Andrej Januar'evič Vyšinskij

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Andrej Vyšinskij nel 1940

Andrej Januar'evič Vyšinskij (1883 – 1954), giurista, politico e diplomatico sovietico.

Citazioni di Andrej Januar'evič Vyšinskij[modifica]

TriangleArrow-Right.svg Citazioni in ordine temporale.

  • [Nell'arringa del processo contro Kamenev, Zinov'ev e altri, il 22 agosto 1936, in rappresentanza della pubblica accusa] Questi cani arrabbiati del capitalismo hanno tentato di eliminare uno dopo l'altro i migliori elementi del popolo sovietico. Essi hanno assassinato l'uomo che ci era più caro fra i protagonisti della rivoluzione, quest'uomo ammirevole e meraviglioso, quest'uomo illuminato e allegro, dal chiaro e gioioso sorriso, come è chiara e felice la nostra nuova esistenza. Essi, uccidendo il nostro Kirov, ci hanno colpito in pieno petto e pensavano, in questo modo, di seminare la paura e il disordine nelle nostre file.[1]
  • [Nell'arringa del processo contro Pjatakov e altri, il 28 gennaio 1937, in rappresentanza della pubblica accusa] Io non sono solo qui davanti a voi! Le vittime possono essere nelle loro tombe, ma io sento che sono qui in piedi vicino a me, e indicano il banco degli accusati, indicano voi imputati, con le loro braccia mutilate, imputridite nei sepolcri in cui le avete mandate!
    Io non sono il vostro unico accusatore! Si unisce a me nell'accusa tutto il nostro popolo! Io accuso questi odiosi criminali che meritano un solo castigo – la morte mediante fucilazione![2]
  • [Nell'arringa del processo contro Bucharin e altri, l'11 marzo 1938, in rappresentanza della pubblica accusa] Non è la prima volta che il tribunale supremo del nostro paese esamina un caso che implica i più gravi reati contro il benessere del nostro paese, contro la nostra patria socialista, la patria del popolo lavoratore di tutto il mondo. Ma non credo di sbagliare se dico che è la prima volta che il nostro tribunale si è trovato a esaminare un caso come questo, a esaminare il caso di reati e tristi fatti come quelli che sono passati davanti ai vostri occhi in questo processo, davanti agli occhi del mondo intero, un caso di criminali come quelli che vedete ora sul banco degli imputati.
    In tutti i giorni e le ore trascorse, a mano a mano che procedeva l'indagine del tribunale sul caso presente, essa portava in luce sempre altri orrori della serie di delitti, mostruosi, vergognosi, senza confronto commessi dagli imputati, l'intera abominevole serie di odiose azioni davanti alle quali anche le basse azioni dei più inveterati, vili, scatenati e spregevoli delinquenti impallidiscono e scompaiono.[3]
  • [Alla Conferenza di pace di Parigi del 1946, polemizzando con le tesi italiane] Non è vero che Trieste sia italiana. Trieste è stata fondata dagli slavi, e anzi è colpa dell'Italia se è decaduta dal rango che aveva di primo porto di tutto il Mediterraneo. Non è vero che il signor Bonomi sia un democratico, anzi è stato ministro della Guerra del regime fascista. Non è vero che l'esercito italiano ha abbattuto l'impero austro-ungarico: l'impero austro-ungarico fu vinto dai russi del generale Brussiloff[4] che nel 1916 fecero prigionieri due milioni di austriaci. Anzi, sanno tutti che gli italiani sono molto più bravi a scappare che a combattere.[5]

Citazioni su Andrej Januar'evič Vyšinskij[modifica]

  • Andrej Vyšinskij: istruito intelligente, codardo e servile, era stato menscevico[6] fino al 1921, ed era entrato nel Partito Bolscevico solo dopo che esso si era insediato da vincitore. Era quindi vulnerabile alle pressioni e alle minacce, e cercò ben presto la protezione della fazione maggiormente in grado di offrirgliela. Si fece per proprio conto una carriera quasi accademica nella facoltà di legge dell'Università di Mosca, e ne divenne rapidamente rettore, in seguito all'intervento dell'organizzazione del partito. In seguito diventò un alto funzionario nel commissariato all'istruzione e fu profondamente implicato nella purga del mondo accademico. (Robert Conquest)
  • [Nei processi delle "grandi purghe", come procuratore generale] Di fronte agli sfortunati rappresentanti dell'antistalinismo, a un piccolo tavolo, è seduto Viscinskij. Il suo aspetto è molto dignitoso: abito scuro di buon taglio, colletto bianco inamidato, baffetti grigi curatissimi.
    È bene ricordare, ora, chi è Andrei Viscinskij. Il procuratore appartiene alla stessa generazione degli accusati. Quando la maggior parte di loro militava da professionista già nelle file della rivoluzione, egli era un semplice avvocato. È stato iscritto al partito operaio socialdemocratico, nella frangia menscevica, dal 1902 al 1907. Da questa data sembra aver rinunciato alla politica per dedicarsi unicamente alla sua professione. Ma nei mesi che precedono la rivoluzione, si trova a Mosca come membro di secondo piano del partito menscevico, avversario dei bolscevichi. Le biografie ufficiali sono molto vaghe sulla sua attività e sul suo ruolo durante la guerra civile: nell'ipotesi più favorevole, egli si mantiene prudentemente neutrale. (André Brissaud)
  • L'impressione che fece all'autore di questo libro, che ebbe occasione di parlargli negli ultimi anni della sua vita, quando era ministro degli Esteri, fu quella di un individuo che dava fisicamente e spiritualmente l'immagine di un «topo in forma umana». (Robert Conquest)
  • La sua ascesa, durante gli anni della salita al potere di Stalin, è rapida. Inizialmente direttore dell'insegnamento superiore, nel 1931 è nominato procuratore della repubblica, vice procuratore dell'U.R.S.S. nel 1933, procuratore generale nel 1935. Uomo di fiducia di Stalin, si è ben presto reso indispensabile nei processi a porte chiuse contro i vecchi bolscevichi. Sta diventando famoso per il suo traviato talento di procuratore satanico. (André Brissaud)
  • Lo stato restava per Vyšinskij un puro strumento della volontà politica del partito e il diritto non poteva essere altro che espressione di tale volontà. Osteggiando duramente gli avversari teorici, Vyšinskij non mancò di far valere l'argomento della forza come Procuratore generale nei processi staliniani. (Umberto Cerroni)

Note[modifica]

  1. Citato in André Brissaud, Le «grandi purghe» di Mosca, Edizioni Ferni, Ginevra, 1973, p. 96.
  2. Da Pyatakov Trial, p. 516; citato in Robert Conquest, Il grande terrore (The Great Terror), traduzione di Adriana Valori Piperno, terza edizione BUR Storia, Rizzoli, Milano, 2006, p. 267. ISBN 88-17-25850-4
  3. Da Bukharin Trial, p. 625; citato in Robert Conquest, Il grande terrore (The Great Terror), traduzione di Adriana Valori Piperno, terza edizione BUR Storia, Rizzoli, Milano, 2006, p. 622. ISBN 88-17-25850-4
  4. Aleksej Alekseevič Brusilov (1853–1926), generale russo della prima guerra mondiale.
  5. Citato in Indro Montanelli e Mario Cervi, L'Italia della Repubblica (2 giugno 1946-18 aprile 1948), Rizzoli, Milano, 1985, p. 107. ISBN 88-17-42724-1
  6. Menscevichi e bolscevichi: fazioni del Partito Operaio Socialdemocratico Russo.

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