Antonio Machado

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Antonio Machado

Antonio Cipriano José María y Francisco de Santa Ana Machado Ruiz (1875 – 1939), poeta e scrittore spagnolo.

Citazioni[modifica]

  • Comincio a credere, anche a rischio di cadere nel paradosso, cosa non di mio gradimento, che l'artista deve amare la vita e odiare l'arte. Il contrario di ciò che ho pensato fino ad ora.
Empiezo a creer, aun a riesgo de caer en paradojas, que no son de mi agrado, que el artista debe amar la vida y odiar el arte. Lo contrario de lo que he pensado hasta aquí. (da Epistolario, Barcelona, Octaedro, 2009, p. 39)[1]
  • Io vedo la poesia come un'incudine di costante attività spirituale, non come un laboratorio di formule dogmatiche rivestite di immagini più o meno brillanti. [...] Ma oggi, dopo aver meditato molto, sono arrivvato alla conclusione: tutti i nostri sforzi devono tendere verso la luce, verso la cosciencia. Ho ora l'idea che doveva unirvi tutti. Voi, con colpi di mazza, avete rotto, non c'e dubbio, la spessa crosta della nostra vanità, del nostro torpore. Io, almeno, sarei un ingrato se non reconoscessi che vi debbo l'aver saltato il muro del mio recinto o del mio orto. E oggi dico: È vero, bisogna sognare svegli.
Yo veo la poesía como un yunque de constante actividad espiritual, no como un taller de fórmulas dogmáticas revestidas de imágenes más o menos brillantes. [...] Pero hoy, después de haber meditado mucho, he llegado a una afirmación: todos nuestros esfuerzos deben tender hacia la luz, hacia la conciencia. He aquí el pensamiento que debía unirnos a todos. Usted, con golpes de maza, ha roto, no cabe duda, la espesa costra de nuestra vanidad, de nuestra somnolencia. Yo, al menos, sería un ingrato si no reconociera que a usted debo el haber saltado la tapia de mi corral o de mi huerto. Y hoy digo: Es verdad, hay que soñar despierto. (da Epistolario, Barcelona, Octaedro, 2009, pp. 52-53)[1]
  • La poesia quasi sempre è stata l'arte che non può convertirsi in attività unica, in professione. [...] un uomo consacrato alla poesia a me pare che non sará mai un poeta. Perché il poeta non otterrà mai la poesia dalla poesia stessa. Creare è ottenere una cosa da un'altra, convertire una cosa in altra, e la materia sopra la quale si opera non può essere l'opera stessa. Così, un'ape consacrata al miele — e non ai fiori — sará piùttosto un parassita, e un uomo consacrado alla poesia e non alle mille realtà della sua vita, sará il più grave nemico delle muse.
Ha sido casi siempre la poesía el arte que no puede convertirse en actividad única, en profesión. [...] un hombre consagrado a la poesía paréceme que no será nunca un poeta. Porque el poeta no sacará nunca la poesía de la poesía misma. Crear es sacar una cosa de otra, convertir una cosa en otra, y la materia sobre la cual se opera no puede ser la obra misma. Así, una abeja consagrada a la miel —y no a la flores— será más bien un zángano, y un hombre consagrado a la poesía y no a las mil realidades de su vida, será el más grave enemigo de las musas. (da Escritos dispersos (1893-1936), Barcelona, Octaedro, 2009, p. 202)[1]
  • Per noi, la cultura non proviene né dall'energia che si degrada nel propagarsi, né dalla portata che si ricuce nel ripartirsi; la sua difesa, sarà opera di attività generosa che, porta impliciti in sé i due più grandi paradossi dell'etica: soltanto si perde ciò che si conserva, soltanto si guadagna ciò che si dà.
Para nosotros, la cultura ni proviene de energía que se degrada al propagarse, ni es caudal que se aminore al repartirse; su defensa, obra será de actividad generosa que, lleva implícitas las dos más hondas paradojas de la ética: sólo se pierde lo que se guarda, sólo se gana lo que se da.[2]

Poesie[modifica]

  • E poi, il treno, nel viaggiare, sempre ci fa sognare; e quasi quasi dimentichiamo il ronzino che montiamo. (1962, da Campi di Castiglia: in treno)
  • Ha l'uomo quattro cose | che non servono nel mare: | ancora, timone e remi, | e paura di naufragare. (1971, pp. 350-351)
  • Ho creduto spento il mio focolare, | e ho attizzato la cenere.... | Mi son bruciato la mano. (1962, da Proverbi e cantari)
  • Ho i miei amici nella mia solitudine; quando sto con essi, quanto sono lontani! (1962)
  • Ore di noia passano | nella stanza familiare, | l'ampio cantuccio oscuro | dove cominciai i miei sogni. (1971, pp. 116-117)
  • Viandante non c'è via, | la via si fa con l'andare. (da Campos de Castilla)[3]

Note[modifica]

  1. a b c Citato in Guía de Antonio Machado para estudiantes.
  2. Dall'articolo El poeta y el pueblo, La Vanguardia, 16 luglio 1937.
  3. Da Opera poetica, a cura di Oreste Macrì, Le Lettere, 1994.

Bibliografia[modifica]

  • Antonio Machado, Poesie, a cura di Oreste Macrì, Lerici, 1962.
  • Antonio Machado, Poesie. Proverbios y cantares, introduzione e traduzione di Claudio Rendina, Newton Compton, Roma, 1971.

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