2046

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2046

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Titolo originale 2046
Paese Francia, Hong Kong
Anno 2004
Genere drammatico
Regia Wong Kar-Wai
Sceneggiatura Wong Kar-Wai
Attori
Note

2046, film del 2004 con Tony Leung, Zhang Ziyi e Gong Li, regia di Wong Kar-Wai.

Frasi[modifica]

TriangleArrow-Right.svg Citazioni in ordine temporale.

  • Nel 2046 corre una rete che collega ogni punto della terra. E c'è un treno misterioso che parte regolarmente verso il 2046. Tutti quelli che vanno al 2046, hanno un solo pensiero in mente: ritrovare i ricordi perduti. Perché si dice che niente cambia mai nel 2046. Ma nessuno sa se quel punto esiste veramente, perché nessuno è mai tornato. (Chow)
  • Lasciare il 2046 non è una impresa facile. Per uno che ci riesce, altri mille ci provano all'infinito. Da quanto sono su questo treno? Non lo so, non lo so. Non me lo ricordo più. Comincio a sentire il peso della solitudine. (Tak)
  • Quando mi chiedono perché ho lasciato il 2046 resto nel vago. Non do mai la stessa risposta. (Tak)
  • Un tempo, quando uno aveva un segreto da nascondere, andava in un bosco. Faceva un buco in un tronco e sussurrava lì il suo segreto. Poi richiudeva il buco con del fango, così il segreto sarebbe rimasto sigillato per l'eternità. (Tak)
  • Ho amato una donna ma lei mi ha lasciato. Speravo fosse nel 2046. E quindi sono andato a cercarla lì. Ma non c'era. Da allora non riesco a smettere di chiedermi se mi abbia mai amato. La risposta è un segreto che nessuno conoscerà mai. (Chow)
  • I ricordi sono sempre bagnati di lacrime. (Chow)
  • Mi abituai presto a questa vita. Divenni un seduttore, il re delle avventure di una notte. Imparai ad apprezzare il valore delle cose effimere. (Chow)
  • Chiudendo la porta vidi il numero dell'appartamento, se quella sera non avessi incontrato Lulu non avrei mai scritto 2046. (Chow)
  • Il 22 maggio del '67 fu decretato il coprifuoco, alcuni attentati avevano seminato il panico e mandato in crisi l'economia. Non uscivo più di casa, non che avessi messo la testa a posto, stavo semplicemente scrivendo un romanzo, l'avevo intitolato 2046, raccontava di uomini e donne che rischiavano tutto pur di arrivarci... Era pieno di erotismo ma senza essere volgare. Il romanzo ebbe successo. Qualcuno si meravigliò che scrivessi di fantascienza, ma per me 2046 era solo il numero di un appartamento. Era solo una storia ma l'avevo intessuta delle mie esperienze e delle mie fantasie. (Chow)
  • Le pagine erano popolate dalle persone che avevo incontrato nella mia vita. Ero ormai parte dell'universo che avevo creato. (Chow)
  • Al mondo non c'è niente come il sugo di serpente! (Chow)
  • Ti supplico, vediamoci un'ultima volta. Se credi ancora che non siamo fatti l'uno per l'altra, voglio che me lo dici guardandomi negli occhi. Sei anni fa il tuo sguardo mi ha attraversato il cuore e me lo ha infiammato, credimi sta ancora bruciando e non esiste nulla che possa spegnerlo. E tu, che sentimenti provi per me? Sono ancora vividi? Come i colori dell'arcobaleno dopo la pioggia o quell'arcobaleno ha ormai perso il suo splendore e si sta dissolvendo? Ti prego rispondimi. (Ragazzo di Jing-Wen, da una lettera a Jing-Wen)
  • E così mi ritrovai un'assistente. Quando serviva scriveva al mio posto. Pur essendo una ragazza se la cavava bene anche nelle scene erotiche. Eravamo in totale sintonia. Quella fu l'estate più bella della mia vita. E anche la più breve. (Chow) [Riferendosi a Jing-Wen]
  • La incoraggiavo ad affrontare suo padre, ma non ne aveva la forza. Voleva essere indipendente, così le trovai un lavoretto in un locale di amici. Per non irritare il padre gli diceva che usciva con me. E io, ogni tanto, sentivo l'impulso di andarla a prendere. (Chow) [Riferendosi a Jing-Wen]
  • I sentimenti ci prendono alla sprovvista? Ma lei se ne rendeva conto? Parlando, mi chiese, se al mondo esisteva qualcosa di immutabile. Avevo capito quello che intendeva, così le promisi di scrivere un romanzo sui sentimenti, in cui avrei cercato si spiegare ciò che provava il suo fidanzato. Per gioco lo intitolammo 2047, ma la storia mi prese e molto presto lui divenne un'ombra, la mia. (Chow) [Riferendosi a Jing-Wen]
  • Quella sera mi sentivo come Babbo Natale. La portai al giornale per farla telefonare al suo fidanzato in Giappone. Ero felice di vederla così felice. Nel mio romanzo le zone ventiquattro e venticinque barra dodici, significavano la Vigilia e il giorno di Natale. Il ventiquattro dicembre si ha bisogno di più calore. Quella sera non avevo avuto quel che volevo. Forse fu meglio così! (Chow) [Riferendosi a Jing-Wen]
  • Nella vita il vero amore si può mancare, se lo si incontra troppo presto o troppo tardi. In un'altra epoca, in un altro luogo, la nostra storia sarebbe stata diversa. (Chow) [Riferendosi a Jing-Wen]
  • Anch'io avrei preferito un lieto fine, ma non sapevo come scriverlo. Qualche anno fa ce l'avevo un bel finale tra le mani, ma me lo sono lasciato scappare. (Chow)
  • Finché non si rinuncia si può sempre sperare. (Chow)
  • Come la peonia si tende verso il cielo, lei si alza e si allontana senza dare risposta. (Cartello)
  • Quello che le avevo detto, in realtà lo avevo detto a me stesso. Non si può sovrapporre un amore a un altro. Avevo cercato in lei la prima Su Li-Zhen, senza accorgermene, ma lei lo aveva capito. (Chow)
  • Non si voltò ed ebbe l'impressione di salire su un treno senza fine, lanciato in una notte insondabile, verso un futuro nebbioso e incerto. (Narratore)

Dialoghi[modifica]

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  • La vedova nera: Avevi promesso di non tornare più.
    Chow: Volevo vederti.
    La vedova nera: E perché?
    Chow: Me ne vado, non c'è futuro qui. Torno a Hong Kong, magari lì andrà meglio.
    La vedova nera: E quando parti?
    Chow: Ho la nave dopodomani.
    La vedova nera: Vuoi che ti faccia gli auguri?
    Chow: Voglio che partiamo insieme.
    La vedova nera: Non sai nulla di me.
    Chow: E allora non ti chiederò mai niente.
  • Ragazzo di Jing-Wen: Io devo conoscere quali sono per me tuoi sentimenti... se il tuo cuore mi ama oppure no. Ma ho anche paura di sentire risposta. Non riesco a stare senza. Vieni con me ora.
    [Jing-Wen guarda a terra e non risponde]
    Ragazzo di Jing-Wen: Addio! [Se ne va sbattendo la porta]
  • Bai: Senta...
    Chow: Mi dica.
    Bai: È un suo amico questo qui?
    Chow: Hai infastidito la signorina?
    Ping: Mi avevi detto che ci avresti parlato. Ti ho dato i soldi in anticipo.
    Chow: Non era questo l'appartamento.
    Ping: No, era questo.
    Chow: Hai capito male. Parlavo di un'altra ragazza.
    Ping: No, era lei che ho visto.
    Chow: Ora chiedi scusa alla signorina e andiamo.
    Ping: Ho pagato e la voglio, la voglio!
    Chow: Lo scusi, signorina. È un vero cafone. Avevo detto quello a sinistra. Ma che figure mi fai fare?
    Ping: Ehi, non mi spingere!... Era quello l'appartamento. L'ho vista benissimo.
    Chow: Va a farti una doccia fredda, va!
  • [Chow bussa alla porta di Bai] Bai: Avanti. Ancora lei?
    Chow: Volevo solo chiederle scusa... per l'equivoco di ieri.
    Bai: Bene, e ora... giri i tacchi.
    Chow: Il mio amico è un idiota, ma è anche il mio editore. Ed è dura... cavargli fuori i soldi. Così, gli ho fatto questo scherzetto... Una piccola vendetta.
    Bai: Ma non è stato gentile da parte sua usarmi così.
    Chow: Mi serviva la più bella.
    Bai: Davvero? Che dongiovanni.
    Chow: È solo una constatazione. E per farmi perdonare mi sono... permesso un pensiero. [Un pacco-regalo] Lo accetti.
    Bai: Non lo voglio.
    Chow: Perché fa così? Non sia arrabbiata con me, eh? Su, lo prenda.
    Bai: Ho detto di no.
    Chow: Mi faccia contento.
    Bai: No. Mi lasci.
    Chow: La prego. Lo prenda.
    Bai: Mi lasci stare.
    Chow: Che cosa le costa?
    [Bai da uno schiaffo a Chow] Bai: La smetta con i giochetti! Non voglio niente da lei. Fuori di qui!
    Chow: Ha tutte le ragioni a essere risentita. E se può farla star meglio... me ne dia un altro.
    Bai: Se me ne dà una ragione... vedrò di accontentarla. [Chow cerca di baciarla] Lei è disgustoso.
    Chow: Non sia così severa.
    Bai: Oh, è il contrario. Non l'ho schiaffeggiata per eccesso di gentilezza. Ma non ne approfitti. Per stavolta... non voglio infierire. Ma alla prossima... non sarò così buona.
    Chow: Le garantisco che non accadrà. La guancia mi brucia ancora. E ora lo accetti.
    Bai: Non insista.
    Chow: Non mi faccia andar via così. Guardi almeno se le piace. Può sempre buttarlo, anche se... le ho scelte apposta per lei. Su... Lo prenda, coraggio. [Bai accetta a stento il pacco-regalo] Buon riposo.
  • Chow: E com'è, già a dormire? Non va a far baldoria col suo fidanzato?
    Bai: Non ho un fidanzato.
    Chow: Allora la invito a cena.
    Bai: Non perde tempo, eh? Ha tante amiche intorno, scelga la sua preferita, la chiami, ci esca insieme.
    Chow: È una scelta difficile, scontenterei le altre, così ho deciso di non vederne nessuna. Suvvia non c'è ragione di starsene lì da soli.
    Bai: Non sono dell'umore giusto stasera. Mi potrei ubriacare e prenderla a schiaffi un'altra volta.
    Chow: Amo rischiare, e comunque se vuole farlo lo consideri il mio regalo di natale. Su venga, non faccia i capricci.
    Bai: Cammino da sola.
  • Bai: Divertente il veglione.
    Chow: Ti va di bere una cosa?
    Bai: Ti piace così tanto?
    Chow: Bevo, dormo e dimentico tutto. Semplice.
    Bai: Le tue amiche non te ne vorranno, per averle trascurate.
    Chow: Non ci scommetterei, non sono l'unico ma a me sta bene così. Ognuno ha la sua vita.
    Bai: Io non ti capisco. Che gusto c'è a cambiare sempre letto? Non ti sembra di buttare il tempo? Di girare a vuoto?
    Chow: Punti di vista, e poi il tempo è tutto quello che ho, dovrò pure farci qualcosa?
    Bai: Ti serviamo solo a questo?
    Chow: Be', ora esageri. Sono un passatempo anch'io.
    Bai: Quindi questa sera chi di noi due ha usato l'altro?
    Chow: Diciamo che fino a mezzanotte ti ho usato io e poi è toccato a te.
    Bai: Che buffonata!
    Chow: Perché reagisci così? Non ti ho toccata e non ho intenzione di farlo, non mi mancano certo le donne. Credevo fossimo compagni di sventura.
    Bai: Non ci proverai?
    Chow: Sarà difficile ma resisterò.
    Bai: D'accordo, siamo amici.
    Chow: Dove andiamo?
    Bai: Ti porto io.
  • Bai: Ehi, perché ti sei rivestito?
    Chow: Torno di là, sono a pezzetti. Sono quasi a secco. Questi qui mi servono, ti posso dare... ecco sono duecento.
    Bai: Tienteli, io non prendo soldi!
    Chow: No ma che hai capito? Sono per il vestito, te l'ho strappato tutto. Su prendili.
    Bai: Che cos'è? Hai paura che mi attacchi troppo? D'accordo ne prendo solo dieci, è un'offerta speciale e ogni volta che tornerai il prezzo sarà questo.
  • Bai: Vieni?
    [Dopo un bacio appassionato]
    Chow: No, stasera no.
    Bai: Non hai mangiato abbastanza serpente?
    Chow: Mai fare il passo più lungo della gamba. Siamo alla fine del mese e non ho più un dollaro in tasca.
    Bai: Non fa niente, ti faccio credito.
    Chow: No, odio avere i debiti.
  • Chow: Pensavo di essere io quello insaziabile, ma tu mi batti. Stavolta paghi tu!
    Bai: Be', non ti vedevo da almeno un secolo.
    Chow: Ho avuto molto da fare.
    Bai: Sei un bugiardo. Non pensare di cavartela così.
    Chow: Io non mento mai.
    Bai: Chi era la ragazza dell'altra sera?
    Chow: Quale ragazza?
    Bai: Non fare il furbo con me. L'ho vista uscire di qui l'altro ieri. Dai, chi era?
    Chow: Una vecchia amica.
    Bai: A si eh? E che ci faceva qui da te a quell'ora?
    Chow: La cosa non ti riguarda. E ora torna di là, devo lavorare.
    Bai: Neanche per sogno. Stanotte dormo qui.
    Chow: Ti costerà caro tutta la notte.
    Bai: Be', ci sto. Ti darò tutto quello che vuoi. Ti voglio affittare in totale esclusiva.
    Chow: Passi l'affitto ma niente esclusiva.
    Bai: E perché?
    Chow: Non fa per me.
    Bai: Non posso essere l'eccezione?
    Chow: Negativo.
    Bai: Fai così con tutte quante?
    Chow: Tutte tranne una.
    Bai: E chi è?
    Chow: Mia madre.
    Bai: Non mi prendere in giro! Non mi importa se ha altre donne, solo non trattarmi come loro. E non mi importa se non mi ami, tanto io ti amo lo stesso. Non porterò più nessun altro da me, e vorrei che tu facessi altrettanto. Me lo prometti?
    Chow: Niente da fare.
    Bai: Ho capito. Allora è finita! Non ti verrò a cercare, ma non farlo neanche tu! Ecco i dieci dollari, oggi sei tu la puttana!
    [Afferrandola per un braccio per avvicinarla a sé] Chow: Grazie di tutto, e se volessi tornare, stessa tariffa, ma prenota prima.
  • Chow: Hai fatto chiasso stanotte?
    Bai: Ah, l'hai notato. Tu ti porti le donne ed io i maschietti. Vediamo chi si stanca prima.
  • Jing-Wen: Perché scrive romanzi osceni?
    Chow: Per mangiare.
    Jing-Wen: Non ha paura che la prendano per un pervertito?
    Chow: Che importa è la verità.
    Jing-Wen: Perché non cambia genere?
    Chow: E chi mi leggerebbe?
    Jing-Wen: Scriva romanzi di avventura, quelli piacciono a tutti.
    Chow: Troppo difficile. Anni fa ho tentato insieme ad un altro, ci chiudemmo in una stanza per mesi. Un vero supplizio, ma anche un esperienza.
    Jing-Wen: Anche a me piace scrivere.
    Chow: È un mestiere che non rende, non perda tempo.
    Jing-Wen: Ma io scrivo per piacere non per mangiare. Le interessa?
    Chow: Sì.
  • Jing-Wen: Le ho portato qualcosa, per farsi un'idea.
    Chow: Qualcosa? Ci vorrà un anno.
    Jing-Wen: Mi dica che ne pensa. E me li restituisca.
    Chow: Stia tranquilla.
  • Jing-Wen: Ha letto i miei racconti?
    Chow: Qualcosa.
    Jing-Wen: E allora?
    Chow: Smetta di scrivere!
    Jing-Wen: Perché?
    Chow: Ha troppo talento, resterei disoccupato.
  • Capitano del treno: All'inizio ci si annoia un po', ma poi ci si abitua. Può scegliersi la sua assistente di bordo che soddisferà tutti i suoi bisogni. Sono davvero di ottima compagnia, ma stia attento a non innamorarsene. Io lo so come vanno queste cose, mi dia retta, faccia bene attenzione. Mai innamorarsi di un androide.
    Tak: Di un androide, ma come le viene in mente?
    Capitano del treno: Eheheh, lei scherza col fuoco. Io lo so bene come vanno queste cose. Con l'amore capita sempre così. Ahahah, arriva senza preavviso! Ahahah.
  • Jing-Wen: Per venire al veglione con te, lo sai quante mance mi sono persa?
    Chow: Mi viene il terrore all'idea di passare le feste da solo. Ho bisogno di compagnia.
    Jing-Wen: Una qualsiasi?
    Chow: Il tuo amichetto non ti scrive più?
    Jing-Wen: Gli ho detto di smetterla. Perdeva solo tempo. Non c'era futuro.
    Chow: Che vuol dire? Se vuoi un futuro devi andarlo a cercare.
    Jing-Wen: E papà dove lo metti? Se fossi il mio amichetto, che ti andrebbe di fare stasera?
    Chow: Chiedilo a lui? Non hai il suo numero?
  • Chow: Non bere così. L'alcol non è un amico.
    Bai: Stai tranquillo, ne ho conosciuti di peggiori.
  • La vedova nera: Di tutti gli uomini che ho conosciuto, sei quello che mi è più caro. So già che mi mancherai.
    Chow: Voglio che vieni con me.
    La vedova nera: Avevi promesso di non chiedermelo. Dai, vieni qui, non ci vedremo chissà per quanto.
    [Chow la bacia appassionatamente]
    Chow: Non piangere mai e se un giorno sfuggirai al passato, vienimi a cercare.
  • Chow: Stai cercando di farmi ubriacare?
    Bai: Non ci riuscirei mai. Quindi beviamo fino a placare la sete e se avanza qualcosa la terrai in ricordo.
  • Bai: Non vuoi entrare un attimo?
    Chow: No, devi dormire. Domani hai il volo presto. Ci salutiamo all'aeroporto.
    Bai: Meglio di no. Soffrirei troppo.
    Chow: Allora buona fortuna.
    Bai: Perché non si può tornare indietro? Non te ne andare, resta con me stanotte. Ti affitto.
    Chow: Già, ti ricordi? Ma mi chiedi una cosa che non posso fare. Ci ho provato ma ho capito, la verità è che non si torna indietro.

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