Soffocare (romanzo)

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Soffocare (Choke), romanzo di Chuck Palahniuk del 2002.

1leftarrow.pngVoce principale: Chuck Palahniuk.

Incipit[modifica]

Se stai per metterti a leggere, evita.
Tra un paio di pagine vorrai essere da un'altra parte. Perciò lascia perdere. Vattene. Sparisci, finché sei ancora intero.
Salvati.
Ci sarà pure qualcosa di meglio alla tv. Oppure, se proprio hai del tempo da buttare, che so, potresti iscriverti a un corso serale. Diventare un dottore. Così magari riesci a tirare su due soldi. Ti regali una cena fuori. Ti tingi i capelli.
Tanto, ringiovanire non ringiovanisci.
Quello che succede qui all'inizio ti farà incazzare. E poi sarà sempre peggio.
Quello che trovi qui è la stupida storia di un ragazzino stupido.

Citazioni[modifica]

  • Finché non trovi qualcosa per cui lottare ti accontenti di qualcosa contro cui lottare. (cap. II, 2003, p. 24)
  • Poi accende la televisione e si mette a guardare una soap opera, avete presente, no? Gente vera che interpreta gente finta e con problemi inventati, a uso e consumo di gente vera che le guarda per dimenticare problemi veri. (cap. VI, 2003, p. 45)
  • Esiste il contrario del déja vu. Lo chiamano jamais vu. È quando incontri le stesse persone o visiti gli stessi posti in continuazione, ma ogni volta è come fosse la prima. Tutti sono sconosciuti, sempre. Niente risulta mai familiare. (cap. X, 2003, p. 71)
  • È patetico come non siamo capaci di convivere con ciò che non comprendiamo. Come ci limitiamo a negare l'esistenza di ciò che non sappiamo spiegare. (Paige: cap. XIV, 2003, p. 91)
  • Se un giorno gli uomini impareranno a partorire allora sì che si potrà cominciare a parlare di parità fra i sessi. (cap. XVIII, 2003, p. 119)
  • L'irreale è più potente del reale.
    Perché la realtà non arriva mai al grado di perfezione cui può spingersi l'immaginazione. (cap. XXV, 2003, p. 159)
  • Ogni cosa in più che possiedi è solo l'ennesima cosa che un giorno perderai. (Tracy: cap. XL, 2003, p. 247)
  • La verità è che a me non interessa sapere perché faccio sesso con chi capita. Lo faccio e basta perché appena uno trova una buona ragione per farle, le cose perdono il loro fascino. (Tracy: cap. XL, 2003, p. 249)
  • Possiamo passare la vita a farci dire dal mondo cosa siamo. Sani di mente o pazzi. Stinchi di santo o sessodipendenti. Eroi o vittime. A lasciare che la storia ci spieghi se siamo buoni o cattivi.
    A lasciare che sia il passato a decidere il nostro futuro.
    Oppure possiamo scegliere da noi.
    E forse inventare qualcosa di meglio è proprio il nostro compito. (cap. XLIX, 2003, p. 279)
  • Sembrava che quel momento dovesse durare per sempre. Che bisognasse rischiare la vita per ottenere affetto. Che bisognasse arrivare a un pelo dalla morte perché qualcuno si decidesse a salvarti.
  • Una cosa è certa: il peggiore dei pompini sarà sempre meglio, per dire, della più profumata delle rose, del più fantastico dei tramonti. Delle risate dei bambini. Io non credo che leggerò mai una poesia bella quanto uno di quegli orgasmi che ti mandano a fuoco, ti fanno venire i crampi al culo, ti inondano le budella [...] Dipingere un quadro, comporre un'opera, sono tutte cose che fai per riempire il tempo tra una scopata e l'altra.
  • L'arte non nasce mai dalla felicità.
  • Fu allora che nacquero i simboli.
  • Tieni duro, datti da fare e vedrai che andrà tutto bene.
  • Immaginati una persona che cresce tanto stupida da non sapere che la speranza non è che una delle tante fasi che prima o poi si superano. Che davvero ha pensato fosse possibile fare qualcosa, una cosa qualsiasi, che durasse per sempre.
  • La verità è che un figlio di madre single, sposato ci nasce. Non so, è come se finché tua madre non muore tutte le altre donne della tua vita possano essere soltanto delle amanti. Nella versione moderna della storia di Edipo è la madre che uccide il padre e si prende il figlio. E non è che puoi divorziare da tua madre. O ucciderla.
  • Per un sessodipendente le tette, il cazzo, il clitoride o la lingua o il buco del culo sono una pera di eroina sempre lì, sempre pronta all'uso. Nico e io ci amiamo come un tossico ama la sua dose.
  • È il martirio di San Me Stesso.
  • A Denny dico, testuali parole, gli dico: «Le donne non vogliono la parità dei diritti. Hanno molto più potere se vestono i panni delle oppresse. Gli uomini devono essere i nemici che tramano contro di loro. È il pilastro sul quale poggia la loro identità».
  • Leeza, Leeza con le sue tre ore di libera uscita, si aggrappa allo scatolone di carta igienica e tossisce, colpi secchi, e con le mani sento i suoi addominali farsi di marmo a spasmi, gonfiarsi sotto le mie dita. I muscoli del suo pavimento pelvico, i muscoli pubococcigei, i cosidetti muscoli PC, si contraggono, e la morsa che mi risucchia l'uccello è pazzesca.
  • Con entrambe le mani dietro la schiena, tirandosi su la cerniera della gonna, lei dice: «La verità è che a me non interessa sapere perché faccio sesso con chi capita. Lo faccio e basta» dice, «perché appena uno trova una buona ragione per farle, le cose perdono il loro fascino».
  • Alla tv dico al giornalista: «La cosa importante è il percorso. Non il fine».
  • Soffocando, diventi una leggenda sul loro conto che queste persone alimenteranno e ripeteranno fino alla fine dei loro giorni. Crederanno di averti dato la vita. Potresti addirittura essere la buona azione di una vita, il ricordo che in punto di morte giustifica un'intera esistenza.
  • La gente è pronta a fare i salti mortali se solo la fate sentire onnipotente.
  • L'amore è una stronzata. Le emozioni sono una stronzata. Io ho un cuore di pietra. Sono uno stronzo. Sono un pezzo di merda egoista, e ne vado fiero.
  • L'ennesima cosa incompleta in una vita fatta di incompletezze.
  • "Lascia perdere il tessuto fetale. Lascia perdere il risentimento contro le donne forti." Le dico: "Vuoi sapere il vero motivo per cui non ti scopo?" Abbottondandomi le braghe corte le ho detto: "La verità è che forse vorrei solo volerti bene". E con entrambe le mani sulla testa, sistemandosi il cervello nero di capelli, Paige ha detto: "Forse il sesso e l'affetto non si escludono a vicenda". E io ho riso. Con le mani che annodavano il fazzoletto da collo le ho detto: "Sì invece. Sì che si escludono a vicenda."
  • Le leggi che ci permettono di vivere sicuri sono le stesse che ci condannano alla noia. Se non possiamo accedere al caos autentico, non avremo mai autentica pace. Se le cose non hanno la possibilità di peggiorare, non miglioreranno.
  • "L'unica frontiera che ci rimane è il mondo dell'intangibile. Tutto il resto è cucito troppo stretto". Ingabbiato da troppe leggi. Per intangibile la Mamma intendeva Internet, i film, la musica, le storie, l'arte, le voci che corrono, i programmi per computer, tutto ciò che non è reale. Le realtà virtuali. Le simulazioni. La cultura. L'irreale è più potente del reale. Perché la realtà non arriva mai al grado di perfezione cui può spingersi l'immaginazione.
  • Le dipendenze, disse, sono solo uno dei tanti modi per curare lo stesso problema. Le droghe, la bulimia, l'alcol, il sesso, sono strumenti per trovare un po' di pace. Per sfuggire a ciò che conosciamo. A quello che ci insegnano. Al nostro boccone di mela.
  • Io ho bisogno che qualcuno abbia bisogno di me, ecco cosa. Ho bisogno di qualcuno per cui essere indispensabile. Di una persona che si divori tutto il mio tempo libero, il mio ego, la mia attenzione. Qualcuno che dipenda da me. Una dipendenza reciproca. [...] Come una medicina, che può farti bene e male al tempo stesso.
  • Chi dimentica il passato è condannato a riviverlo.[1]
  • È patetico come non siamo capaci di convivere con ciò che non comprendiamo. Come abbiamo bisogno di etichettare e spiegare e dissezionare tutto quanto. Persino le cose inspiegabili per definizione. Persino Dio.
  • Cos'è che Gesù non farebbe?
  • È questo il problema dei musei storici viventi. Tralasciano sempre le parti migliori. Come il tifo. E l'oppio. E le lettere scarlatte. Le messe al bando. I roghi di streghe.
  • Ed è buffo come, quando qualcuno ti salva, la prima cosa che ti viene voglia di fare è salvare qualcuno a tua volta. Salvare gli altri. Tutti quanti.
  • Se uno ti salva la vita poi ti ama per sempre. È come quella antica usanza cinese per cui se qualcuno ti salva la vita sarà responsabile di te per sempre. Come se da quel momento in poi tu fossi suo figlio.
  • L'umiliazione è vera umiliazione soltanto quando si sceglie di soffrire.
  • "Ho passato la vita a definirmi sulla base di ciò contro cui mi battevo."
    "Sí. Io ero contro tutto, ma mi capita sempre più spesso di pensare che non sono mai stata pro niente."
    "Certo, uno può criticare e lamentarsi e giudicare tutto e tutti, ma poi cosa si ritrova?"
    "Lamentarsi non significa creare qualcosa. Ribellarsi non significa ricostruire. Sbeffeggiare le cose non significa cambiarle..."
    "Sì, forse abbiamo fatto a pezzi il mondo, ma adesso non abbiamo idea di come ricostruirlo."
    "La mia generazione ha sempre ridicolizzato tutto quanto, ma il mondo non è migliorato di tanto così. Abbiamo passato tanto di quel tempo a giudicare quello che avevano creato gli altri che, alla fine, di nostro abbiamo creato ben poco. Nella ribellione io mi ci nascondevo. Usavamo la critica come finto strumento di partecipazione. Sembra che abbiamo fatto chissà cosa, ma in realtà non abbiamo combinato prprio niente. Io non ho lasciato niente di buono al mondo."
    "E suo figlio? Dove lo mette, Victor?"
    "Victor? Anche lui avrà le sue vie di fuga. Fare figli è l'oppio dei popoli."
  • ...E non esistendo la possibilità che si verifichi una catastrofe vera, un rischio vero, ci è preclusa ogni possibilità di salvezza vera. Ebbrezza vera. Eccitazione vera. Gioia. Scoperta. Invenzione. Le leggi che ci permettono di vivere sicuri sono le stesse che ci condannano alla noia. Se non possiamo accedere al caos autentico, non avremo mai autentica pace. Se le cose non hanno la possibilità di peggiorare, non migliorano.
  • L'irreale è più potente del reale. Perché la realtà non arriva mai al grado di perfezione cui può spingersi l'immaginazione. Perché soltanto ciò che è intangibile, le idee, i concetti, le convinzioni, le fantasie, dura. Le pietre si sgretolano. Il legno marcisce. La gente, be'... la gente muore. Ma le cose fragili, come un pensiero, un sogno, una leggenda, durano in eterno.
  • E se una persona non la vedi tutti i giorni ti accorgi di come cambia.
  • È patetico come non siamo capaci di convivere con ciò che non comprendiamo. Come abbiamo bisogno di etichettare e spiegare e disserzionare tutto quanto. Persino le cose inspiegabili per definizione. Persino Dio. "Disinnescare" non è la parola esatta, ma è la prima che viene in mente.
  • Chissà, forse per arrivare ai miracoli veri bisogna fare un po' di gavetta.
  • Supponiamo che per fare il figlio di Dio Gesù Cristo si sia dovuto allenare. E se invece Gesù avesse passato la giovinezza a commettere errori? Prima di azzeccare il suo primo miracolo? Com'è che nessun libro dice che i primi tentativi di Gesù sono andati a vuoto? O che non è riuscito a imbroccare un miracolo decente prima dei trent'anni? Se Gesù all'inizio si fosse limitato alle piccole gentilezze di tutti i giorni, come aiutare le vecchiette ad attraversare la strada o dire alla gente che ha lasciato accese le luci della macchina? Vabbe', questo magari no, ma avete capito cosa intendo. Se Gesù ci avesse messo anni per mettere a punto la faccenda dei pani e dei pesci? Insomma, quello che ha fatto con Lazzaro avrà pur richiesto un minimo di preparazione, no? Magari, magari nemmeno Gesù aveva fiducia in se stesso all'inizio. Forse quello dei miracoli è una specie di talento, e bisogna cominciare con cose piccole. Non sto dicendo che Gesù faceva i giochetti con le carte, ma non fare del male alle persone sarebbe già un buon inizio.
  • E dico: "Tu perché lo fai?" E lei dice: "Cosa?" Tutto questo. E Tracy sorride. La gente che lascia le porte aperte non ne può più di parlare del tempo. Non ne può più della sicurezza. È gente che ha ristrutturato troppe case. Gente abbronzata che ha dato un taglio alle sigarette, allo zucchero bianco, al sale, ai grassi e alla carne rossa. Gente che ha visto i propri genitori lavorare e studiare per una vita, e alla fine perdere tutto. Spendere tutto per sopravvivere con un sondino nasogastrico dimenticarsi persino come si fa a masticare e deglutire. "Mio padre faceva il medico" dice Tracy. "Adesso non ricorda nemmeno più come si chiama." Questi uomini e queste donne che lasciano le porte dei bagni aperte sanno che una casa più grande non è la soluzione. Che un compagno più attraente, più soldi e una pelle più liscia non sono la soluzione.
    "Ogni cosa in più che possiedi" dice "è solo l'ennesima cosa che un giorno perderai."
    La soluzione è che non c'è soluzione.
  • Perché la propria fine bisogna progettarsela. Perché una volta oltrepassato un limite, è impossibile fermarsi. E non c'è via di fuga, per chi vive in fuga. Distraendosi. Evitando lo scontro. Aspettando che passi. Masturbandosi. Negando.
  • Per tutta la vita mia madre mi ha trattato più da ostaggio che da figlio. Da cavia per i suoi esperimenti sociologici e politici. Un topolino da laboratorio. Ora lei è mia, e non se la caverà morendo, oppure guarendo. Io voglio soltanto qualcuno da salvare. Voglio una persona che abbia bisogno di me. Che senza di me non possa vivere. Voglio essere un eroe, ma non una volta sola. Voglio essere il salvatore di qualcuno, anche se questo significa mantenerlo invalido.

Cori[modifica]

  • "Parassita" non è la parola esatta, ma è la prima che viene in mente. (p. 38)
  • "Beato" non è la parola esatta, ma è la prima che viene in mente. (p. 40)
  • "Libertà" non è la parola esatta, ma è la prima che viene in mente. (p. 42)
  • "Salvatore" non è la parola esatta, ma è la prima che viene in mente. (p. 44)
  • "Eroe" non è la parola esatta, ma è la prima che viene in mente. (p. 44)
  • "Elemosina" non è la parola esatta, ma è la prima che viene in mente. (p. 54)
  • "Schema Ponzi" non è la parola esatta, ma è la prima che viene in mente. (p. 81)
  • "Maniaco" non è la parola esatta, ma è la prima che viene in mente. (p. 111)
  • "Vendetta" non è la parola esatta, ma è la prima che viene in mente. (p. 119)
  • "Incorreggibile" non è la parola esatta, ma è la prima che viene in mente. (p. 160)
  • "Vandalismo" non è la parola esatta, ma è la prima che viene in mente. (p. 177)
  • "Nausee da gravidanza" non è la parola esatta, ma è la prima che viene in mente. (p. 225)
  • "Disinnescare" non è la parola esatta, ma è la prima che viene in mente. (p. 227)
  • "Vedovo" non è la parola esatta, ma è la prima che viene in mente. (p. 261)

[Chuck Palahniuk, Soffocare, traduzione di Matteo Colombo, Volume 351 di Piccola Biblioteca Oscar, Mondadori, 2003]

Note[modifica]

  1. Cfr. George Santayana: «Quelli che non sanno ricordare il passato sono condannati a ripeterlo».

Bibliografia[modifica]

  • Chuck Palahniuk, Soffocare (Choke, 2001), traduzione di Matteo Colombo, Mondadori, Milano 2002. ISBN 8804496924
  • Chuck Palahniuk, Soffocare (Choke, 2001), traduzione di Matteo Colombo, Oscar Mondadori, Milano, 2003. ISBN 8804524383

Voci correlate[modifica]

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