Being Human

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Being Human

Serie TV

Immagine Being Human title.jpg.
Titolo originale

Being Human

Lingua originale inglese
Paese Regno Unito
Anno

2009 - 2013

Genere drammatico, horror
Stagioni 5
Episodi 36
Ideatore Toby Whithouse
Rete televisiva BBC Three
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Being Human, serie televisiva britannica del 2009 ideata da Toby Whithouse.

Incipit[modifica]

Tutti muoiono. Anzi, posso ricominciare? Tutti si meritano una morte. Io sarei dovuta morire di vecchiaia. Era quello il piano. Mitchell sarebbe dovuto perire travolto da un'ondata di proiettili e di gloria, non solo al freddo e con una paura del diavolo. Non pensava che la morte prima gli avrebbe sorriso. La morte è sempre stata una certezza, la conclusione che tutti vedevamo all'orizzonte. Ma non per Mitchell. Per un vampiro la morte non è la fine, ma l'inizio. Quindi eccoci qui. Ignorati e dimenticati. Innaturali e sovrannaturali, che guardiamo il ballo da bordo pista. Almeno io ero circondata da amici e parenti. Almeno quello è andato nel modo giusto. Sapete qual'è la cosa peggiore dell'essere un fantasma? La solitudine. Daresti tutto per quella briciola di conforto, quella sensazione di contatto pelle a pelle che ti rassicura dolcemente. È una fame. L'istinto più di base che ci sia. Potresti persino trascinare altri in questo mondo di morte, nonostante significhi trasformare anche loro in mostri. Poi ci sono quelli come George, quelli che sarebbero dovuti morire, ma a pezzi e pieni di sangue scappano dal disastro sulle proprie gambe. Ma a quale prezzo? Sono sfregiati. Trasformati. Ora anche loro sono mostri. Aberrazioni. I protagonisti degli incubi. Il grosso lupo cattivo. Quindi cosa ci resta da attendere con ansia, a noi rifugiati, relitti galleggianti della morte? Magari, se ancora ci meritiamo una cosa come la pietà, ci ritroveremo insieme. (Annie)

Stagione 1[modifica]

Episodio 1, Relitti galleggianti[modifica]

  • Annie: Allora, chi vuole un tè?
    George: Cosa? Prepari il tè in continuazione! Ogni superficie è coperta da tazze di tè e caffè! Vado a prepararmi un tè e non posso! Non ci sono tazze, non c'è tè, è già stato preparato tutto! E non puoi neanche berlo! Non puoi berlo, ma continui a prepararlo! Oddio, mi stai facendo impazzire!
    Annie: Beh, a me piace la mia routine, mi fa sentire normale.
    George: Ma sei un fantasma!
  • Annie: E noi cosa dovremmo fare mentre lui fa questa cosa? [trasformarsi in lupo mannaro]
    Mitchell: Ce la filiamo.
    Annie: Posso guardare? Voglio solo vedere cosa succede.
    Mitchell: Non è come quando a sei anni guardavi la tua gatta che faceva i micini. È... è una cosa privata.
    Annie: Beh, tu mi hai visto da morta. Credo che il concetto di privacy sia andato a farsi benedire.
  • George: Dov'è tutta la nostra roba? Che cos'ha fatto?
    Mitchell: Abbiamo salvato il possibile, ma ci sono tipo dieci sacchetti di schifezze e rottami nascosti in camera mia. Avverto un viaggio all'IKEA. E tu sai quanto la odii.
  • George: Perche' non hai rimandato?
    Mitchell: Ho cercato ma lei mi ha dato un calcio negli stinchi. Negli stinchi, George!
  • Owen: Che cos'era?
    George: Oh... era... era un piccione.
    Owen: Un piccione?
    George: Devo aver lasciato la finestra aperta.
    Owen: Te ne sei sbarazzato?
    George: L'ho ucciso.
    Mitchell: L'hai... l'hai ucciso?
    George: Con una scarpa.
  • George: Hai cambiato shampoo. È alla menta. In genere è alla vaniglia.
    Becca: Come fai a saperlo?
    George: Ho solo un buon olfatto.
    Becca: Ti piace?
    George: Sì, profumi di Polo. Hai un buco?
  • George: Allora, cosa ne pensi di lei?
    Annie: Janey. Lei e'... arancione. Lavora in un centro abbronzatura.

Episodio 2, Tully[modifica]

  • Il cuore di un lupo mannaro è circa due terzi di quello umano. Ma per potersi ridurre prima deve fermarsi. In altre parole ha un infarto. Tutti gli organi interni sono più piccoli, così, mentre ha l'infarto, subisce anche il collasso del fegato e dei reni. E se smette di gridare, non è perché il dolore si sia placato. La faringe, l'esofago e le corde vocali si stanno lacerando e rimodellando, Non può letteralmente emettere suoni. A questo punto l'ipofisi dovrebbe fare gli straordinari, inondando il suo corpo di endorfine per attenuare un po' il dolore, ma anche lei ha smesso di funzionare. Chiunque altro sarebbe morto per lo shock molto prima, ma lui non glielo permetterà. E credo che questa sia la cosa più straordinaria, lo trascina tra le fiamme e lo mantiene in vita e persino cosciente, per sopportare ogni secondo. Niente del genere può essere frutto dell'evoluzione. Questa è l'impronta di Dio. Un'impossibile maledizione letale trasmessa da zanne e artigli. La vittima genera una vittima che genera una vittima. È così crudele. È perfetta. (Mitchell)
  • Annie: Forse ha sbattuto la testa da qualche parte.
    George: Prego?
    Annie: A mia nonna è successo. È stata colpita in testa da un aereo radiocomandato a una fiera e da quel momento ha l'ossessione delle capre pigmee.
  • Lauren: E il sangue, Mitchell. Ti ricordi il suo sapore? Così intenso e caldo. Puoi averne ancora, tutto quello che vuoi.
    Mitchell: Io non... non posso. Il prezzo è troppo alto.
    Lauren: Ma per favore! Chi è che stai salvando, poi? Hai visto Britain's Got Talent?
  • George: Basta, non ce la faccio più. Non posso fare un'altra conversazione su Vin Diesel.
    Mitchell: Devi solo fargli cambiare argomento.
    George: Ci ho provato. Leonard Cohen, Darcy Bussell... sembra non interessargli altro.
  • George: Sentite, non cercate di capire George.
    Mitchell: George chi?
    George: Io!
  • Mitchell: Allora, Carol del numero 12 ci prestera' Casablanca.
    George: Perché?
    Mitchell: Ci ho solo recitato!
    Annie: Ma smettila!
    Mitchell: Gia'... solo una comparsata. Nel bar. E non mi si vede davvero, ovviamente, ma a un certo punto ribalto una sedia e quello si vede.
  • Mitchell: Ha assalito Annie, dà fastidio ai vicini, è... è un coglione!
    Geroge: Ma è il mio coglione!
    Mitchell: Beh, sono sicuro intendessi qualcos'altro.
  • George: Sai qual'è la differenza fra te e lui?
    Mitchell: Non saprei, non devo radermi i palmi delle mani?
    George: Questa era... davvero razzista.
  • Annie: Ti avverto, se provi ad abbracciarlo, Mitchell tenterà di baciarti.
    George: Mio Dio, vi lascio da soli per cinque minuti...
    Annie: È come essere assaliti da un'asse da stiro.

Episodio 3, Città fantasma[modifica]

  • Mi chiamo George e sono un lupo mannaro. L'amore dovrebbe essere il contrario della morte. Dovrebbe essere la nostra più grande motivazione per voler essere qui. Voglio dire, cos'altro abbiamo? Il calcio? Le scarpe? Ma l'amore diventa complicato. Si lega in modo inestricabile ad altri fattori, come la possessività, e la sofferenza... la lussuria, e la morte. (George)
  • Mitchell: Non possiamo entrare, non è sicuro. È sindrome premestruale, l'ha segnato sul calendario.
    George: Come può avere la sindrome premestruale? E' un fantasma!
    Mitchell: Non lo so, ma meglio non rischiare. Andiamo a mangiare fuori.
    George: Mitchell, ho due bistecche nel frigo che andranno a male se non le mangio oggi e ho una fame da lupi.
    Mitchell: Se vuoi prendo le bistecche e ce la filiamo.
    George: Neanche per sogno! Non mangero' carne cruda come un animale solo perche' un fantasma sta ovulando!
  • Annie: Vorrei essere il suo angelo custode e impedire che gli accada nulla di male [parla del suo ex-ragazzo Owen]
    Gilbert: Puoi impedirgli di ascoltare Michael Bublé?
  • George: Ho fatto sesso con Nina ieri sera ed è stato semplicemente divino!
    Mitchell: Annie ha scoperto di essere stata uccisa da Owen.
    George: Cinque minuti. Non potevate concedermi quei cinque minuti di gloria?

Episodio 4, Un altro bel casino[modifica]

  • Qual e' il mio posto? Da che parte sto? Chi è la mia gente? A chi sono leale? Ognuno di noi sceglie la propria tribù. È quel bisogno di appartenenza di vivere entro certi limiti. Perché fa paura là fuori, ai margini. Ci vengono affibbiate delle etichette, ci marchiano. Ci emarginano finché non diventiamo come fantasmi, trasportati alla deriva tra le vite degli altri, ma solo se non ci stacchiamo di dosso quelle etichette. Puoi buttare nel cesso la tua vita nel tentativo di vedere chi potresti essere ma solo quando capisci chi sei veramente puoi iniziare a vivere sul serio. (Mitchell)
  • Bernie: Mitchell, quando eri piccolo cosa volevi fare da grande?
    Mitchell: Oddio... solo... essere felice, immagino.
  • Bernie: Chi sono loro?
    Mitchell: Dici sul serio? Sono Stanlio & Ollio!
    Bernie: Il grasso era Primo Ministro?
    George: L'ha scambiato per Churchill.
    Annie: O Hitler. Stessi baffi.
  • Mitchell: Sai cosa non riesco a concepire?
    George: La meccanica quantistica?
    Mitchell: Che Bernie non conosca Stanlio & Ollio. L'immortalità a volte ti fa sentire proprio vecchio. È un bravo ragazzo però, non trovi? Premuroso, educato. Mi ricorda tanto me alla sua età.
    George: L'ego sfrenato è emerso più tardi allora?
    Mitchell: Tutti noi ci costruiamo dei meccanismi di difesa dal mondo. Come il sarcasmo.
  • Chi conserva i pomodori marci? Chi guarda nel frigo, vede che i pomodori stanno per marcire, e pensa, "Oh, no, questi me li tengo, in caso qualche pedofilo si trasferisse qui di fronte"? (George)
  • Herrick: Qualcuno ti ha rivolto accuse molte serie, Mitchell.
    Mitchell: Come l'hai saputo?
    Herrick: Per chi mi hai preso finora, per il postino di C'è posta per te?

Episodio 5, Dove sono le cose selvagge[modifica]

  • Incontriamo delle persone, e ci innamoriamo. E quando ci separiamo ci lasciano dei segni per non dimenticarli. Le persone che amiamo scolpiscono il nostro essere, lo definiscono, nel bene e nel male. Come in un flipper sbattiamo addosso a loro e rimbalziamo in un'altra direzione, spinti dal contatto. E dopo la separazione potrebbero restare delle cicatrici. Ma ci sentiremo più forti, o più fragili, o bisognosi, o arrabbiati, o più in colpa. C'è sempre qualche conseguenza. Le persone che amiamo restano dentro di noi, come fantasmi che infestano i corridoi e le stanze deserte. A volte sussurrano. A volte urlano. Invisibili, ma sempre presenti. In attesa. (George)
  • Josie: Essere umani vuol dire essere mortali. Vuol dire morire. Non puoi rubarlo alle persone.
    Mitchell: Nessuno viene derubato. Non capisci? È una scelta.
    Josie: È un trucco! Cristo, Mitchell, solo perché si consegnano a voi volontariamente, non vuol dire che non sia una truffa. State offrendo qualcosa che non avete il diritto di offrire. È naturale che la gente voglia vivere in eterno. La gente vuole la pena di morte, non per questo è una cosa giusta.
  • Seth: Sai cosa non capisco? Perché Bristol? Perché non Londra o Manchester? Che ha di tanto speciale?
    Mitchell: Beh, il primo vampiro si insediò qui nel 1630. Richard Turner [...] Nessuno ti ha mai raccontato queste cose?
    Seth: Tutte le storie migliori parlano di te, Mitchell. Tutti gli altri raccontano: "Mi sono fatto un barbone sotto un portone."
  • Seth: Mi hai appena colpito con una sedia?
    Annie: Sì! Scusami!
    Seth: Ma che vi prende? Mi ha fatto un male cane!
    George: Cristo, Annie, colpiscilo ancora!
    Annie: Ancora?
    George: Colpiscilo ancora, ancora! Ancora! [...]
    George: Che scena patetica... sembravamo i ninja più gay del mondo.
  • Annie: È ridicolo!
    Mitchell: Sei fortunata. Molti non hanno modo di dire addio.
    Annie: Lo so, ma... al diavolo!
    George: No, no... meglio se dici altro, come ultime parole.

Episodio 6, Bad moon rising[modifica]

  • Non fu niente di speciale. Solo una piccola buona azione nell'oscurità. Ma il destino fa sempre piani a lungo termine. Non erano che due anime unite dalla paura e dalla solitudine, smarrite nell'oscurità. Il destino li fece incontrare. E ora avrebbero capito il perché. (Annie)
  • George: [Rivolto a un prete] Dica qualcosa di religioso.
    Mark: Cristo!
    George: No! Dalla Bibbia!
    Mark: Ho un vuoto di memoria.
  • Mitchell: Mi hai già salvato una volta. Lascia che ti salvi anch'io.
    Josie: Spesso la morte non è un ospite indesiderato, come pensi tu. E poi arriva il momento in cui cominci a sentire la musica che svanisce intorno a te. Ma, amore mio, cosa ne sarà di te?
    Mitchell: Vivrò.
    Josie: Sì. In eterno.
    Mithell: Sono stanca. Stavo pensando alla prima volta che ti ho visto. Mio Dio. Avevo le ginocchia di burro.
  • Quindi... un lupo mannaro, un fantasma e un vampiro decidono di vivere come gli umani. Trovano un lavoro, una casa e pagano il canone TV. Si fanno degli amici a cui mentiranno, e degli amanti che infetteranno. In effetti, l'unica caratteristica umana che hanno fatto propria è l'abilità di ingannare e distruggere. Tutto sommato, direi che il vostro insulso piano è stato un discreto fallimento. (Herrick)
  • Non l'hai ancora capito? Essere umani significa amare e fare sacrifici. Questa condizione non mi priva della mia umanità, anzi, ne è la prova. (George)

Stagione 2[modifica]

Episodio 1, Cura e contagio[modifica]

  • Ivan: Allora, è vero? Sei pulito?
    Mitchell: Sì. Dovresti provarci anche tu.
    Ivan: Oh sì, così un giorno anche io avrò un aspetto di merda.
  • Non sono cose facili da accettare. Sai, lupi mannari, fantasmi, vampiri. Non credevo nemmeno all'omeopatia prima. (Nina)
  • George: Senti, Annie, volevo chiederti, hai cominciato ad inzuppare i biscotti nel tuo tè, ora?
    Annie: Era il passo successivo più logico.
    George: Inzuppare biscotti che non puoi mangiare nel tè che non puoi bere è un passaggio logico?
  • Annie: Ho fatto domanda per un lavoro!
    George: Quale?
    Annie: Allora, è una cosa che ho sempre sognato.
    George: Sai, sposare Colin Firth non è tecnicamente un lavoro.
    Annie: Stanno cercando dei baristi al New Found Out.
    George: Il pub?
    Mitchell: È questo il lavoro che hai sempre sognato? Gesù, punti alle stelle.
  • Mitchell: Scusa... ti senti bene?
    Lucy: Ero una tirocinante all'ospedale Whittington di Londra. Avevo un fidanzato, un pesce rosso, una casa con il giardino. Quand'era il compleanno di qualcuno al lavoro bevevamo del vino nelle tazze e mangiavamo barrette di Twix. E sai una cosa? Era bellissimo. Ma visto che io sono un'idiota e dato che si trattava di una promozione, ho abbandonato tutto. Così io e il mio pesce rosso ci siamo trasferiti qui, dove i dottori hanno un acronimo per le pazienti poco attraenti. N.L.V.N.I.F, Non Le Verrei Nemmeno In Faccia. E l'altra sera sono rientrata a casa e il mio pesce rosso era sparito. Nessuna traccia del corpo, nessun biglietto. Niente. Quindi... no, non sto affatto bene.
    Mitchell: Hai un gatto? Perché è possibile che abbia mangiato il pesce.
    Lucy: Non ce l'ho. E comunque se l'avessi avuto credo che avrei considerato questa ipotesi.
    Mitchell: Un gatto si sarà intrufolato.
    Lucy: Già. Comunque, potresti levarti dalle palle per un po'?
  • Annie: Ehi, c'è un lupo mannaro che si chiama Nina in Buffy!
    Nina: Non l'ho mai visto.
    Annie: Io ho smesso di guardarlo quando... sai, ho iniziato a viverlo.

Episodio 2, Servi Dio, amami e guariscimi[modifica]

  • Mitchell: Posso immaginare quanto dev'essere dura per te. Ma possiamo insegnarti alcune cose, io e George.
    Nina: Cose come sedermi a comando e riportare gli oggetti? Senti, ti ringrazio. Ma sto, sto bene. Sul serio. Cioè, di certo non avevo considerato "lupo mannaro" come possibile sbocco lavorativo. Ma si sa, la vita è piena di delusioni. Quindi ci si regola di conseguenza, si passa al piano B.
  • George: Scusa, hai vissuto con qualcun altro prima di me?
    Mitchell: Cosa? Sì, con molte persone.
    George: "Molti" chi?
    Mitchell: Vampiri... persone... non lo so.
    George: Persone? Oh, capisco [...]
    Mitchell: Oddio. Non prenderla sul personale. Certo che ho vissuto con altre persone. Credi che abbia passato gli ultimi 100 anni aspettando che tu e i tuoi tre tipi diversi di aspirapolvere per tappezzeria vi faceste vivi?
  • Sono in una nuova città. Non ho una vita sociale a parte i cofanetti di West Wing. Non hai la minima idea di quanto un vampiro gay ravviverebbe la mia settimana. (Lucy)
  • Mitchell: Dopo 50 anni hai ancora la stessa macchina.
    Ivan: L'ho tenuta in deposito, sai come la penso. Se funziona, ha un bel corpo e ti piace starci dentro, perché liberarsene? È anche la ricetta per un matrimonio felice.
  • Mitchell: E se uscissimo allo scoperto, non come voleva Herrick, ma se solo potessimo smettere di nasconderci...
    Ivan: Cosa? Ti immagini una specie di coesistenza pacifica? Sarebbe il caos! Panico su scala mondiale! Ottimo per le religioni, specie per il cristianesimo. d'un tratto in chiesa resterebbero solo posti in piedi. E non appena sapessero dei vampiri, saprebbero dei lupi mannari e dei fantasmi. Sarebbero loro i prossimi. E una volta finito con noi, l'umanità si rivolterebbe contro sé stessa. Prima le altre religioni, ormai largamente minoritarie. Poi gli omosessuali, i disabili... sai come mi appare il futuro? Un culto forzato in chiese alte un miglio. E ogni Paese circondato da una barriera corallina fatta di ossa.
  • Ok, valgono due regole nella macchina di Ivan: niente cibo né bevande, e la musica la scelgo io. E stanotte ascolteremo la signorina Kate Bush. (Ivan)
  • Mitchell: Conosci quelle persone. Lavorano come informatici ma nel week-end si mettono quelle maglie piene di merletti e fingono di essere in un romanzo gotico. I ragazzi fanno finta di essere Dracula e le ragazze indossano tutte dei corsetti per sollevare il seno sotto le vestaglie. E poi si cambiano e tornano alla loro Ford Focus.
    Lucy: Quindi... la speranza è che qualche setta di pervertiti abbia rubato il suo corpo?
    Mitchell: Incrociamo le dita.

Episodio 3, Lunga vita al re[modifica]

  • Mitchell: Avete la minima idea di chi cazzo sia? Il mio nome è John Mitchell, e ho ucciso piu' persone di quante voi ne abbiate conosciute. Se ce l'ho fatta io, potete anche voi.
    Cara: Ci costringerai a disintossicarci? They tried to make me go to rehab and I said, no, no, no! [Testo di Rehab di Amy Winehouse]
  • George: Abbiamo deciso che devi fare la tua parte.
    Mitchell: Che significa?
    George: Non fai la spesa, non passi l'aspirapolvere. Credo che tu non sappia nemmeno cosa siano un paio di guanti Marigold.
    Mitchell: Non sono tipo da Marigold.
    George: Oh, e io sì?
    Annie: Ok. Sapete cosa? Credo che ci siamo tutti persi un po' di vista. Dobbiamo ricreare una squadra, dobbiamo legare, dobbiamo parlare. Quindi. George, inizia tu.
    George: [Rivolto a Mitchell] Stai bene?
    Mitchell: Sono stato meglio. Tu?
    George: Come te.
    Mitchell: Dovremmo uscire una di queste sere e sbronzarci.
    George: Sì, e' una buona idea [Silenzio]
    Annie: Tutto qua? È così che vi confidate?
    George: Che altro c'è da dire?
    Mitchell: Infatti. Si sente un po' giù, il che è piuttosto comprensibile. E io sono stressato, non c'è bisogno di trasformarlo in una puntata di Oprah.
    George: Esatto. Archivialo tra le "cose discusse".
    Mitchell: Ehi, George. Vuoi guardare The Real Hustle?
    George: Oh, mi piacerebbe molto, Mitchell. [Rivolto a Annie] Donne... Vi credete tali autorità, come se il vostro modo di gestire le emozioni fosse l'unico.
    Mitchell: Non è in onda!
    George: Sì che lo è. Alle 22.30.
    Mitchell: No, l'hanno spostato!
    George: Cosa? No, mi prendi in giro?
    Mitchell: Non ci posso credere!
    George: L'aspettavo con ansia!
    Mitchell: 22.30. Giovedì! È l'ora di Real Hustle, lo sa anche un cazzo di bambino!
    George: Non posso avere neanche una cosa bella nella vita?
    Mitchell: Divento matto quando spostano le cose!
    George: Non lo merito? Non mi merito una dannata briciola di felicità?
    Mitchell: Questo è troppo... dovremmo controllare? Ogni settimana? Come se non avessimo altro da fare? È una nostra responsabilità? Come se toccasse a noi...
    George: Avevo visto la pubblicità! Avrebbero fatto una truffa ai bancomat!
    Mitchell: Davvero? Mi sarebbe piaciuta da matti... Bastardi! Aaah! [Corre in cucina e si mette i guanti Marigold] Vado a lavare i piatti! Tutti contenti ora?
  • Mitchell: Se venissimo scoperti ci sarebbero enormi sofferenze da entrambe le parti. La storia ce lo dimostra.
    Quinn: No. La storia dimostra che il fine non giustifica mai i mezzi. È sempre la via che conduce all'inferno.
  • Mitchell: Che ne dici di andare a bere quella cosa?
    Lucy: Mi stai chiedendo di uscire in un obitorio?
    Mitchell: Beh, ci siamo incontrati in un bagno, quindi...

Episodio 4, Spirito guida[modifica]

  • George: Ho avuto un'illuminazione, Mitchell, una svolta. Sto facendo una lista!
    Mitchell: Una lista?
    Geroge: Le liste risolvono tutto. Scrivi una cosa sulla lista, fai questa cosa e poi la spunti. In questo modo si ristabilisce l'ordine e il mondo diventa un posto migliore.
  • Campbell: Il capo ha diritto al primo sorso.
    Mitchell: Quale parte di "niente sangue" non ti è chiara?
    Campbell: No, no, no, stavolta è diverso. Vuole che ci nutriamo di lei.
    Mitchell: Scusami?
    Campbell: L'abbiamo trovata su internet. Su un forum di Emo. Ce ne sono a dozzine. Parlano di vampiri e di tutta questa roba autolesionista da svitati. Una roba davvero tetra. Ad ogni modo, adorano l'idea di farsi bere il sangue. Sono come delle groupie. Non è meglio?
  • Sam: Tu hai avuto una vita pericolosa?
    George: Oh, sì.
    Sam: Quel lavoro da ausiliario?
    George: Era solo una copertura. In realtà io sono...
    Sam: Una spia?
    George: Beh, stavo per dire supereroe, ma va bene lo stesso.
    Sam: E quali erano i tuoi poteri?
    George: Estrema villosità.
  • Mitchell: Averti come ragazzo copertina non ha fatto male.
    Ivan: Inizierò a firmare autografi fra un po'. È come essere in una fottuta boy band.
    Mitchell: Il pensiero di te in una boy band è inquietante sotto vari punti di vista.
    Ivan: La cosa bella delle boy band è che si tratta solo di immagine, no? Dietro le quinte possono... vestirsi da ragazzine scout, sniffare coca, trombarsi cigni.
  • Sykes: D'ora in poi la porta sarà una tua scelta.
    Annie: Perché dovrei mai scegliere di oltrepassarla?
    Sykes: Il mondo ti cambierà intorno. Vedrai gente innamorarsi, fare figli, invecchiare e morire. Sarà come guardare il mondo da dietro un muro di vetro. E prima o poi lo troverai insopportabile.

Episodio 5, Lo specchio[modifica]

  • George: Come si chiama il tuo gatto, Molly?
    Molly: Molly.
    George: Il tuo gatto si chiama Molly e tu ti chiami Molly?
    Molly: A mio padre piaceva molto come nome.
  • Una delle poche cose che mi piacciono di te è che non chiami la cena "spuntino". Ci sono molte cose che odio di questo mondo moderno: la secolarizzazione, le notizie di gossip... ma "spuntino"... spuntino è da barbari. (Kemp)
  • Bisogna nutrire il mostro. È come mantenere una palla in aria. Se cade... devi nutrirlo, perché altrimenti... si insinua. E non è crisi d'astinenza. È terrore. Cominci a vedere di nuovo le loro facce. Pensi di averli dimenticati ma ritornano. Il profumo dei loro capelli, il sapore delle loro labbra... l'ultima cosa che hanno detto. L'unico modo per fermarli è uccidere di nuovo. Capisci, non è una dipendenza. È codardia. (Mitchell)
  • George: Ok, il nome da nubile di mia madre è Herrod, la mia password per internet è "password1", non mi interessano gli sport competitivi e preferisco la lager alla birra classica. Non capisco la pesca, perché andare a pescare? Ho paura del cancro. Avanzo obiezioni ipocrite ai fast food e ho perso la verginità su una chiatta a Tring.
    Sam: Colore preferito?
    George: Gommagutta. Sul marrone-arancio.
  • Hai mai letto Lewis Carroll? C'è questo mondo infantile, un mondo sotto-sopra, dove il su è giù e gli animali parlano. È folle. Mi piace. Ed è molto simile a essere un vampiro. Vedi, abbiamo oltrepassato lo specchio, Mitchell. E tutte quelle... quelle qualità che avevamo quando eravamo umani... la misericordia per esempio, una splendida qualità in un uomo ma un tale lusso adesso. Ti racconterò un segreto, ma penso che tu lo conosca già. La personalità non cambia quando diventi un vampiro. È una piccola bugia che diciamo ai nuovi per aiutarli nelle prime uccisioni. "Oh, cosa mi sta succedendo?" Gnam, gnam. Non cambia la personalità. La libera. Un vampiro... è l'unico uomo veramente libero. [...] Il mondo è suo. L'unico limite... è la sua immaginazione. (Herrick)

Episodio 6, Al mattino[modifica]

  • George: Annie, proprio non capisco, pensavo fossi d'accordo! Vieni qui, dai... sciocchina di un'orsacchiotta!
    Annie: Ero d'accordo... prima! [...] Non pensavo che l'avresti fatto sul serio, pensavo che questo periodo sarebbe... sai, come quando ti eri convinto di mettere quei jeans skinny...
    Mitchell: Jeans skinny?
    George: Era una conversazione privata...
    Mitchell: Sul serio?
    George: Era un momento di follia....
    Annie: No, George! Questo è un momento di follia, non puoi andare a vivere con una che hai appena iniziato a frequentare! Diglielo Mitchell!
    Mitchell: Jeans skinny, George?!
  • George: Faccio parte di una squadra... di toboga.
    Sam: Hai appena detto toboga?
    George: Già... sì, l'ho detto.
    Sam: Quindi, tu e Mitchell andate... in toboga? A Liverpool?
    George: Sì. Ci piace. Andare in... toboga.
  • Lucy: È il tuo mondo, Mitchell. È in ogni cellula. Non puoi cambiare di punto in bianco.
    Mitchell: Posso.
    Lucy: Non sei abbastanza forte. Ritorna. Ti ritrova sempre.
    Mitchell: Non questa volta.
    Lucy: Perché? Cosa c'è di diverso questa volta?
    Mitchell: Ci sei tu.
  • Ivan: Non hai idea della fatica che comporta, non posso guidarli, neppure dando il buon esempio. Sono a un passo dal fare fuori un intero supermercato!
    Mitchell: Allora questo è l'ideale! Ti darà qualcosa su cui concentrarti. È questo il problema con i vampiri, troppa introspezione del cazzo!
    Ivan: Mitchell, dovrai trovare qualcun altro, amico.
    Mitchell: Ho conosciuto una persona. Non posso stare con lei e fare parte di questo mondo. So che è chiedere molto, so che è un grosso favore, ma io non posso... lei è la mia via d'uscita da questo caos. Potrebbe essere la mia ultima possibilità. E se... lascia perdere, non importa.
    Ivan: Dovevi dirmi che si trattava di amore. Ora lo capisco. Noi tutti conduciamo vite lunghe e spaventose. Ma io ho la mia Daisy... chiunque si merita una Daisy.

Episodio 7, Guasto[modifica]

  • Ivan: Incontrerai qualcuno che sarà un milionesimo di quello che speravi, ma te lo farai bastare. E questo sarà solo il primo dei tuoi sogni ad infrangersi. Diventerai gretta e provinciale come tutti quelli che ti circondano, mostrando fiera i tuoi pregiudizi come fossero trofei. Quella bella bocca diventerà meschina, sottile e serrata. Una vita senza significato. Che non aggiunge nulla. E quando sarà finita neanche Pearl [la figlia] brindera' a te.
    Daisy: Non puoi saperlo. Come fai a dirlo?
    Ivan: Perché ogni vita umana è solo l'ennesima storia scritta dallo stesso autore.
  • George: Allora... lei sa il perché della nostra condizione?
    Kemp: Siete posseduti.
    George: Sono posseduto?
    Kemp: Da Satana.
    George: Ok, grazie mille per essere venuto.
  • Nina: Dici che la nostra è una maledizione. Perché è più facile credere a una maledizione che a una possessione?
    Kemp: Nina ha ragione, George. Non puoi scegliere solo gli aspetti della fede che più ti aggradano. Se credi ai miracoli di Dio devi credere anche a quelli di Satana.
  • George: Siamo mostri, Annie. Confonderci fra gli umani è fuorviante e pericoloso. E prima ci allontaniamo dagli altri meglio è.
    Annie: Allora vengo con te.
    George: Cosa? Perché?
    Annie: Dio solo sa cosa ti farà quella gente.
    George: Annie, è un prete cattolico.
    Annie: Appunto.
  • Mitchell: George. Sei mio amico, vero?
    George: Sempre.
    Mitchell: Qualunque cosa tu sia quando lasci quel posto... stai lontano dalle città. Le città non saranno sicure ancora a lungo.

Episodio 8, Tutti i figli di Dio[modifica]

  • Annie: Perché sei qui?
    George: Da quando ho trasmesso a Nina... da quando Nina è stata colpita dalla maledizione, non mi ha mai chiesto nulla, tranne questo.
  • George: Pensavo fossi una scienziata.
    Lucy: La fede era il mio sporco segreto. Sono uscita allo scoperto scrivendo un libro sul disegno intelligente.
    George: Disegno intelligente? E come la presero gli altri scienziati?
    Lucy: Nascosero tutte le mie cose e disegnarono un cazzo sul retro del mio camice.
  • George: Mi innervosisci. È come se tutti i miei sensi mi dicessero che sei pericolosa.
    Lucy: Lo sono.
    George: Come, scusa?
    Lucy: Non per te. Non sono i tuoi sensi. C'è una creatura dentro di te. Kemp la chiama demone, ma mi guarda attraverso i tuoi occhi e sa cosa sto per fare.
    George: È buffo, perché mi sembra proprio che venga da me.
  • George: Il ragazzino con la Bibbia che ci ha portato qui era pieno di adrenalina. Non hai sentito l'odore?
    Nina: Non distinguo ancora gli odori. Ora penso che puzzino tutti.
  • Mitchell: Volevamo solo essere lasciati in pace.
    Lucy: Voi non potete essere lasciati in pace! Non meritate di avere una vita, amanti e speranze. Siete velenosi. State vestendo i panni di altre persone. Voi non siete umani.
    Mitchell: Hai una visuale davvero ridotta del mondo. Dio creò l'uomo a sua immagine, e se questo includesse anche la sua rabbia? E il suo rancore? E la sua indifferenza, e la sua crudeltà? E se Dio avesse creato anche noi? Siamo tutti figli suoi, capisci? Forse Dio è un po' bastardo. Guarda noi due. Siamo ricoperti del sangue di altre persone e parliamo di moralità. Ma c'è una differenza fra me e te. Tu potevi scegliere.
  • Nina: Perché la cosa giusta devono farla sempre le vittime?
    Mitchell: Perché dev'esserci una differenza fra noi e loro.
  • George: Che succede ora, Mitchell?
    Mitchell: La riporteremo indietro.

Stagione 3[modifica]

Episodio 1, Lia[modifica]

  • Mitchell: C'era Annie! Era sullo schermo!
    George: Cosa? Scherzi?
    Nina: Sta bene? Che cosa ha detto!
    Mitchell: Non abbiamo più tempo! [L'agente immobiliare li sta fissando con aria confusa]
    George: È la nostra amica, è... è ne L'ispettore Barnaby.
  • Nina: [Entra in camera in lingerie e una pettinatura sexy] Mi era avanzato qualcosina dopo aver fatto la spesa e ho pensato che sarebbe stato carino avere qualcosa per... sai, noi. Quindi... [indica i capelli]... e quindi... [indica il completo intimo] Era questo o la palestra fuori dall'ora di punta.
    George: Hai assolutamente fatto la scelta giusta.
  • Sopporterò qualsiasi cosa. La morte, Dio, il diavolo, non ho paura di niente. (Mitchell)
  • Mitchell: Tu non hai nessuna colpa. Tutto quello che è successo sarebbe successo molto prima e in modo molto peggiore se non ti avessi incontrato.
    George: Vedi solo di tornare.
  • Lia: So che sei un vampiro. Posso dirlo o hai problemi con quel termine? Perché ho un cugino su una sedia a rotelle, una volta l'ho chiamato disabile e mi è passato sopra il piede.
    Mitchell: Che altro?
    Lia: Solo che sei un gran figo.
  • Mitchell: Sono un animale! Non mi merito pietà né perdono. Sono un assassino. Non potevo farne a meno... mi piaceva farlo... la sensazione, il potere. Ero morto ma non mi ero mai sentito così vivo. Non ero più umano. Non avevo più una coscienza. Ero libero. È a questo che non potevo fare a meno. Mi sono aperto un varco nel mondo. Mi sono lasciato dietro una scia di sangue lunga mille miglia. Sono una malattia. Sono una piaga. Mi dispiace. Mi dispiace tanto...
    Lia: Puoi riavere indietro Annie. Ma c'è un prezzo da pagare.
    Mitchell: Resterò qui. Voglio che mi porti davanti a tutte le mie vittime. Voglio sentire quella sensazione. Voglio soffrire... non voglio più nascondermi. La rivoglio indietro e basta!
    Lia: Non è così semplice. Il momento e la causa della tua morte sono già stati stabiliti. Ma ci sono cose che devono succedere prima. Vedi, tu sei il capitolo finale della storia di qualcun altro. E loro devono completare il loro viaggio, e per farlo... devono uccidere te.
    Mitchell: Cosa?
    Lia: Verrai ucciso da un lupo mannaro. Un proiettile a forma di lupo. Bang!
  • Mitchell ti sta aspettando. C'è qualcosa tra voi due? Cioè, è venuto fino in Purgatorio per ritrovarti. Il tatuaggio del mio ex ragazzo impallidisce al confronto. (Lia)
  • Mi chiamo Annie Clare Sawyer e due anni fa sono morta. Ma da molti punti di vista, è solo allora che la mia vita è iniziata. Circondata dagli orrori ho conosciuto l'amicizia e la lealtà, il sacrificio e il coraggio. "Umanità" non è l'appartenenza a una specie, è una condizione mentale [...] La nostra fortuna è stata grande quanto la nostra maledizione. In questa piccola enclave delle anime perdute, ho visto la parte migliore dell'essere umano. (Annie)

Episodio 2, La famiglia di Adam[modifica]

  • George: Casa, dolce casa.
    Adam: È un buco del cazzo.
    George: Sì, ma è il nostro buco del cazzo quindi usa un po' di educazione.
  • Adam: Mitchell? Un altro fantasma? Cazzo, siamo a Hogwarts?
    Annie: No... veramente Mitchell è un vampiro.
    Adam: Vamp... finalmente uno normale.
  • Numero 7: Come butta?
    George: Non troppo male, sì. A lei?
    Numero 7: Sì... Non mi posso lamentare. Siete di Penarth?
    George: No. Barry. Sì, infatti, abbiamo preso la B4267.
    Numero 7: Sì, bella strada eh? Che macchina guida?
    George: È una...
    Nina: George?! Stai chiacchierando con un tipo in un costume sadomaso.
  • Vede, la depravazione del cuore umano non conosce limiti. Esprima il suo desiderio più oscuro e da qualche parte, là fuori, nella folla sudata dell'umanità, troverà qualcuno ben contento di gratificarlo. (Richard)
  • George: Sono sicuro che si troverà bene. Cioè, hanno una televisione enorme.
    Nina: Oof, gigante.
    George: Tutta la casa era arredata con la massima eleganza.
    Nina: Sì, era così pulita.
    George: Immacolata. Cioe'... Richard ed Emma erano un po'... eccentrici, forse?
    Nina: Direi... all'antica.
    George: Vero?
    Nina: Sì, proprio... ehm...
    George: Beh, perversi...
    Nina: Indecenti. Proprio stronzi.
    George: Una coppia di assolutamente perversi stronzi indecenti e razzisti.
    Nina: Abbiamo lasciato un ragazzino vulnerabile con due persone che non solo hanno un istinto omicida ma sono anche orribili pervertiti.
  • Adam: La voglia di sangue tornerà, come la combatto?
    Mitchell: Ti circondi di brava gente, trovi qualcuno migliore di te. Perché così, quando fallisci, devi scontrarti con la loro delusione. Ed è questo a farti rimanere chi sei.

Episodio 3, Un nuovo arrivo[modifica]

  • Mitchell: Penso che Annie si sia invaghita di me.
    George: Era ora!
    Mitchell: Lo sapevi già?
    George: Mitchell, Annie ha molte doti, ma certo non è brava a dissimulare. L'hai salvata e riportata indietro dall'Inferno. Certe cose fanno girare la testa a una ragazza.
    Mitchell: Da quanto tempo lo sai?
    George: Non... non so. Due settimane. Più o meno da quando è tornata. E, per il futuro, nessuno dice "invaghirsi" oggi.
    Mitchell: E non hai pensato di dirmelo?
    George: No, perché non siamo alle medie. Davvero... davvero non avevi intuito nulla? Tutta quella storia dell'angelo custode.
    Mitchell: Ok, quindi non te l'ha detto esplicitamente?
    George: Oh, wow. Siamo proprio alle medie.
    George: No, non mi ha detto che si è... "invaghita" di te. Non ne ha bisogno. Il suo linguaggio del corpo è assordante.
  • Mitchell: Dobbiamo farla entrare.
    George: Cosa?
    Mitchell: C'è un cadavere sbronzo e urlante sulla nostra soglia!
    George: Bene, e vuoi un cadavere sbronzo e urlante dentro casa?
  • Mitchell: Allora... come dovremmo chiamarti?
    Sasha: Puoi chiamarmi come vuoi, dolcezza.
    Anna: [Le tira i capelli con la piastra di proposito] Scusa! Guarda, si sono impigliati, ti si sono impigliati i capelli. Scusa.
    Sasha: Non ti preoccupare, cara. Si vede che non sei abituata ai trattamenti di bellezza.
    Mitchell: Beh... io sono Mitchell.
    Sasha: Io sono Sasha... come l'album di Beyoncé.
  • George: Mitchell, cosa diavolo è?
    Mitchell: E che diavolo ne so io?
    George: Beh, almeno non ci ha attaccati, di solito non attaccano le persone?
    Mitchell: No, di solito non fanno un bel niente perché di solito non esistono.
  • George: Senti, sta marcendo, puzza di carne andata a male!
    Annie: Non essere così mortista!
    George: Scusa?
    Annie: È come razzista, ma con i morti!
  • Sasha: Tutto passa. Tutto si dissolve. L'aspetto, i soldi, amanti, amici...
    Annie: Non tutti gli amici.
    Sasha: No. Non tutti gli amici. E quelli che rimangono fino alla fine sono quelli veri.
  • George? Ti piacerebbe avere un piccolo bambino peloso con me? (Nina)

Episodio 4, Il branco[modifica]

  • Nina: George, sei sicuro che non ci siamo persi?
    George: Ho tre distintivi di orienteering sulla mia uniforme. Io non mi perdo.
    Nina: Eri un boy scout?
    George: Beh, un lupetto [Nina ride] Che c'e'?
    Nina: Lupetto.
  • Sapete quando vi si rompono le ossa? Si riaggiustano. Più dure. E quando si lacera la pelle... si rimargina. Più resistente. La maledizione non fa del male. Rende più forti. (McNair)
  • Senti, il mio primo ragazzo mi fece delle foto nuda mentre dormivo e le mise su Internet. Il mio secondo ragazzo si ubriacò e chiese a mia madre di fare una cosa a tre. Il mio terzo ragazzo mi ha spinto giù dalle scale e mi ha ucciso. Perciò, per quanto mi riguarda, un vampiro è un tipo da sposare dati i precedenti. (Annie)
  • McNair: Che ragazza adorabile.
    Mitchell: Non devi parlarci. Non devi nemmeno guardarla.
    McNair: Beh, per fortuna è già morta. Ti risparmia la fatica di ucciderla, prima o poi.
  • Annie: Tu rimorchi una ragazza, io le tengo la mano, o quel che è... tu senti lei e io sento te attraverso di lei.
    Mitchell: Oddio, e dici anche sul serio.
    Annie: Che ne dici di lei? Mi assomiglia un po'. Una versione un po' più in carne, più vecchia e più pallida, però... niente tipe cotonate e assolutamente niente bionde.
  • George: [Sulla scelta dei nomi per il bambino] Che ne dici di... Gina? È un'unione di George e Nina.
    Nina: Beh... sempre meglio di Norge.
    George: Annie e Mitchell non hanno ancora detto niente. Si sta facendo imbarazzante. Forse pensano che saremmo contrari [alla loro relazione]
    Nina: Beh, però lo siamo, no?
    George: Perché?
    Nina: Vediamo, lei è un sagittario... mentre lui è un pluriomicida di 117 anni.
  • Il sesso è questo per me... è un'arma. Non è mai stato per amore. Nemmeno per lussuria. È solo... è solo per il sangue. Ma noi possiamo avere qualcosa di meglio. Qualcosa di puro. Ho fatto tantissime cose terribili, Annie, mio Dio. Magari è per questo che non credo nel destino. Sono stanco di essere manipolato. Sono schiavo della fame da quasi 100 anni. Ma con te... tu mi dai un motivo per riprendere il controllo della mia vita. Mi dai un motivo per ricominciare da zero. (Mitchell)

Episodio 5, Il giorno più lungo[modifica]

  • George: Sono i Testimoni di Geova? Sapevo che dovevo trattarli peggio.
    Annie: Sono i servizi sociali, sicuramente. Ha l'aria esausta e dei capelli orribili.
    George: Cosa? Cosa? Cosa? Cosa? Cosa? Cosa? Cosa? Cosa cosa cosa cosa cosa cosa cosa vogliono?
  • Presto sarò padre. Devo insegnare a mio figlio come vivere. Devo insegnare a mio figlio o a mia figlia cosa vuol dire essere umani. E che se qualcuno merita il perdono, qualsiasi cosa abbia fatto, può essere perdonato dei suoi peccati. Non importa quanto siano gravi. Questa è la prova definitiva. Sei il miglior amico che abbia mai avuto. E probabilmente che avrò mai. Ma ti volterò le spalle se lo fai. Ti cancellerò dai miei ricordi e non ti menzionerò mai più. Non dirò mai a mio figlio o a mia figlia che avevo un amico di nome Mitchell. Sarà come se non ci fossimo mai incontrati. Questo è quanto. Ora fai la tua scelta. (George)
  • Herrick: Cosa sei tu?
    Annie: Cosa sono io? Una che ti tiene d'occhio. Ecco cosa sono. Ti tengo d'occhio, omuncolo.

Episodio 6, Il ritorno a casa[modifica]

  • George: Mi piace guardarti mentre dormi. Ti guardo e penso "È mia. È tutta mia".
    Nina: Che dolce. Inquietante e un po' alla Ted Bundy, ma dolce.
  • Allora, posso portarti qualcosa? Un po' di caffè? Un po' di tè? Un po' di me? (Annie)
  • Nina: Lui com'era? [il padre di George]
    George: Noioso. Guardavo gli altri bambini a scuola e c'erano sempre drammi. Il padre di uno era alcolizzato, quello di un altro giocava d'azzardo, i genitori di qualcuno divorziavano. Insomma, dal di fuori sembrava tutto stupendo. Invece mio padre lavorava sodo, non si è mai dato al gioco e credo di non averlo nemmeno mai sentito alzare la voce. È, era... normale, noioso. Credo di non aver mai capito quanto tutto questo fosse splendido.
  • Nancy: Lei è John Mitchell?
    Mitchell: Sì.
    Nancy: Sono il detective Reid della polizia investigativa, vorrei farle qualche domanda. Se potesse rispondere sarebbe fantastico, se non può va bene lo stesso, tanto sono tutte cazzate.
  • Mio Dio, questo tè è buonissimo. Sul serio, mi sono scopata della gente per molto meno. Avete dei... biscotti? (Nancy)
  • Mitchell: Ti hanno mandata per verificare...
    Nancy: Potenziali indizi. Qualcuno ha detto che potresti avere informazioni.
    Mitchell: Io? Perché dovrei avere qualche informazione? Perché qualcuno l'avrebbe detto?
    Nancy: Probabilmente è qualcuno che hai fatto incazzare. Magari... un'ex fidanzata o... uno dei vicini? Magari non gli piacciono i tuoi capelli o trovano il tuo accento davvero fastidioso.
  • George [sul film Titanic]: Non ci credo che non l'hai mai visto.
    George Senior: Non credevo mi sarebbe piaciuto.
    George: Cioè, più di millecinquecento persone che annegano mentre Céline Dion urla come un'ossessa, come potrebbe non piacere?
    George Senior: Be', non poteva farsi un po' da parte? Quel pezzo di legno su cui galleggiava lei era enorme.
  • Mitchell: Abbiamo un codice [i vampiri] Non è onorevole, ma noi dobbiamo attenerci ad esso, Annie. Va bene?
    Annie: Noi? L'unico noi siamo io e te.

Episodio 7, Giustizia ad ogni costo[modifica]

  • Herrick: Sai, credo che lo shock piu' grande per me, più del sapere dell'esistenza dei vampiri, dei lupi mannari, dei fantasmi sia stato sapere che fino a quel momento mi era stato permesso di vivere. Una volta sollevato il sipario e vista la vera natura della natura capii che queste creature da incubo ci avevano permesso di prendere momentaneamente il loro posto. I mostri erano stati clementi. Ma era una tranquillità molto fragile. Come una tigre in una gabbia di carta. In qualsiasi momento potevano evadere e distruggere il mondo.
  • Annie: Se si fosse trattato di me? Se io non fossi morta e fossi salita su quel treno, e se ci fosse salita anche Daisy, e se fosse stata mia la foto su quella parete e non di Lia, che avresti fatto?
    Mitchell: Non ti avrei conosciuta.
    Annie: Stiamo giocando al mio gioco.
    Mitchell: Avrei ridotto il mondo a brandelli.
  • Tom: Voialtri imprecate veramente un sacco, eh? Solo un'osservazione. McNair dice che è indice di un vocabolario limitato.
    George: Oh, davvero? Beh, veramente io parlo sei lingue e McNair puo' levarsi dalle palle.
  • La prima volta che ci siamo incontrati, eravamo dei soldati. Sai che la guerra è reale. È come essere su un altro pianeta. Gli uomini sono costretti a fare cose che non si sarebbero mai neanche sognati. Cose che sembrano davvero terribili, delle eresie. Ma durante una guerra queste stesse cose possono diventare eroiche. Altruistiche. Possono salvare delle vite. (Mitchell)
  • Non devi avere paura, Mitchell. Qualunque cosa ti faranno, dovunque ti porteranno, io sarò con te e non sarai solo [...] Lascia che ti arrestino. Fallo per me. Ti prego, Mitchell. Ti prego. Basta uccidere. (Annie)
  • Agente di custodia: Il suo nome, signore.
    Mitchell: Fottiti!
    Agente di custodia: Data di nascita, signor "Fottiti"?
    Mitchell: Dovete lasciarmi andare. Non siete pronti. Nessuno di voi lo è.
    Agente di custodia: Data di nascita.
    Mitchell: 29 luglio 1893, ma vi prego, vi prego, lasciatemi andare!

Episodio 8, Il proiettile a forma di lupo[modifica]

  • Mitchell: Materializzati nel corridoio, prendi le chiavi e fammi uscire. Senza di me non ci sono prove.
    Annie: Ti porto una tazza di tè e un Kit Kat se vuoi.
  • Herrick: Prima lasci che George mi strappi la testa per il bene dell'umanità e dopo massacri venti umani nel vagone di un treno. Diamine quanto sei volubile!
    Mitchell: Già, non mi aspetto che tu capisca. Sei sempre stato piuttosto coerente di carattere.
    Herrick: Quella era una frecciatina! Ascolta, una cosa è il naturale flusso e riflusso della personalità, un'altra è essere matto come un cavallo.
  • Lia: Oh, Annie, me lo sono inventato! Così, su due piedi. Volevo solo tormentare la mente di Mitchell. Il proiettile a forma di lupo. Volevo creare una rottura tra lui e George e Nina, ma invece che insospettirsi di loro si è concentrato tutto sugli altri due. Tom e... come si chiamava? Mclntyre, Mclntosh? Fa lo stesso. Annie, non ci hai creduto sul serio, vero? Non posso controllare le persone. Non posso prevedere il futuro. Guardi troppa televisione.
    Annie: Se non c'è nessuna profezia, allora... perché sta accadendo tutto questo?
    Lia: Beh, quello di cui devi preoccuparti davvero è che una profezia a volte si avvera da sè.
  • Ho visto lo sguardo di disprezzo sul volto del mio migliore amico e allora ho capito che tutto questo deve finire. ('Mitchell)
  • Herrick: Ci troviamo un bel paesino inglese, faccio qualche telefonata. Wotton-Under-Edge, che ne pensi? Se ci piace possiamo farlo diventare la nostra nuova capitale.
    Mitchell: Prima voglio mostrarti una cosa. Tu mi hai arruolato. Mi hai condotto in questo incredibile mondo. E so di aver fatto delle cose terribili ma ho anche visto delle cose straordinarie. Ho più ricordi di quanto meriti, Herrick. Ed è a causa tua. E così in cambio voglio darti questo [Un bellissimo tramonto sul mare]
    Herrick: Guarda questo mondo. Come ti fa sentire sapere che presto tutto questo sarà nostro?
    Mitchell: Non capisci? Lo è sempre stato. [Mitchell pugnala al cuore Herrick]
  • Wyndam: Voglio che riferiate un messaggio ad ogni lupo mannaro, ogni fantasma, ogni vampiro che incrociate. Dovrete dirgli che il mondo ha una nuova gestione. È una nuova genesi. Riferite questo. Ha inizio l'era dei vampiri. [George afferra un paletto di legno] Oh, George, sul serio? [George si gira e colpisce Mitchell al cuore]
    George: [Rivolto a Mitchell] Lo sto facendo perché ti voglio bene.
    Mitchell: Lo so [Mitchell diventa cenere]
    George: [Nina, George e Annie si voltano verso Wyndam] Credo che incontrerai un bel po' di resistenza.

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