Franco Nebbia

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Franco Nebbia (1927 – 1984), compositore, cabarettista, cantautore, conduttore radiofonico, attore cinematografico e televisivo italiano.

Come ingannare la morte[modifica]

Incipit[modifica]

Michelangelo Antonioni è uno dei mostri sacri del cinema taliano e anche mondiale. Il piedistallo prestigioso che si è saputo costruire per emergere risale al 1957, quando si segnalò alla critica internazionale con «Il grido», un bellissimo film, ma prima ancora, nel '50, «Cronaca di un'amore» aveva già diviso le opinioni in due partiti avversi, segno che aveva fatto qualcosa di molto interessante.

Citazioni[modifica]

  • [Michelangelo Antonioni] Ha percorso una strada non sempre larga ed agevole sulla quale ha disseminato pietre miliari come «L'avventura», «La notte», «L'eclisse» durante il sodalizio con Monica Vitti e successivamente «Blow up» e «Zabriskie Point» fino al polemicissimo documentario sulla Cina.
  • [Professione: reporter] In tutto il film si respira un'aria di morte imminente, come in un giallo, e in fin dei conti è un giallo di inusitata fattura. Si sente il gravame di tanta letteratura che spazia da Rimbaud (fuga in Africa e fuga dall'Africa) a Moravia, a Sartre, a Camus a Pirandello.

Explicit[modifica]

  • [Professione: reporter] È un'opera di grande dimensione artistica, collocabile nella sala principale del museo immaginario del cinema degli anni '70. Naturalmente il mercato del cinema che guarda soltanto alla cassetta senza pregiudiziali artistiche, ha finito per dare Oscar, Palme e Oneri Vari ad opere mastodontiche e spettaclari, ma per lo spettatore intelligente sarà facile selezionare il grano dal loglio.

[Franco Nebbia, Prima fila, Come ingannare la morte, Intrepido, n. 19, 1975, Casa Editrice Universo]

Chi fa da sé, fa la talpa...[modifica]

Incipit[modifica]

Alcuni anni fa era arrivato in Italia «Il faraone», uno strano film di diffcile comprensione, firmato da tal Alexandro Jodorowsky. Sulla eco del successo di critica ottenuto all'estero, corremmo a vederlo e ne apprezzammo la grandiosità e il rigore stilistico, il linguaggio nuovo del racconto e anche la bellezza degli interpreti. Avvertimmo la assimilata lezione del Living Theatre e le provenienze culturali, da cui il buon Jodorowsky traeva le idee che rimpastava alacramente.

Citazioni[modifica]

  • Ci arriva, dopo Pasqua (non ha avuto il tempo di uscire prima) l'opera seconda [opera prima: La montagna sacra] del folle regista – attualmente messicano, ma di origine mittel-europea – che ci consente di capire i passi intermedi della sua complessa formazione artistica. Il titolo del poderoso film è «El Topo», lasciato tale e quale in italiano, sebbene la esatta traduzione dallo spagnolo sia: la talpa.
  • A suo modo questo autore racconta una protesta contro il mondo violento che ci circonda.
    Forse siamo di fronte a un nuovo tipo di modulo narrativo, che potremmo anche definire «neosatira» ma che, se non approfondito da successivi discorsi compensativi, non approderà mai a nulla di concreto.

[Franco Nebbia, Prima fila, Chi fa da sé, fa la talpa..., Intrepido, n. 21, 1974, Casa Editrice Universo]

Film[modifica]

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