Angelo Brunetti

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Angelo Brunetti, detto Ciceruacchio

Angelo Brunetti detto Ciceruacchio (1800 – 1849), patriota italiano.

Citazioni su Angelo Brunetti[modifica]

  • Cordiale, leale, compassionevole, soccorrevole, generoso, fin troppo, fin quasi alla prodigalità, era amico delle liete brigate, dei ritrovi numerosi, delle merende, delle cene e alquanto dedito al vino.
    Mai sentì, o mai, almeno, dimostrò di sentire né orgoglio né ambizione: uomo alla mano, affabile, ingenuo, primitivo, un po' rozzo ne' modi, fu sempre di grandissima buona fede, credulo oltre misura, e accessibilissimo quindi all'influenza che riuscivano ad esercitar su di esso coloro che ne sapevano più di lui, e che conoscessero l'arte di pervenire – ciò che era assai agevole – a inspirargli fiducia e ad acquistarsi la sua benevolenza. (Raffaello Giovagnoli)
  • Ignorante, semplice, entusiasta, arguto, gentile, scevro di scaltrezza o malizia, Ciceruacchio parlava alla plebe con la naturale eloquenza da piazza; in principio il suo tema era la bontà del Papa (e Pio IX non poteva avere amico più sincero), poi con il passar dei mesi cominciò a parlare piuttosto dei cattivi consiglieri che soffiavano all'orecchio del Papa, e alla fine, dell'antica grandezza di Roma, delle virtù repubblicane e delle vittorie riportate prima che esistesse un Papa. (George Macaulay Trevelyan)
  • Il bambino era bianco, roseo, biondo, dagli occhi azzurri, grosso e rotondo più dell'ordinario. Per quella abbondante rotondità di forme infantili, le comari del vicinato, togliendolo dalle braccia della sora Cecilia[1] e vezzeggiandolo e palleggiandolo, cominciarono, in coro, a dire: Oh che bel Ciccio!... Oh che bel Ciccio!... e altre ad aggiungere: È grasso come un rocchio, oh che bel rocchio! Oh che bel ruacchio![2] E di lì derivò, fin dall'infanzia, il soprannome di Ciceruacchio. (Raffaello Giovagnoli)
  • Il capo, e si potrebbe anche dire il creatore del partito democratico romano, era Angelo Brunetti, cuor d'oro e testa leggiera, un mercante di vino e di cavalli, più noto sotto il nome di Ciceruacchio datogli nell'infanzia da sua madre e dalle comari amiche, a causa dell'adiposità sua per cui rimase famoso tutta la vita. Uomo del popolo, bello e robusto, mezzo Cleonte e mezzo Rienzi, meritatamente amato dai suoi concittadini già un pezzo prima che si desse alla politica, aveva tutte le caratteristiche dei famosi vinai e carrettieri romani che costituivano una specie di aristocrazia democratica o una casta a parte della pittoresca popolazione medievale propria alla Roma di quei giorni. (George Macaulay Trevelyan)
  • Uomo dalla parola facile, vivace e combattivo, dotato di un certo intuito politico e di capacità organizzative, Ciceruacchio dieci o quindici anni prima dell'elezione di Pio IX[3] era entrato probabilmente in qualche società carbonara e poi forse nella Giovine Italia; comunque era stato per parecchio tempo in contatto con ambienti influenzati dal mazzinianesimo e più tardi aveva subito anche lui, come tanti altri patrioti, una certa influenza del neoguelfismo. (Giorgio Candeloro)

Note[modifica]

  1. Cecilia Fiorini, moglie di Lorenzo Brunetti e madre di Angelo.
  2. Parole del dialetto romanesco, con le quali si indica un bel pezzo di carne di bove, tagliato nelle parti posteriori dell'animale. [N.d.A.]
  3. 1846.

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