2002: la seconda odissea

Da Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà.
(Reindirizzamento da 2002, la seconda odissea)
Jump to navigation Jump to search

2002: la seconda odissea

Immagine Lautlos im Weltraum Logo.png.
Titolo originale

Silent Running

Lingua originale inglese
Paese Stati Uniti d'America
Anno 1972
Genere fantascienza, drammatico
Regia Douglas Trumbull
Sceneggiatura Deric Washburn, Michael Cimino, Steven Bochco
Produttore Douglas Trumbull
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Doppiaggio originale

Ridoppiaggio

Note
  • Le canzoni del film sono cantate da Joan Baez

2002: la seconda odissea, film statunitense del 1972 con Bruce Dern, regia di Douglas Trumbull.

Le citazioni sono tratte dal doppiaggio italiano originale.

Incipit[modifica]

Nell'anno 2002 dell'era moderna, un gigantesco monolito nero, sospeso in orbita tra Giove e Saturno, aveva indicato all'uomo la via delle stelle, la strada che in breve lo aveva condotto a un progresso tecnologico di migliaia di anni in pochi secondi. Uomini e donne a bordo di astronavi avevano iniziato la conquista e la colonizzazione dei pianeti del sistema solare. Quasi simultanea fu la scoperta della super-energia, per mezzo della quale era possibile lanciare nello spazio vere e proprie gigantesche isole artificiali del cosmo. Queste gigantesche isole del cosmo vennero inizialmente adibite ad uno scopo particolare: preservare in vita gli ultimi esemplari di quella flora e fauna che sulla Terra si erano ormai irrimediabilmente estinte. Il nostro pianeta infatti non era diventato altro che un'unica immensa sterminata città di dodicimila chilometri di diametro e di oltre cento miliardi di abitanti. Pertanto le ultime piante, le ultime foreste, gli ultimi animali erano stati trapiantati in un fantastico giardino dell'eden cosmico, sospeso a centinaia di milioni di chilometri dal sole, all'interno di enormi cupole di cristallo sospinte da immense astronavi. Qui, pochi uomini scelti e capaci badavano a preservare queste piante e questi animali che per loro ormai non avevano più né senso né significato. Un lavoro duro e noioso, lontani per mesi e mesi da casa. Inevitabilmente, questo fatto un giorno finì per provocare la crisi. (Narratore)

Dialoghi[modifica]

  • Freeman Lowell: Ma davvero non ti rendi conto di dove sta andando a finire l'umanità? Sulla Terra ormai, in qualunque continente, la temperatura è stata livellata a ventitré gradi. C'è una sola città, immensa e piena di miliardi di persone, tutte uguali, identiche le une alle altre, senza idee e personalità.
    Andy Wolf: Se la Terra non ti va, perché non te ne rimani qui?
    Freeman Lowell: Perché siamo ancora in tempo per rimediare.
    John Keenan: Ah, ma rimediare a cosa? Non ci sono più malattie, nessuno è più povero, c'è lavoro per tutti...
    Freeman Lowell: Ma certo, certo! Ogni volta che facciamo questo discorso, tu mi dici sempre le stesse cose, le tue solite tre risposte, sempre uguali! Ma certo, c'è lavoro per tutti, ma ti sembra abbastanza?! Non lo sai quello che stiamo perdendo per sempre? Non ci sono più bellezze naturali, e non c'è neanche un filo di fantasia, né uno scopo, né una meta nella vita, e lo sapete perché? Per un solo motivo, un solo motivo di cui voi tre stessi qui dentro siete la dimostrazione lampante ed evidente, e cioè che ormai la gente è indifferente! Guardate lì, su quella parete, guardate la faccia di quella bambina nella foto, guardatela, è una magnifica bambina. Ma vi rendete conto di quello che le fate perdere? La vostra inerzia non le farà mai conoscere il semplice significato di una parola come "foglia", perché non esisterà più nemmeno un albero per colpa di gente come voi.

Explicit[modifica]

L'ultima foresta adesso vola da sola nello spazio, affidata alla nostra amica. È come un messaggio in una bottiglia, in balìa delle acque del mare, ma noi due non sapremo mai se qualcuno lo troverà, per ridare un giorno alla Terra le sue grandi, verdi colline. (Freeman Lowell) [ultime parole]

Citazioni su 2002: la seconda odissea[modifica]

  • Diretto dal realizzatore degli effetti speciali di 2001: odissea nello spazio, esordiente nella regia, (sceneggiato, tra gli altri, da Michael Cimino), è, pur con ingenuità e pesantezze didattiche, un buon esempio di cinema fantaecologico e apocalittico. Quasi un monologo per Dern, aiutato nel suo lavoro da simpatici robot. Bella colonna musicale di Peter Schickele. (Il Morandini)
  • Esordio nella regia del premio Oscar per gli effetti speciali di 2001, che risponde al pessimismo di Kubrick con una dichiarazione di ottimismo ecologico. Uno dei pochi film (con il molto posteriore Alien) dove il peso degli effetti speciali non soffoca la dimensione umana del racconto. Anzi, Trumbull arriva a «umanizzare» i simpatici robot che aiutano Dern (bravissimo) nella sua opera. Poetico e affascinante. (Il Mereghetti)

Voci correlate[modifica]

Altri progetti[modifica]