Buddhismo Mahāyāna

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Murale di un bodhisattva. Cina, X secolo.

Citazioni sul Buddhismo Mahāyāna, o Grande Veicolo.

Citazioni[modifica]

  • Ascoltando l'insegnamento del Grande Veicolo, vi sono coloro che non ci credono e lo respingono. È come un ignorante a cui non piaccia lo spazio stesso e cerchi di uscirne. Un osservatore che abbia pietà dell'ignorante e cerchi di richiamarlo nello spazio è pure un ignorante. E lo è pure chi ha pietà di coloro che hanno abbandonato il Grande Veicolo e cerca di farli rientrare. (Da Sutra sulla considerazione dei benefici[1])
  • Il Maestro ha voluto provocare il nostro spirito critico, affinché, studiando la sua dottrina, potessimo scandagliare noi stessi. [...] Nel Grande Veicolo si colse l'esigenza di un siffatto orientamento. Per esempio, un importante passo di una raccolta del Ch'an, una scuola del Buddhismo cinese, indica la necessità di svincolarsi anche dall'attaccamento al Dhamma. Finché non si dimentica pure il Dhamma, si coltiva ancora il senso di sé, cioè l'illusione di costituire un'individualità separata nei confronti delle creature. Ci si attacca a una visione, a un'opinione, e si è incapaci di unirsi, in perfetta compassione, a tutti gli esseri. (Leonardo Vittorio Arena)
  • Il nirvāṇa non è lo svanire in uno stato di assoluta non-esistenza – cosa impossibile finché dobbiamo fare i conti con i fatti reali della vita – preso nel suo significato ultimo, il nirvāṇa è invece una affermazione, una affermazione di là da qualsiasi specie di antitesi. Questa comprensione metafisica del problema fondamentale del buddhismo forma la caratteristica della filosofia mahāyānica. (Daisetsu Teitarō Suzuki)
  • L'assenza di afflizione è nirvana. E l'assenza di fenomeni mentali è l'altra riva. Questa riva esiste quando sei illuso. Non esiste quando ti risvegli. I mortali stanno su questa riva. Ma coloro che scoprono il più grande di tutti i veicoli non sono né su questa né sull'altra riva. (Bodhidharma)
  • Parlare di ignoranza e di illuminazione, di bodhi e di kleça (sapienza e passioni), come termini di una antitesi insuscettibili ad essere risolti in una unità, non è mahāyānico. Il Mahāyāna condanna ogni forma di dualismo, perché il dualismo non esprime la verità ultima. (Huìnéng)

Note[modifica]

  1. Citato in Musō Soseki, Buddismo e Zen, a cura di Thomas Cleary, traduzione di Roberto Sorgo, Gruppo Editoriale Armenia, Milano, 1996, p. 117.

Voci correlate[modifica]

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