Carlo Emanuele Buscaglia

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Carlo Emanuele Buscaglia

Carlo Emanuele Buscaglia (1915 – 1944), aviatore italiano.

Citazioni di Carlo Emanuele Buscaglia[modifica]

  • «Il nostro teatro di operazioni sarà sempre il Mediterraneo occidentale. Voi avete a bordo il goniometro per rilevare le stazioni della Sicilia e della Sardegna, avete la bussola e il direzionale che dovete usare con diligenza e con grande fiducia, ma soprattutto dovete avere le idee chiare sulla zona di mare che vi troverete a sorvolare; se un giorno avrete dei dubbi, ricordate questa semplice regola: se state navigando verso Gibilterra e volete avere un riferimento, spostatevi sulla sinistra: entro poco tempo troverete la terra. Al rientro vale l'inverso.»[1]
  • «Malta è in condizioni di grande difficoltà, l'Inghilterra sta cercando di fare l'impossibile per rifornirla di materiali da guerra e di viveri per la popolazione; per raggiungere questo scopo ha organizzato due grossi convogli scortati da tutte le forze navali disponibili; a noi interessa il convoglio che è entrato in Mediterraneo da Gibilterra nella notte del 12. Questo convoglio arrverà in zona di attacco per i nostri velivoli nella mattinata o nel pomeriggio del 14; noi, pertanto, domani mattina partiremo per Castelvetrano e lì attenderemo gli ordini di operazione. Il compito assegnatoci è quello di superare lo sbarramento delle navi da guerra e di colpire le navi da trasporto; ripeto, dobbiamo trascurare le navi da guerra e cercare di colpire e di affondare le navi da carico; a Malta non deve arrivare neanche uno dei sei piroscafi e delle sei motozattere partiti da Gibilterra. Credo di essere stato chiaro, se qualcuno non ha capito bene e vuole delucidazioni, può parlare.»[2]
  • «Questi avvenimenti non ci devono impressionare oltre un certo limite. Per noi non è cambiato nulla: siamo soldati e finché c'è guerra dobbiamo combattere: cercherò di evitare rischi e sacrifici inutili, ma è bene che tutti sappiano che è arrivata la fase più dura della lotta. A noi ufficiali spetta inoltre la responsabilità, il dovere, di tenere alto il morale della truppa. Credo di trovarvi tutti d'accordo. Tra un'ora, partiremo per un'azione nel porto di Algeri: arriveremo alle ultime luci per evitare l'attacco della caccia. Ognuno sgancerà contro il bersaglio più favorevole. Se troverete difficoltà nella navigazione strumentale, data la distanza dei radiofari, non perdete la calma: accostando a destra c'è sempre la costa africana. Costeggiando potete arrivare a casa anche senza bussola.»[3]

Citazioni su Carlo Emanuele Buscaglia[modifica]

  • «Da tempo attendevamo in linea di volo accanto agli apparecchi che Buscaglia arrivasse dal comando con l'ordine d'operazione. Sapevamo di essere giunti alle prove più dure della nostra specialità e non ci illudevamo gran che di uscirne salvi. Eravamo taciturni. Soltanto Angelucci cantava in continuazione con una strana serenità: "Mamma, solo per te la mia canzone vola...". Quando Buscaglia tornò, aveva come sempre predisposto meticolosamente l'azione. Ci informò con voce ferma e piana: "Il nostro obiettivo è Bougie. La baia pullula di navi da guerra e da carico. Dobbiamo preferibilmente attaccare le navi attraccate ai moli. Attaccheremo perciò da sud tenendoci possibilmente nelle gole dei monti per sfuggire ai radar e per sorprendere la difesa contraerea. Vengono con me: Graziani, Faggioni e Angelucci. Gli altri, pronti per le prossime azioni." Gli apparecchi erano già in moto. Cinque minuti dopo eravamo in volo.» (Giulio Cesare Graziani)
  • Il Quebec Delta Mike che hai chiesto, QDM, è una vecchia voce del vecchio codice Q, codice che usavano già Faggioni e Buscaglia, nulla al mondo è più conservativo dell'aeronautica e della marina, QDM, qudimike, vecchia voce, la più amata di ogni pilota, voce che porta a casa, intraducibile perché non una sigla ma tre lettere che codificano e suggellano la seguente, salvifica domanda: per come voi mi rilevate qual è la prua che devo mettere volendo giungere alla mia destinazione?, destino in spagnolo, una lingua in cui il fine geografico coincide col compimento della propria personale avventura. (Daniele Del Giudice)
    Carlo Emanuele Buscaglia (primo a sinistra) e il suo equipaggio ritratti nel 1942 prima del decollo per una missione.
Giuseppe Cimicchi (a sinistra) e Carlo Emanuele Buscaglia (a destra) controllano l'elica di un siluro.

Martino Aichner[modifica]

  • Buscaglia non fa segreto delle sue scarse simpatie per il fascismo. Ha una viva ammirazione per Mussolini come uomo e come capo, animato dalla migliore volontà di fare del bene all'Italia, ma disprezza, e lo dice apertamente, tutte le bardature del regime, la pomposità, la retorica, la leggerezza, la falsità degli istituti e degli uomini che divennero lampanti il 25 luglio quando l'artificio del fascismo si dissolse in poche ore senza traccia. Buscaglia è un militare completo che sente la responsabilità del suo ruolo di ufficiale effettivo all servizio della patria.
  • Buscaglia risentiva ancora la punta di avvilimento del tempo in cui, all'inizio della carriera, il suo comandante l'aveva proposto per l'esonero dal pilotaggio che aveva poi trasformato in trasferimento, perché ormai la guerra era alle porte e "tutti" i piloti erano necessari. Buscaglia non era un pilota eccezionale non era un "manico" come si dice in gergo aeronautico: però sapeva ridurre i problemi all'indispensabile; infine superava tutto il resto con una caparbia forza di volontà. Ovviamente lo infastidivano i "cannoni", oggetto di ammirazione di tutti. E Faggioni, in arrivo, era senza dubbio un "cannone", anche se fino a quel momento aveva sparato a salva.
  • «Buscaglia sarà qui all'una, non sbaglia di un minuto. Mettiti al bar e aspetta». Seguo il suggerimento del collega e all'una mi trovo di fronte all'uomo che desideravo e temevo di conoscere: nato a Novara nel 1915, Carlo Emanuele Buscaglia aveva allora 26 anni. Alto robusto, dal viso regolare, con una leggera fossa sul mento, uno sguardo tagliente che aggrediva l'interlocutore con una espressione decisa e più vecchia della sua giovane età. Aveva gli anni in cui un giovane comincia a cercare la propria strada e lui la sua l'aveva già trovata e percorsa rapidissimamente, quasi tutta. Era l'asso degli aerosiluranti italiani e probabilmente anche di tutti i belligeranti, con 26 azioni di siluramento; 26 volte nel fuoco di sbarramento con un coraggio sostenuto da un senso del dovere senza limiti. «Sono il sottotenente Martino Aichner assegnato al suo reparto; vengo dalla scuola di Gorizia.»
  • Di Buscaglia tutti in aviazione conoscono le imprese: dalla prima azione italiana di aerosiluramento compiuta nel porto di Alessandria il 16 agosto 1940 (con gli altri capiequipaggio: Dequal, Fusco, Melley, Robone e Copello; allora solo Dequal e Buscaglia riuscirono a sganciare, purtroppo senza risultato perché i siluri si insabbiarono nei bassi fondali del porto) a quella del 17 settembre 1940 in cui Buscaglia (che aveva in equipaggio Copello, Meroni e Donati) in coppia con Robone (che aveva a bordo Galimberti, Marazio, Mauri e Sabatini), silurano e colpiscono, in azione notturna al chiaro di luna, l'incrociatore Kent. È il primo successi degli aerosiluranti italiani subito ammesso dall'ammiraglio Cunningham: per un anno il Kent resterà in cantiere per riparare i danni.
  • Dopo la battaglia di Pantelleria, Mussolini aveva voluto premiare gli aviatori per gli efficaci risultati ottenuti su segnalazione del ministero, aveva scelto Carlo Emanuele Buscaglia come espressione più completa e valida per rappresentare il valore dell'aviatore nella seconda guerra mondiale. Veniva a pesare così sul capo di Buscaglia l'alone di gloria assegnato nella prima guerra a Baracca.
  • Si son dette tante cose sul carattere di Buscaglia, e poiché egli fu elevato a simbolo del combattente alato italiano nella seconda guerra mondiale, come lo era stato Baracca nella prima, evidentemente su di lui si sono puntati maggiormente gli sguardi e gli strali della critica. Era certamente un uomo normale, con i difetti di ogni creatura. L'elemento del carattere che lo faceva superiore a qualsiasi altro era l'incredibile forza di volontà dimostrata in ogni occasione. Per lui la guerra consisteva in un lavoro e voleva che questo lavoro fosse fatto con serietà e per primo lo faceva molto seriamente. Gli è stata spesso mossa la critica di portare il reparto allo sbaraglio, di arrischiare troppo per ambizione personale. Questo giudizio non è giusto; egli aveva certamente un'alta misura delle sue possibilità e, come tutta la gente di coraggio, sentiva di essere protetto dalla fortuna.
  • L'abbattimento di Buscaglia lascia un vuoto incolmabile. Lui che ha trasfuso in noi la baldanza e la sicurezza, è caduto. Che cosa può essere di noi? È proprio la paura fisica e psichica che ci invade lo stomaco e l'animo e ci riempie di dolore e di sgomento. Chi riesce più a rimontare sull'S 79 per andare in azione?
  • Tutti i fotografi imbarcati sono già partiti per la baracca dov'è installata la camera di sviluppo, e dopo mezz'ora le fotografie ancora bagnate sono sul tavolo del comandante che ha già convocato tutti gli equipaggi per discutere i risultati dell'azione. In questa attività Buscaglia è veramente insuperabile; ogni capoequipaggio, immediatamente dopo l'azione, gli deve portare un rapporto scritto sull'andamento dell'azione stessa e sui risultati che ritiene di aver conseguito. Subito dopo, al comando vengono convocati tutti i componenti degli equipaggi per la discussione e il raffronto delle varie versioni e Buscaglia sembra più un pubblico ministero che un giudice.

Note[modifica]

  1. Da Onori e oneri; in Martino Aichner, Il Gruppo Buscaglia. Aerosiluranti italiani nella Seconda Guerra Mondiale, Mursia, Milano, 1991, p 96. ISBN 88-425-0941-8
  2. Da La battaglia di Pantelleria; in Martino Aichner, Il Gruppo Buscaglia, pp. 48-49
  3. Da La battaglia di Ferragosto e l'abbattimento dell'aereo di Buscaglia; in Martino Aichner, Il Gruppo Buscaglia, p. 122.

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