Ágnes Heller

Da Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà.
Ágnes Heller

Ágnes Heller (1929 – vivente), filosofa ungherese.

Citazioni di Ágnes Heller[modifica]

  • Sessant'anni fa, il 23 ottobre 1956, l'Ungheria intera, compresi moltissimi comunisti, si ribellò unita contro la dittatura. Oggi manca quel coraggio.[1]
  • Orbán parla sempre due linguaggi, uno a uso interno e uno per il resto del mondo: fuori dall'Ungheria loda Angela Merkel, a casa spara a zero contro di lei. E cerca di far dimenticare a tutti che l'Ungheria oggi anti-migranti allora fu un Paese di migranti: dopo l'invasione russa fuggirono a centinaia di migliaia, trovarono solidarietà e salvezza.[1]
  • Io constato semplicemente che la Fidesz, il partito del premier, non solo pensa di essere lo Stato, ma se ne è appropriato, e nonostante la bassa partecipazione elettorale al referendum sulle quote di migranti esulta per un 98 per cento di sì ottenuti, percentuale che ricorda quelle cupe dittature.[1]
  • Le rivoluzioni vincono – se i regimi non perdono guerre – solo quando la voglia di libertà contagia anche il potere.[1]
  • Non basta indicare il Male perché le persone non compiano il male. La razionalità non è sufficiente. Prendiamo un bambino: dirgli di non torturare il gatto non basta, perché il bambino può sempre rispondere "fa male al gatto, non a me". [...] E quindi bisogna trovare un modo perché il bambino senta e non solo sappia che non occorre fare del male. Per citare Pascal, ci sono le ragioni del cuore.[2]

Note[modifica]

  1. a b c d Dall'intervista Andrea Tarquini Agnes Heller: "La mia Ungheria ha perso il coraggio che ebbe 60 anni fa", Repubblica.it, 23 ottobre 2016.
  2. Citato in Włodek Goldkorn, La verità sulla parola fascismo, rep.repubblica.it, 12 dicembre 2017.

Altri progetti[modifica]