattarsi di una maialina super affascinante! Insomma, dovrebbe essere dieci volte più affascinante della Piggy dei Muppets, mi sono spiegato?!
  • Vincent: Voglio chiederti una cosa. Quando hai preso la decisione, quando stavi seduto a mangiare la focaccina?
    Jules: Sì. Stavo seduto a mangiare la focaccina e a bermi il caffè e a ripassare l'accaduto nella mia mente, quando ho avuto quello che gli alcolisti definiscono "il momento di lucidità".
  • Ringo: Nella valigetta?
    Jules: Il bucato sporco del mio capo.
    Ringo: Il tuo capo ti fa lavare il bucato?
    Jules: Quando lo vuole pulito.
    Ringo: Sembra un lavoro di merda.
    Jules: Strano, stavo pensando la stessa cosa.
  • Jules: Voglio che tu guardi in quel sacco, e trovi il mio portafogli.
    Ringo: E qual è?
    Jules: Quello con la scritta "Brutto figlio di puttana".
  • Jules: Eccolo, quello è il mio. Aprilo. Tira fuori i soldi. Contali. Quanti sono?
    Ringo: Circa 1500$
    Jules: Bene, mettiteli in tasca, è roba tua. Con tutti gli altri portafogli e la cassa. Be', sembra abbia avuto successo il colpetto!
    Vincent Vega: Jules se regali 1500$ a quel coglione io gli sparo per principio!

Citazioni su Pulp Fiction[modifica]

  • [Da dove è emerso Pulp Fiction?] Dal mio amore per il filone criminale, i polizieschi, il noir. Volevo però mostrare la quotidiana banalità della violenza, che quel filone ignorava. In genere in quei film vedi uno che spara, quello che muore, taglio sulla scena seguente. In Pulp Fiction restiamo a vedere come i personaggi reagiscono di fronte alle conseguenze dei loro atti. C'è un crescendo di tensione, ma poi non te vai via, rimani lì. (Quentin Tarantino)
  • Per Pulp Fiction presi molto da cose vissute crescendo in un quartiere poco raccomandabile di Los Angeles come la South Bay. Ho visto e ascoltato parlare gente così e li ho mescolati con la mia immaginazione. (Quentin Tarantino)

Note[modifica]

  1. In realtà, anche se Jules Winnfield sostiene di aver memorizzato il passaggio in questione dalla Bibbia, il versetto corretto è Farò su di loro terribili vendette, castighi furiosi, e sapranno che io sono il Signore, quando eseguirò su di loro la vendetta. (Edizione Conferenza Episcopale Italiana, 1971).

Altri progetti[modifica]