Assassin's Creed: Odyssey

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Assassin's Creed: Odyssey

Immagine Assassins Creed Odyssey logo.png.
Sviluppo Ubisoft Quebec
Pubblicazione Ubisoft
Anno 2018
Genere action RPG, stealth
Tema storico
Piattaforma Microsoft Windows, PlayStation 4, Xbox One, Nintendo Switch
Serie Assassin's Creed
Preceduto da Assassin's Creed: Origins

Assassin's Creed: Odyssey, videogioco del 2018.

Incipit[modifica]

Dienece: Siamo pronti, mio re.
Leonida: Dimmi, Dienece, sei mai andato a pescare con tuo figlio?
Dienece: No. Mai. Ho solo condotto con onore una vita da soldato.
Leonida: Sarei voluto andare a pescare con mio figlio. Ma ora... Andiamo a incontrare il destino.

Frasi[modifica]

TriangleArrow-Right.svg Citazioni in ordine temporale.

  • Spartani! Ogni respiro che avete fatto vi ha condotti dove siete ora. Ogni goccia di sangue, di sudore, ogni lacrima, tutto questo, vi ha portati proprio qui a questo momento. I persiani sono qui per renderci tutti schiavi. Io ho un'idea migliore: io dico di dissetare gli dèi con il loro sangue. Che cosa ne dite, spartani? (Leonida)
  • Per i nostri figli! Per le nostre figlie! Per Sparta! (Leonida) [grido di battaglia]
  • Gli spartani si rialzano non appena sono a terra. (Nicolao)
  • Guardate come quel cane ateniese di Pericle vi teme! Si nasconde nel suo Partenone, circondato da drammaturghi e sofisti. Lui non osa affrontarvi con onore sul campo di battaglia. Sa bene che siete troppo forti. Sa bene che i giorni di Atene in Megaride sono contati e sa anche che Atene sarà la prossima! (Nicolao)
  • Anche se meriti di morire, non esiste onore nella vendetta. Dovrai affrontare i fantasmi del passato, padre. E questo è un destino peggiore della morte.[1] (Alexios)
  • Alexios... Alexios... Attento ai serpenti tra l'erba...[2] (Nicolao)
  • Alexios, ricorda: la forza bruta è inutile quando serve la saggezza. (Erodoto)
  • Le Termopili... Pare non sia possibile camminare qui senza sporcarsi i piedi di sangue. (Alexios)
  • [Alle Termopili] Se chiudi gli occhi, puoi quasi sentirle. Le loro grida di guerra, prima che l'ultimo di quei coraggiosi spartani morisse. Le loro voci si spensero quel giorno, ma la loro storia verrà narrata per l'eternità. (Erodoto)
  • [Assaggiando un pomodoro che la folla ha lanciato contro Pericle] Un buon raccolto! Peccato che gli spartani abbiano bruciato i nostri campi. Il Partenone è glorioso, Pericle, ma a quale prezzo? Quante triremi avremmo potuto costruire al suo posto? (Cleone)
  • Non hai niente da dire? Qualcuno sosterrebbe che il silenzio è più eloquente di mille parole. La folla vi coglierebbe la risposta che vuole, come farebbe un cane con l'osso. (Pericle)
  • Non lasciarti andare facilmente nelle amicizie. Ma quando lo fai, coltivale. (Socrate)
  • Converrai con me che la conoscenza è l'unico bene a questo mondo. (Socrate)
  • Il più grande piacere della vita è conoscere se stessi. (Socrate)
  • [Al simposio di Pericle] Non sembrerà, ma queste persone hanno la chiave per il futuro, che custodiscono sulla punta delle loro presuntuose lingue. Ah, Sofocle ed Euripide per esempio. Due dei drammaturghi più celebrati. Nessuno lancia frecciate come loro. (Erodoto)
  • Il poveretto che gesticola come una scimmia è Trasimaco. Se lo ascolti bene noterai che lui e Socrate parlano praticamente delle stesse cose. Ma il vento del suo gesticolare lo rende sordo a ogni critica. (Erodoto)
  • Parla con Euripide. È la seconda persona più loquace qui dentro. Quel pediculoso, xantodontico, esoftalmico... di un morosofo. (Sofocle)
  • Concordi che governare sia un'arte? [...] Eppure la medicina è per il benessere del paziente, non del medico. La carpenteria migliora l'edificio, non il costruttore. Allora l'arte del governare non dovrebbe fare il bene dei governati anziché del governante? (Socrate)
  • Osservazione, esperienza e sperimentazione sono fondamentali per la medicina. (Ippocrate)
  • La casa non è un luogo, è la gente con cui stai. (Xenia)
  • La mia opinione sulla morte è nebulosa, poiché non ne so nulla. Perciò, so che non devo temerla. (Socrate)
  • A noi, che abbiamo resistito a tutto. E a coloro che erano intenzionati a resistere. (Alexios) [brindisi]

Dialoghi[modifica]

  • Soldato persiano: Entro l'alba sarete completamente circondati!
    Leonida: Siamo spartani, quando non lo siamo?
    Soldato persiano [ultime parole]: Spartani! [sputa] Una parola che perderà significato quando Serse spazzerà via la vostra razza dalla fac... [Leonida gli infilza una lancia in bocca]
    Leonida: Questo è stato un giorno che i persiani non potranno scordare. Ma domani sarà un giorno che il mondo non potrà scordare.
  • Alexios: Dove andrai?
    Nicolao: A cercare il mio onore.[1]
  • Barnaba: Allora, hai ucciso tuo padre?
    Alexios: Padre? Patrigno.
    Barnaba: Suppongo che gli dèi non giudicheranno troppo duramente un "patrignicidio".
  • Elpenore: Uccidermi è stato un errore.
    Alexios: Fidarmi di te a Cefalonia è stato un errore.
    Elpenore [ultime parole]: Sono la ragione per cui hai lasciato vivo quell'isola. La Setta ti voleva morto.
  • Alexios: Chi sei tu?
    Socrate: Chiedi a chiunque e ti risponderanno Socrate, ma un nome non significa nulla. Sono le nostre azioni a determinare chi siamo e ogni azione ha un prezzo e delle conseguenze.
  • Alcibiade: Le donne più furbe e... piene di risorse che io abbia conosciuto venivano dalla Corinzia.
    Alexios: Le etere? Sapevo che rivestivano un ruolo importante qui a Corinto ma credevo che il loro valore fosse lo stesso in ogni città.
    Alcibiade: No, no, sono diverse da ogni altra donna che incontrerai. Sono forti, e le uniche a Corinto dotate di intelletto.

Note[modifica]

  1. a b Brano che compare se si decide di non uccidere Nicolao.
  2. Se si decide di uccidere Nicolao, la frase compare in questa forma e sono le sue ultime parole, altrimenti viene pronunciata in maniera leggermente diversa: «Attento ai serpenti tra l'erba, Alexios.»

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