Assassin's Creed: Revelations

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Assassin's Creed: Revelations

Immagine Assassin's Creed Revelations logo.svg.
Titolo originale

Assassin's Creed: Revelations

Sviluppo Ubisoft
Pubblicazione Ubisoft
Anno 2011
Genere avventura dinamica, stealth
Tema storico
Piattaforma Microsoft Windows, Xbox 360, PlayStation 3
Serie Assassin's Creed
Preceduto da Assassin's Creed: Brotherhood
Seguito da Assassin's Creed III

Assassin's Creed: Revelations, videogioco d'avventura del 2011.

Dialoghi[modifica]

TriangleArrow-Right.svg Citazioni in ordine temporale.

  • [Yusuf Tazim, maestro dell'ordine turco degli Assassini, accoglie Ezio]
    Yusuf: Benvenuto, Fratello! A meno che la leggenda non menta, tu sei l'uomo che non vedo l'ora di conoscere: il celebre Maestro e Mentore, Ezio Auditore de lalalà...
    Ezio: Prego?
    Yusuf: Ehm... scusami. Faccio fatica a rammentare quell'incomprensibile italiano.
    Ezio: "Da Firenze": la città in cui sono nato.
    Yusuf: Aah, sì! Eh... quindi... secondo le vostre usanze io sarei "Yusuf Tazim da Istanbul". Eheh... Mi piace!
    Ezio: Istanbul? Un altro nome per questa città?
    Yusuf: Evet (Sì), il preferito dai locali. Vieni, Mentore da Firenze. Facciamoci un giro.
  • [Ezio rivive il primo ricordo di Altaïr attraverso la Chiave di Masyaf: Altaïr salva il proprio mentore Al Mualim uccidendo il traditore Haras]
    Haras: Hai troppa fiducia nel cuore degli uomini, Altaïr! I Templari conoscono la verità. Gli uomini sono deboli, vili e ignobili.
    Altaïr: No! Il nostro Credo dimostra il contrario!
    Haras: Eheh... aah... forse non sono abbastanza saggio da capirlo, ma sospetto il contrario: che sono troppo saggio per credere a una tale follia.
    [Haras muore e Al Mualim dialoga con Altaïr]
    Al Mualim: Gli hai dato un'occasione per conservare la dignità. Perché?
    Altaïr: Nessuno dovrebbe morire senza conoscere la gentilezza.
    Al Mualim: Ma ha rifiutato la tua cortesia.
    Altaïr: Era suo diritto.
    Al Mualim: Altaïr... t'ho visto abbandonare la fanciullezza in così breve tempo che ciò mi riempie di tristezza oltre che d'orgoglio. Ti adegui al ruolo di tuo padre come fosse stato pensato per te.
    Altaïr: Non lo conoscevo bene come padre. Era, prima di tutto, un Assassino.
    Al Mualim: Anche tu sei nato nell'Ordine. Te ne penti?
    Altaïr: Posso pentirmi dell'unica vita che abbia mai conosciuto?
    Al Mualim: Potrebbe accadere col tempo e starà a te scegliere la via che preferisci. Vieni ragazzo e tieni pronta la lama: questa battaglia non è ancora vinta.
  • [Dialogo tra Manuele Paleologo ed Ezio, dopo che questo lo ha raggiunto]
    Manuele: Tu! Tu ti approfitti di un popolo povero e perseguitato, usandoci per favorire la tua vana missione! Ma noi ci battiamo per la dignità, Assassino... per ridare la pace a questa terra martoriata.
    Ezio: I Templari sono sempre svelti a parlare di pace, ma assai lenti a cedere il potere!
    Manuele: Perché il potere genera la pace, idiota! Non può accadere il contrario! Questa gente affogherebbe senza una mano salda che la regga, che la tenga in riga!
    Ezio: Eccolo qui, il mostro che sono venuto a uccidere!
    [Ezio e Manuele combattono e quest'ultimo ha la peggio]
    Manuele: Avrei dovuto essere il successore di Costantino... avevo così tanti progetti...
    Ezio: Il tuo sogno muore con te, Manuele! Il tuo impero è perduto!
    Manuele: Argh... Ma non sono l'unico ad avere quella visione, Assassino... il sogno del nostro Ordine è universale... argh... Ottomani, Bizantini, non sono che etichette, costumi e apparenze... dietro a questi ornamenti tutti i Templari fanno parte della stessa famiglia.
    Ezio: Bando alle ciance! Sono qui per la chiave di Masyaf.
    Manuele [ultime parole]: Prendila, dunque. Eheheh... Prendila! E cerca la tua fortuna, vedi se riesci a-ad arrivare a cento leghe da quella biblioteca prima che... uno di noi ti finisca... eheh...
  • Sofia: Vi piace Dante?
    Ezio: Un inferno assai affollato quello che descrive.
    Sofia: Oppositori politici, gente che gli aveva fatto torto. La sua penna taglia quanto una lama.
    Ezio: Sì. Un modo sottile di ottenere vendetta.
  • Abbas: Non potrò mai perdonarti, Altaïr. Le tue menzogne sulla mia famiglia, su mio padre. L'umiliazione che ho subito.
    Altaïr: Non erano menzogne, Abbas. Avevo dieci anni quando tuo padre venne da me. Era in lacrime, implorava perdono per aver tradito la mia famiglia. Quindi si tagliò la gola. Vidi la sua vita defluire ai miei piedi. Non scorderò mai quell'immagine.
    Abbas: No.
    Altaïr: Ma non era un codardo, Abbas. Riscattò il proprio onore.
    Abbas [ultime parole]: Spero ci sia un'altra vita dopo questa. Così lo rivedrò, e saprò la verità sui suoi ultimi giorni... E quando verrà la tua ora, noi ti troveremo, e allora non ci saranno più dubbi.
  • [Il frutto dell'Eden è attivato]
    Ezio: Desmond?
    Desmond: Sta parlando con me?
    Ezio: Ho già udito il tuo nome una volta, Desmond, molto tempo fa. E ora indugia nella mia mente come un'immagine di un vecchio sogno. Non so bene dove tu sia, né in che modo tu riesca a udirmi. Ma so che mi stai ascoltando. [lascia cadere a terra le proprie armi] Ho vissuto la mia vita come meglio ho potuto, senza conoscerne lo scopo, ma attratto come una falena da una luna distante. E qui, alfine, scopro una strana verità. Che sono solo un tramite per un messaggio che elude la mia comprensione. Chi siamo noi, benedetti a tal punto da condividere le nostre storie così? Da parlarci attraverso i secoli? Forse risponderai a tutte le mie domande. Forse sarai colui che alla fine darà un qualche valore a tutta questa sofferenza. Adesso... ascolta...

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