Alejandro Jodorowsky

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Alejandro Jodorowsky

Alejandro Jodorowsky Prullansky (1929 – vivente), regista, scrittore, drammaturgo, sceneggiatore teatrale e autore di fumetti cileno.

Citazioni[modifica]

  • Tocopilla è il nome del mio paese natale. In lingua quechua Toco significa "doppio quadrato sacro" e Pilla "diavolo". Qui il diavolo non è l'incarnazione del male ma un essere della dimensione sotterranea che si affaccia da una finestra fatta di spirito e materia, il corpo, per osservare il mondo e apportarvi la propria conoscenza. Mio padre e mia madre, bloccati in negozio dalle otto di mattina alle dieci di sera, confidando nelle mie capacità letterarie lasciavano che mi educassi da solo. E quando si accorgevano che non ero in grado di fare qualcosa, chiamavano in causa il Rebe (il nonno, ndr). Usavo il Rebe come giocattolo, gli prestavo la mia voce, immaginavo i suoi consigli, lasciavo che guidasse le mie azioni. In seguito, perfezionando la mia fantasia, iniziai ad allargare le mie conversazioni animate. Davo la voce alle nuvole, al mare, agli scogli. Potevo parlare con tutto e ogni cosa sapeva che cosa dirmi. (da XL, magazine mensile de la Repubblica, febbraio 2006)
  • [A proposito di Dune] All'inizio ne ho molto sofferto perché pensavo di essere io l'unico in grado di realizzarlo. Sono andato a vedere il film con molta sofferenza, pensavo che sarei morto, ma quando ho visto il film mi è tornata l'allegria, perché il film è una merda. (Intervista a cura di M. de Feo G. Giacobini, Alias supplemento de il manifesto, 4 luglio 1998)

Psicomagia. Una terapia panica. Conversazioni con Gilles Farcet[modifica]

Incipit[modifica]

Quando, al termine di molte serate trascorse nella sua biblioteca a parlare di psicomagia, ho chiesto al Alejandro Jodorowsky se c'era un atto psicomagico che avrebbe voluto raccomandarmi, mi ha risposto che il mero fatto di scrivere questo libro in sua compagnia era già sufficiente. E perché no? A dir la verità, Alejandro è già di per sé un atto psicomagico ambulante, un personaggio eminentemente "pànico", le cui caratteristiche sgretolano l'ordine del nostro universo, in apparenza così prevedibile.

Citazioni[modifica]

  • Jodo si sottrae regolarmente a qualsiasi programma, scadenza o norma temporale vigenti nella vita degli esseri umani. (dalla Prefazione di Gilles Farcet)
  • Posso affermare che la mia vita è in sintonia con i sogni più fantastici.
  • In generale, i comportamenti umani sono motivati da forze inconsce, qualunque siano le spiegazioni razionali che attribuiamo loro in seguito.
  • Il mero fatto di ricordare un sogno equivale a organizzarlo.
  • Posto che sogniamo la nostra vita, dobbiamo interpretarla e scoprire ciò che sta tentando di dirci [...].
  • La gente desidera smettere di soffrire, è vero, ma non è disposta a pagarne il prezzo, a cambiare, a cessare di definirsi in funzione delle sue adorate sofferenze.
  • Esiste qualcosa di più enigmatico e irrazionale dei piccoli problemi di ciascuno?
  • Le nostre difficoltà quotidiane celano abissi, non sono altro che la punta di un enorme iceberg...
  • L'immaginazione attiva è la chiave di una visione più ampia, permette di mettere a fuoco la vita dai punti di vista che non sono i nostri, pensare e sentire partendo da prospettive diverse.

Explicit[modifica]

Questa è la vera libertà: essere capaci di uscire da se stessi, attraverso i limiti del piccolo mondo individuale per aprirsi all'universo. Mi piacerebbe che i lettori del nostro libro ammettessero, perlomeno, l'idea del potere terapeutico dell'immaginazione, della quale la psicomagia in fin dei conti, non è altro che una modesta applicazione.

Quando Teresa si arrabbiò con Dio[modifica]

Incipit[modifica]

Nel 1903 mia nonna Teresa, madre di mio padre, si arrabbiò con Dio e anche con tutti gli ebrei di Dnepropetrovsk, in Ucraina, perché continuavano a credere in Lui malgrado la micidiale inondazione del fiume Dnepr. Durante l'alluvione era morto Giuseppe, il suo figlio prediletto. Quando l'acqua aveva cominciato a invadere la casa, il ragazzo aveva spinto in cortile un armadio e ci si era arrampicato sopra, ma il mobile non rimase a galla perché era gravato dai trentasette trattati di Talmud… Dopo il funerale, inseguita dal marito e stringendo a sé i quattro piccini che le rimanevano, Giacomo e Beniamino, Lola e Fanny, fabbricati più per dovere che per passione, entrò come una furia in sinagoga, interruppe la lettura del Levitico, capitolo 19, "Parla a tutta la congregazione dei figli d'Israele, e di' loro…", e ruggì: "Sarò io a dirvi qualcosa!".
[Alejandro Jodorowsky, Quando Teresa si arrabbiò con Dio, traduzione di Gianni Guadalupi, Feltrinelli, 1998]

Citazioni[modifica]

  • Se Dio non è qui, non è da nessuna parte; questo stesso istante è la perfezione. (cap. I)
  • È inutile chiedere a dio ciò che si può ottenere da soli. (cap. II)
  • Che altro è la vita se non una morte lenta ? (cap.IV)
  • Ho capito che amare significa ringraziare l'altro di esistere. (cap. IV)

Citazioni su Alejandro Jodorowsky[modifica]

  • Alcuni anni fa era arrivato in Italia «Il faraone», uno strano film di difficile comprensione, firmato da tal Alexandro Jodorowsky. Sulla eco del successo di critica ottenuto all'estero, corremmo a vederlo e ne apprezzammo la grandiosità e il rigore stilistico, il linguaggio nuovo del racconto e anche la bellezza degli interpreti. Avvertimmo la assimilata lezione del Living Theatre e le provenienze culturali, da cui il buon Jodorowsky traeva le idee che rimpastava alacramente. (Franco Nebbia)
  • A suo modo questo autore racconta una protesta contro il mondo violento che ci circonda.
    Forse siamo di fronte a un nuovo tipo di modulo narrativo, che potremmo anche definire «neosatira» ma che, se non approfondito da successivi discorsi compensativi, non approderà mai a nulla di concreto. (Franco Nebbia)

Bibliografia[modifica]

  • Alejandro Jodorowsky, Psicomagia. Una terapia panica. Conversazioni con Gilles Farcet, traduzione di Silvia Meucci, Feltrinelli, 2003. ISBN 9788807814129
  • Alejandro Jodorowsky, Quando Teresa si arrabbiò con Dio, traduzione di Gianni Guadalupi, Feltrinelli, 1998. ISBN 9788807814686

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