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Capitano (sport)

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Il calciatore Raúl González Blanco, capitano del Real Madrid, indossa al braccio sinistro la fascia che ne identifica il ruolo (2007)

Citazioni sul capitano inteso come giocatore di una squadra di sport con funzioni particolari.

  • [«Da capitano, il suo compito?»] Aiutare le mie compagne. Con un gesto, una parola, uno sguardo. Con un esempio, una voglia, un'energia. Ecco: devo creare energie positive. E so che le mie compagne me le restituiranno sotto forma di fiducia. [...] È comunque, quello del capitano, un ruolo che dà e toglie energie, che comporta onori e oneri, che comporta anche errori. [...] Io sbaglio quando cerco di caricarmi di troppe responsabilità. (Elisa Giordano)
  • Al di là degli aspetti formali il capitano è colui che deve trascinare, guidare, consigliare. Credo sia questa la vera essenza del ruolo. (Massimo Colaci)
  • Cerco di guidare il gruppo condividendo la leadership, rendendola collettiva un po' alla volta: è molto bello perché aumenta il riconoscimento degli altri nel tuo ruolo di leader. All'inizio [...] si vuol cercare di gestire tutto, poi capisci che devi essere un riferimento naturale, e non perché fai cento cose tutte insieme: così costruisci la tua credibilità dentro la squadra. (Sofia Stefan)
  • I veri capitani possono morire o anche scegliere di morire, ma dimenticarli è impossibile. (Gianni Mura)
  • Il capitano, che nel rugby non è una fascia bianca al braccio del più pagato: lì il capitano è il cuore e i marroni della squadra, uno che quando pensi mi arrendo lo guardi e ti senti un verme. (Alessandro Baricco)
  • Il capitano è il primo a impegnarsi per gli obiettivi che vengono stabiliti dal gruppo, e deve dare l'esempio per rafforzarli. (Alexia Putellas)
  • Io sono un capitano che non parla molto, preferisco i fatti. Mi piace essere breve e concisa, non amo i discorsoni. Quando parlo, però, spero sempre che le mie parole diano una spinta alle mie compagne. (Valentina Bergamaschi)
  • Ho avuto capitani esemplari nella mia carriera, per questo ho preso tanti spunti positivi. Io non sono un capitano che urla o vende fumo, preferisco parlare coi miei compagni in ambito privato, magari in settimana o nello spogliatoio. Chiaramente a volte la tensione va a mille e capita di gridare per svegliare qualcuno, soprattutto i giovani. I ragazzi di oggi dopo due partite spesso si sentono arrivati, io cerco di far capire loro cosa non va attraverso la mia esperienza. Anche io sono stato giovane e facevo tante cavolate, sbagliando si impara, ma se puoi sbagliare meno è meglio. (Alejandro Gómez)
  • Pensate che quando ero ragazzino, avrò avuto 15 anni, prima di una partita l'allenatore mi promosse capitano. Finita la gara gli dissi che non l'avrei fatto mai più perché mi sentivo diverso dagli altri con quella fascia al braccio. Rifiutai per molto tempo, era una sensazione strana. [...] Ovviamente con gli anni sono cambiato, non mi sento più diverso, ma spesso ripenso a quell'episodio. (Lilian Thuram)
  • Sono abituato ad essere protagonista. Ma se da capitano posso aiutare la squadra anche solo facendo il tifoso dalla panchina, faccio pure quello. (Aleksandar Atanasijević)
  • Sono anche convinta che non serva una fascia per essere un leader. Ci sono giocatori che pur non passando mai dal ruolo di capitano, sono altrettanto punti di riferimento all'interno del gruppo perché sono leader a modo loro, ognuna con qualcosa capace di trascinare il gruppo. (Miriam Sylla)
  • Un capitano serve alla squadra solo se sa parlare agli arbitri, al tecnico, ai dirigenti. Perciò devono essere i compagni e l'allenatore a sceglierlo, magari con una votazione segreta. [«Pausa a effetto»] Sia chiaro che a quel punto scenderei in campagna elettorale. (Gianluca Vialli)

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