Auguste Blanqui

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Louis-Auguste Blanqui

Louis-Auguste Blanqui (1805 – 1881), attivista, politico e rivoluzionario francese.

  • Chi ha del ferro, ha del pane.[1]
  • Il dovere di un rivoluzionario è la lotta sempre, la lotta comunque, la lotta fino alla fine.[2]
  • Indubbiamente è giusto perfezionare i mezzi dell'industria e un industriale ha diritto di lavorare come crede; ma non bisogna che l'operaio muoia di fame. È una necessità contro un diritto. […] Se gli strumenti di lavoro sono perfezionati, di ciò ne approfitteranno solo quelli che li possiedono […] così il padrone è padrone di far vivere, padrone di lasciar morire.[3]
  • L'economia politica è il codice dell'usura.[4]
  • Per un anno, l'agonia di una donna amata che si spegneva lontana da me nella disperazione, e poi per quattro anni un eterno faccia a faccia, nella solitudine della cella, con il fantasma di colei che non era più. Tale è stato il mio supplizio in quell'inferno dantesco.[5]
  • Quanti animali sono emuli, se non persino superiori all'uomo, nella manipolazione della materia! Certi nidi di uccelli sono capolavori inimitabili. Quale operaio migliore dell'ape o del ragno? L'ape sovrappone i suoi tubi esagonali con una precisione geometrica che non potremmo mai superare. Il ragno sfida la scienza del matematico e l'arte del tessitore nei mille calcoli che sanno annodare i fili e adattare le tele ai luoghi più diversi.[6]
  • Si ha alla fine che è proprio il sistema rappresentativo, quale viene applicato dagli apologisti, a concentrare i tre poteri nelle mani di un piccolo numero di privilegiati, uniti da medesimi interessi.[7]
  • Una rivoluzione improvvisa in un giorno più idee di quante trent' anni di veglia non siano in grado di cavare dal cervello di mille pensatori.[8]

Note[modifica]

  1. Dalla testata del quotidiano fascista Il Popolo d'Italia.
  2. Da Socialismo e Azione rivoluzionaria.
  3. Da Les Machines. Société des Amis du Peuple, 15 settembre 1831; citato in Scritti e materiali, p. 23.
  4. Da Critica sociale.
  5. Da Scritti e materiali, p. 143.
  6. Dai manoscritti inediti; citato in Gino Ditadi, I filosofi e gli animali, vol. 1, Isonomia editrice, Este, 1994, p. 213. ISBN 88-85944-12-4
  7. Da Processo dei quindici. Difesa del Cittadino Blanqui, in Scritti e materiali, p. 159.
  8. Dalla lettera a Charles Fauvety, 5 luglio 1852; citato in Scritti e materiali, p. 20.

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